Aiutare gli altri a riconoscere i suggerimenti dello Spirito

Vicki F. Matsumori

Seconda consigliera della presidenza generale della Primaria


Vicki F. Matsumori
Possiamo aiutare gli altri a conoscere meglio i suggerimenti dello Spirito quando condividiamo la nostra testimonianza dell’influenza dello Spirito Santo nella nostra vita.
 

Alla fine della giornata, una coppia di missionari si sta avviando verso casa quando improvvisamente uno di loro si gira verso l’altro e gli dice: «Sento che dobbiamo fermarci in quest’ultimo posto». Un insegnante familiare si sente ispirato a chiamare una delle famiglie a lui assegnate che ha visitato solo qualche giorno prima. Una giovane donna programma di andare alla festa di un’amica di scuola, ma poi sente di dover rimanere a casa per questa volta.

Come facevano i missionari a sapere di dover bussare alla casa di qualcuno che stava pregando per poterli ricevere? O l’insegnante familiare di dover chiamare una famiglia che si trovava in un disperato bisogno? O la giovane donna di dover stare lontana da situazioni in cui i suoi valori potevano essere compromessi? In ognuno di questi casi, essi erano guidati dall’influenza dello Spirito Santo.

Membri in tutto il mondo vivono ripetutamente esperienze simili, e vi sono coloro che desiderano sentire la guida dello Spirito costantemente nella loro vita. Sebbene ognuno di noi possa imparare a riconoscere i suggerimenti dello Spirito, quel processo di apprendimento può essere facilitato se altri ci aiutano a capire cos’è lo Spirito Santo, se condividono le loro testimonianze personali e favoriscono un ambiente in cui si possa sentire lo Spirito.

Comprendere la dottrina

L’importanza di aiutare gli altri a comprendere è descritta in Dottrina e Alleanze. Ai genitori «in Sion, o in qualunque suo palo che sia stato organizzato» viene detto di aiutare i propri figli «a comprendere la dottrina».1

Sia che si tratti di una classe, un colloquio con i missionari o una serata familiare, insegnare la dottrina riguardo allo Spirito Santo, può aiutare gli altri a comprendere questo dono importante. Impariamo che mentre «lo Spirito di Cristo è dato a ogni uomo, affinché possa distinguere il bene dal male»,2 il diritto alla compagnia costante dello Spirito Santo si acquisisce quando i membri ricevono quel dono tramite l’imposizione delle mani da parte di coloro che detengono la debita autorità.3

Possiamo godere di questa continua compagnia se siamo degni. Ci è stato insegnato che «lo Spirito del Signore non dimora in templi impuri»4 e che se «la virtù adorn[a] i [nostri] pensieri senza posa; allora… lo Spirito Santo sarà [nostro] compagno costante».5

Le Scritture e i profeti ci insegnano come ci si sente ad avere questa compagnia costante. Il Signore ci dice: «Ti parlerò nella tua mente e nel tuo cuore mediante lo Spirito Santo, che verrà su di te e che dimorerà nel tuo cuore».6 Enos dichiarò: «Mentre io stavo così lottando nello spirito, ecco, la voce del Signore giunse ancora alla mia mente».7 Joseph Smith disse: «Sentite l’intelligenza pura scorrere dentro di voi, essa può darvi idee improvvise».8 Il presidente Henry B. Eyring ha descritto l’influenza dello Spirito Santo come «pace, speranza e gioia». Egli ha aggiunto: «Quasi sempre ho anche provato una sensazione di luce».9

Ma la mia descrizione preferita è quella fatta da un bambino di 8 anni che aveva appena ricevuto lo Spirito Santo. Disse: «È stato come sentire la luce del sole».

Condividere la propria testimonianza

Tuttavia, non è sempre facile discernere subito questi momenti di «luce del sole». Il Libro di Mormon ci parla di alcuni lamaniti fedeli che «furono battezzati con il fuoco e con lo Spirito Santo, e non lo seppero».10

Possiamo aiutare gli altri a conoscere meglio i suggerimenti dello Spirito quando condividiamo la nostra testimonianza dell’influenza dello Spirito Santo nella nostra vita. Ricordatevi che alcune esperienze sono troppo sacre per essere raccontate. Tuttavia, condividendo la testimonianza dello Spirito nella nostra vita, coloro che non conoscono bene questi suggerimenti, nel momento in cui poi avranno sentimenti simili, saranno in grado di riconoscerli.

Sono stata il primo membro della mia famiglia a unirsi alla Chiesa. Quando avevo otto anni, mi volevo sentire in qualche modo diversa dopo il mio battesimo. A essere sincera, l’unica cosa che provai quando uscii dall’acqua fu… una sensazione di bagnato. Pensavo che sarebbe successo qualcosa di più profondo quando sarei stata confermata. Tuttavia, dopo aver ricevuto lo Spirito Santo, sì, mi sono sentita felice, ma sicuramente non diversa da come mi sentivo qualche minuto prima.

Soltanto il giorno seguente, alla riunione di digiuno e testimonianza, provai ciò che ora riconosco essere l’influenza dello Spirito Santo. Un fratello si alzò per rendere la sua testimonianza e parlare delle benedizioni che riceveva quale membro della Chiesa. Sentii un’ondata di calore diffondersi in me. Anche se avevo otto anni, riconobbi che questo era qualcosa di diverso. Sentii la pace scendere su di me ed ebbi la chiara sensazione che il Padre celeste era soddisfatto di me.

Favorire un ambiente in cui si possa sentire lo Spirito

Ci sono posti in cui è più facile sentire lo Spirito. Le riunioni di testimonianza e la Conferenza generale sono alcuni di questi. Sicuramente anche nei templi. La sfida per ognuno di noi è di favorire un ambiente in cui si possa sentire lo Spirito quotidianamente nella nostra casa e settimanalmente in chiesa.

Un motivo per cui siamo incoraggiati a pregare e a leggere le Scritture ogni giorno è che entrambe queste attività invitano lo Spirito nella nostra casa e nella vita dei membri della nostra famiglia.

Poiché lo Spirito viene descritto spesso come una voce calma e sommessa,11 è importante anche avere un momento di quiete nella nostra vita. Il Signore ci ha consigliato: «State tranquilli e sappiate che io sono Dio».12 Se creiamo un momento di «calma» e di quiete ogni giorno, in cui non siamo bombardati dalla televisione, dal computer, dai video giochi o da altri dispositivi elettronici, permettiamo a quella voce calma e sommessa di darci rivelazioni personali e di sussurrare dolci consigli, rassicurare e confortare la nostra anima.

Allo stesso modo, possiamo favorire in chiesa un ambiente che permetta allo Spirito di dare una conferma divina di ciò che viene insegnato. Gli insegnanti e i dirigenti fanno molto di più di insegnare le lezioni e dirigere le riunioni. Essi rendono più facile per ogni membro sentire i suggerimenti dello Spirito. L’anziano Richard G. Scott ha detto: «Se non fate null’altro, nel vostro rapporto con gli studenti, che aiutarli a riconoscere e seguire i suggerimenti dello Spirito, avrete fatto loro un dono immenso ed eterno».13

Un’insegnante della classe dei Raggi di sole avvolse ogni membro della sua classe in una coperta per insegnare loro che lo Spirito è come sentire il conforto e la sicurezza di una coperta. Anche una madre che stava visitando la classe ascoltò la lezione.

Molti mesi dopo quella madre ringraziò l’insegnante. Le disse che era meno attiva quando aveva accompagnato sua figlia alla Primaria. Molte settimane dopo la lezione, la madre ebbe un aborto spontaneo. Era sopraffatta dal dolore quando improvvisamente sentì un gran calore e una gran pace. Era come se qualcuno l’avesse avvolta con una coperta calda. Riconobbe la rassicurazione dello Spirito e seppe che il Padre celeste conosceva la sua situazione e che l’amava.

Quando comprendiamo i sussurri dello Spirito, riusciamo a sentirLo insegnarci «le cose pacifiche del regno»14 e «tutte le cose che do[bbiamo] fare».15 Riconosceremo le risposte alle nostre preghiere e sapremo come vivere più pienamente il Vangelo ogni giorno. Saremo guidati e protetti, e potremo coltivare questo dono nella nostra vita se seguiremo quei suggerimenti spirituali. Ancora più importante, Lo sentiremo testimoniare del Padre e del Figlio.16

Quando ero una giovane donna, partecipai a una conferenza dei giovani in cui lo Spirito mi rese testimonianza della veridicità del vangelo restaurato. Per prepararci a una riunione di testimonianza, cantammo «Lo Spirito arde». Nonostante avessi cantato quell’inno molte volte durante le riunioni sacramentali, in quell’occasione, sin da quasi la prima nota, sentii lo Spirito. Quando cantammo la parte della strofa che dice «s’appresta la gloria degli ultimi dì»,17 sapevo ormai che queste non erano soltanto belle parole, ma meravigliose verità.

Lo Spirito Santo mi ha confermato che Dio Padre vive. Egli ama ognuno di noi. Ci conosce individualmente e personalmente. Egli ascolta le suppliche del nostro cuore e risponde alle preghiere sincere.

Gesù Cristo è il nostro Salvatore e Redentore. Venne sulla terra nel meridiano dei tempi per espiare per i nostri peccati, e ritornerà. Questi e tutti gli altri aspetti del Vangelo che compongono la mia testimonianza sono scolpiti nel mio cuore grazie all’influenza dello Spirito Santo. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.

Mostra riferimenti

  1.  

    1. DeA 68:25.

  2.  

    2. Moroni 7:16.

  3.  

    3. Vedere Siate fedeli, 180.

  4.  

    4. Helaman 4:24.

  5.  

    5. DeA 121:45–46.

  6.  

    6. DeA 8:2.

  7.  

    7. Enos 1:10.

  8.  

    8. Joseph Smith, History of the Church, 3:381.

  9.  

    9. Henry B. Eyring, «Gifts of the Spirit for Hard Times», Ensign, giugno 2007, 18.

  10.  

    10. 3 Nefi 9:20.

  11.  

    11. Vedere 1 Re 19:12; 1 Nefi 17:45; DeA 85:6.

  12.  

    12. Salmi 46:10; vedere anche DeA 101:16.

  13.  

    13. Richard G. Scott, “Helping Others to Be Spiritually Led” (discorso agli insegnanti di religione, 11 agosto 1998), 3; Insegnare: non c’è chiamata più grande, 48.

  14.  

    14. DeA 36:2.

  15.  

    15. Vedere 2 Nefi 32:1–5.

  16.  

    16. Vedere 2 Nefi 31:18.

  17.  

    17. «Lo Spirito arde», Inni, 2.