Gesù Cristo è al centro della restaurazione del Vangelo

Gary J. Coleman


«La Restaurazione … assorbe ogni parte del nostro viaggio terreno. Tiene la nostra mente rivolta al cammino che dobbiamo percorrere nella nostra quotidiana ricerca del significato della vita».

Miei fratelli nel Vangelo, mi presento davanti a voi questa sera per esprimere i sentimenti del mio cuore. Voglio che voi giovani sappiate che in questi tempi difficili possiamo trovare delle ancore sicure. Vi sono fondamenta solide sulle quali possiamo edificare, per resistere alle devastanti tempeste degli ultimi giorni. Oggi, se ne osserviamo i principi e le pratiche fondamentali, possiamo godere della pienezza del Vangelo. Mettendo in pratica questi concetti, potremo portare a termine nella gioia il viaggio che porta alla vita eterna.

Quand‘ero giovane, camminavo lungo sentieri diversi da quelli insegnati nella Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Vivevo tra una mescolanza di dottrine e comandamenti degli uomini, avendo una forma di religiosità, ma mancando delle verità rivelate da Dio e del loro potere. La religione svolgeva un ruolo vitale nella mia vita di giovane. La religione era al centro della nostra vita di famiglia. Tuttavia mancava qualcosa; qualcosa di fondamentale riguardo allo scopo della vita era annebbiato e incerto. Ancora giovane, ebbi la fortuna di conoscere dei bravi membri della nostra chiesa, che aprirono davanti a me nuove porte del Vangelo.

Le dottrine della restaurazione del vangelo di Gesù Cristo sono diventate il mio sentiero che porta alla vita eterna e alla pienezza di gioia qui sulla terra. Nulla in questa vita mi è diventato più caro della conoscenza della realtà della Divinità. Noi siamo letteralmente figli di spirito di Dio Padre. La vita e la missione del Suo Unigenito Figliuolo Gesù Cristo influisce sulla mia vita quotidiana. L‘influenza dello Spirito Santo, un giorno dopo l‘altro, è per me un grande conforto.

Sono entrato in questa chiesa perché Dio si rivelò ai profeti degli ultimi giorni, ed essi hanno portato testimonianza della Sua realtà. Quando ho chiesto a Dio se le cose di questo vangelo sono vere, ho ricevuto una testimonianza più possente della vista, più convincente per la mia anima delle parole. Mi è pervenuta la dolce testimonianza, tramite il potere dello Spirito Santo, che le verità del Vangelo restaurato sono sulla terra oggi. Ho avuto la grande benedizione di convertirmi a questa chiesa e di convincermi, senza ombra di dubbio, della divinità di Gesù Cristo come Figlio di Dio. Questo Essere risorto e perfetto sta a capo di questa chiesa. È su di Lui che dobbiamo edificare. È Lui che è la pietra angolare principale delle nostre fondamenta. Egli è la roccia della nostra salvezza, la roccia sulla quale è edificata non soltanto la Chiesa, ma anche la nostra testimonianza personale. Nessun uomo, no, nessun altro nome sotto i cieli basterà per le nostre fondamenta. Il profeta Helaman parlò di queste sacre fondamenta in maniera possente dicendo:

«Ed ora, figli miei, rammentate, rammentate che è sulla roccia del nostro Redentore, che è il Cristo, il figliuol di Dio, che voi dovete costruire le vostre fondamenta; affinché il giorno in cui il diavolo farà soffiare i suoi venti potenti, sì, e le sue folgori nel turbine, quando la sua grandine ed il suo terribile uragano si abbatteranno su di voi, non abbia il potere di trascinarvi nell‘abisso di infelicità e di guai senza fine, per quella roccia sulla quale siete edificati con fondamenta sicure; ed è un fondamento sul quale gli uomini possono costruire senza timore di cadere» (Helaman 5:12).

Non soltanto dobbiamo edificare sulle sicure fondamenta di Gesù Cristo ma, come disse il profeta Giacobbe, dobbiamo vedere in Lui queste sicure fondamenta. Questa pietra, egli dice, sarà il grande e l‘ultimo e l‘unico sicuro fondamento (vedi Giacobbe 4:14-16).

So con tutta la convinzione del mio essere che la testimonianza di Giacobbe è vera. Quando l‘apostolo Pietro dichiarò apertamente parlando di Gesù: «Tu sei il Cristo, il Figliuol dell‘Iddio vivente», Gesù rispose: «Tu sei beato, o Simone, figliuol di Giona, perché non la carne e il sangue t‘hanno rivelato questo, ma il Padre mio che è ne‘ cieli» (Matteo 16:16-17). Cristo sarà rivelato a noi mediante lo stesso procedimento che Dio usò per Pietro. Cristo è sempre la roccia sulla quale ognuno di noi deve edificare, la roccia della rivelazione.

Sono venuto in questa chiesa perché i profeti degli ultimi giorni sono stati chiamati da Dio a svolgere la Sua opera. Ricordo l‘anno, il mese, il giorno e anche il momento stesso in cui il mio cuore accolse la testimonianza che Joseph Smith era un profeta di Dio. Egli fece il lavoro di un profeta e fu lo strumento nelle mani di Dio per far conoscere di nuovo la Sua volontà su questa terra.

Dio continua a suscitare profeti degli ultimi giorni, ed io gioisco per il principio della rivelazione continua nel nostro tempo. Accolgo con gioia la possibilità di sedere ai piedi della Prima Presidenza e del Quorum dei Dodici Apostoli – uomini che noi sosteniamo come profeti, veggenti e rivelatori. Riguardo a questi uomini il Signore stesso ha detto ai nostri tempi: «Ciò che Io, il Signore, ho detto, l‘ho detto, e non mi scuso; e sebbene i cieli e la terra possano passare, la mia parola non passerà, ma si adempierà integralmente, ch‘essa sia stata data dalla mia voce o dalla voce dei miei servitori, è lo stesso» (DeA 1:38).

Noi membri di questa chiesa non siamo più, come ebbe a dire l‘apostolo Paolo, «né forestieri, né avventizi; ma … concittadini dei santi e membri della famiglia di Dio, essendo stati edificati sul fondamento degli apostoli e de‘ profeti, essendo Cristo Gesù stesso la pietra angolare» (Efesini 2:19-20).

Gioisco immensamente per la restaurazione dei libri di Scritture che possiamo usare e dai quali possiamo imparare oggi. Naturalmente il Libro di Mormon è vero! Parla di Cristo, parla di coloro che gioiscono in Cristo, è pieno di predicazioni di Cristo, profetizza di Cristo e rende testimonianza a noi e ai nostri figli riguardo alla fonte della remissione dei nostri peccati. Naturalmente è un‘altra testimonianza di Gesù Cristo! Naturalmente Dio parla agli uomini in questi ultimi giorni, come fece nei tempi passati! È una certezza il fatto che la rivelazione è un processo costante in questa chiesa!

L‘autorità di Dio su questa terra risiede nei detentori autorizzati del sacerdozio di questa chiesa. Pertanto, senza alcun dubbio, tutte le ordinanze di salvezza e di vita eterna stanno in questa chiesa. Ciò che è legato dall‘autorità del vero sacerdozio sulla terra è anche legato in cielo. Sì, la Restaurazione ha riportato sulla terra le vere dottrine e ordinanze del vangelo di Gesù Cristo. La Restaurazione regola ogni fibra del nostro essere; assorbe ogni parte del nostro viaggio terreno. Tiene la nostra mente rivolta al cammino che dobbiamo percorrere nella nostra quotidiana ricerca del significato della vita. Vi è davvero una via stretta e angusta che conduce alla vita eterna, seguendo il Salvatore e i profeti viventi. Dobbiamo accettarli come ispirati allenatori della nostra corsa della vita.

«Perciò», dice il profeta Nefi, «voi dovete spingervi innanzi con risolutezza in Cristo, avendo una speranza perfetta e l‘amore verso Iddio e per tutti gli uomini. Se dunque voi avanzate, nutrendovi della parola di Cristo, e se persevererete fino alla fine, ecco, così dice il Padre: Otterrete la vita eterna.

Ed ora ecco, miei diletti fratelli, questa è la via; né vi è alcun‘altra via né alcun altro nome dato sotto i cieli, per il quale l‘uomo possa essere salvato nel Regno di Dio» (2 Nefi 31:20-21).

La prova che siamo stati chiamati a sostenere qui sulla terra ci impone, tra l‘altro, di basarci sulla fede, di pentirci dei nostri peccati e invocare il Signore nella preghiera quotidiana. Noi gioiamo nei momenti in cui lo Spirito Santo ci dà amorevolmente i Suoi consigli e ci sospinge lungo la strada giusta della vita. Ma qui sulla terra ognuno di noi deve affrontare molti momenti difficili. Tante voci ci invocano dagli stadi della pubblica opinione. Il percorso che seguiamo non sarà mai quello preferito dal mondo. La nostra strada è cosparsa di ostacoli, sui quali possiamo slogarci una caviglia o ferirci un alluce. Ma dobbiamo continuare la corsa. Dobbiamo proseguire con la forza del Signore, ognuno essendo responsabile della sua prestazione alla fine del nostro percorso terreno. Dobbiamo poter dichiarare con Paolo:

«Io ho combattuto il buon combattimento; ho finito la corsa, ho serbata la fede; del rimanente mi è riservata la corona di giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti quelli che avranno amato la sua apparizione» (2 Timoteo 4:7-8).

Sono felice di avere accanto colei che è mia moglie per l‘eternità, e perché la seconda generazione di Santi degli Ultimi Giorni della nostra famiglia ha preso su di sé la causa di Cristo. Possa Dio aiutare tutti noi a diventare partecipi della pienezza della restaurazione di questo sacro Vangelo. Così prego umilmente, nel nome di Gesù Cristo. Amen.