Le chiavi e l’autorità del sacerdozio


Dallin H. Oaks
Le chiavi del sacerdozio guidano sia le donne che gli uomini, e le ordinanze e l’autorità del sacerdozio riguardano le donne tanto quanto gli uomini.

I.

Durante questa conferenza abbiamo assistito al rilascio di alcuni fedeli fratelli e abbiamo sostenuto la chiamata di altri. Con questo avvicendamento, molto comune nella Chiesa, non veniamo “abbassati” al momento del rilascio, né veniamo “innalzati” al momento della chiamata. Non esistono “alti e bassi” nel servizio al Signore. Esistono solo “avanti e indietro” e tale differenza dipende da come accettiamo e agiamo in base ai nostri rilasci e alle nostre chiamate. Una volta ho assistito al rilascio di un giovane presidente di palo che aveva servito bene per nove anni e che in quel momento gioiva del suo rilascio e della nuova chiamata che aveva appena ricevuto insieme alla moglie. Erano stati chiamati come dirigenti del nido di infanzia del loro rione. Solo in questa Chiesa questo è considerato ugualmente onorevole!

II.

Parlando a una conferenza delle donne, la presidentessa generale della Società di Soccorso, Linda K. Burton, ha detto: “Speriamo di instillare in ognuna di noi un maggiore desiderio di comprendere meglio il sacerdozio”1. Tale necessità si applica a tutti noi e la perseguirò parlando delle chiavi e dell’autorità del sacerdozio. Dato che tali argomenti sono ugualmente importanti sia per gli uomini che per le donne, sono lieto che questa riunione venga trasmessa e pubblicata per tutti i membri della Chiesa. Il potere del sacerdozio benedice tutti noi. Le chiavi del sacerdozio guidano sia le donne che gli uomini, e le ordinanze e l’autorità del sacerdozio riguardano le donne tanto quanto gli uomini.

III.

Il presidente Joseph F. Smith descrisse il sacerdozio come “il potere di Dio delegato all’uomo tramite il quale egli può agire sulla terra per la salvezza della famiglia umana”2. Altri dirigenti ci hanno insegnato che il sacerdozio “è il potere supremo su questa terra. È il potere tramite cui è stata creata la terra”3. Nelle Scritture leggiamo che “questo stesso sacerdozio che era nel principio sarà anche alla fine del mondo” (Mosè 6:7). Quindi, il sacerdozio è il potere tramite cui risorgeremo e andremo avanti fino alla vita eterna.

La comprensione che cerchiamo comincia con la comprensione delle chiavi del sacerdozio. “Le chiavi del sacerdozio sono l’autorità che Dio ha dato ai [detentori] del sacerdozio di dirigere, controllare e governare l’uso del Suo sacerdozio sulla terra”.4 Ogni atto e ordinanza celebrati nella Chiesa sono compiuti sotto l’autorizzazione diretta o indiretta della persona che detiene le chiavi per tale funzione. L’anziano M. Russell Ballard ha spiegato: “Chiunque detenga le chiavi del sacerdozio […] rende letteralmente possibile a tutti coloro che servono con fede sotto la loro direzione di esercitare l’autorità del sacerdozio e di avere accesso al suo potere”5.

Nel controllo dell’esercizio dell’autorità sacerdotale, la funzione delle chiavi del sacerdozio magnifica e limita al contempo. Magnifica nel senso che rende disponibile l’autorità e le benedizioni del sacerdozio a tutti i figli di Dio. Limita nel senso che determina a chi viene conferita l’autorità del sacerdozio, chi ne detiene gli uffici e come vengono conferiti i suoi diritti e i suoi poteri. Per esempio, una persona che detiene il sacerdozio non può conferire il suo ufficio o la sua autorità a un altro, a meno che non sia autorizzato da chi detiene le chiavi. Senza autorizzazione, l’ordinazione non sarebbe valida. Questo spiega perché un detentore del sacerdozio, qualunque sia il suo ufficio, non possa ordinare un membro della sua famiglia o ministrare il sacramento nella sua casa senza l’autorizzazione di colui che detiene le giuste chiavi.

Ad eccezione del sacro lavoro svolto dalle sorelle nel tempio sotto l’autorità delle chiavi detenute dal presidente del tempio, che descriverò in seguito, solo colui che detiene un ufficio del sacerdozio può officiare un’ordinanza del sacerdozio. E tutte le ordinanze del sacerdozio autorizzate sono annotate nei registri della Chiesa.

In conclusione, tutte le chiavi del sacerdozio sono detenute dal Signore Gesù Cristo, Colui a Cui appartiene il sacerdozio. Egli è l’unico che stabilisce quali chiavi siano delegate ai mortali e come tali chiavi saranno usate. Siamo soliti pensare che tutte le chiavi del sacerdozio furono conferite a Joseph Smith nel Tempio di Kirtland, ma le Scritture dichiarano che furono conferite solo “le chiavi di questa dispensazione” (DeA 110:16). Molti anni fa, durante la Conferenza generale, il presidente Spencer W. Kimball ci ricordò che ci sono altre chiavi del sacerdozio che non sono state conferite sulla terra all’uomo, incluse le chiavi della creazione e della risurrezione.6

La natura divina delle limitazioni poste all’esercizio delle chiavi del sacerdozio spiega un contrasto essenziale tra le decisioni sulle questioni inerenti l’amministrazione della Chiesa e le decisioni che riguardano il sacerdozio. Alla Prima Presidenza e al Consiglio della Prima Presidenza e del Quorum dei Dodici, che presiedono la Chiesa, è stato dato il potere di prendere molte decisioni che riguardano le politiche e le procedure della Chiesa — questioni quali la posizione degli edifici della Chiesa e l’età per il servizio missionario. Ma anche se detengono ed esercitano tutte le chiavi delegate agli uomini in questa dispensazione, queste autorità presiedenti non hanno la libertà di alterare lo schema decretato da Dio secondo il quale solo gli uomini detengono uffici nel sacerdozio.

IV.

Ora parlerò dell’autorità del sacerdozio. Comincerò con i tre principi appena analizzati: (1) il sacerdozio è il potere di Dio delegato all’uomo per agire per la salvezza della famiglia umana, (2) la sua autorità è amministrata da detentori del sacerdozio che detengono le chiavi e (3) dato che le Scritture attestano che “tutte le altre autorità [e] uffici nella Chiesa sono appendici a questo sacerdozio [di Melchisedec]” (DeA 107:5), tutto ciò che è fatto sotto l’autorità di queste chiavi sacerdotali è fatto con l’autorità del sacerdozio.

In che modo questo si applica alle donne? Quando era presidente del Quorum dei Dodici Apostoli, il presidente Joseph Fielding Smith, in un discorso rivolto alla Società di Soccorso, disse: “Anche se alle sorelle non è stato conferito il sacerdozio […] questo non significa che il Signore non [abbia] conferito loro autorità. […] Una persona, uomo o donna che sia, può ricevere l’autorità per fare certe cose nella Chiesa che sono vincolanti e assolutamente necessarie per la nostra salvezza, come ad esempio il lavoro che le nostre sorelle svolgono nella Casa del Signore. È stata data loro l’autorità di compiere alcune cose meravigliose, sacre al Signore e vincolanti tanto quanto le benedizioni date dagli uomini che detengono il sacerdozio”7.

In quell’importante discorso, il presidente Smith ripeté ancora che alle donne è stata data autorità. Egli disse loro: “Potete parlare con autorità, perché il Signore vi ha dato autorità”. Inoltre egli insegnò che alle sorelle della Società di Soccorso “sono [stati] dati potere e autorità di fare molte cose. Il lavoro che svolgono è svolto per autorità divina”. E, naturalmente, l’opera ecclesiastica compiuta da donne o da uomini sia nel tempio che nei rioni o rami è svolta sotto la direzione di coloro che detengono le chiavi del sacerdozio. Perciò, parlando delle sorelle della Società di Soccorso, il presidente Smith spiegò che il Signore “ha dato loro questa grande organizzazione nella quale hanno l’autorità di servire sotto la direzione [… dei] vescovi dei rioni, ricercando il benessere spirituale e materiale del nostro popolo”8.

Pertanto è vero quando si dice che la Società di Soccorso non è soltanto una classe ma qualcosa a cui le sorelle appartengono, un’appendice del sacerdozio istituita da Dio.9

Non siamo soliti parlare di donne che hanno l’autorità del sacerdozio nella loro chiamata nella Chiesa, ma quale altra autorità potrebbe essere? Quando una donna — di qualsiasi età — è messa a parte per predicare il Vangelo in veste di missionaria a tempo pieno, le viene conferita l’autorità di compiere una funzione del sacerdozio. Lo stesso vale quando una donna è messa a parte per agire in veste di dirigente o di insegnante in un’organizzazione della Chiesa sotto la direzione di chi detiene le chiavi del sacerdozio. Chiunque serva in un ufficio o in una chiamata ricevuta da chi detiene le chiavi del sacerdozio esercita l’autorità sacerdotale nel portare a termine i compiti assegnati.

Chiunque eserciti l’autorità sacerdotale dovrebbe dimenticare quali sono i propri diritti e concentrarsi sulle proprie responsabilità. Questo è un principio necessario nella società in generale. Il famoso scrittore russo Aleksandr Solzhenitsyn ha detto: “È tempo che si difendano non tanto i diritti quanto i doveri umani”10. I membri della Chiesa di certo riconoscono che qualificarsi per l’esaltazione non è una questione di affermare i propri diritti, ma di adempiere alle proprie responsabilità.

V.

Il Signore ha comandato che solo gli uomini siano ordinati agli uffici del sacerdozio. Ma, come hanno sottolineato molti dirigenti della Chiesa, gli uomini non sono “il sacerdozio”11. Gli uomini detengono il sacerdozio, con la sacra responsabilità di usarlo per benedire tutti i figli di Dio.

Il più grande potere che Dio ha dato ai Suoi figli non può essere esercitato se non in comunione con una delle Sue figlie, perché solo alle Sue figlie Dio ha dato il potere “di essere creatrici di corpi […] onde il disegno ed il grande piano di Dio potessero avere i loro frutti”12. Queste sono parole del presidente J. Reuben Clark.

Egli disse ancora: “Nel piano eterno, è questa la posizione delle nostre mogli e delle nostre madri: non sono detentrici del sacerdozio, non sono incaricate di portare a termine i doveri e le funzioni del sacerdozio; né sono aggravate dalle sue responsabilità; esse costruiscono e organizzano sotto il suo potere e prendono parte alle sue benedizioni, possiedono ciò che fa da complemento ai poteri del sacerdozio e hanno una funzione tanto divina, tanto eternamente importante nella sua sfera quanto il sacerdozio stesso”13.

In queste parole ispirate, il presidente Clark stava parlando della famiglia. Come dichiarato nel proclama sulla famiglia, il padre presiede alla famiglia. Egli e la madre hanno responsabilità distinte, ma “sono tenuti ad aiutarsi l’un l’altro come soci con eguali doveri”14. Alcuni anni prima del proclama sulla famiglia, il presidente Spencer W. Kimball diede questa spiegazione ispirata: “Quando parliamo del matrimonio come di una società, parliamo del matrimonio come una società a pieni diritti. Non vogliamo che le nostre donne siano soci silenziosi o soci limitati in questo compito eterno. Vi preghiamo di essere soci [collaborativi], soci a pieno diritto”.15

Agli occhi di Dio, sia nella Chiesa che in famiglia, le donne e gli uomini sono alla pari, con responsabilità diverse.

Concludo con alcuni principi riguardo alle benedizioni del sacerdozio. A differenza delle chiavi del sacerdozio e delle ordinazioni nel sacerdozio, le benedizioni del sacerdozio sono a disposizione degli uomini e delle donne alle stesse condizioni. Il dono dello Spirito Santo e le benedizioni del tempio sono esempi che ben conosciamo di questa verità.

Nel bellissimo discorso tenuto l’estate scorsa alla BYU Education Week, l’anziano M. Russell Ballard ha insegnato:

“La dottrina della nostra Chiesa pone le donne allo stesso livello degli uomini, pur considerandole da essi diverse. Dio non considera un sesso migliore o più importante dell’altro.

[…] Quando gli uomini e le donne si recano al tempio, viene loro conferito lo stesso potere, che è il potere del sacerdozio. […] L’accesso al potere e alle benedizioni del sacerdozio è disponibile a tutti i figli di Dio”.16

Attesto che il potere e le benedizioni del sacerdozio di Dio sono a disposizione sia dei Suoi figli che delle Sue figlie. Rendo testimonianza dell’autorità del sacerdozio, che opera in tutti gli uffici e in tutte le attività della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Attesto che l’esercizio delle chiavi del sacerdozio è diretto da Dio e che le chiavi sono detenute ed esercitate nella loro pienezza dal nostro profeta e presidente, Thomas S. Monson. Per finire, e cosa più importante, rendo testimonianza del nostro Signore e Salvatore, Gesù Cristo, a Cui appartiene questo sacerdozio e Che noi serviamo. Nel nome di Gesù Cristo. Amen.

Mostra riferimenti

  1.  

    1. Linda K. Burton, “Priesthood: ‘A Sacred Trust to Be Used for the Benefit of Men, Women, and Children’” (discorso tenuto alla Conferenza delle donne della Brigham Young University il 3 maggio 2013), 1; ce.byu.edu/cw/womensconference/transcripts.php.

  2.  

    2. Joseph F. Smith, Gospel Doctrine, 5ª ed. (1939), 139.

  3.  

    3. Boyd K. Packer, “Il potere del sacerdozio nella casa”, (riunione di addestramento dei dirigenti a livello mondiale, febbraio 2012);  lds.org/broadcasts; vedere anche James E. Faust, “Il potere del sacerdozio”, La Stella, luglio 1997, 47–50.

  4.  

    4.  Manuale 2 – L’amministrazione della Chiesa (2010), 2.1.1.

  5.  

    5. M. Russell Ballard, “Uomini e donne nell’opera del Signore”, Liahona, aprile 2014, 48; vedere anche Figlie nel mio regno – La storia e l’opera della Società di Soccorso (2011), 142.

  6.  

    6. Vedere Spencer W. Kimball, “Il nostro grande potenziale”, La Stella, ottobre 1977, 51.

  7.  

    7. Joseph Fielding Smith, “Relief Society – an Aid to the Priesthood”, Relief Society Magazine, gennaio 1959, 4.

  8.  

    8. Joseph Fielding Smith, Relief Society – an Aid to the Priesthood”, 4, 5; vedere anche Insegnamenti dei presidenti della Chiesa – Joseph Fielding Smith (2013), 315.

  9.  

    9. Boyd K. Packer, “La Società di Soccorso”, La Stella, luglio 1998, 76; vedere anche Figlie nel mio regno, 142.

  10.  

    10. Aleksandr Solzhenitsyn, “A World Split Apart”, (discorso tenuto alla cerimonia di laurea dell’Università di Harvard, 8 giugno 1978); vedere anche Patricia T. Holland, “Il sacerdozio visto da una donna”, La Stella, giugno 1982, 26; Dallin H. Oaks, Rights and Responsibilities, Mercer Law Review, volume 36, n. 2 (inverno 1985), 427–442.

  11.  

    11. Vedere James E. Faust, “Siete tutte mandate dal cielo”, Liahona, novembre 2002, 113; M. Russell Ballard, “Questa è la mia opera e la mia gloria”, Liahona, maggio 2013, 19; Dallin H. Oaks, “L’autorità del sacerdozio nella famiglia e nella Chiesa”, Liahona, novembre 2005, 25. A volte diciamo che la Società di Soccorso “collabora con il sacerdozio”. Sarebbe più accurato dire che, nell’opera del Signore, la Società di Soccorso e le donne della Chiesa “collaborano con i detentori del sacerdozio”.

  12.  

    12. J. Reuben Clark jr, “Our Wives and Our Mothers in the Eternal Plan”, Relief Society Magazine, dicembre 1946, 800.

  13.  

    13. J. Reuben Clark jr, “Our Wives and Our Mothers,” 801.

  14.  

    14. “La famiglia – Un proclama al mondo”, Liahona, novembre 2010, 129.

  15.  

    15. Spencer W. Kimball, “Privilegi e responsabilità delle sorelle”, La Stella, aprile 1979, 180.

  16.  

    16. M. Russell Ballard, Liahona, aprile 2014, 48; per una preziosa analisi delle dottrine citate, vedere anche Sheri L. Dew, Women and the Priesthood (2013), in particolar modo il capitolo sei.