La purezza personale

Jeffrey R. Holland

Of the Quorum of the Twelve Apostles


Jeffrey R. Holland
Noi dichiariamo che colui che usa il corpo di un’altra persona che Dio gli ha donato, senza la sanzione divina, viola l’anima di quella persona, viola il suo scopo principale e i processi vitali.

Poiché i nostri giovani sentono l’incalzare del vento sempre più forte del rilassamento morale che infuria attorno a loro, mi preoccupo molto per loro, giacché possono sentirsi confusi riguardo ai principi della purezza personale, riguardo all’obbligo dell’assoluta castità prima del matrimonio e della totale fedeltà dopo il matrimonio. Come mezzo per combattere ciò che sta accadendo nel mondo, con la speranza di fortificare i genitori che devono insegnare ai loro figli norme più elevate, oggi desidero parlare della purezza morale. Poiché quest’argomento è sacro più di ogni altro che conosco, prego sinceramente che il Santo Spirito mi guidi a dire le cose con maggiore franchezza di quanta altrimenti ne vorrei usare. Oggi so come si sentiva Giacobbe, nel Libro di Mormon, quando disse sullo stesso argomento: «Mi affligge . . . dover usare un linguaggio tanto ardito». 1

Nel trattare questo argomento non voglio documentare una lunga serie di mali sociali che danno spazio a statistiche davvero tristi quanto lo sono gli argomenti enumerati. Né vorrei presentare un elenco di controllo di cose da fare e da non fare durante gli appuntamenti e nei rapporti tra ragazzi e ragazze. Ciò che voglio fare è qualcosa di più personale: vorrei cercare di rispondere alle domande che alcuni di voi forse si sono già chiesti: Perché dobbiamo rimanere moralmente puri? Perché è una cosa tanto importante agli occhi di Dio? La Chiesa deve per forza essere così severa mentre gli altri non lo sono? Come può una cosa che la società sfrutta e loda tanto apertamente essere tanto sacra e seria?

Consentitemi di cominciare con una lezione tratta dalla lunga e istruttiva storia della civiltà. Will e Ariel Durant hanno scritto: «Nessun uomo [o donna], per quanto brillante o bene informato può senza danno ignorare la saggezza delle [lezioni imparate] nel laboratorio della storia. Il giovane traboccante di ormoni si chiede perché non può dare libero sfogo ai suoi desideri sessuali; e se non è trattenuto dalle usanze, dalla morale o dalle leggi, può rovinare la sua vita prima di poter capire che il sesso è un fiume di fuoco che deve essere controllato e raffreddato da cento freni, se non vuole consumare nel caos sia l’individuo che il suo gruppo». 2

Un’importante osservazione che si trova nelle Scritture è stata fatta dall’autore dei Proverbi: «Uno si metterà forse del fuoco in seno senza che i suoi abiti si brucino? camminerà forse sui carboni accesi senza scottarsi i piedi? . . . Chi commette un adulterio . . . vuol rovinar se stesso. Troverà ferite ed ignominia e l’obbrobrio suo non sarà mai cancellato». 3

Perché la questione dei rapporti sessuali è tanto grave che il fuoco è quasi sempre la metafora che la rappresenta, con la passione descritta vividamente come una fiamma? Cosa c’è nel calore potenzialmente doloroso di questa attività che lascia l’anima—e anche tutto il mondo—se vogliamo—distrutta, se la fiamma viene lasciata libera e le passioni non controllate? Cosa c’è in tutto questo che induce Alma ad ammonire suo figlio Coriantom che la trasgressione sessuale è «un’abominazione agli occhi del Signore; sì, più abominevole di tutti i peccati, salvo spargere sangue innocente o rinnegare lo Spirito Santo?»4

Assegnando tale posto di preminenza a un appetito fisico di cui tutti sono dotati, cosa sta cercando Dio di dirci riguardo al suo posto nel Suo piano per tutti gli uomini e le donne? Io dichiaro che Egli fa precisamente questo: commenta il piano stesso della vita. Chiaramente tra le Sue più grandi preoccupazioni riguardo alla vita terrena c’è quella di come l’uomo entra in questo mondo e di come esce da esso. Egli ha stabilito dei limiti molto precisi a queste cose.

Fortunatamente nel caso della vita che si spegne la maggior parte degli uomini sembra comportarsi con molta responsabilità. Ma nel dare la vita qualche volta ci comportiamo con una irresponsabilità quasi criminale. Consentitemi di proporre tre motivi per cui questa è una questione di tanta portata e conseguenza nel vangelo di Gesù Cristo.

Primo, c’è la dottrina dell’anima umana restaurata per rivelazione.

Una delle verità «chiare e preziose» restaurate in questa dispensazione è che «lo spirito e il corpo sono l’anima dell’uomo»5 e che, quando lo spirito e il corpo vengono separati, gli uomini e le donne «non possono ricevere una pienezza di gioia». 6 Questo è il motivo per cui ottenere un corpo è fondamentalmente importante in primo luogo, per cui il peccato di qualsiasi genere è tanto grave (infatti il peccato in ultima analisi porta alla morte sia fisica che spirituale), per cui la resurrezione del corpo è un elemento cardinale del grande trionfo dell’espiazione di Cristo.

Il corpo è una parte essenziale dell’anima. Questa dottrina particolare e molto importante dei Santi degli Ultimi Giorni sottolinea il motivo per cui il peccato sessuale è tanto grave. Noi dichiariamo che colui che usa il corpo di un’altra persona che Dio gli ha donato, senza la sanzione divina, viola l’anima di quella persona, viola il suo scopo principale e i suoi processi vitali, «la vera chiave»7 della vita, come ebbe una volta a chiamarla il presidente Boyd K. Packer. Quando si sfrutta il corpo di un’altra persona — che poi significa sfruttare anche la sua anima — si profana l’espiazione di Cristo che ha salvato quell’anima e che rende possibile il dono della vita eterna. Quando una persona si fa beffe del Figlio della Giustizia, entra nel regno delle fiamme più calde del sole di mezzogiorno. Non si può fare così senza essere bruciati.

Per favore, non dite mai: «A chi fa male? Perché non godere di un po’ di libertà? Posso trasgredire ora e pentirmi dopo». Vi prego, non siate così stolti e crudeli. Non potete impunemente crocifiggere di nuovo Cristo. 8 «Fuggite la fornicazione»9, grida Paolo, e fuggite «alcunché di simile»,10 aggiunge Dottrina e Alleanze. Perché? Tanto per cominciare, per le incalcolabili sofferenze nel corpo e nello spirito sopportate dal Salvatore del mondo in modo che noi potessimo fuggire. 11 Gli dobbiamo qualcosa per questo. Invero Gli dobbiamo ogni cosa. «Non appartenete a voi stessi», dice Paolo. «Foste comprati a prezzo; glorificate dunque Dio nel vostro corpo». 12 Nella trasgressione sessuale è a rischio l’anima, ossia il corpo e lo spirito.

Secondo, consentitemi di sottolineare che l’intimità è riservata a marito e moglie perché è il simbolo supremo dell’unione totale, una totalità e un’unione ordinate e definite da Dio. Dal Giardino di Eden in poi, il matrimonio fu inteso come la completa fusione di un uomo e di una donna: cuori, speranze, vita, amore, famiglia, futuro, tutto. Adamo disse di Eva che era ossa delle sue ossa e carne della sua carne e che essi dovevano essere «una sola carne» nella loro vita in comune. 13 Questa è un’unione di tale completezza che noi usiamo la parola «suggellare» per evidenziare la sua eterna promessa. Il profeta Joseph Smith una volta disse che forse potremmo definire tale sacro legame con l’espressione «saldati» l’uno all’altra. 14

Ma tale totale unione, tale assoluto impegno tra un uomo e una donna, può esistere soltanto con la vicinanza e la stabilità presenti nell’alleanza matrimoniale, con solenni promesse e con il dono di tutto ciò che si possiede: anche il cuore e la mente, tutti i loro giorni e tutti i loro sogni.

Riuscite a vedere la schizofrenia morale che deriva dal fingere di essere uniti, dal fingere di aver fatto solenni promesse al cospetto di Dio, condividere i simboli fisici e l’intimità fisica della vostra unione contraffatta e poi fuggire, ritirarsi, separarsi da tutti gli altri aspetti di quello che era inteso fosse un obbligo totale?

Nelle questioni dell’intimità umana dovete aspettare! Dovete aspettare sino a quando potrete dare ogni cosa; e non potete dare ogni cosa sino a quando non sarete legalmente e legittimamente sposati. Dare illecitamente ciò che non è vostro (ricordate: «non appartenete a voi stessi») e dare soltanto una parte di ciò che non può essere seguito dal dono di tutto il vostro essere, è una forma emotiva di roulette russa. Se insistete a cercare la soddisfazione fisica senza la sanzione, del cielo correte il terribile rischio di subire un tale danno psichico-spirituale che potrebbe minare sia il vostro desiderio di intimità fisica sia la vostra capacità di dedicarvi interamente a un successivo e più vero amore. Potete arrivare a quel più vero momento di amore ordinato, di vera unione, e poi scoprire con vostro orrore che ciò che avreste dovuto risparmiare è stato speso e che soltanto la grazia di Dio può ripristinare a poco a poco la perdita della virtù che voi tanto disinvoltamente avete dato via. Il giorno del vostro matrimonio il più bel dono che potrete fare al vostro compagno o alla vostra compagna per l’eternità è la vostra purezza e la vostra dignità di avere tale purezza in cambio.

Terzo, consentitemi di dire che l’intimità fisica non è soltanto l’unione simbolica tra marito e moglie—l’unione della loro anima—ma è anche il simbolo di un rapporto in comune tra loro e il Padre in cielo. Egli è immortale e perfetto. Noi siamo mortali e imperfetti. Nondimeno noi cerchiamo anche sulla terra il modo in cui possiamo unirci a Lui spiritualmente. E nel farlo acquisiamo un certo diritto sia alla grazia che alla maestà del Suo potere. Questi momenti speciali comprendono quelli trascorsi in ginocchio davanti all’altare dei matrimoni nella casa del Signore, la benedizione di un neonato, il battesimo e la confermazione di un nuovo membro della Chiesa, prendere i simboli della cena del Signore e così via.

Questi sono momenti in cui uniamo letteralmente la nostra volontà alla volontà di Dio, il nostro spirito al Suo Spirito, in cui la comunione attraverso il velo diventa un fatto reale. In questi momenti non soltanto riconosciamo la Sua divinità, ma letteralmente prendiamo per noi qualcosa di quella divinità. Un aspetto di quella divinità data praticamente a tutti gli uomini e donne è l’uso del Suo potere di creare un corpo umano, la più grande di tutte le meraviglie, un essere unico geneticamente e spiritualmente, mai veduto prima nella storia del mondo, e che non sarà mai riprodotto in tutte le successive epoche dell’eternità. Un bambino, vostro figlio, con occhi, orecchie, dita e un futuro di indescrivibile grandezza.

Probabilmente soltanto il genitore che ha tenuto quel neonato tra le braccia comprende la meraviglia di cui parlo. Basti dire che di tutti i titoli che Dio ha scelto per Sé, Padre è quello che Egli preferisce e creazione è la Sua parola d’ordine, specialmente la creazione dell’uomo, la creazione a Sua immagine. A me e a voi è stata data una parte di questa divinità, ma nell’ambito di estremamente serie e sacre restrizioni. L’unico controllo che ci viene imposto è l’autocontrollo, l’autocontrollo che scaturisce dal rispetto per il divino potere sacramentale rappresentato da questo dono.

Miei amati amici, e specialmente voi giovani, riuscite a vedere perché la purezza personale è una questione tanto importante? Riuscite a capire perché la Prima Presidenza e il consiglio dei Dodici Apostoli hanno voluto emanare un proclama nel quale si dichiara che «i mezzi mediante i quali viene creata la vita terrena sono stati stabiliti divinamente» e che «i sacri poteri della procreazione devono essere usati soltanto tra l’uomo e la donna che sono legittimamente sposati come marito e moglie»?15 Non lasciatevi ingannare e non lasciatevi distruggere. A meno che non si controllino questi poteri e si osservino i comandamenti, il vostro futuro può diventare cenere e il vostro mondo può andare a fuoco. Il castigo non verrà forse il giorno stesso della trasgressione, ma verrà sicuramente; e a meno che non vi sia il sincero pentimento e l’obbedienza a Dio misericordioso, allora un giorno, in qualche modo, le persone moralmente impure pregheranno come il ricco che voleva che Lazzaro «intingesse la punta del dito nell’acqua per rinfrescargli la lingua, perché era tormentato dalle fiamme». 16

Ho qui proclamato la solenne parola di rivelazione che lo spirito e il corpo costituiscono l’anima dell’uomo, e che tramite l’espiazione di Cristo il corpo si leverà dalla tomba per unirsi allo spirito in una esistenza eterna. Il corpo perciò è una cosa da mantenere pura e santa. Non temete di sporcarvi le mani facendo un lavoro onesto. Non temete le ferite che potrete subire difendendo la verità o combattendo per una giusta causa, ma guardatevi dalle ferite che sfigurano spiritualmente, che vi procurate in attività che non avreste dovuto iniziare a svolgere, che vi procurate là dove non sareste mai dovuti andare. Guardatevi dalle ferite che subite in qualsiasi battaglia che combattete dalla parte sbagliata. 17

A quelli di voi che portano tali ferite, e so che ve ne sono, vi viene offerta la pace e il rinnovamento del pentimento disponibile tramite il sacrificio espiatorio del Signore Gesù Cristo. In tali gravi questioni la via del pentimento non si inizia facilmente, né si percorre senza dolore. Ma il Salvatore del mondo compirà questo viaggio indispensabile accanto a voi. Egli vi rafforzerà quando vacillate, Egli sarà la vostra luce quando tutto sembrerà più scuro, Egli vi prenderà per mano e sarà la vostra speranza quando la speranza sembra tutto ciò che vi rimane. La Sua compassione e la Sua misericordia, con il loro potere di purificare e di guarire, vengono liberalmente date a tutti coloro che desiderano veramente il completo perdono e compiranno i passi che portano ad esso.

Porto testimonianza del grande piano della vita, dei poteri della santità, della misericordia, del perdono e dell’espiazione del Signore Gesù Cristo—elementi che hanno tutti un profondo significato nella questione della purezza morale. Porto testimonianza che noi dobbiamo glorificare Dio con il corpo e con lo spirito. Prego che una vita improntata alla purezza personale possa essere tenuta in grande rispetto tra tutte le persone, compresi i giovani. Nel nome di Colui che è la purezza stessa, il Signore Gesù Cristo. Amen. 9

Mostra riferimenti

  1.  

    1.  Vedere in Giacobbe 2 e 3 l’intero contesto di questo sermone sulla castità.

  2.  

    2.  The Lessons of History (1968), 35—36

  3.  

    3.  Proverbi 6:27—28, 32—33.

  4.  

    4.  Alma 39:5.

  5.  

    5.  DeA 88:15.

  6.  

    6.  DeA 93:34.

  7.  

    7.  Conference Report, aprile 1972; o Ensign, luglio 1972, 113.

  8.  

    8.  Vedere Ebrei 6:6.

  9.  

    9.  1 Corinzi 6:18

  10.  

    10.  DeA 59:6; corsivo dell’autore.

  11.  

    11.  Vedere in particolare DeA 19:15—20.

  12.  

    12.  1 Corinzi 6:13—20; corsivo dell’autore; vedere anche i vv. 13—18.

  13.  

    13.  Vedere Genesi 2:23—24.

  14.  

    14.  Vedere DeA 128:18.

  15.  

    15.  «La Famiglia: Un proclama al mondo», La Stella, gennaio 1996, 116—117.

  16.  

    16.  Luca 16:24.

  17.  

    17.  Vedi James E. Talmage, Conference Report, ottobre 1913, 117.