Arruolati dal Signor

Jeffrey R. Holland

Membro del Quorum dei Dodici Apostoli


Jeffrey R. Holland
A ogni uomo, giovane o vecchio, che detiene il sacerdozio, chiedo una voce più forte e più devota,… una voce benefica, una voce in favore del Vangelo, una voce in favore di Dio.

Nello spirito di questo inno particolarmente commovente e con l’eloquente preghiera dell’anziano Richard G. Hinckley nel mio cuore, stasera desidero parlarvi con molta franchezza, fratelli, e in questo includo i giovani uomini del Sacerdozio di Aaronne.

Quando raccontiamo la grandiosità della Prima Visione di Joseph Smith, a volte sorvoliamo sul confronto minaccioso avvenuto subito prima; uno scontro che aveva lo scopo di distruggere il ragazzo, se possibile, o comunque impedire la rivelazione che stava per giungere. Non parliamo dell’avversario più di quanto sia necessario, non mi piace parlarne affatto, ma l’esperienza del giovane Joseph Smith ci rammenta ciò che ogni uomo, incluso ogni giovane uomo, in questa congregazione, deve ricordare.

Primo, Satana o Lucifero o il padre delle menzogne, chiamatelo come volete, è reale: la concreta incarnazione del male. Le sue motivazioni sono sempre malvagie e si contorce davanti alla luce redentrice, al solo pensiero della verità. Secondo, egli è eternamente ostile all’amore di Dio, all’Espiazione di Gesù Cristo e all’opera di pace e di salvezza e vi combatterà contro, ovunque e ogni qualvolta ne abbia l’opportunità. Sa che alla fine sarà sconfitto e scacciato, ma è determinato a portare con lui quante più persone possibile.

Quindi, quali sono alcune delle tattiche diaboliche in questa battaglia nella quale è in gioco la vita eterna? Ecco che, di nuovo, l’esperienza del Bosco Sacro si dimostra istruttiva. Joseph Smith disse che, nello sforzo di contrastare tutto ciò che stava per accadere, Lucifero esercitò “su di me un effetto così sorprendente da legare la mia lingua, cosicché non potevo più parlare”.1

Come ha insegnato il presidente Boyd K. Packer stamattina, Satana non può uccidere direttamente. Questa è una delle molte cose che non può fare ma, evidentemente, il suo sforzo per fermare l’opera può avere un certo successo se riesce a legare la lingua di chi è fedele. Fratelli, se questo è il caso, stasera sono alla ricerca di uomini, giovani e anziani, che abbiano a cuore questa battaglia tra il bene e il male abbastanza da volersi impegnare e da voler far sentire la propria voce. Siamo in guerra e, nei i prossimi minuti, voglio reclutare uomini pronti a combattere.

Volete che intoni qualche strofa dell’inno “Arruolati dal Signor”? Magari quella che dice: “Attendiamo altri che si uniscano a noi”.2 Ovviamente, l’aspetto migliore di questa chiamata alle armi è che noi non cerchiamo volontari che usino fucili e tirino granate. No, noi vogliamo battaglioni che brandiscano come armi “ogni parola che esce dalla bocca di Dio”.3 Perciò, stasera sto cercando dei missionari che non leghino volontariamente la loro lingua ma che, con lo Spirito del Signore e il potere del loro sacerdozio, aprano la loro bocca per parlare e compiere miracoli. I primi fratelli una volta insegnarono che la parola sarebbe stata il mezzo tramite il quale “le più possenti opere sono state compiute, e saranno compiute”.4

Chiedo specialmente ai giovani uomini del Sacerdozio di Aaronne di sedersi ben dritti e prendere nota. Per voi, userò un’analogia sportiva. Questa è una battaglia per la vita e la morte che stiamo combattendo, giovani uomini, così vi starò addosso, muso a muso, spalla a spalla, con abbastanza fuoco nella voce da bruciarvi qualche sopracciglio, proprio come fanno gli allenatori quando la partita si avvicina e vincere è tutto. E con il risultato a rischio, ciò che questo allenatore vi sta dicendo è che, per giocare, alcuni di voi dovranno essere ancora moralmente più puri di quanto lo siate ora. In questa battaglia tra il bene e il male, non potete giocare per l’avversario, ogni volta che incontrate una tentazione, e poi aspettarvi di indossare la divisa del Salvatore al momento di andare al tempio e in missione, come se non fosse successo nulla. Questo, miei giovani amici, non potete farlo. Dio non si lascerà beffare.

Così, sia io che voi abbiamo un dilemma stasera. Ci sono migliaia di giovani uomini in età di Sacerdozio di Aaronne già presenti nei registri di questa chiesa che costituiscono il nostro gruppo di candidati per il servizio missionario del futuro. Ma la difficoltà è fare in modo che questi diaconi, insegnanti e sacerdoti rimangano attivi e degni a sufficienza per poter essere ordinati anziani e servire come missionari. Quindi abbiamo bisogno che i giovani già in squadra vi rimangano e smettano di andare in fuorigioco proprio quando, invece, è necessario che restino in gioco e diano il massimo! In quasi tutte le gare sportive, che io sappia, ci sono delle linee tracciate sul terreno di gioco, entro le quali ogni partecipante deve rimanere per poter competere. Ebbene, il Signore ha disegnato delle linee di dignità per chi è chiamato a lavorare con Lui a quest’opera. Nessun missionario può non pentirsi della trasgressione sessuale, del linguaggio profano o del vizio della pornografia, e poi aspettarsi di invitare altri a pentirsi proprio di queste cose! Non potete farlo. Lo Spirito non sarà con voi e le parole vi si strozzeranno in gola quando cercherete di pronunciarle. Non potete scendere lungo i “cammini proibiti”5, come li chiamò Lehi, e aspettarvi di guidare gli altri sul “sentiero stretto e angusto”6; non funziona.

Ma a questa sfida c’è una soluzione valida per voi tanto quanto per quel simpatizzante da cui vi recherete. Chiunque voi siate e qualsiasi cosa abbiate fatto, potete essere perdonati. Ognuno di voi, giovani uomini, può abbandonare le trasgressioni con le quali sta lottando È il miracolo del perdono, il miracolo dell’Espiazione del Signore Gesù Cristo. Tuttavia, non potete farlo senza un impegno attivo verso il Vangelo e non potete farlo senza il pentimento, là dove è necessario. Vi sto chiedendo, giovani uomini, di essere attivi e puri. Se necessario, vi sto chiedendo di diventare attivi e diventare puri.

Fratelli, vi parliamo arditamente perché metodi più sommessi sembrano non funzionare. Vi parliamo arditamente perché Satana è un essere reale, deciso a distruggervi, e voi affrontate la sua influenza a un’età sempre più giovane. Quindi vi afferriamo per il bavero e gridiamo con quanta più energia abbiamo in corpo:

La battaglia infuria, accesa, attorno a noi;
vieni a lottar! vieni a lottar!7

Miei giovani amici, abbiamo bisogno ancora di migliaia di missionari nei mesi e negli anni a venire. Devono venire da un maggior numero di detentori del Sacerdozio di Aaronne che siano ordinati, attivi, puri e degni di servire.

A chi tra voi ha servito o sta servendo, porgiamo i nostri ringraziamenti per il bene che avete fatto e per le vite che avete toccato. Dio vi benedica! Riconosciamo anche che ci sono alcuni che hanno sperato per tutta la vita di svolgere una missione ma che, per motivi di salute o altri impedimenti al di là dal loro controllo, non possono farlo. Pubblicamente e con fierezza rendiamo onore a questo gruppo. Conosciamo i vostri desideri e rendiamo onore alla vostra devozione. Avete il nostro affetto e la nostra ammirazione. Siete “in squadra” e lo sarete sempre, anche quando siete onorevolmente esonerati dal servizio a tempo pieno. Ma abbiamo bisogno del resto di voi!

Ora, a voi fratelli del Sacerdozio di Melchisedec: non sorridete e non mettetevi comodi. Non ho finito. Abbiamo bisogno di più coppie che servano nelle missioni della Chiesa. Ogni presidente di missione ne implora l’aiuto. Ovunque prestino servizio, le nostre coppie adducono all’opera una maturità che nessun diciannovenne, per quanto bravo sia, può offrire.

Per incoraggiare più coppie a servire, la Prima Presidenza e il Quorum dei Dodici hanno agito in uno dei modi più audaci e generosi che si siano visti nel lavoro missionario negli ultimi cinquant’anni. A maggio di quest’anno, i dirigenti del sacerdozio sul campo hanno ricevuto l’avviso che le spese di alloggio per le coppie (e parliamo solo delle spese di alloggio) saranno integrate con i fondi missionari, se tali costi supereranno la quota mensile prefissata. Che benedizione! Questo è un aiuto mandato dal cielo a supporto della spesa principale sostenuta dalle nostre coppie durante la missione. I Fratelli hanno anche deciso che la durata della missione per le coppie può essere di sei o dodici mesi, in aggiunta ai tradizionali diciotto o ventitré. Come altro meraviglioso gesto d’incoraggiamento, è accordato il permesso alle coppie, a loro spese, di tornare a casa per brevi periodi in caso di eventi familiari cruciali. Smettete di preoccuparvi di dover andare da una porta all’altra o di dover rispettare la stessa agenda dei diciannovenni! Non è quel che vi chiediamo di fare, ma c’è una moltitudine di altre cose da fare, con una grande dose di libertà su come farle.

Fratelli, per motivi di salute, familiari o economici, ci rendiamo conto che alcuni di voi non sono in grado di partire adesso o forse non partiranno mai, ma, organizzandosi un po’, molti di voi possono andare.

Vescovi e presidenti di palo, discutete questa necessità nei vostri consigli e durante le conferenze. Sedetevi sul podio durante le vostre riunioni e, in preghiera, osservate la congregazione per ricevere impressioni su coloro che dovrebbero ricevere una chiamata. Poi consultatevi con loro e aiutateli a fissare una data per iniziare il servizio. Fratelli, quando ciò accade, dite alle vostre mogli che se voi potete lasciare la poltrona e il telecomando per pochi mesi, loro possono lasciare i nipotini. Questi piccoli tesori staranno più che bene e vi prometto che farete cose per loro durante il servizio del Signore che non potreste mai fare nei secoli dei secoli se rimaneste a casa a curarvi di loro. Non c’è dono più grande che i nonni possano offrire alla loro posterità se non dichiarare con i fatti e le parole, “In questa famiglia serviamo missioni!”.

Il lavoro missionario non è l’unica cosa che dobbiamo fare in questa grande, vasta e meravigliosa chiesa, ma quasi ogni altra cosa che dobbiamo fare è subordinata al fatto che prima le persone ascoltino il vangelo di Gesù Cristo e si uniscano alla Chiesa. Sicuramente questo è il motivo per cui l’ultimo incarico di Gesù ai Dodici è stato quel fondamentale: “Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figliuolo e dello Spirito Santo”.8 Dopo, e solo allora, possono giungere le altre benedizioni del Vangelo: solidarietà familiare, programmi per i giovani, promesse del sacerdozio e tutte quelle ordinanze che portano dritto al tempio. Come ha testimoniato Nefi, nulla di ciò può accadere se non dopo che una persona è “entr[ata] per la porta”.9 Con tutto quello che c’è da fare, lungo il cammino della vita eterna, abbiamo bisogno di molti più missionari che aprano quella porta e aiutino le persone a varcarla.

A ogni uomo, giovane o vecchio, che detiene il sacerdozio, chiedo una voce più forte e più devota, una voce non solo contro il male e colui che ne è la personificazione, ma una voce benefica, una voce in favore del Vangelo, una voce in favore di Dio. Fratelli di tutte le età, sciogliete la vostra lingua e guardate le vostre parole compiere miracoli nella vita di coloro “che sono tenuti lontano dalla verità soltanto perché non sanno dove trovarla”.10

Alla battaglia presto accorriam,
la nostra arma è la verità.
Restiam fedeli al gran Condottier e
presto a casa insiem noi ritornerem.11

Nel nome di Gesù Cristo, il nostro Maestro. Amen.

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  1.  

    1.  Joseph Smith—Storia 1:15).

  2.  

    2. “Arruolati del Signor”, Inni, 157.

  3.  

    3.  Dottrina e Alleanze 84:44; vedere anche Deuteronomio 8:3; Matteo 4:4.

  4.  

    4.  Lectures on Faith (1985), 73.

  5.  

    5.  1 Nefi 8:28.

  6.  

    6.  2 Nefi 31:18.

  7.  

    7.  Inni, 157.

  8.  

    8.  Matteo 28:19.

  9.  

    9.  2 Nefi 33:9.

  10.  

    10.  Dottrina e Alleanze 123:12.

  11.  

    11.  Inni, 157.