Lo Spirito che conduce a far bene

L. Tom Perry

Of the Quorum of the Twelve Apostles


L. Tom Perry
Lo Spirito Santo sarà il nostro costante compagno se ci sottomettiamo alla volontà del nostro Padre in cielo.

Dopo l’arrivo nella Valle del Lago Salato, i pionieri mormoni trovarono che fondare degli insediamenti nel deserto era un’impresa difficile. Ogni giorno dovevano superare prove e difficoltà che continuavano a ricordare loro che la vita là era molto diversa da quella alla quale erano abituati. C’erano case da costruire, terre da dissodare, canali d’irrigazione da scavare, orti da coltivare, legna da spaccare e bestiame da allevare. Altre difficoltà erano rappresentate dalla continua immigrazione nell’Utah, dalla siccità, dagli insetti, tutti fattori che rendevano lo sviluppo dell’economia di questo nuovo territorio un’impresa onerosa. A causa del grande sforzo fisico e mentale necessario per provvedere alle loro famiglie, alcuni dei primi pionieri scivolarono in una letargia spirituale. Questo fatto preoccupava molto i primi dirigenti della Chiesa. Essi pensavano che alcune delle loro difficoltà fossero la conseguenza diretta della negligenza dell’osservare i comandamenti.Nel 1856 la Prima Presidenza dette inizio a un movimento di riforma. I dirigenti della Chiesa si recarono in lungo e in largo nel territorio esortando i santi al pentimento. Dettero agli insegnanti familiari un elenco di domande da porre alle loro famiglie. Alcune di queste domande erano:Avete tradito i vostri fratelli o sorelle in qualsiasi cosa?Avete commesso adulterio?Avete usato il nome di Dio in vano?Vi siete ubriacati?Avete pagato i debiti?Insegnate alla vostra famiglia il vangelo di salvezza?Pregate mattina e sera con i vostri familiari?Partecipate alle riunioni del rione? (Domande adattate dall’elenco riprodotto nel libro Storia della Chiesa nella pienezza dei tempi [Manuale del Sistema Educativo della Chiesa], pag. 372).I santi furono esortati dai loro dirigenti a rinnovare la loro dedizione a servire il Signore e a osservare i Suoi comandamenti; essi accettarono i consigli dei loro dirigenti e si pentirono.Nel 1997 abbiamo alcune delle stesse difficoltà, anche se il nostro mondo è molto diverso. Tutte queste domande sono valide ancor oggi. Inoltre si potrebbe allungare l’elenco a causa delle nuove cause di tentazione che i primi pionieri neppure immaginavano. La via che dobbiamo seguire per vivere nel mondo e non fare parte del mondo diventa sempre più difficile. Le pubblicazioni, la radio, la televisione e Internet ci circondano di profanità. Alcuni programmi televisivi hanno causato una diffusa reazione negativa, tanto che si è stabilito un sistema di valutazione che consente ai telespettatori di valutare il contenuto dei programmi. Sicuramente questa è un’ammissione del fatto che ci sono offerte molte cose che dobbiamo evitare. La domanda è se possiamo o no fidarci che altre persone facciano tale valutazione per noi. Noi siamo fortunati perché ci è stato conferito un potere speciale che ci consente di compiere importanti scelte tra il bene e il male.In quell’ora tanto sacra in cui il Salvatore si rese conto che il Suo ministero terreno stava per finire, Egli raccolse i Suoi Dodici per quella che noi chiamiamo l’Ultima Cena. Dette loro la speranza che non sarebbero stati abbandonati a loro stessi dopo che Egli se ne fosse andato. Egli li consolò con queste parole:«Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche in me!Nella casa del Padre mio ci son molte dimore; se no, ve l’avrei detto; io vo a prepararvi un luogo; e quando sarò andato e v’avrò preparato un luogo, tornerò e v’accoglierò presso di me, affinché dove son io, siate anche voi» (Giovanni 14:1–3).Dopo aver ricevuto questa tanto necessaria rassicurazione, l’altro Giuda, non l’Iscariota, chiese: «Signore, come mai ti manifesterai a noi e non al mondo?» (Giovanni 14:22).Gesù rispose, dicendo: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo a lui e faremo dimora presso di lui . . .Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutto quello che v’ho detto» (Giovanni 14:22–23, 26).Dopo la risurrezione del nostro Signore e Salvatore, il Consolatore promesso fu dato a coloro che si sarebbero sottomessi, facendosi battezzare con l’acqua, per essere annoverati tra i Suoi santi. Il giorno della Pentecoste ai Dodici fu data una grande manifestazione del potere divino, ed essi furono riempiti dello Spirito Santo. Pietro esortò i presenti a pentirsi e a farsi battezzare perché potessero ricevere il dono dello Spirito Santo.Un simile avvenimento ebbe luogo quando il Salvatore apparve ai Nefiti.L’istituzione della chiesa del Salvatore fu seguita da giorni oscuri, quando l’apostasia si insinuò tra i membri della Chiesa. L’autorità del sacerdozio fu tolta dalla terra a causa della malvagità degli uomini.La luce ritornò nel mondo tramite Joseph Smith quando egli ebbe la Prima Visione, nel 1820. Per un decennio il profeta Joseph Smith fu diligentemente preparato a ristabilire la chiesa di Dio. Egli ricevette l’autorità del sacerdozio – prima il Sacerdozio di Aaronne da Giovanni Battista, quindi il Sacerdozio di Melchisedec da Pietro, Giacomo e Giovanni. A Joseph Smith furono date rivelazioni, e la voce di Dio si fece udire dai cieli. Fu restaurata una linea di comunicazione tra Dio e il Suo profeta.Quando una piccola congregazione si radunò il 6 aprile del 1830 per organizzare la Chiesa, il profeta Joseph Smith chiese ai presenti se essi erano disposti ad accettare lui e Oliver Cowdery come loro insegnanti e consulenti speciali. I presenti alzarono la mano per assentire.Nonostante avessero già ricevuto il Sacerdozio di Melchisedec, Joseph e Oliver quindi si ordinarono reciprocamente all’ufficio di anziano. Lo fecero per indicare che essi erano anziani della Chiesa appena organizzata. Poi fu distribuito il sacramento della cena del Signore. Joseph e Oliver quindi confermarono coloro che erano stati battezzati in precedenza membri della Chiesa di Gesù Cristo e conferirono loro il dono dello Spirito Santo (vedi Storia della Chiesa nella pienezza dei tempi, pagg. 69–70).Quale grande privilegio è essere annoverati tra coloro che Tramite il potere del sacerdozio, sono stati battezzati con l’acqua e ai quali sono state poste le mani sul capo perché ricevessero lo Spirito Santo!L’anziano LeGrand Richards, descrivendo il dono dello Spirito Santo, disse:«A mio avviso il dono dello Spirito Santo è tanto importante per l’uomo quanto il sole e l’acqua sono per le piante. Togliete il sole e l’acqua alle piante, ed esse morranno. Togliete lo Spirito Santo da questa chiesa, ed essa non sarà affatto diversa dalle altre chiese. Questo dono si manifesta in innumerevoli maniere nella vita e nella devozione dei membri della Chiesa» («Il dono dello Spirito Santo», La Stella, maggio 1980, pag. 123).I doni hanno un valore limitato se non vengono usati. Lo Spirito Santo sarà il nostro costante compagno se ci sottomettiamo alla volontà del nostro Padre in cielo, ricordandoci sempre di Lui e osservando i Suoi comandamenti.Ricordo un momento difficile della mia vita e ricordo quanto fui grato perché la Sua voce mite e tranquilla mi dette consiglio su come prendere un’importante decisione. Da molti anni lavoravo alle dipendenze di una società di distribuzione. Avevamo avuto un successo straordinario. Volevamo ampliare l’attività, ma avevamo bisogno di grossi capitali. Per reperire questo denaro ci mettemmo in contatto con i migliori consulenti finanziari disponibili. Ci consigliarono di realizzare una fusione con un’impresa più grande della nostra. La fusione ebbe luogo, e mi fu chiesto di firmare un contratto di cinque anni per poter dare continuità all’amministrazione della società. Entro pochi mesi mi trovai in una situazione molto difficile. I nuovi proprietari volevano che venissi meno a un impegno che avevo preso, cosa che sentivo di non dover fare. Ci furono lunghe discussioni; essi continuavano a insistere, io continuavo a rifiutare. Vedendo che non c’era modo di uscire dallo stallo, acconsentii a lasciare la società. Il momento per me era molto difficile. Mia moglie era gravemente ammalata e aveva bisogno di costose cure mediche, mia figlia era all’università e mio figlio in missione. Durante l’anno che seguì mi fu affidato un lavoro di consulenza che mi consentiva appena di pagare le mie spese.Dopo circa un anno di lotte e sacrifici, una ditta mi chiamò dalla California per invitarmi a un colloquio con la prospettiva di assumermi. Andai e riuscii a negoziare un contratto di lavoro dai termini assai favorevoli; ero molto lieto di quella possibilità. Dissi loro che sarei tornato a casa per parlarne con la mia famiglia prima di dare la risposta definitiva. Tornai a casa e, dopo un attento esame della situazione, convinsi la mia famiglia che era la cosa giusta da fare. Mentre stavo per telefonare alla ditta per accettare l’incarico, una voce più forte e più possente di quante ne avessi mai udite risuonò nella mia mente: «Di’ no a quell’offerta». Non potevo ignorare quella voce, pertanto rifiutai l’offerta, ma mi sentivo molto a disagio. Non riuscivo a capire perché mi veniva detto di fare una cosa simile. Salii nella mia stanza, mi sedetti sul letto, aprii le Scritture e i miei occhi caddero sulla sezione 111 di Dottrina e Alleanze. È l’unica rivelazione data nello Stato del Massachusetts, proprio lo Stato in cui vivevo a quel tempo. Mi sembrò che le parole si staccassero dalla pagina per venirmi incontro:«Non inquietatevi dei vostri debiti poiché vi darò i mezzi di pagarli . . .Soffermatevi in questo luogo e nelle regioni circostanti» (DeA 111:5, 7).Una grande pace entrò nella mia anima. Nel giro di pochi giorni mi fu offerto un bell’impiego a Boston. Alcuni mesi dopo ebbi il grande privilegio di organizzare una conferenza nella quale doveva parlare il presidente Harold B. Lee, allora Primo Consigliere della Prima Presidenza. La conferenza ebbe un lusinghiero successo, e noi tutti ci nutrimmo delle parole del presidente Lee. Nel luglio successivo il presidente Joseph Fielding Smith passò a miglior vita, e il presidente Lee diventò il profeta. Tre mesi dopo mi fu chiesto di venire a Salt Lake City, dove ricevetti la chiamata a lasciare la mia professione e unirmi alle Autorità generali.Mi sono spesso chiesto cosa sarebbe accaduto se non avessi ascoltato il consiglio del Santo Spirito di non lasciare Boston.Parley P. Pratt ci ha dato un’idea dell’importanza che il dono dello Spirito Santo può avere per noi:«Il dono dello Spirito Santo . . . ravviva tutte le facoltà intellettuali, accresce, allarga, espande e purifica tutte le passioni e gli affetti naturali e li adatta mediante il dono della saggezza al loro legittimo uso. Ispira, sviluppa, coltiva e matura tutti i migliori sentimenti, gioie, gusti, impressioni e affetti della nostra natura. Ispira virtù, gentilezza, bontà, tenerezza, solidarietà e carità. Sviluppa la bellezza, la forma e l’aspetto di una persona. Porta alla salute, al vigore, alla vitalità e ai sentimenti di collaborazione. Rinvigorisce tutte le facoltà dell’uomo fisico e intellettuale. Rafforza e dà tono ai nervi. In breve è, per così dire, midollo per le ossa, gioia per il cuore, luce per gli occhi, musica per gli orecchi e vita per tutto l’essere» (Key to the Science of Theology, 9a ediz. [1965], pag. 101).Porto testimonianza del potere e del conforto del dono dello Spirito Santo per coloro che vivono in modo degno di riceverlo. Quale rassicurazione è per noi sapere che non siamo stati lasciati soli a scegliere la condotta che dobbiamo seguire per meritarci le benedizioni eterne del nostro Padre in cielo! Non abbiamo bisogno di un sistema di valutazione creato dall’uomo per stabilire quello che dobbiamo leggere, quello che dobbiamo vedere e quello che dobbiamo ascoltare, oppure come dobbiamo condurre la nostra vita. Quello di cui abbiamo bisogno è vivere in modo degno della costante compagnia dello Spirito Santo e avere il coraggio di seguire i suggerimenti che ci vengono dati. Possa il Signore aiutarci ad essere sempre consapevoli di questo grande e prezioso dono, il dono dello Spirito Santo. Così prego umilmente, nel nome del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo. Amen. 9