Aiutiamo i bambini a distinguere la verità dall’errore

Michaelene P. Grassli


I bambini devono poter distinguere da soli la verità dall’errore e avere il coraggio di agire sulla base di quello che sanno.

È uno speciale privilegio partecipare a questa storica riunione e impegnare il mio cuore, la mia mano e la mia voce per sostenere il profeta vivente del Signore – e lo faccio con tutto il cuore. Sostengo anche la chiamata di sorella Patricia Pinegar come nuova presidentessa generale della Primaria. Il tempo che ho trascorso nella Primaria è stato pieno di straordinarie esperienze. Ne sentirò tanto la mancanza; ma conosco sorella Pinegar, sorella Wirthlin e sorella Warner, e so che i nostri bambini sono in buone mani. Auguro ogni bene a questa nuova presidenza.

La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni ha sempre avuto a cuore i bambini. La Prima Presidenza, consapevole delle condizioni senza precedenti in cui si trova il mondo, ha preso un’iniziativa senza precedenti che rinnova il nostro impegno verso i nostri piccoli. Mediante un messaggio rivolto alla Chiesa dal titolo «Obiettivo sui bambini» ci ha chiesto di amare e di proteggere i nostri figli come mai abbiamo fatto in passato, di istruirli meglio di quanto abbiamo fatto sino ad ora, di prepararli più adeguatamente a contrastare il potere di Satana e a ricevere la pace e la gloria eterne del Signore (vedi Ensign, gennaio 1994, pag. 80).

Noi ci curiamo di quello che accade ai nostri figli. Essi sono preziosi per il nostro Padre celeste, e sono la nostra unica speranza di portare un po’ di bene in questo mondo. Il presidente Boyd K. Packer una volta mi disse: «Sono i bambini di oggi che porteranno il Vangelo a tutto il mondo. I bambini devono essere possenti, forti e indipendenti nel loro libero arbitrio. E perché possano esserlo, devono possedere la conoscenza del Vangelo e una testimonianza della sua verità».

Consentitemi di parlare di una bambina che si è già avviata su questa strada. La piccola Lindsay, di otto anni, aveva studiato molto per il compito in classe di matematica. Ella racconta: «Quando iniziammo il compito la mia amica si chinò verso di me e mi chiese se potevo farle copiare il compito. Pensai alle serate familiari che teniamo all’inizio di ogni anno scolastico. Papà ci ricorda che dobbiamo sempre fare da soli il nostro lavoro; dice che è meglio essere onesti, invece di imbrogliare per prendere un voto migliore. Sapevo che se avessi aiutato la mia amica a imbrogliare, avrei imbrogliato anch’io. Così scossi il capo. Il giorno dopo l’insegnante mi chiamò nel corridoio e disse che le nostre risposte erano uguali. Mi fu facile guardare l’insegnante negli occhi e dire che non avevo imbrogliato. Quando guardai la mia amica, vidi che piangeva. Aveva confessato all’insegnante di aver guardato il mio foglio. Mi dispiacque molto per la mia amica, ma fui felice di essere stata onesta».

I bambini devono saper distinguere da soli la verità dall’errore e avere il coraggio di agire sulla base di quello che sanno, come fece Lindsay. Studiando i principi che regolano il discernimento ho fatto alcune scoperte. Una scoperta venne direttamente dal Libro di Mosè, in Perla di Gran Prezzo.

Nel primo capitolo di Mosè leggiamo che Dio parlò con Mosè faccia a faccia, gli disse che era un figlio di Dio e gli mostrò la terra dal principio alla fine. Poi «Satana venne a tentarlo, dicendo: Mosè, figliuol d’uomo, adorami» (Mosè 1:12).

E come rispose Mosè in questo confronto con Satana? «Ed avvenne che Mosè gettò il suo sguardo su Satana e disse: Chi sei tu? Poiché ecco, io sono un figlio di Dio, a somiglianza del Suo Figliuolo Unigenito; e dov’è la tua gloria, ch’io debba adorarti?» (Mosè 1:13).

Poiché Mosè conosceva Dio, riconobbe che Satana era un impostore. Se i nostri figli conoscono la verità, possono riconoscere l’errore.

Quando Mosè ebbe riconosciuto l’errore, agì di conseguenza. Non rimase presso Satana per acquisire esperienza. «No», egli disse:

«Posso giudicare fra te e Dio . . .

Ritirati da qui, Satana; non sedurmi» (vv. 15-16).

Egli pregò per avere aiuto e non cessò di farlo, nonostante Satana continuasse a insistere e raddoppiasse i suoi sforzi, tentando Mosè diverse volte. Satana disse a Mosè: «Io sono il Figliuolo Unigenito, adorami» (v. 19).

Mosè sapeva che questo non era vero; ma le urla di Satana avevano un terribile effetto su di lui. Tuttavia egli non volle lasciarsi vincere dal timore. Pregò di nuovo, ricevette forza da Dio e comandò di nuovo a Satana di andarsene. Allora, con gemiti, lamenti e stridor di denti, Satana se ne andò (vv. 20-22).

Mosè riconobbe l’errore, pregò continuamente per avere aiuto e poté vincere il timore. Pertanto egli poté respingere ripetutamente i tentativi fatti da Satana per intimorirlo.

Noi vogliamo mettere in grado i nostri figli di passare all’azione, come fece Mosè. Questo significa molto di più che dire semplicemente loro quello che devono pensare e fare. Significa aiutarli a cercare e ad amare la verità, e a decidere da soli di agire di conseguenza.

Possiamo fare ciò in due modi. Primo, parliamo loro di Gesù Cristo e insegnamo loro le semplici verità del Vangelo. Per fare questo dobbiamo stare accanto a loro onde poter esporre le nostre convinzioni e consentire loro di vederci mettere in pratica i principi. Ogni momento è propizio: i momenti di lavoro, i momenti di gioco, le lezioni in programma e i momenti favorevoli all’insegnamento che si presentano spontaneamente. La serata familiare, la preghiera familiare e il tempo trascorso a tu per tu con ogni bambino contribuiranno a inculcare la verità nel cuore dei nostri figli.

I nostri figli devono sapere che quando leggiamo le Scritture e le parole dei profeti e ascoltiamo i suggerimenti dello Spirito, impariamo dalla sorgente di tutta la verità. Se ci opponiamo agli insegnanti di verità nominati dal Signore, ci opponiamo alla verità. Ma se desideriamo sinceramente conoscere la verità, ne consegue che vorremo imparare dalla sorgente della verità.

Genitori, approfittate del sostegno che la Chiesa vi offre, inclusa la possibilità di portare i vostri figli alla Primaria. Le dirigenti e le insegnanti della Primaria possono fornire affetto, sostegno, aiuto e indimenticabili lezioni sul Vangelo e attività per i vostri figli. Esse possono aiutarvi a circondare i vostri figli di cose vere.

Con tutto il cuore ringrazio ognuna di voi che ha lavorato o che lavorerà nella Primaria. Voi aiutate i bambini e aiutate voi stesse. Il presidente Hunter recentemente ha detto quanto segue delle dirigenti e insegnanti della Primaria:

«Coloro che hanno la possibilità di insegnare ai bambini della Chiesa sono particolarmente fortunati se aiutano i bambini a conoscere la loro origine divina e il piano del Padre celeste per loro. Queste persone riceveranno la conoscenza spirituale se insegneranno le preziose verità del Vangelo ai bambini».

Un secondo modo in cui possiamo aiutare i bambini a discernere la verità dall’errore consiste nel dare loro molte occasioni di esercitarsi a discernere la verità e a scegliere rettamente.

Ogni volta che uno dei suoi figli esce di casa, una madre dice: «Ricorda!» Ed essi rispondono : «Lo so: SIG!» Essi sanno che questa sigla significa: «Scegli il giusto».

Una famiglia che conosciamo durante la serata familiare recita delle situazioni in cui potrebbero trovarsi i suoi componenti e si esercita a dare le risposte possibili in tali circostanze. In questa maniera i bambini possono avere un piano di comportamento prima che si presenti la crisi. Questi bambini imparano a discernere la verità dall’errore e ad essere indipendenti usando saggiamente il loro libero arbitrio.

Quando i nostri figli conoscono la verità, possono affrontare con fiducia la voce dell’opposizione. Nessuno può dire loro che la Chiesa non è vera, perché questo suonerà sbagliato alle loro orecchie. Quando faranno degli errori o avranno dei dubbi sulle dottrine, come succede a tutti noi, i sentimenti e i ricordi della verità conosciuti nella loro fanciullezza li aiuteranno a tornare indietro.

Quando ero bambina mio padre la sera si sedeva in fondo al letto e insegnava a me e a mia sorella che noi vivevamo con il Padre celeste prima che questo mondo fosse creato; che avevamo preso la decisione di obbedire ai comandamenti di Dio e di respingere Satana. Egli mi insegnava che Satana gioisce quando disobbediamo al Padre. Allora, ancora bambina, decisi che volevo che il mio Padre in cielo gioisse per me, e non Satana. Quell’impegno ha avuto un grande effetto sulla mia vita.

Spero che tutti i nostri figli siano circondati dagli insegnamenti del Vangelo e abbiano la possibilità di esercitarsi nel saggio uso del loro libero arbitrio. Prego che tutti i bambini abbiano la possibilità di sapere, come io so, che Dio vive, che Gesù è il nostro Salvatore e che noi oggi siamo guidati da un profeta vivente. Prego perché le parole di questo canto della Primaria, che tanto mi piace, risuonino nelle loro orecchie come risuonano nelle mie oggi:

«Io sento attorno a me
le Sue benedizioni,
a Dio offrirò il mio cuor,
pastore Ei mi sarà.
Ei sa che Lo seguirò
e sol per Lui vivrò.
Non chiede nulla mai
l’amore del Signor.

Nel nome di Gesù Cristo. Amen. 9