Appiana il sentiero dei tuoi piedi»


Elaine L. Jack


«Ognuna di noi ha il privilegio di cercare di conoscere sinceramente e devotamente la volontà del Signore proprio a nostro riguardo, nelle difficoltà della vita».

Mie care sorelle, voglio parlare di quello che sento per il Vangelo e del mio amore per il Padre in cielo. Quale gioia è ritrovarsi, parlare delle cose che contano veramente e sapere che siamo unite in questa grande opera.


Oggi siamo qui non per quello che facciamo, ma per quello che siamo: figlie del nostro Padre in cielo. Noi attribuiamo una grande importanza a questa definizione, poiché siamo donne dell’alleanza. Le nostre alleanze rivestono un grande significato, poiché le abbiamo fatte con il Signore. Esse sono un bastione contro i poteri dell’opposizione, una forza e un memento del motivo per cui ci troviamo qui. Le donne e gli uomini di questa chiesa portano testimonianza al mondo che questa vita è il tempo in cui dobbiamo prepararci a incontrare Dio. Anche se viviamo in tempi difficili e impegnativi, stiamo percorrendo la via che conduce alla vita eterna e non possiamo permetterci ritardi o deviazioni.


Nel libro dei Proverbi leggiamo questo ammonimento: «Appiana il sentiero dei tuoi piedi» (Proverbi 4:26). In questa chiesa abbiamo piedi che si muovono velocemente. Facciamo davvero molto. Tutte abbiamo udito il consiglio di essere «ansiosamente impegnate in una buona causa» (DeA 58:27).


È proprio di questa «buona causa» che voglio parlare questa sera.


Essere una donna dell’alleanza è una sacra e nobile responsabilità. È una responsabilità tutta nostra. Non è per caso che ci troviamo impegnate a svolgere la missione dataci dal Signore. È per nostra scelta che siamo venute su questa terra per seguire la via tracciata dal Salvatore. Al battesimo ci impegnammo, come facevano i Nefiti alle Acque di Mormon, ad essere chiamati il Suo popolo, a servirLo, a osservare i Suoi comandamenti, a stare come testimoni di Dio in ogni momento, in ogni cosa e in ogni luogo (vedi Mosia 18:8-10).


Il nostro impegno a seguire Cristo è in netto contrasto con il comportamento di molte persone le cui voci riempiono i giornali, la cui nuova moralità riempie gli schermi e i cui valori, per i troppi e costanti aggiornamenti, sono stati sradicati.


Noi donne dell’alleanze cerchiamo l’esaltazione e la pace che attiene alla vita eterna nel regno dei cieli. Questa risoluzione è accompagnata dalla quieta rassicurazione che parla dolcemente alla nostra anima e conferma che la pace, l’amore, la speranza, la gentilezza, la riverenza, la gioia e l’obbedienza portano cambiamento e buone opere. Invero oggi ci troviamo davanti al mondo per gioire – non del potere degli uomini e delle donne – ma della bontà di Dio.


Sorelle, è passato il tempo in cui potevamo semplicemente credere. Dobbiamo essere appassionate nella nostra fede. Le donne hanno sete delle cose dello spirito. Uno dei motivi principali per cui le donne partecipano alle riunioni della Società di Soccorso è per essere spiritualmente nutrite, per conoscere meglio gli insegnamenti di Dio. La nostra testimonianza personale, che cresce come la testimonianza di tutte loro, proclama la bontà della nostra causa, quella di venire a Cristo.


Oggi vediamo tutto attorno a noi l’Avversario al lavoro – e vediamo che egli sta riscuotendo un grande successo. Egli ha travisato la verità per adattarla ai suoi propositi, e le moltitudini l’hanno seguito. O ci teniamo strette alla verga di ferro o forse, inconsciamente, la lasciamo andare, un dito alla volta, e lentamente ce ne allontaniamo. «Non io», potrete dire, ma nessuna di noi è immune da questa sorte. Né siamo immuni alle deviazioni nella folle corsa per fare tutto, nel folle desiderio di avere tutto e nella ricerca della giustificazione del motivo per cui vogliamo tutto e subito. Satana non ha scrupoli e i suoi sforzi non hanno mai fine.


Eliza R. Snow disse: «Ci troviamo in una posizione diversa da quella degli altri … abbiamo fatto un’alleanza con Dio, noi conosciamo il Suo ordine» (Millennial Star, settembre 1871, pag. 578). Queste alleanze includono il consiglio dato a Emma Smith in Dottrina e Alleanze a mettere da parte le cose di questo mondo e cercare le cose di un mondo migliore (vedi DeA 25:10).


Sono molto impegnata a seguire quesa esortazione.


La via stretta e angusta fu segnata da Gesù Cristo. Isaia la chiama «la via santa» (Isaia 35:8). Oggi vi porto testimonianza che il Signore ha affidato alle donne di questa chiesa i lavori più sacri sulla via della perfezione.


Ho ricevuto una lettera dalla madre di cinque figli in tenera età della Carolina del Sud, che a causa di una lesione alla schiena non poteva lasciare il letto. Ella mi scrive del «piccolo esercito di misericordia» del suo rione che ha provveduto alle sue necessità giorno e notte: «Mi hanno nutrito, hanno rammendato, lavato e stirato i miei panni, hanno asciugato le lacrime dei miei occhi e hanno praticato la necessaria terapia durante la notte, protestando continuamente che a loro non dava alcun fastidio; volevano soltanto conoscere meglio cos’è la carità e avevano bisogno di qualcuno su cui fare pratica».


Vi sono momenti in cui abbiamo a disposizione molte mani che ci aiutano e momenti in cui vi sono soltanto quelle del Signore.


Una sorella di novantatré anni dell’Idaho descrive così la sua vita: «Ho incontrato momenti felici e tante difficoltà, tanto dolore». La nostra esperienza ci aiuta a capire quello che ha passato. Anche se nostro Signore Gesù Cristo avrebbe potuto chiamare in Suo aiuto i poteri del cielo, il Suo cammino fu spesso solitario e – alla fine – Egli sopportò da solo la Sua agonia.


La causa di Cristo era unica e aveva uno scopo preciso. Egli dichiarò infatti: «Sono venuto al mondo per fare la volontà del Padre mio» (3 Nefi 27:13). Lo stesso dobbiamo fare noi. La nostra disponibilità a prendere sul serio le nostre alleanze ci porta conforto nel dolore, gioia nella sofferenza, felicità nelle pene. 


In tutta la Chiesa vi sono donne meravigliose che esercitano una grande influenza. Sorelle, abbiamo molto da condividere con gli altri: la nostra forza spirituale, il nostro senso di proposito, il nostro impegno verso il Vangelo e i benefici di cui godiamo grazie al santo sacerdozio. Esaminate attentamente con me i seguenti quattro punti, che illustrano l’influenza che possiamo esercitare sul mondo.


Siamo donne dotate di forza spirituale!


Abbiamo in noi il potere del Signore che ci guida sulla strada della rettitudine. Ogni giorno scegliamo tra tentazione e santificazione. Cerchiamo momenti di spiritualità quando leggiamo le Scritture. Preghiamo e portiamo questa preghiera nel nostro cuore. Conosciamo la pace che proviene ascoltando non gli applausi o la segreteria telefonica, ma la voce mite e tranquilla che sussurra tanto dolcemente. Ascoltiamo meno il mondo e più i suggerimenti dall’Alto.


Ricordate che lo Spirito prospera nell’altruismo. La presenza dello Spirito non è favorita dall’egoismo, dall’autocommiserazione, dall’orgoglio e dalle illusioni. «Dedicarsi allo spirito è vita eterna» (2 Nefi 9:39).


La nostra spiritualità diventa più forte grazie alla spiritualità degli altri. Mostrate carità le une per le altre. Mostrate comprensione, non propensione a giudicare; gentilezza, non accuse; gioia, non invidia. Amate come ama il Signore.


Penso al piccolo gruppo di sorelle di Bangalore, in India, che si ritrovano soltanto una volta al mese per tenere la riunione della Società di Soccorso. Le altre settimane si riuniscono in gruppi ancora più piccoli nelle rispettive case. L’anno scorso ho fatto loro visita e ho riconosciuto subito che lo Spirito del Signore era presente in quel piccolo gruppo di donne. Quando la loro presidentessa di trent’anni, convertita da due, mi presentò e portò testimonianza dei benefici dell’appartenenza alla Società di Soccorso, fui commossa dai legami di amore che univano quelle sorelle. Sono donne di Dio. Potevo sentire il Suo Spirito allora, proprio come lo sento qui con voi questa sera.


Siamo tutte donne che hanno uno scopo!


Il profeta Michea nell’Antico Testamento dice: «Mentre tutti i popoli camminano ciascuno nel nome del suo dio, noi cammineremo nel nome dell’Eterno, del nostro Dio, in perpetuo» (Michea 4:5).


In questo mondo tanto complesso, come possiamo camminare nel nome del Signore nostro Dio quando questioni come casa, famiglia, matrimonio, lavoro, figli, età e morte giocano un ruolo tanto importante nelle nostre esperienze quotidiane? Come possiamo pensare come il Signore quando siamo scoraggiate, comportarsi con saggezza quando siamo stanche, dimostrare pazienza quando siamo pressate dagli impegni, rispettare quando siamo respinte?


Sorelle, rivolgetevi al Signore. Egli si cura molto della nostra felicità e del nostro benessere. Parlate con Lui sinceramente e spesso, e riceverete le risposte che cercate.


Poi esaminate le vostre priorità. Noi donne dell’alleanza dobbiamo avere a cuore le cose che contano veramente. La casa, la famiglia e il prossimo contano veramente. Per coloro che hanno bambini piccoli o adolescenti, essi sono la loro massima priorità. Non parlo di mantenimento, né del bucato, né delle finestre. Parlo di amare i nostri figli e di insegnare loro i principi giusti. Parlo di un cuore volenteroso che antepone le necessità eterne dei bambini a noi affidati alle nostre preferenze personali. Parlo del dolore che si sente quando un figlio si è allontanato dalla retta via e noi cerchiamo di riportarlo indietro un passo alla volta.


Quand’ero una giovane madre ricordo di aver detto al mio figlio minore Gordon, che era caduto dalla bicicletta e non soltanto si era sbucciato le ginocchia, ma aveva anche perso la fiducia nelle sue capacità: «Sono qui», dicevo mentre lo abbracciavo per confortarlo, «sono proprio qui». Questo mi ricorda che il Signore è sempre vicino a noi (vedi Matteo 28:20). Egli non è soltanto nella cappella o nel tempio o nella nostra stanza quando ci inginocchiamo a pregare. Egli è «proprio qui» quando mettiamo in pratica i Suoi insegnamenti.


Siamo donne che prendono degli impegni!


Ho veduto un esempio di impegno quando ho fatto visita a una sorella delle Filippine. Ella non possedeva nulla, secondo le norme del mondo. I suoi otto figli vivevano ammucchiati in una capanna di due stanze, costruita su palafitte. Salii la scala a pioli per entrare in quella capanna. Fui immediatamente condotta in un angolo, dove su un tavolo stava una macchina da cucire. Non era un modello nuovo con 320 punti, campanelli, fischi e tutte le complicate funzioni che la tecnica moderna offre. Era una macchina più vecchia di quella di mia madre! Quella sorella non mi mostrava con orgoglio il suo prezioso bene, ma mi mostrava la profondità del suo impegno. Per due anni ella aveva lavorato a quella semplice macchina da cucire per guadagnare i soldi necessari per portare la sua famiglia al tempio, in modo da poter essere suggellati insieme. Il figlio minore, ella disse con un sorriso, era nato nell’alleanza.


Ella era impegnata a osservare le sue alleanze e aveva molto a cuore le benedizioni del sacerdozio di cui godeva grazie alla sua fedeltà. Ella non si era fermata al battesimo, poiché era veramente consapevole che «a colui … a cui molto è dato, molto è richiesto» (DeA 82:3). Grazie ai suoi sforzi, la sua famiglia era stata suggellata per sempre. Immaginate la loro gioia!


Siamo donne che conoscono le benedizioni del sacerdozio!


In questi ultimi giorni abbiamo le benedizioni del sacerdozio che ci aiutano a vedere chiaramente e ad agire di conseguenza. Come discepoli di Cristo, siamo dotati di qualcosa di più del buon senso, delle buone idee, delle inclinazioni giuste. Dobbiamo sempre ricordare che «Gesù Cristo è il grande Sommo Sacerdote di Dio; Cristo è dunque la fonte di ogni vera autorità e potere del sacerdozio su questa terra» (Encyclopedia of Mormonism, New York: Macmillan, 1992, pag. 1133).


Noi sappiamo cosa vuol dire riporre la nostra fede, le nostre preghiere, la nostra fiducia e la nostra stima in coloro che Dio ha nominato a guidarci. Il Signore ha detto: «La mia parola … si adempierà … ch’essa sia stata data dalla mia voce o dalla voce dei miei servitori, è lo stesso» (DeA 1:38).


Voglio che sappiate che io, come presidentessa generale della Società di Soccorso, apprezzo le benedizioni che provengono dal servire sotto la direzione dei dirigenti che detengono il sacerdozio. Dobbiamo rimanere uniti come popolo, poiché il Signore ci invita a farlo. L’anziano John A. Widtsoe parlò di uomini e donne che lavorano sotto lo stesso giogo, spinti dalla comune devozione ai principi giusti, quando disse: «Nelle ordinanze del sacerdozio l’uomo e la donna godono degli stessi diritti … Nella chiesa di Cristo la donna non è un accessorio, ma un socio a pari diritti con l’uomo» (Relief Society Magazine, giugno-luglio 1943, pag. 373).


Gli uomini e le donne hanno a disposizione ogni benedizione del sacerdozio indispensabile per ottenere la salvezza: le benedizioni di essere battezzati, ricevere lo Spirito Santo, rinnovare le loro alleanze prendendo il sacramento e stipulando e osservando le alleanze del tempio. Come donne dell’alleanza noi conosciamo e comprendiamo le parole di Dottrina e Alleanze che devono servirci da guida, che sono consigli rivolti alle donne, oltre che agli uomini: «I loro cuori sono talmente attirati verso le cose di questo mondo, ed aspirano agli onori degli uomini, ch’essi non apprendono quest’unica lezione: … che i poteri del cielo non possono essere governati né esercitati se non su principi di giustizia» (DeA 121:35-36).


Ed ora, una volta ancora, io dico: appianate il sentiero dei vostri piedi. Cercate la guida del Signore, come le mie consigliere e questa fedele sorella vi hanno esortate a fare questa sera.


Meditate sulle parole che vi ha detto un apostolo del Signore. L’anziano M. Russell Ballard ci ha esortate a non giudicare gli altri. Ci ha ricordato che ognuna di noi ha il privilegio di cercare di conoscere sinceramente e devotamente la volontà del Signore proprio a nostro riguardo, nelle difficoltà della vita. Inoltre ci ha ricordato che questo è il piano di Dio e che non è nostra prerogativa alterarlo in nessuna sua parte.


Chiedo che ognuna di voi prenda a cuore questi messaggi e si rammenti che essi provengono dal Signore attraverso i Suoi servi. Alle loro testimonianze aggiungo la mia. So che noi, figlie dell’Altissimo Iddio, siamo qui per fare la volontà del Signore in un’epoca estremamente difficile, che è pure un’epoca in cui gli angeli del Signore gioiscono dei nostri sforzi. So che il Signore regna supremo, e che Egli ha preparato per noi un posto nel Suo regno in cielo. So che noi donne dell’alleanza sceglieremo la via che porta alla vita eterna. Nel nome di Gesù Cristo. Amen. 9