Case e famiglie spiritualmente forti

Joseph B. Wirthlin

Of the Quorum of the Twelve Apostles


Joseph B. Wirthlin
Le norme dateci dal Signore per costruire un tempio valgono anche per creare la forza spirituale nelle nostre case.

Miei cari fratelli e sorelle, l’argomento che voglio trattare questa mattina è la creazione di case e famiglie spiritualmente sicure.

A una conferenza di palo tenuta nel Manitoba, in Canada, qualche anno fa sorella Karen Beaumont descrisse così i suoi sentimenti verso le furiose bufere che colpiscono quella regione:

«Mi piacciono le bufere dell’inverno . . . Quando si alza il vento e comincia a cadere la neve, mi sento invasa da un senso di eccitazione . . . Quando non riesco più a vedere gli alberi del giardino del vicino, telefono a mio marito. Pensa lui a prendere i bambini a scuola . . . È difficile descrivere i sentimenti che provo quando tutti siamo raccolti in casa mentre fuori infuria la bufera . . . Mi piace enormemente! Tutti siamo al sicuro; siamo tutti insieme . . . Siamo fuori del mondo . . . Gioiamo del calore della nostra casa e del calore del nostro amore. Il mio cuore è pieno di contentezza e mi sento in pace con me stessa. Qualche volta vorrei che le cose rimanessero sempre così, con la mia famiglia raccolta attorno a me, protetta dalle cattive influenze del mondo. Ma purtroppo la bufera alla fine si placa; usciamo a spalare la neve e torniamo ad affrontare di nuovo il mondo».1

Forse tutti noi qualche volta vorremmo ritirarci e isolarci dalle tempeste della vita e dai feroci dardi di Satana. Tuttavia dobbiamo essere nel mondo e non del mondo: ossia dobbiamo percorrere il nostro cammino in mezzo al peccato, al male e alla corruzione che regnano nel mondo, resistendo ai loro assalti e respingendoli. Essere nel mondo a volte può spaventarci, poiché viviamo in un periodo in cui Satana diventa sempre più aggressivo. Il Signore disse: «Io non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu li preservi dal maligno» (Giovanni 17:15).

Il male che regna nel mondo

Un recente rapporto intitolato «Bambini in crisi» riflette un aspetto di questo male. La redazione di una rivista a tiratura nazionale ha effettuato uno studio su ciò che sta accadendo ai bambini:

«Tra i sessantacinque milioni di Americani al di sotto dei diciotto anni molti vivono nella povertà. Il 22% vive in famiglie in cui vi è un solo genitore, e quasi il 3% è privo di entrambi i genitori. La violenza tra i giovani sta dilagando . . . Durante i litigi nei parchi giochi, che a volte finivano con qualche pugno sul naso, oggi ci scappa anche il morto. Nelle scuole, in cui una volta era considerata una grave mancanza parlare durante le lezioni, oggi si è costretti a perquisire gli alunni in cerca di armi, a interrogarli per frenare la diffusione della droga. L’acquisizione di una buona istruzione pubblica, le strade sicure e le famiglie che si ritrovano per cena sembrano strani ricordi di un tempo che fu . . . I genitori di quasi duemilasettecentocinquanta bambini si separano o divorziano ogni giorno . . . Ogni giorno più di cinquecento bambini tra i dieci e i quattordici anni cominciano a fare uso di droga, e più di mille cominciano a bere. Quasi la metà degli studenti delle medie o si droga o beve o compie atti immorali».2 I dati provenienti dalle altre nazioni sono egualmente allarmanti.

Questi e molti altri mali della nostra società oggi trovano la loro origine nella decadenza della famiglia. Quando Satana riesce a indebolire o a distruggere gli affettuosi rapporti che legano i componenti della famiglia, riesce anche a causare più infelicità per più persone di quanto potrebbe fare in qualsiasi altro modo.

La casa puÒ fornire la sicurezza necessaria

Il luogo in cui si può curare la maggior parte dei mali della società è la casa. Per fare della casa una fortezza di rettitudine che protegga i suoi occupanti dai mali del mondo sono necessari costanti sforzi e diligenza. L’appartenenza alla Chiesa non è garanzia di una famiglia forte e felice. Spesso i genitori si sentono sopraffatti. Molti di loro devono fare tutto da soli, mentre soffrono anche il dolore conseguente al divorzio. Il Signore ci ha fornito un piano che ci aiuterà ad avere successo nell’affrontare ogni sfida a cui possiamo trovarci di fronte.

Nel piano di salvezza tutte le famiglie sono preziosi strumenti nelle mani del Signore per dirigere i Suoi figli verso un destino celeste. Educare alla rettitudine un’anima immortale è il compito più nobile che possiamo svolgere, e la casa è il luogo per farlo. Per portare a compimento questo lavoro eterno, le nostre case devono essere fondate sul Vangelo. Quando abbondano la pace e l’armonia, lo Spirito Santo è sempre presente. Le tempeste scatenate dal maligno possono essere fermate sulla soglia della nostra casa.

Assicuriamoci che le fondamenta spirituali di ogni casa siano la roccia del nostro Redentore, come Helaman disse ai suoi figli: «Ed ora, figli miei, rammentate, rammentate che è sulla roccia del nostro Redentore, che è il Cristo, il figliuol di Dio, che voi dovete costruire le vostre fondamenta; affinché il giorno in cui il diavolo farà soffiare i suoi venti potenti, sì, e le sue folgori nel turbine, quando la sua grandine ed il suo terribile uragano si abbatteranno su di voi, non abbia il potere di trascinarvi nell’abisso di infelicità e di guai senza fine, per quella roccia sulla quale siete edificati con fondamenta sicure; ed è un fondamento sul quale gli uomini possono costruire senza timore di cadere» (Helaman 5:12).

Le norme dateci dal Signore per costruire un tempio valgono anche per creare la forza spirituale nelle nostre case: «Organizzatevi e preparate tutto ciò che è necessario; ed erigete una casa, cioè una casa di preghiera, una casa di digiuno, una casa di fede, una dimora d’istruzione, una dimora di gloria, una dimora d’ordine, una dimora di Dio» (DeA 88:119). Diamo ascolto a questo consiglio del Signore? Facciamo come Egli ci chiede? Faremo bene a edificare le nostre case secondo questo piano, altrimenti esse sono destinate a crollare.

Gli schemi divini per acquisire la forza spirituale

Una casa di preghiera e di digiuno

Per far sì che le nostre case siano case di preghiera e di digiuno dobbiamo pregare sempre per poter riuscire vittoriosi, per poter sconfiggere Satana, per poter sfuggire alle mani dei servitori di Satana che sostengono la sua opera (vedi DeA 10:5).

Le nostre famiglie devono riunirsi per la preghiera familiare mattina e sera. Inoltre dobbiamo dire le nostre preghiere individuali per le nostre necessità personali.

Una casa di fede

Possiamo fare di ogni casa una casa di fede credendo nella bontà di Dio e credendo che possiamo davvero mettere in pratica i principi del Vangelo e vivere in pace e in sicurezza. Dobbiamo avere la fede necessaria per essere obbedienti, per continuare a sforzarci, per continuare a tenere un atteggiamento positivo. Qualche volta ci scoraggiamo e sentiamo il desiderio di rinunciare. Ma, come disse una volta un vecchio cow-boy: «Se vengo sbalzato da cavallo, so che devo rimontarlo e continuare». Non possiamo mai rinunciare.

Quando penso alla fede, prendo come modello due grandi profeti del Libro di Mormon: Nefi e Alma. Con fede Nefi tornò a Gerusalemme per prendere le tavole di bronzo «non sapendo in anticipo quello che [avrebbe] fatto» (1 Nefi 4:6). Alma pregò con fede perché si ravvedesse il figlio traviato che era diventato «un uomo assai malvagio e idolatra» e «andava qua e là, cercando di distruggere la Chiesa di Dio» (vedi Mosia 27:8, 10; vedi i vv. 8-37).

Una casa di istruzione e di gloria

Ogni casa è una casa di istruzione, sia nel bene che nel male. I familiari possono imparare a essere obbedienti, onesti, laboriosi, autosufficienti e fedeli nel mettere in pratica i principi del Vangelo; oppure possono imparare qualche altra cosa. L’apprendimento del Vangelo nelle case dei membri della Chiesa deve essere basato sulle Scritture e sulle parole dei profeti degli ultimi giorni.

Il Signore ha comandato ai genitori di insegnare ai figli. Re Beniamino istruì così i genitori: «Non sopporterete che i vostri figliuoli soffrano la fame o la nudità; né che trasgrediscano le leggi di Dio, che bisticcino e si disputino e servano il diavolo . . .

Ma insegnerete loro a seguire il cammino della verità e della serietà; li esorterete ad amarsi gli uni gli altri ed a servirsi a vicenda» (Mosia 4:14-15).

Per sottolineare l’importanza di questo dovere, il Signore ammonì i genitori che se non insegnano ai loro figli «a comprendere la dottrina del pentimento, della fede in Cristo, il Figliolo del Dio vivente, del battesimo e del dono dello Spirito Santo per imposizione delle mani . . . il peccato sarà sul capo dei genitori» (DeA 68:25).

Un consiglio personale ai genitori: insegnate ai vostri figli a pregare, a confidare nella guida del Signore e ad esprimere la loro gratitudine per i benefici di cui godono. I bambini imparano da voi a distinguere il bene dal male. Imparano che mentire, imbrogliare, rubare o bramare i beni degli altri è peccato. Aiutateli a imparare a osservare la santità della domenica. Insegnate loro a imparare e a obbedire ai comandamenti di Dio. Insegnate ai vostri bambini a lavorare, e insegnate loro che il lavoro onesto sviluppa la dignità e il rispetto di se stessi. Aiutateli a trovare piacevole il lavoro e a provare la soddisfazione che deriva da un lavoro ben fatto.

Nel 1904 il presidente Joseph F. Smith disse ai genitori: «Non mandate i vostri figli dagli specialisti . . . ma servitevi per la vostra opera di educazione del vostro stesso precetto ed esempio, presso il vostro focolare. Siate voi stessi specialisti della verità . . . Non un solo bambino su cento devierebbe dalla retta via se l’ambiente, l’esempio e l’educazione familiare fossero in accordo con la verità del vangelo di Cristo, rivelato e insegnato ai Santi degli Ultimi Giorni».3

Il modo ideale per trasformare la vostra casa in una casa di istruzione consiste nel tenere fedelmente la serata familiare. La Chiesa ha riservato il lunedì sera proprio a questo scopo. Nel 1915 la Prima Presidenza esortò i dirigenti locali e i genitori a inaugurare il programma della serata familiare e a stabilire un’ora in cui i genitori devono insegnare ai loro figli i principi del Vangelo. La Prima Presidenza scrisse: «Se i santi obbediscono a questo consiglio, promettiamo loro che godranno di grandi benefici. Crescerà l’amore nella loro casa, e l’obbedienza ai genitori. Nel cuore dei giovani di Israele si svilupperà la fede, ed essi otterranno il potere di combattere gli influssi maligni e le tentazioni che troveranno sul loro cammino».4

Il presidente David O. McKay fece la stessa promessa nel 1965 e aggiunse che i giovani troveranno il potere di «scegliere la rettitudine e la pace, e si assicureranno un posto per l’eternità nella cerchia familiare del nostro Padre».5 Nel 1976 la Presidenza ribadì il concetto che «la fedele partecipazione alla serata familiare svilupperà un più grande senso del valore personale, dell’unità familiare, dell’amore del prossimo e della fiducia nel nostro Padre nei cieli».6

In presenza di tali promesse dovremmo aspettarci in ogni fedele una diligenza esemplare nel seguire questi consigli profetici. Naturalmente siamo tutti esseri umani, e i nostri migliori piani non sempre si realizzano. Perché no? Facciamo che non sia per la mancanza di impegno. So che il Signore manterrà le Sue promesse. So anche che possiamo osservare questo comandamento se ci organizziamo e prepariamo «ogni cosa necessaria».

Sono grato ai miei genitori e nonni che crearono tali tradizioni di apprendimento nella nostra famiglia. Mio padre scrisse questo resoconto di come i suoi genitori insegnavano ai figli:

«La voce allegra e musicale della mamma diceva: Venite, bambini! È l’ora del canto e della storia . . . Si sedeva sulla vecchia sedia a dondolo, ci chiedeva di ascoltare attentamente, di cantare bene e di fare delle domande . . .

Imparavamo le parole degli inni mediante la ripetizione, e il significato della storia di ogni inno ci veniva così spiegato. Il mattino era sereno ci insegnava la storia della restaurazione del Vangelo, e la storia della vita di Joseph Smith diventava veramente viva. Santi, venite apriva una porta sulle innumerevoli imprese, sulla fede e sulla lealtà dei pionieri . . .

Una testimonianza della divina chiamata di Joseph Smith, dell’autenticità del Libro di Mormon e soprattutto della realtà del nostro Padre celeste e di Suo Figlio Gesù Cristo furono i risultati di quell’ora dedicata dalla famiglia al canto e alla storia . . . Il mio cuore è pieno di gratitudine per quell’angelo di madre che mi insegnò le dottrine del pentimento, della fede, del battesimo e del dono dello Spirito Santo. Ella mi insegnò il potere e i benefici della preghiera, l’assoluta certezza dell’esistenza del Padre e del Figlio, mi insegnò che Joseph Li vide e parlò con Loro quand’era un ragazzo di quattordici anni. Sapevamo, grazie ai suoi insegnamenti, che il nostro profeta vide altri messaggeri celesti . . . e che per loro tramite la Chiesa di Gesù Cristo era stata restaurata sulla terra».7

Quando ero ragazzo la nostra serata familiare veniva tenuta attorno al tavolo da pranzo. Era un’esperienza piacevole e proficua. Era il momento in cui mio padre ci raccontava la sua vita. Spesso parlava delle belle esperienze spirituali che aveva fatto predicando il Vangelo in Germania. Ogni storia sembrava più bella ogni volta che la raccontava. Crebbi senza mai dubitare che sarei diventato un missionario, e non persi mai lo zelo che egli aveva instillato nel mio cuore. Mia madre ci parlava della nobiltà dei suoi genitori pionieri e della loro grande fede nel Vangelo.

Una casa può diventare letteralmente una casa di gloria. I ricordi della prima infanzia possono diventare epopee gloriose.

Una casa d’ordine Per stabilire l’ordine nella casa i genitori devono saper esercitare la loro autorità con rettitudine. I genitori devono fissare norme di comportamento accettabili per i figli, indicando dei limiti e rispettandoli in modo coerente. Essi devono istruire e guidare i loro figli «per persuasione, per longaminità, per gentilezza e mansuetudine, e con amore sincero . . . per bontà . . . rimproverando immediatamente con severità, quando ispirati dallo Spirito Santo; ed in seguito mostrando un sovrappiù di amore» (DeA 121:41-43). I genitori si guadagneranno il rispetto dei figli, e i figli onoreranno i genitori, favorendo l’unità della famiglia. Altri mezzi che garantiscono l’ordine nelle nostre case li otteniamo quando abbiamo cura che i nostri figli siano benedetti, battezzati e ordinati al sacerdozio. Inoltre essi devono essere degni di entrare nei sacri templi, diventare missionari e ricevere la grande benedizione del matrimonio eterno. Una casa di Dio

Fratelli e sorelle, se farete della vostra casa una casa di preghiera, di digiuno, di fede, di istruzione, di gloria e d’ordine, essa potrà diventare una casa di Dio. Se edificherete la vostra casa sulla roccia del nostro Redentore e del Vangelo, essa sarà un santuario in cui la vostra famiglia potrà trovare riparo dalle furiose tempeste della vita.

Porto testimonianza della divinità del Salvatore, Gesù Cristo, il Figlio di Dio. Noi siamo i figli di spirito del nostro Padre celeste. Egli si ricorda di ognuno di noi e vuole che le nostre case e le nostre famiglie siano spiritualmente forti. Joseph Smith è un vero profeta di Dio, come lo sono tutti i suoi successori. Nel nome di Gesù Cristo. Amen. 9

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  1.  

    1. Manoscritto non pubblicato, Conferenza del Palo di Winnipeg, Manitoba, 27 ottobre 1990.

  2.  

    2. Louis S. Richman, «Struggling to Save Our Kids», Fortune, 10 agosto 1992, pagg. 34-35.

  3.  

    3. Dottrina Evangelica: Sermoni e scritti del presidente Joseph F. Smith, pag. 270.

  4.  

    4. Messagges of the First Presidency of the Church of Jesus Christ of Latter-day Saints, a cura di James R. Clark, 6 volumi (Salt Lake City: Bookcraft, 1970), 4:339.

  5.  

    5. Family Home Evening Manual (Salt Lake City: The Council of the Twelve Apostles of The Church of Jesus Christ of Latter-day Saints, 1965), pag. iii.

  6.  

    6. Family Home Evening Manual (Salt Lake City: The Church of Jesus Christ of Latter-day Saints, 1976), pag. 3.

  7.  

    7. Joseph L. Wirthlin, A Heritage of Faith, a cura di Richard B. Wirthlin (Salt Lake City: Deseret Book Co., 1964), pagg. 42-43).