«Ammaestrate i fanciulli»

Patricia P. Pinegar


Istruite i bambini e spiegate loro che il Padre celeste li ama e ha fiducia in loro, poiché essi sono Suoi figli. Insegnate e dimostrate loro che essi hanno bisogno di Gesù.

Presidente Hunter, presidente Hinckley, presidente Monson, grazie per la possibilità che mi avete dato di portare testimonianza e di esprimere i miei sentimenti di gioia, gratitudine e responsabilità per essere stata chiamata a servire i bambini della Primaria della Chiesa.

Apprezzo molto quello che l’anziano Wirthlin ci ha detto. Anch’io ho vissuto un’esperienza simile alla sua.

Alcuni anni fa, quando mio marito era presidente della Missione di Londra Sud, in Inghilterra, ci fu una tempesta improvvisa. Il vento soffiò per tutta la notte. Quando venne il mattino ci avventurammo fuori della sede della missione per riscontrare i danni subìti. Ci trovammo davanti a una scena devastante. Molti alberi del nostro giardino, del vicinato e di tutta l’Inghilterra meridionale erano stati sradicati. Era uno spettacolo stupefacente vedere quegli alberi abbattuti, con le loro gigantesche radici ancora intatte sporgere verso il cielo. Arrivai alla conclusione che, poiché il cammino era facile (vedi Alma 37:46) – la pioggia è abbondante in Inghilterra – gli alberi non avevano dovuto affondare profondamente le loro radici nel terreno per trarne il nutrimento di cui avevano bisogno. Le loro radici non erano abbastanza forti né abbastanza profonde da resistere ai venti della forza di un uragano.

D’altra parte anche i grandi pini che crescono nella California settentrionale hanno un sistema radicale molto superficiale. Ma quando essi sono circondati da altri pini, neppure i venti più forti possono abbatterli. Le radici dei giganteschi pini si intrecciano le une alle altre per darsi forza. Quando viene l’uragano essi si sostengono reciprocamente.

Consentitemi di citarvi alcuni esempi personali e di ringraziare le persone che sono state i pini giganteschi che mi hanno sostenuta in questa vita, coloro che mi hanno dato l’esempio nel curare e nell’istruire, coloro che hanno intessuto le loro radici alle mie e mi hanno aiutato a rimanere sicura, ammaestrandomi con le loro parole e la loro condotta.

Sento una profonda gratitudine per mia madre, che mi consentiva di essere responsabile delle mie azioni e non sempre riparava ai miei errori. A mio padre, che presto avrà ottantanove anni e vive con noi. Grazie, papà. Grazie per avermi insegnato, come consigliano le Scritture, soltanto «per persuasione, per longanimità, per gentilezza e mansuetudine, e con amore sincero; [sì,] rimproverando immediatamente e con severità, quando ispirato dallo Spirito Santo; ed in seguito mostrando un sovrappiù di amore» (DeA 121:41, 43).

Le più forti radici che s’intrecciano con le mie sono quelle del mio caro marito Ed, che è di una rettitudine incomparabile. Egli mi ha ammaestrata e incoraggiata, mettendo in pratica la preghiera del presidente Hunter «che possiamo trattarci l’un l’altro con più gentilezza, più cortesia, più umiltà, pazienza e disponibilità a perdonare» (Ensign, luglio 1994, pag. 4).

Ai miei figli, che fanno parte delle mie radici, che sono un raggio di speranza nella mia vita, dico: grazie per avermi aiutata e sostenuta, grazie per quello che fate.

Sono una nonna felice. Tredici dei nostri diciassette nipoti sono in età della Primaria e più piccoli. Essi mi aiuteranno a conoscere la Primaria e i bambini. Essi possono essere i miei insegnanti. Esiste un compito che una nonna può svolgere migliore di quello di amare e rafforzare i bambini?

Consentitemi di rivolgere una sincera espressione di gratitudine a voi, miei fratelli e sorelle, che mi avete sostenuto, perdonandomi quando vi ho deluso.

Vi sono molte altre persone nella mia vita che mi hanno incoraggiato e mi hanno consentito di attingere alla loro forza. La mia profonda gratitudine va alla presidentessa Janette C. Hales, alla presidenza, al consiglio e alle persone che lavorano nella Primaria, che mi hanno impartito della loro saggezza e acume, che mi hanno amato e sostenuto durante questi ultimi due anni. A Michaelene Grassli, Betty Jo Jepsen, Ruth Wright e al consiglio della Primaria, dico: grazie per la vostra devozione e gli sforzi che avete compiuto per incoraggiare tutti i membri della Chiesa a concentrarsi su quanto vi è di meglio per i bambini.

Quando avevo dieci o undici anni diventai l’organista della Primaria del nostro rione nelle Hawaii, dove sono cresciuta. È uno dei più vividi ricordi che ho della Primaria. Ricordo che mi sentivo molto nervosa. Ricordo che facevo molti sbagli. Ma ricordo ancora più chiaramente che le dirigenti della Primaria si curavano più di me che degli sbagli che facevo.

Ringrazio la comunità dei santi, la famiglia di santi del mio rione, che per tutta la vita mi hanno offerto «luoghi sicuri»: luoghi in cui potevo essere istruita, fare esperienza, fare pratica e infine comprendere meglio e meglio mettere in pratica i principi del Vangelo.

Un giorno in Inghilterra, mentre camminavamo per una strada, mio marito si voltò verso di me con le lacrime agli occhi e disse: «Guarda». Mi voltai e vidi un bambino sul bordo della strada. Egli allora mi disse: «Chi ammaestrerà i fanciulli?» Questo pensiero non vuole uscirmi né dalla mente né dal cuore. Chi ammaestrerà i fanciulli? Chi insegnerà al bambino che chiede: «Il Padre celeste esaudirà veramente la mia preghiera?» Chi insegnerà a Kate quando a cinque anni chiede: «Perché abbiamo bisogno di Gesù?» Chi ammaestrerà i fanciulli? Volete farlo voi? Lo farete? Volete aiutarci ad ammaestrare i fanciulli?

Quando ho ricevuto la mia chiamata mi sono inginocchiata e ho chiesto: «Padre, cosa vuoi che si insegni ai bambini?»

Istruite e mostrate ai bambini che il Padre celeste li ama e ha fiducia in loro, poiché essi sono Suoi figli.

Insegnate e mostrate loro che essi hanno bisogno di Gesù, il nostro Salvatore, la nostra guida. Aiutateli a capire e ad accettare il Suo amore e a confidare in Lui e a seguirLo. Insegnate loro che il nostro profeta, il presidente Howard W. Hunter, ha detto: «In ogni occasione dobbiamo chiedere a noi stessi: ‹Cosa farebbe Gesù?› e poi essere più coraggiosi e mettere davvero in pratica la Sua risposta». Egli ha detto anche: «Dobbiamo conoscere Cristo meglio di quanto Lo conosciamo ora; dobbiamo ricordarLo più spesso di quanto Lo ricordiamo ora; dobbiamo servirLo più coraggiosamente di quanto Lo serviamo ora» (Ensign, settembre 1994, pag. 5).

Insegnate ai bambini che all’età di otto anni, quando sono battezzati e ricevono lo Spirito Santo, diventano responsabili delle loro scelte. Insegnate loro che saranno tentati; ma se ascolteranno la voce mite e tranquilla dello Spirito Santo, Egli li aiuterà a fare le giuste scelte.

Possiamo insegnare ai bambini queste verità del Vangelo e tutte le verità del piano di felicità che il Padre celeste vuole che i Suoi figli conoscano e mettano in pratica. La serata familiare può essere l’occasione e il luogo sicuro e pieno d’amore in cui si sente la presenza dello Spirito. Poiché abbiamo otto figli, ricordo anche molto vividamente che la serata familiare non sempre era facile da tenere. Ricordo altri momenti propizi all’insegnamento: la preghiera familiare, lo studio delle Scritture in famiglia (non rinunciate!) in classe, nel corridoio, nel vicinato.

E vi prego di essere, ognuno di voi, come quei forti e sicuri pini di cui ho parlato, con radici che si intrecciano, radici di testimonianza, di fede, di amore, di bontà e di pazienza, per aiutare ogni bambino. Le loro radici non sono abbastanza profonde perché possano resistere da soli alle tempeste della vita. Hanno bisogno di noi – di ognuno di noi – genitori, insegnanti, dirigenti, giovani, fratelli, sorelle. Hanno bisogno di voi.

Ed ora guardo al futuro. Quanto sono grata per il principio della presidenza e per sorella Anne Wirthlin e sorella Susan Warner! «Nel gran numero de’ consiglieri sta la salvezza» (Proverbi 11:14). Rimaniamo insieme uniti per sostenere i nostri dirigenti del sacerdozio e i genitori impegnati ad ammaestrare e rafforzare i bambini.

Bambini della Primaria di tutto il mondo, voglio che sappiate che vi sono molte persone, che voi neppure conoscete, che vi amano e si curano di voi, che vogliono che siate protetti e felici, che vi sentiate pieni di pace. Vi voglio bene e voglio che vi sentiate circondati «dalle braccia del Suo amore» (2 Nefi 1:15) e del mio amore. Ascoltate attentamente ogni buona cosa che udite riguardo al Padre celeste e a Gesù nostro Salvatore, e poi fate del vostro meglio per seguirLi facendo quello che Essi vogliono che facciate.

Tutti noi possiamo essere come giganteschi pini che si sostengono e si rafforzano reciprocamente fra loro, e in particolare i bambini, sicché quando verranno le tempeste potremo sostenerci l’un l’altro. Nel nome di Gesù Cristo. Amen. 9