Il nostro messaggio al mondo

Robert E. Wells


Il nostro particolare triplice messaggio è incentrato su Cristo: la divinità di Gesù Cristo come Figlio di Dio, la divina missione di Joseph Smith e del Libro di Mormon, la divina natura della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.

Come tema del mio discorso di questa domenica mattina ho scelto il nostro particolare triplice messaggio incentrato su Cristo che proclamiamo al mondo.

LA DIVINITÀ DI GESÙ CRISTO COME FIGLIO DI DIO

Primo, la divinità di Gesù Cristo come Figlio di Dio, concetto fondamentale che dobbiamo conoscere per poter capire l’intero piano di salvezza. Egli è il Primogenito del Padre nell’esistenza preterrena e l’Unigenito del Padre sulla terra. Dio Padre Eterno è il genitore carnale del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo e dei Suoi altri figli di spirito (vedi Nefi 11:18, 21; James E. Talmage, Gli Articoli di Fede, pag. 443).

Quando parliamo della divinità di Cristo in quanto Figlio di Dio parliamo anche del Suo ruolo di Dio nella sfera preterrena. Il Figlio Primogenito di Elohim, il Padre, fu scelto e ordinato nei primi concili in cielo perché fosse il Salvatore della razza dei mortali a quel tempo non ancora creati (vedi James E. Talmage, Gesù il Cristo, pag. 5). Gesù fu anche scelto e mandato dal Padre a organizzare e creare questa terra, il nostro sistema solare, la nostra galassia e mondi senza fine.

Gesù Cristo era ed è il Geova dell’Antico Testamento, il Dio di Adamo e di Noè, il Dio di Abrahamo, di Isacco e di Giacobbe. Geova apparve agli antichi profeti e parlò con loro. Quando parlava, lo faceva in nome del Padre e diceva ciò che il Padre avrebbe detto. Il Geova dell’Antico Testamento diventò il Gesù Cristo del Nuovo Testamento quando nacque sulla terra.

La divina qualifica di Figlio comprende anche la designazione di «Unigenito Figliuolo nella carne». Le Scritture antiche e moderne usano il titolo «Unigenito Figliuolo» per sottolineare la divina natura di Gesù Cristo. Questo titolo significa che il corpo fisico di Gesù era il frutto di una madre mortale e di un immortale Padre Eterno, principio che è fondamentale per comprendere l’Espiazione, atto supremo che non poteva essere compiuto da un uomo comune. Cristo aveva il potere di deporre la Sua vita e il potere di riprenderla poiché aveva ereditato l’immortalità dal Suo Padre celeste. Da Maria sua madre Cristo ereditò la condizione di essere mortale, ossia il potere di morire.

Questa infinita espiazione di Cristo e la Sua divina qualifica di Figlio concorrono a formare la dottrina più importante del Cristianesimo. L’anziano Bruce R. McConkie disse: «Noi consideriamo l’espiazione del Signore Gesù Cristo il centro, il cuore e il cardine della religione rivelata» (A New Witness for the Articles of Faith, Salt Lake City: Deseret Book Co., 1985, pag. 81). Il Libro di Alma dichiara: «Questo è tutto il significato della legge» (34:14).

LA DIVINA MISSIONE DI JOSEPH SMITH E DEL LIBRO DI MORMON

La seconda parte del nostro messaggio evangelico, elemento fondamentale della Restaurazione, è la divina missione di Joseph Smith e del Libro di Mormon di condurre le persone a Cristo.

Noi dichiariamo che i cieli si aprirono davanti a Joseph Smith e che una colonna di luce scese dal cielo, più brillante dei raggi del sole. In quella colonna stavano due Personaggi, Dio Padre e Suo Figlio Gesù Cristo, il cui splendore e la cui gloria sfidano ogni descrizione. Il Padre parlò, dicendo: «Joseph, questo è il mio Beneamato Figliuolo. Ascoltalo!» (Joseph Smith 2:16–17).

Uno dei marchi di autenticità della chiamata del profeta Joseph Smith era l’istruzione divina che egli aveva ricevuto sugli scritti e le profezie degli antichi apostoli e profeti. Gli scritti e gli insegnamenti del profeta Joseph sono come un tessuto evangelico senza cuciture, intessuto con le sacre verità contenute nelle Scritture antiche e moderne (vedi Scriptural Teachings of the Prophet Joseph Smith, a cura di Joseph Fielding Smith, Salt Lake City; Deseret Book Co., 1993, pag. 5).

Joseph Smith era qualcosa di più di un ignorante contadino della frontiera americana. Aveva invece ricevuto la più grande istruzione celeste mai impartita a un uomo durante un processo di istruzione divina. Egli ricevette da Dio, e non dai libri, una risposta diretta alla sua preghiera. Dopo la Prima Visione egli ebbe altre visioni e numerose visite di angelici insegnanti, e «per molti anni egli fu ammaestrato da santi angeli mandati da Dio dal cielo per istruirlo e per prepararlo a porre le fondamenta di questa chiesa» (Wilford Woodruff, Journal of Discourses, 16:265). L’ispirazione dello Spirito Santo era fondamentale per Joseph nell’esporre le Scritture. Egli riceveva rivelazioni da Gesù Cristo, e l’Urim e il Thummin gli fornivano un altro mezzo tramite il quale riceveva istruzioni sulle Scritture.

I principi eterni da lui insegnati davano la risposta a una marea di domande che da secoli turbavano i filosofi. Quando uno studia gli insegnamenti dottrinali rivelati a Joseph Smith, se cerca sinceramente la verità, viene condotto a Gesù Cristo e al Suo ruolo come nostro Salvatore, Redentore e Avvocato presso il Padre. Quando si studiano questi insegnamenti di Joseph sul Salvatore, l’incertezza e il dubbio scompaiono e avviene in noi un grande mutamento di cuore. La persona onesta trova nella vita un significato più grande grazie alle risposte date dal Profeta alle domande filosofiche che seguono: Da dove siamo venuti? Perché siamo qui? Dove stiamo andando? Grazie alle rivelazioni date a Joseph, il velo della memoria tra questa vita e la nostra esistenza preterrena a volte diventa quasi trasparente. Il velo tra questa vita e il mondo degli spiriti diventa più sottile e fa diventare i legami familiari più forti, più dolci e più importanti man mano che il cuore dei figli si volge ai padri e il cuore dei padri si volge ai figli.

Il profeta Joseph spiegò che gli stessi rapporti umani di cui godiamo in questa vita continueranno nella vita a venire; e questo dà tanto conforto a coloro che vedono i loro amici e i loro cari lasciare questa terra (vedi DeA 130:1, 2). Le dottrine di salvezza esposte da questo profeta si distillano sulla nostra anima come una rugiada celeste (vedi DeA 121:45). Joseph Smith espose principi eterni che conducono coloro che hanno fame e sete di giustizia al Cristo vivente e al seno di Dio Padre.

Come Joseph Smith, il Libro di Mormon è uno strumento divino che conduce il lettore più vicino a Cristo. È una raccolta di scritti dei profeti che vissero nell’Emisfero Occidentale, che credevano in Cristo, che profetizzavano di Cristo, e alcuni dei quali accompagnarono Cristo durante il breve periodo in cui Egli visitò le Americhe dopo la Sua risurrezione. Gli antichi profeti americani scrissero il Libro di Mormon per il nostro tempo. Questo libro ha superato ogni prova immaginabile proposta sia dagli scettici che dagli onesti di cuore. Non è il libro che è sottoposto a processo. Siamo noi sotto processo e messi alla prova, per vedere se accettiamo o rifiutiamo i suoi principi, insegnamenti, comandamenti e dichiarazioni (vedi 2 Nefi 33:11–14).

Il presidente Ezra Taft Benson ci ha ricordato con fermezza che se trascuriamo di insegnare e di predicare il Libro di Mormon, se trascuriamo di studiarlo e di meditare sul contenuto di questo libro di Sacre Scritture, cadremo sotto condanna. Abbiamo il compito e l’obbligo di proclamare il suo contenuto al mondo e di portarne testimonianza (vedi DeA 84:57–58).

LA DIVINA NATURA DELLA CHIESA

Il nostro terzo proclama è la divina natura della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, che ha il compito di preparare la via per la Seconda Venuta di Cristo. Questa chiesa ha ricevuto dall’alto il compito di restaurare la divina autorità di possedere e di esercitare il sacerdozio di Gesù Cristo e di usare questo sacerdozio per celebrare le ordinanze di salvezza necessarie, affinché queste siano registrate in cielo oltre che in terra.

La restaurazione di cui abbiamo parlato era indispensabile per la Seconda Venuta poiché uno studio della storia delle chiese mostra che gli uomini avevano trasgredito le leggi originarie, cambiato le ordinanze originarie e violato le alleanze eterne, proprio come Isaia aveva profetizzato molti secoli prima (vedi Isaia 24:5). Inoltre Paolo aveva ammonito i fedeli che la Seconda Venuta sarebbe avvenuta soltanto dopo che vi fosse stato un allontanamento dagli insegnamenti originari di Cristo e degli Apostoli (vedi 2 Tessalonicesi 2:3–4).

Per preparare la via alla Seconda Venuta ebbe luogo la restaurazione – tramite Joseph Smith – di ogni dottrina e sacra ordinanza necessaria data da Dio ai profeti delle dispensazioni passate, comprese le ordinanze del tempio incentrate sul Cristo.

Noi abbiamo nella sua forma originaria tutto ciò che è stato portato sulla terra, che fa parte del grande piano di salvezza – senza che sia stato alterato nulla, senza che sia stato cambiato nulla. Noi crediamo nella stessa autorità del sacerdozio detenuta dagli antichi, nella stessa organizzazione della chiesa primitiva, guidata dagli apostoli e dai profeti, negli stessi doni dello Spirito, nelle stesse antiche Scritture oltre che nelle nuove Scritture degli ultimi giorni: il Libro di Mormon, Dottrina e Alleanze e Perla di Gran Prezzo.

Prego che ognuno di noi capisca quanto è importante arrivare a comprendere, mediante lo studio diligente e devoto, la divinità di Gesù Cristo, il Salvatore del mondo, in quanto Figlio di Dio; a comprendere che la divina missione di Joseph Smith era quella di realizzare la restaurazione dei principi e delle ordinanze del vangelo di Gesù Cristo, e a conoscere veramente il Libro di Mormon, che è davvero un’altra testimonianza che Gesù Cristo è il Figlio del Dio vivente; e a convincersi che questa chiesa, la Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, è «il regno del Signore, ancora una volta ristabilito sulla terra per preparare la seconda venuta del Messia» (Introduzione al Libro di Mormon). Questo io dichiaro con tutta umiltà, nel nome di Gesù Cristo. Amen. 9