Come vincere lo scoraggiamento

Val R. Christensen


Se abbiamo un po’ più di pazienza nel seguire il procedimento e una fiducia più grande nel Signore, le nostre difficoltà troveranno infine una soddisfacente soluzione.

Quando un membro della Chiesa viene chiamato a svolgere un compito difficile, è per lui naturale riflettere sugli avvenimenti e sulle persone che lo hanno portato a questo punto della sua vita. La chiamata a servire nei Settanta mi offre l’occasione di esprimere gratitudine agli amici, ai familiari, in particolar modo a mia moglie, e ai missionari della Missione di Phoenix, nell’Arizona. Voglio tanto bene a tutti voi e non vedo l’ora di cominciare a servire il meraviglioso popolo delle Filippine.

Alcuni anni fa fui invitato a partecipare a una riunione al caminetto nella quale enunciai dei modi in cui le persone possono vincere lo scoraggiamento. All’inizio della mia esposizione invitai i presenti a scrivere su un cartoncino un impegno difficile che dovevano affrontare, un impegno che potevano permettermi di esporre senza difficoltà, rispettando l’anonimato, agli altri componenti del gruppo. Quando i problemi furono proposti rimasi molto colpito dalle grandi difficoltà che dovevano affrontare dei membri che sembravano invece avere il pieno controllo della loro vita. Ecco alcuni dei problemi elencati:

  1. 1.

    La mia fattoria non rende nulla.

  2. 2.

    Mio figlio ha un male incurabile.

  3. 3.

    Non riesco a comunicare con un figlio adolescente.

  4. 4.

    Il mio figlio maggiore è quasi cieco.

  5. 5.

    Non riesco ad accettare la morte di mio figlio.

  6. 6.

    Mio marito vede tutti i difetti, ma non vede le cose più belle della vita.

Molti di noi devono affrontare impegni difficili. Anche il grande profeta Enoc si sentì triste quando vide la malvagità del mondo: «E quando Enoc vide ciò, la sua anima si riempì d’amarezza e pianse sui suoi fratelli, e disse ai cieli: Rifiuterò d’esser consolato; ma il Signore disse ad Enoc: Leva il tuo cuore e sii contento; e guarda». (Mosè 7:44).

Vi sono almeno tre passi che potete compiere quando vi sforzate di superare lo scoraggiamento.

  1. 1.

    Potete cercare di cambiare il vostro atteggiamento nei confronti del problema. Anche se non potete cambiare la situazione in cui lavorate o vivete, potete sempre cambiare il vostro atteggiamento.

  2. 2.

    Potete ricevere aiuto da coloro che vi sono più vicini: da familiari, amici e membri del rione, da coloro che vi amano di più.

  3. 3.

    Potete sviluppare una più potente e completa fiducia nel Signore Gesù Cristo.

Cambiate il vostro atteggiamento. Quando vediamo un problema sotto una luce diversa, lo scoraggiamento può diminuire. Mi è sempre piaciuta la storia di una pioniera: Zina Young. Dopo aver sofferto per la morte dei genitori, i cattivi raccolti e le malattie, ella fu incoraggiata da un’esperienza spirituale che cambiò il suo atteggiamento. Mentre chiedeva l’aiuto divino udì la voce di sua madre che le diceva: «Zina, qualsiasi marinaio è capace di pilotare sul mare calmo. Quando vedi apparire le secche, aggirale». Le venne subito in mente una preghiera: «Oh, Padre in cielo, aiutami ad essere un buon marinaio, in modo che il mio cuore non si infranga sulle rocce del dolore». Spesso è difficile cambiare la nostra situazione, ma un atteggiamento positivo può liberarci dallo scoraggiamento. («Mother», The Young Women’s Journal, gennaio 1911, pag. 45).

Accettate l’aiuto degli altri. Il passo successivo, molto importante, è essere disposti a chiedere aiuto a coloro che ci circondano. Qualche volta l’aiuto proviene da fonti inaspettate. Alcuni anni fa mi trovavo in coda a Chicago in attesa di mettere il mio bagaglio su un aereo. Dietro di me c’era un vecchio. Dopo qualche minuto mi disse: «Dove va?» Risposi che ero diretto a Salt Lake City. Mi disse: «Anch’io vado a Salt Lake City. Lei è mormone?». Risposi affermativamente. Mi disse che era mormone sin dalla nascita e che si era finalmente preparato per andare al tempio. Mentre eravamo in attesa di imbarcarci aprì la valigia per mostrarmi tutti i ritratti di missionari che aveva raccolto nel corso degli anni. Alcuni minuti dopo decollammo e durante il viaggio verso l’Utah tenemmo una interessante conversazione. Al nostro arrivo scendemmo rapidamente dall’aereo. Mi assicurai che sapesse dove doveva andare prima di salutarlo.

Alcune settimane dopo ricevetti nella posta questa cartolina: «Caro fratello Christensen, ho smarrito il suo indirizzo, poi l’ho ritrovato, perciò le scrivo una cartolina. Quando l’ho incontrata a Chicago, ciò avvenne in risposta a una preghiera. Non vado mai da nessuna parte. Volevo stare con qualcuno. Ho pensato a lei molte volte. Mi è davvero piaciuto stare a Salt Lake City e andare al tempio. Spero di vederla di nuovo un giorno. Tante grazie per l’aiuto che mi ha dato». Quel giorno non avevo nessuna intenzione di dare aiuto a qualcuno, ma sono felice perché questo fratello cercava un aiuto e io ero là, pronto a darglielo.

Acquisite fiducia nel Signore. Ho parlato di cambiare atteggiamento e di accettare l’aiuto degli altri. Ora consentitemi di parlare della necessità di riporre una fiducia e fede più grandi nel Signore. Una volta parlai con una donna che aveva ricevuto un aiuto per superare lo scoraggiamento. Mentre era in attesa dell’inizio di una sessione del tempio, prese il Libro di Mormon e lesse alcuni versetti. I suoi occhi si fermarono su Alma 34:3: «E siccome avete desiderato che il mio diletto fratello vi facesse conoscere ciò che dovreste fare a causa delle vostre afflizioni; ed egli vi ha parlato un po’ per preparare la vostra mente; sì, e vi ha esortato alla fede e alla pazienza». Questo passo di Alma era la risposta alle sue preghiere. Il messaggio era semplice: la soluzione del problema che ella affrontava avrebbe richiesto molto tempo. Se abbiamo un po’ più di pazienza nel seguire il procedimento e una fiducia più grande nel Signore, le nostre difficoltà troveranno infine una soddisfacente soluzione.

In Dottrina e Alleanze leggiamo questo ammonimento: «Se sei addolorato, fa appello al Signore tuo Dio con suppliche, affinché la tua anima possa ritrovare la gioia». (DeA 136:29),

Prego che tutti noi possiamo apprezzare le difficoltà che incontriamo e che cercheremo di migliorare il nostro atteggiamento, anche se i problemi rimarranno. Chiedete l’aiuto degli amici e dei familiari. Porto anche testimonianza che Gesù Cristo vive e che ci aiuterà anche quando siamo scoraggiati se chiederemo con umiltà il Suo amore. Nel nome di Gesù Cristo. Amen. 9