Lo spirito di Elia

Of the Quorum of the Twelve Apostles


Russell M. Nelson
Servire insieme nel tempio è una sublime attività per la famiglia. Ha in sé uno stimolo che ci sostiene e la conferma della verità di questo lavoro tanto speciale.

Durante gli ultimi dodici mesi quattro delle nostre amate Autorità generali hanno concluso la loro missione sulla terra. Il decesso del presidente Ezra Taft Benson e degli anziani Marvin J. Ashton, Sterling W. Sill e Clinton L. Cutler ha richiamato sulle loro famiglie grandi espressioni di affetto. La loro scomparsa ha anche sottolineato la spiegazione, data dalle Scritture, delle attività che vengono svolte dall’altra parte del velo: «I fedeli anziani di questa dispensazione, quando lasciano questa vita mortale, continuano le loro fatiche nella predicazione del Vangelo . . . nel grande mondo degli spiriti dei morti».1

Il presidente Kimball spiegò che «il nostro importante ruolo in questo aspetto del lavoro missionario è compiere sulla terra le ordinanze necessarie per coloro che accettano il Vangelo nell’aldilà».2

Questi pensieri, e il fatto che il prossimo mese segna il centesimo anniversario della fondazione della Società genealogica dell’Utah, sottolineano la grande importanza e influenza dello «spirito di Elia».3 Per felice coincidenza, la data di questo centenario quasi coincide con il compleanno del presidente Howard W. Hunter, che in passato ha presieduto a questa società e che ora ci esorta ad andare alla casa del Signore.

Il battesimo È indispensabile per entrare nel regno di Dio

Un concetto fondamentale della fede cristiana è la dichiarazione valida per ogni generazione fatta da Gesù: «Se uno non è nato d’acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio».4

Dopo la Sua crocifissione Gesù svolse il Suo ministero nel mondo degli spiriti, dando inizio al lavoro missionario presso coloro che erano morti senza aver conosciuto il Vangelo.5 Il battesimo di queste anime dovrebbe essere dato per scontato. Tuttavia soltanto un versetto del Nuovo Testamento si riferisce direttamente a questa necessità: «Altrimenti, che faranno quelli che son battezzati per i morti? Se i morti non risuscitano affatto, perché dunque son essi battezzati per loro?»6

Queste domande dell’Apostolo Paolo, senza le rivelazioni degli ultimi giorni, rimarrebbero un’enigma; grazie alle rivelazioni degli ultimi giorni diventano chiare. Questo chiarimento ebbe inizio quando il profeta Joseph Smith fu ammaestrato dall’angelo Moroni,7 il quale disse:

«Io vi rivelerò il sacerdozio, dalla mano del profeta Elia, prima della venuta del grande e terribile giorno del Signore.

Ed Egli pianterà nel cuore dei figli le promesse fatte ai padri, e i cuori dei figli si rivolgeranno8 verso i loro padri.

Se non fosse così, la terra intera sarebbe completamente devastata alla Sua venuta».9

Joseph paragonò l’insegnamento di Moroni a una simile profezia fatta da Malachia: che Elia sarebbe venuto di nuovo.10 Noi sappiamo che Elia ritornò – almeno due volte – dopo la promessa di Malachia. Alla trasfigurazione di Cristo Elia apparve sul monte a Pietro, Giacomo e Giovanni.11 Nel Tempio di Kirtland, il 3 aprile 1836, Elia apparve al Profeta e a Oliver Cowdery e disse: «Le chiavi di questa dispensazione sono dunque messe fra le vostre mani».12

Il profeta Joseph Smith fu scelto per ristabilire la Chiesa, ricevere e amministrare l’autorità del sacerdozio e restaurare le verità chiare e preziose che erano andate perdute dalla conoscenza degli uomini.13 Una di queste dottrine era quella della salvezza dei morti, elemento portante della promessa «restaurazione di tutte le cose».14

Alcuni anni fa il presidente Howard W. Hunter disse: «Vi sembra ragionevole che le persone che sono vissute sulla terra e sono morte senza aver avuto la possibilità di essere battezzate siano penalizzate per tutta l’eternità? C’è qualcosa di irragionevole nella celebrazione da parte dei vivi del battesimo per i morti? Forse il più grande esempio di lavoro per procura per i morti è quello datoci dal Maestro. Egli dette la Sua vita come espiazione per procura, cosicché tutti coloro che muoiono vivranno di nuovo e avranno la vita eterna. Egli fece per noi quello che non potevamo fare da soli. In maniera simile noi possiamo celebrare le ordinanze per coloro che non ebbero la possibilità di riceverle in questa vita».

Il presidente Hunter aggiunse: «Non soltanto si possono celebrare i battesimi per i morti, ma anche le investiture, e anche i suggellamenti, grazie ai quali le mogli diventano compagne eterne dei loro mariti, e i loro figli sono suggellati a loro come famiglia. Il suggellamento dei nuclei familiari può continuare sino a quando la famiglia di Dio sarà resa perfetta. Questo è il grande lavoro della dispensazione della pienezza dei tempi: l’unione e la redenzione della famiglia di Dio era il piano divino prima che venissero poste le fondamenta della terra».15

Questa fondamentale dichiarazione del presidente Hunter sottolinea l’importanza del lavoro di tempio per le nostre famiglie e ci aiuta a capire la profezia dell’Antico Testamento che «dei liberatori saliranno sul Monte Sion».16 Questo grande lavoro svolto per persone che non vediamo è uno dei più nobili atti della bontà umana.

Il lavoro di tempio antico e moderno

Dai tempi di Adamo al meriggio dei tempi le ordinanze del tempio furono celebrate soltanto per i vivi. Le ordinanze per i morti dovettero aspettare l’espiazione e il ministero del Salvatore nel mondo degli spiriti.17

Quando fu disegnato il Tempio di Kirtland non c’era alcuna previsione del battesimo per i morti. Tuttavia questo tempio servì a un importante scopo preparatorio. Una settimana dopo la sua dedicazione il Signore scese personalmente nel tempio per accettarlo.18 Quindi, sotto la Sua direzione, Mosè, Elias ed Elia restaurarono le chiavi specifiche dell’autorità del sacerdozio.19

Cinque anni dopo i santi stavano a Nauvoo, nell’Illinois. Là il Signore comandò nuovamente loro di costruire un tempio – questa volta con altri ambienti – perché, Egli disse, «non v’è sulla terra un fonte battesimale ove essi, i miei santi, possano venir battezzati per coloro che sono morti –

Questa ordinanza appartiene infatti alla mia casa».20

Quindi, per far sì che non ci fossero malintesi, pronunciò un solenne ammonimento: «E se non fate queste cose [i battesimi per i morti] . . . voi sarete rigettati come chiesa, insieme con i vostri morti, dice il Signore».21

Anche se il Tempio di Nauvoo fu distrutto dal fuoco, servì ai suoi sacri scopi.22

I documenti genealogici usati nei templi

In tutto il mondo i membri della Chiesa preparano fedelmente i loro documenti genealogici per l’uso nei nostri numerosi templi. Quando le ordinanze vengono celebrate nel tempio è necessaria una ulteriore documentazione, poiché il Signore ha detto:

«Quando alcuno di voi si fa battezzare per i suoi morti, vi sia un archivista a testimone oculare dei vostri battesimi . . .

Affinché tutti i vostri atti vengano registrati in cielo; tutto ciò che voi legate sulla terra sarà legato in cielo e tutto ciò che sciogliete sulla terra, sarà sciolto in cielo».23

Questa importante dottrina si impresse nella mente del Profeta.24 I suoi pensieri vibravano all’unisono con quelli dei profeti che lo avevano preceduto. Joseph scrive: «Giovanni il Rivelatore contemplava questo stesso argomento a proposito dei morti, quando dichiarò: Vidi i morti . . . che stavan ritti davanti al trono; ed i libri furono aperti . . . e i morti furon giudicati dalle cose scritte nei libri secondo le opere loro».25

Poi il profeta Joseph aggiunge: «Tutto ciò che voi registrate in terra sarà registrato in cielo; poiché i morti saranno giudicati in base ai libri».26

Elia e le chiavi dell’autoritÀ del sacerdozio

Nel 1844 Joseph Smith chiese: «Qual è l’ufficio e l’opera di Elia?» Il Profeta risponde subito alla sua stessa domanda: «È uno degli argomenti più grandi e più importanti che Dio abbia mai rivelato . . .».

«Questo è lo spirito di Elia, cioè che noi riscattiamo i nostri morti, che ci uniamo ai nostri padri che sono in cielo . . . Questo è il potere di Elia e le chiavi del regno di Geova».27

Alcuni di noi non hanno ancora percepito lo spirito di Elia né il suo potere. Tuttavia noi siamo vincolati da questo ammonimento:

«Questi sono principi al riguardo dei morti e dei viventi, che non possono essere trattati alla leggera . . . La loro salvezza infatti è necessaria e indispensabile alla nostra . . . essi senza di noi non possono essere resi perfetti – allo stesso modo noi senza i nostri morti non possiamo essere resi perfetti».28

Il compito di Joseph Smith era quello di «porre le fondamenta»29 di questa grande opera. Importanti dettagli dovevano essere rivelati in seguito. Alla conferenza di aprile del 1894 il presidente Wilford Woodruff annunciò questa rivelazione: «Vogliamo che i Santi degli Ultimi Giorni d’ora in avanti rintraccino le loro genealogie fin dove è possibile e siano suggellati ai loro padri e madri. I figli siano suggellati ai loro genitori, e che questa catena arrivi il più lontano possibile . . . Questa è la volontà del Signore per il Suo popolo».30

Il centesimo anniversario della SocietÀ genealogica dell’Utah

La rivelazione di quell’aprile portò all’organizzazione della Società genealogica dell’Utah nel successivo 13 novembre 1894. I suoi obiettivi erano quelli «di istituire e mantenere una biblioteca genealogica . . . insegnare ai fedeli a compilare dei documenti familiari accettabili e a compilare i loro alberi genealogici e favorire le ordinanze del tempio».31 Gli avvenimenti di quello storico anno stabilirono che la ricerca genealogica e il servizio del tempio sono un solo lavoro nella Chiesa.

Nel secolo trascorso da allora molto è stato fatto. Un numero sempre più grande di persone si entusiasmano per la scoperta delle loro radici, e la Chiesa fa del suo meglio per aiutarle. La Chiesa, in inglese, ha adottato il termine storia di famiglia per incoraggiare questa attività tra tutti i suoi fedeli, in particolare tra coloro che potrebbero essere intimiditi dalla parola genealogia. Inoltre 2.150 ottimi centri genealogici sono stati istituiti in tutto il mondo. Per esempio, il Centro FamilySearcht, nell’Edificio Joseph Smith, serve centinaia di migliaia di visitatori, almeno due terzi dei quali hanno trovato negli archivi dei computer informazioni riguardanti i loro antenati.

Più di trecentomila copie del programma computerizzato della Chiesa, chiamato Personal Ancestral Filet, vengono usate nelle biblioteche e nelle case di molte centinaia di persone. Il nostro programma FamilySearchTM è usato da milioni di ricercatori genealogici in tutto il mondo, la maggior parte dei quali non appartiene alla nostra chiesa. Il TempleReadyt consente una facile e quasi immediata approvazione da parte dei computer personali dei nomi per le ordinanze del tempio, cosa che in passato richiedeva molto tempo e fatica.

Io e la mia famiglia abbiamo presentato i nomi dei nostri antenati al tempio e abbiamo celebrato per loro le ordinanze necessarie. Poiché abbiamo la fortuna di vivere vicino a un tempio, ci piace andarvi la mattina presto. Di solito in meno di un’ora il lavoro iniziatorio è compiuto, i giovani vengono portati a scuola, le madri ritornano a casa, e i padri vanno al lavoro, e tutti in orario! Quando facciamo le investiture o i suggellamenti gli adulti disponibili preferiscono andare presto la sera e vivere insieme questa esperienza tanto bella. Poi ci ritroviamo a casa nostra per aggiornare i nostri documenti e apprezzare i dolci e le altre leccornìe preparate da mia moglie.

Stiamo anche svolgendo il lavoro di tempio per gli antenati di un convertito russo che non è in grado di andare a un tempio. Quando nostro figlio era in missione in Russia, questo devoto convertito gli affidò i documenti riguardanti i suoi parenti, con la richiesta che facesse per loro il lavoro di tempio. Quando i nostri figli e nipoti vanno al tempio per celebrare le ordinanze per quelle persone, l’aiuto di nostro figlio è necessario per pronunciare correttamente i nomi, ma non è necessario per accrescere la gioia di tutti coloro che partecipano.

Servire insieme nel tempio è una sublime attività per la famiglia. Ha in sé uno stimolo che ci sostiene e la conferma della verità di questo lavoro tanto speciale.

LibertÀ di scelta, responsabilitÀ e privacy

Per chi sarà efficace questo lavoro di tempio? Il principio del libero arbitrio è valido da entrambe le parti del velo. Là, nelle sfere degli spiriti, la scelta personale e la responsabilità saranno elementi di estrema importanza.32 Non tutti accetteranno queste ordinanze. Non tutti coloro che vorrebbero accettarle sono degni di riceverle. Le Scritture indicano che la fede personale,33 il pentimento34 e l’obbedienza35 saranno attributi necessari per rendere efficace questo lavoro svolto per procura.

Qui, da questa parte del velo, abbiamo poco tempo e pochi templi a disposizione. Questo significa che la scelta di individuare i nostri parenti e di celebrare le ordinanze per loro deve avere la massima priorità. Lo spirito di Elia ispirerà i singoli membri della Chiesa a collegare le loro generazioni, anziché presentare elenchi di persone o di personalità con le quali non hanno rapporti di parentela.36

Teniamo certamente conto dei sentimenti delle persone che non appartengono alla nostra fede che si sentono a disagio o anche offesi per la pratica delle ordinanze del tempio per i morti. A queste persone noi diciamo che il nostro Padre celeste comandò la restaurazione delle chiavi dell’autorità del sacerdozio, e che sicuramente non intendeva offendere nessuno dei Suoi figli. Al contrario: Egli vuole aiutarli. Questa dottrina e le sue ordinanze sono soffuse d’amore e hanno lo scopo di perpetuare il più dolce di tutti i rapporti: quello familiare.

Nondimeno la Chiesa rispetta questi sentimenti. La Prima Presidenza ha chiesto che per quanto è possibile i diritti alla privacy siano protetti, e nel 1972 scrisse quanto segue: «Le persone che presentano nomi che non siano quelli dei loro diretti antenati devono aver ottenuto l’approvazione dei parenti più stretti viventi dei defunti, prima di presentare i documenti di persone nate negli ultimi novantacinque anni».37 Inoltre un richiamo ai diritti di precedenza compare ogni volta che vengono usati i nostri programmi computerizzati.

Intanto, come gesto di generosità e buona volontà, i dirigenti della Chiesa continuano a mettere a disposizione gli impianti e le attrezzature dei centri genealogici alle persone interessate, a prescindere dalla confessione religiosa di appartenenza e senza richiedere nessun pagamento! Tutti gli interessati a turno sono invitati a dare un prezioso contributo alla sempre più grande e crescente raccolta di informazioni genealogiche del mondo.

Le possibilitÀ di servire

In una recente dichiarazione il presidente Howard W. Hunter ha detto tra l’altro: «Siamo un popolo che va al tempio e che ama il tempio. Affrettiamoci ad andare al tempio . . . non soltanto per i nostri parenti defunti, ma anche per godere personalmente delle benedizioni che scaturiscono dal culto reso nel tempio».38

L’invito del presidente Hunter ci ricorda che possiamo fornire i nomi e le ordinanze per gli antenati di cui abbiamo disponibili le informazioni necessarie e, se possibile, possiamo andare spesso al tempio. Cosa e quanto dobbiamo fare dipende dalla nostra situazione e possibilità, dalle direttive dei dirigenti della Chiesa e dalla guida dello Spirito. Nel corso di tutta la vita ognuno di noi può fare un lavoro importante.

Vorrei aggiungere che la creazione quotidiana di felici ricordi nelle nostre famiglie è una cosa importante per rendere piacevole il lavoro genealogico. Ogni giorno che passiamo sulla terra può avvicinarci di più al cielo.

Molti percorrono le strade della vita senza un compagno o una compagna. Anch’essi sono necessari alle loro famiglie da entrambe le parti del velo. Altri possono non aver mai la possibilità di andare al tempio durante la loro vita sulla terra. I fedeli possono trovare conforto nella consapevolezza che nessuna benedizione sarà negata a coloro che amano il Signore e si sforzano sinceramente di osservare i Suoi comandamenti.39 Noi saremo giudicati per le nostre azioni e per i desideri del nostro cuore, nella maniera misericordiosa del Signore e al tempo da Lui stabilito.40

Nessuna mente umana potrebbe aver concepito questo lavoro divino. Esso è una prova della restaurazione del Vangelo nella sua pienezza ed è pervaso dallo spirito di Elia. «Offriamo dunque, come chiesa e come popolo . . . un’offerta in giustizia al Signore; e presentiamo nel Suo santo tempio . . . un libro contenente i registri dei nostri morti che sia degno d’essere accettato».41 Allora potremo aiutarli e saremo benedetti come salvatori sul monte Sion. Di questo io porto testimonianza, nel nome di Gesù Cristo. Amen. 9

Mostra riferimenti

  1.  

    1. DeA 138:57.

  2.  

    2. 2. Ensign, gennaio 1977, pag. 3

  3.  

    3. 2 Re 2:15.

  4.  

    4. Giovanni 3:5. Vedi anche Marco 16:16; DeA 5:16; Mosè 6:59. Gesù stesso fu battezzato per adempiere «ogni giustizia» (Matteo 3:15; 2 Nefi 31:5-6).

  5.  

    5. Vedi 1 Pietro 4:6; DeA 138:10-37.

  6.  

    6. 1 Corinzi 15:29; vedi anche Insegnamenti del profeta Joseph Smith, pagg. 138-139.

  7.  

    7. In particolare dal 1823 al 1827.

  8.  

    8. In seguito Joseph Smith disse che «in questo passo il termine ricondurre dovrebbe essere tradotto come legare o suggellare» (Insegnamenti del profeta Joseph Smith, pag. 261).

  9.  

    9. DeA 2:1-3.

  10.  

    10. Vedi Malachia 4:5-6.

  11.  

    11. Vedi Matteo 17:3. Mosè deteneva le chiavi del raduno di Israele e del raduno delle dieci tribù. Elia deteneva le chiavi del potere di suggellamento. Queste sono le chiavi che essi conferirono a Pietro, Giacomo e Giovanni sul monte. I riferimenti al potere di suggellamento si trovano anche in Matteo 16:18-19; DeA 128:10 e 138:45-48.

  12.  

    12. DeA 110:16.

  13.  

    13. Vedi 1 Nefi 13:26, 28-29, 32, 34-35, 40.

  14.  

    14. Atti 3:21.

  15.  

    15. Ensign, dicembre 1971, pagg. 71-72.

  16.  

    16. Abdia 1:21.

  17.  

    17. Vedi DeA 138:18-37.

  18.  

    18. Vedi DeA 110:1-4, 7.

  19.  

    19. Vedi DeA 110:7-16; DeA 2:1-3 e i commenti nella nota 11.

  20.  

    20. DeA 124:29-30.

  21.  

    21. DeA 124:32; corsivo dell’autore.

  22.  

    22. L’8 novembre 1841 il fonte battesimale «fu dedicato da Brigham Young. Fu usato per la prima volta due settimane dopo, quando gli anziani Brigham Young, Heber C. Kimball e John Taylor celebrarono quaranta battesimi per i morti» (Church History in the Fulness of Times, Salt Lake City: The Church of Jesus Christ of Latter-day Saints, 1989, pag. 252).

  23.  

    23. DeA 127:6-7.

  24.  

    24. Vedi DeA 128:1.

  25.  

    25. DeA 128:6; corsivo nel testo originale.

  26.  

    26. DeA 128:8.

  27.  

    27. Insegnamenti del profeta Joseph Smith, pag. 267.

  28.  

    28. DeA 128:15; vedi anche 18.

  29.  

    29. DeA 1:30; 21:2; 124:118.

  30.  

    30. Messages of the First Presidency, a cura di James A. Clark, 6 vol. (Salt Lake City: Bookcraft, 1965-1975), 3:256-257; vedi anche Deseret Semi-Weekly News, 17 aprile 1894, pag. 1.

  31.  

    31. Archibald F. Bennett, «The Genealogical Society of Utah», Improvement Era, aprile 1935, pag. 225.

  32.  

    32. Il presidente Ezra Taft Benson e i suoi consiglieri rilasciarono la seguente dichiarazione: «Nel considerare le ordinanze per i defunti, non è necessario cercare di stabilire la dignità individuale, se l’ordinanza sarà accettata o i probabili sentimenti delle altre persone defunte interessate dall’ordinanza richiesta . . . Questi accertamenti devono necessariamente essere fatti dall’altra parte del velo» (lettera della Prima Presidenza, 8 dicembre 1988).

  33.  

    33. Vedi Alma 19:13; Ether 3:14; Mosè 5:9.

  34.  

    34. Vedi DeA 138:58.

  35.  

    35. Ibidem.

  36.  

    36. Il presidente Joseph Fielding Smith scrisse: «Noi non svolgeremo l’opera del tempio per tutti, poiché quest’opera non riguarda tutti. Noi faremo l’opera nel tempio per quelli che, grazie alla loro fede e al loro pentimento, hanno il diritto di entrare nel regno celeste . . . Io non so se un uomo è meritevole e un altro no. Il Signore ci ha dato il privilegio di svolgere l’opera per tutti quelli della nostra famiglia ancestrale» (Dottrine di salvezza, a cura di Bruce R. McConkie, 3 vol., 2:169; corsivo nel testo originale).

  37.  

    37. Records Submission Manual, 4a ed. (Salt Lake City: Genealogical Society of The Church of Jesus Christ of Latter-day Saints, 1973), pag. 16.

  38.  

    38. Ensign, luglio 1994, pag. 5.

  39.  

    39. Vedi Joseph Fielding Smith, Dottrine di salvezza, a cura di Bruce R. McConkie, 3 vol., 2:73-74; Bruce R. McConkie, The Mortal Messiah, 4 vols. (Salt Lake City: Deseret Book Co., 1979-1981), 3:188.

  40.  

    40. Vedi 2 Nefi 9:41; Alma 41:3; DeA 137:9.

  41.  

    41. DeA 128:24.