Mettiamo alla prova la parola di Dio

Virginia H. Pearce


«Decidete che per quanto vi riguarda troverete ogni giorno il tempo di studiare le Scritture . . . E quando lo fate, notate quali sentimenti vi riempiranno l’anima».

Vi prego di aprire il Libro di Mormon a Alma, capitolo 31. Il profeta Alma si recò nel paese di Antionum per istruire il popolo degli Zoramiti. Molti Zoramiti desideravano adorare Dio, ma erano confusi e scoraggiati. Alma voleva che la vita cambiasse per quelle brave persone. Credeva fermamente che ascoltare e mettere alla prova la parola di Dio sarebbe stato per loro il modo migliore per poter diventare felici e contenti. Egli pensava che la Parola avrebbe effettivamente cambiato la disposizione di quelle persone, purché l’avessero messa alla prova. Alma, capitolo 31, versetto 5, dice:

«Ed ora, siccome la predicazione della parola tendeva grandemente a condurre il popolo ad agire con rettitudine – sì, aveva un effetto più potente sulle anime del popolo che la spada, o qualsiasi altra cosa che fosse loro accaduta – per questo Alma pensò che fosse opportuno che provassero la virtù della parola di Dio».

Parola di Dio è un altro modo per indicare le Scritture.

Alma ricorse all’immagine di un seme per spiegare il significato della Parola. Egli spiegò agli scoraggiati Zoramiti che se avessero fatto posto nel loro cuore perché potesse esservi piantato un seme (vedi Alma 32:28), notando i buoni sentimenti che avrebbero accompagnato questo fatto, essi avrebbero cominciato a capire che la vita sarebbe stata diversa per loro.

Con altre parole si potrebbe dire: «Decidete che per quanto vi riguarda troverete ogni giorno il tempo di studiare le Scritture. E quando lo fate, notate quali sentimenti vi riempiranno l’anima»?

Alma poi insegnò loro che quando l’albero avrebbe cominciato a crescere (vedi Alma 32:37) avrebbe avuto bisogno di essere nutrito con grande cura.

Non potrebbe questo essere un modo di dire: «Coltivate il desiderio di leggere. Fate quelle cose che vi indurranno a continuare a leggere e vi aiuteranno a capire nuovi concetti. Lasciate che gli altri vi aiutino a tener vivo il vostro entusiasmo e vi aiutino anche a imparare di più dalle Scritture, in modo che la parola continui a crescere»?

Alma spiegò che se queste cure fossero proseguite per lungo tempo, si sarebbe ottenuto un frutto meraviglioso. Vi prego di aprire il Libro di Mormon a Alma, capitolo 32, versetto 42:

«E per la vostra diligenza, la vostra fede e la pazienza nel nutrire la parole perché possa prendere radice in voi, ecco che a poco a poco potrete raccoglierne il frutto, che è preziosissimo, più dolce di tutto quanto è dolce e bianco oltre tutto ciò che è bianco, sì, e purissimo; e farete un festino di questo frutto, fino a che ne sarete sazi, da non aver più né fame né sete».

Potrebbe questo essere un modo di dire: «Quando continuate a leggere e a fare le cose che leggete, infine la vostra vita cambierà in maniera che è difficile anche immaginare. Le vostre delusioni quotidiane saranno sostituite dalla consapevolezza di quanto Dio vi ama, e farete un festino che vi sazierà»?

Ogni inno cantato, ogni passo delle Scritture letto, ogni episodio narrato e ogni consiglio impartito questa sera se hanno lo scopo di incoraggiare ognuno di noi a (1) prendere personalmente la decisione di leggere la parola di Dio, per conoscere nuovi modi di (2) nutrirsi e godere della lettura delle Scritture e (3) riconoscere i buoni sentimenti e cambiamenti che infine scaturiranno dalla costante lettura delle Scritture. Con le parole di Alma: (1) fare posto, (2) nutrire, (3) banchettare.

[L’intervento di sorella Pearce è concluso da sei giovani donne che leggono da Alma 32:27-28, 42].

«Ecco, se voi vorrete risvegliare e stimolare le vostre facoltà, per mettere alla prova le mie parole, ed esercitare una particella di fede, sì, anzi, se non faceste null’altro che desiderare di credere, lasciate che questo desiderio agisca in voi . . .

Ora . . . paragoneremo la parola a una semenza. Se voi dunque fate posto nel vostro cuore perché una semenza possa esservi piantata, ecco, se è una semenza vera o un buon seme, se voi non la buttate fuori con la vostra incredulità e non resistete allo Spirito del Signore, ecco, essa comincerà a gonfiare . . . e quando sentirete questo gonfiamento comincerete a dirvi: questo deve essere un buon seme o piuttosto che la parola è buona, poiché comincia a dilatare la mia anima; sì, comincia ad illuminare il mio intelletto . . . incomincia a divenirmi deliziosa . . .

E per la vostra diligenza, la vostra fede e la pazienza nel nutrire la parola perché possa prendere radice in voi, ecco che a poco a poco potrete raccoglierne il frutto che è preziosissimo, più dolce di tutto quanto è dolce . . . e purissimo; e farete un festino di questo frutto fino a che ne sarete sazi, da non aver più né fame né sete». 9