L’unità nel matrimonio


La semplice celebrazione del matrimonio non porta la felicità e il successo. Questi richiedono il dimenticarsi di se stessi, un corteggiamento continuo e l’obbedienza ai comandamenti del Signore.

L’unità nel matrimonio

Un matrimonio onorevole, felice e di successo è certamente l’obiettivo principale di ogni persona normale. Il matrimonio è forse la decisione più vitale, quella che ha effetti più duraturi, poiché concerne non soltanto la felicità più immediata, ma anche la gioia eterna. Il matrimonio esercita un’influenza non soltanto sulle due parti direttamente coinvolte, ma anche sulle loro famiglie e in particolare sui loro figli e sui figli dei loro figli per molte generazioni.

Un’unione Di Menti E Cuori

Nella scelta del coniuge per la vita e per l’eternità, è certo che è necessario programmare attentamente, meditare, pregare e digiunare per accertarsi che, tra tutte le decisioni, questa non sia quella sbagliata. Nel vero matrimonio deve esserci l’unione della mente oltre a quella delle emozioni. Le emozioni non devono determinare completamente le decisioni, ma la mente e il cuore, rafforzati dalla preghiera, dal digiuno e da serie considerazioni, offriranno a una persona la massima probabilità di felicità nel matrimonio. Questa comporta sacrificio, condivisione e una grande necessità di altruismo.

Molti spettacoli televisivi e romanzi terminano col matrimonio: «E vissero per sempre felici e contenti». Siamo arrivati alla conclusione che la semplice celebrazione del matrimonio non porta la felicità e il successo. Non si ottiene la felicità premendo un bottone, come facciamo quando vogliamo accendere la luce; la felicità è una condizione della mente e scaturisce dall’anima. È qualcosa che bisogna guadagnarsi. Non si può acquistare né ottenere in regalo.

Alcuni pensano alla felicità come ad una vita di comodità, di lussi, di costante divertimento; mentre il vero matrimonio è basato sulla felicità che scaturisce dal dare, dal servire, dal condividere, dal sacrificare e dall’altruismo.

Cuori Comprensivi

Due persone provenienti da ambienti diversi, subito dopo la cerimonia nuziale, si rendono conto di dover affrontare la realtà. Non vivono più nella fantasia o fingendo; devono scendere dalle nuvole e appoggiare saldamente i piedi sulla terra. Devono assumersi nuove responsabilità, accettare nuovi doveri. È necessario rinunciare ad alcune libertà personali, effettuare molti adattamenti, adattamenti altruistici.

Subito dopo il matrimonio, una persona si rende conto che il suo coniuge ha debolezze sconosciute e insospettate. Le virtù che venivano costantemente esaltate durante il corteggiamento diventano relativamente meno importanti e le debolezze che sembravano così piccole e insignificanti durante il corteggiamento assumono proporzioni considerevoli. Arriva così il momento in cui è necessario dimostrarsi comprensivi, fare un’onesta valutazione del proprio io, ricorrere al buon senso, alla ragione, alla programmazione. Ora le abitudini costituite negli anni si mostrano; il coniuge può essere spilorcio o prodigo, pigro o laborioso, devoto o irreligioso; egli può essere gentile e collaborante o impaziente e di cattivo umore, esigente o pronto ad aiutare, egotistico o disposto a farsi in disparte. Le difficoltà con i genitori acquisiti diventano reali e il rapporto del coniuge con loro è reso piú difficile.

Spesso manca la volontà di darsi da fare e di assumersi le pesanti responsabilità presenti sin dall’inizio. La parsimonia è riluttante nel rimpiazzare la sontuosità e i giovani spesso sembrano troppo bramosi di possedere ciò che gli altri hanno. Spesso manca la volontà di effettuare i necessari adattamenti finanziari. Le giovani mogli spesso esigono che il lusso di cui godevano nella prospera dimora del loro padre di successo continui nella propria casa. Alcune di loro sono pronte a contribuire per raggiungere quella vita lussuosa continuando a lavorare dopo il matrimonio. Di conseguenza lasciano la casa, dove si trovano i loro doveri, per dedicarsi ad una carriera o ad un lavoro remunerativo, portando così a fondare la famiglia su un’economia che rende difficile la conduzione di una normale vita familiare. Quando entrambi i coniugi lavorano è più facile che in famiglia entri la competizione invece che la collaborazione. Due lavoratori stanchi rientrano a casa con i nervi tesi, con un orgoglio proprio, con una maggiore indipendenza e sorgono così le prime incomprensioni. Piccoli attriti diventano monumentali.

Una Formula Che Non Viene Mai Meno

Il matrimonio è una cosa difficile e le unioni infelici e frustrate sono assai comuni, eppure è possibile ottenere una felicità duratura. Il matrimonio può diventare un’estasi più deliziosa di quella che la mente umana può concepire. Ogni coppia, ogni persona può raggiungere questa meta tanto ambita. «L’anima gemella» è una favola e un’illusione; se da un lato ogni giovane cerca con tutta la sua diligenza e devozione di trovare un compagno o una compagna insieme alla quale la vita possa essere più felice e più bella possibile, è certo che quasi tutti i bravi giovani possono trovare la felicità e il successo nel matrimonio se sono disposti a pagarne il prezzo.

Esiste una formula infallibile per garantire ad ogni coppia un matrimonio felice ed eterno; ma come tutte le formule deve contenere, nella necessaria quantità, gli ingredienti principali. La scelta prima del corteggiamento e la continuazione dello stesso dopo la cerimonia nuziale rivestono eguale importanza, ma non sono più importanti del matrimonio in se stesso, il cui successo dipende da entrambi i coniugi, non da uno solo, ma da entrambi.

In un matrimonio stipulato e basato su standard ragionevoli, come già detto, non c’è combinazione di potere che possa distruggerlo se non il potere insito in uno dei due o entrambi i coniugi stessi; essi si devono assumere generalmente la responsabilità. Altre persone e altri fattori possono avere un’influenza nel bene o nel male. Le condizioni finanziarie, sociali, politiche e altro sembrano avere una certa importanza, ma il matrimonio dipende prima di tutto e sempre dalla volontà dei due coniugi, che si trovano sempre nella condizione di dare alla loro unione successo e felicità, se sono decisi, altruisti e retti.

La formula è semplice, gli ingredienti sono pochi, sebbene ci siano molte aggiunte per ognuno.

Prima di tutto, è necessario avvicinarsi al matrimonio con il giusto abito mentale, che prevede la scelta di un coniuge che si avvicini il più possibile all’ideale perfetto che ci si è preposto in tutti i campi che rivestono grande importanza. Queste due parti poi devono giungere all’altare del tempio rendendosi conto che devono lavorare duramente per vivere con successo insieme.

In secondo luogo, deve esserci un grande altruismo, occorre dimenticarsi di se stessi e dirigere tutta la vita familiare e tutto quanto vi riguarda per il bene della famiglia, soggiogando se stessi.

Terzo, per tenere vivo e mantenere rigoglioso l’amore deve esserci un corteggiamento continuo e frequenti espressioni di affetto, di premura e di considerazione.

Quarto, è necessario mettere in pratica interamente i comandamenti del Signore definiti nel vangelo di Gesù Cristo.

Con questi ingredienti debitamente miscelati e continuamente applicati, è assolutamente impossibile che nella casa entri l’infelicità, che vi si accampino incomprensioni, che avvengano rotture. Gli avvocati che si occupano delle separazioni dovrebbero dedicarsi ad altri campi e i tribunali dove si finalizzano i divorzi rimarrebbero chiusi a chiave.

Da «io» a «noi»

Coloro che si avvicinano all’altare nuziale devono rendersi conto che, per raggiungere il matrimonio felice sperato, devono sapere che esso non è una tuta da lavoro legale, ma significa sacrificio, condivisione ed anche la riduzione di alcune libertà personali. Significa grandi e prolungate economie. Significa arrivo di figli che comporteranno oneri finanziari rilevanti, duro lavoro, preoccupazioni e fardelli di varia natura, ma significa anche provare le emozioni più profonde e più dolci esistenti al mondo.

Prima del matrimonio ogni individuo è del tutto libero di fare ciò che più gli aggrada, di organizzare e di programmare la sua vita nel modo che più gli sembra opportuno, di prendere ogni decisione incentrando il tutto sulla propria persona. Prima di contrarre i voti nuziali gli innamorati si devono rendere conto che ognuno di loro è costretto ad accettare letteralmente e interamente il fatto che il bene del nuovo nucleo familiare deve essere sempre superiore al bene dell’uno o dell’altro coniuge. Entrambe le parti devono eliminare «io» e «mio» per sostituirlo con «noi» e «nostro». Ogni decisione deve prendere in considerazione il fatto che ogni azione influenzerà due o più persone. Nell’avvicinarsi ad ogni decisione importante, la moglie dovrà preoccuparsi sugli effetti che essa avrà sui genitori, sui figli, sulla casa e sulla loro vita spirituale. La scelta della professione da parte del marito, la sua vita sociale, i suoi amici, i suoi interessi devono essere esaminati alla luce del fatto incontestabile che egli rappresenta soltanto una frazione di una famiglia, che è essenziale tenere presente gli interessi di tutto il nucleo familiare.

In matrimonio non sempre naviga su acque tranquille e con il vento favorevole, ma in esso si può trovare una grande pace. Una coppia può dover affrontare povertà, malattie, delusioni, fallimenti ed anche lutti familiari, ma neanche questi elementi negativi possono privarla della pace. Il matrimonio avrà successo soltanto se in esso non entrerà l’egoismo. Difficoltà e problemi uniranno maggiormente i genitori creando tra loro un legame indistruttibile se regnerà l’altruismo. Durante la grande crisi economica degli anni 30 ci fu un significativo calo del numero dei divorzi. La povertà, i fallimenti, le delusioni servirono a cementare i matrimoni. L’avversità spesso può rafforzare rapporti che la prosperità potrebbe invece distruggere.

Rendere Felici

Il matrimonio che si basa sull’egoismo è quasi sicuro che fallirà. Colui che si sposa per denaro o che si sposa per prestigio o livello sociale è certo che sarà deluso. Colui che si sposa per soddisfare la vanità e l’orgoglio o che si sposa per contrariare o per mettere in imbarazzo un’altra persona sta prendendo in giro se stesso. Colui che, invece, si sposa per rendere felice quanto per esserlo, per servire quanto per essere servito, per badare agli interessi di entrambi e poi dei figli man mano che arriveranno, avrà buone probabilità che il matrimonio sia felice.

L’amore è come un fiore e, come il corpo, richiede costante nutrimento. Il corpo presto deperirebbe e morirebbe se non venisse frequentemente nutrito. Il delicato fiore appassirebbe e morrebbe senza acqua e nutrimento. Così è anche dell’amore, non ci si può aspettare che duri per sempre a meno che non sia continuamente nutrito con dosi di amore, manifestazioni di stima e ammirazione, espressioni di gratitudine e considerazioni altruistiche.

L’altruismo più sincero non può non dare origine a un altro fattore nel successo del matrimonio. Se il marito o la moglie si adopera costantemente per favorire gli interessi, il conforto e la felicità dell’altro coniuge, l’amore che si è trovato durante il corteggiamento e che si è cementato nel matrimonio si svilupperà fino a raggiungere immense proporzioni. Molte coppie consentono al loro matrimonio di diventare stantio e al loro amore di raffreddarsi come il pane vecchio o una barzelletta continuamente ripetuta o come un sughetto freddo. I nutrimenti certamente più vitali per l’amore sono la considerazione, la gentilezza, la sensibilità, la preoccupazione, le espressioni d’affetto, gli abbracci d’apprezzamento, l’ammirazione, la fierezza, l’amicizia, la fiducia, la fede, l’associazione, l’equità e l’interdipendenza.

Il Culmine Della Felicità

Per essere veramente felici nel matrimonio si devono osservare fedelmente i comandamenti del Signore. Nessuno, celibe o sposato che sia, è mai stato sublimemente felice se non era anche retto. Ci sono soddisfazioni temporanee e situazioni camuffate momentaneamente, ma la felicità permanente e totale può solo giungere attraverso la purezza e la dignità. Colui che segue uno schema di vita religiosa basata su convinzioni profondamente radicate nel suo animo non può mai essere felice senza al tempo stesso essere attivo nella Chiesa. La coscienza lo continuerà ad affliggere, a meno che non si sia indurita, in tal caso il matrimonio è già in pericolo. Una coscienza che tormenta può rendere la vita quanto più insopportabile. L’inattività è un elemento distruttivo nel matrimonio, soprattutto quando le parti hanno un diverso grado di inattività.

Le divergenze religiose sono quelle più provanti e tra le più irrisolvibili di tutte le differenze.

Il matrimonio è ordinato da Dio. Non è semplicemente un costume sociale. Senza il matrimonio debitamente celebrato e vissuto nessuno potrà raggiungere l’esaltazione. Il nostro Signore e Salvatore disse che il matrimonio è una cosa convenevole per l’uomo.

Essendo questo vero, il buon e saggio Santo pianificherà la sua vita con attenzione per essere sicuro che non ci siano intralci sulla via. Facendo un serio errore, una persona può porre sulla via degli ostacoli che possono non essere mai rimossi e che possono bloccare la strada che porta alla vita eterna e alla divinità, che è il nostro destino finale. Se due persone amano il Signore più di loro stessi e amano l’un l’altra con tutto il loro cuore, pronti a collaborare nella più completa armonia con il programma evangelico quale struttura di base, sono certi di avere questa grande felicità. Quando marito e moglie si recano frequentemente al sacro tempio, s’inginocchiano insieme in preghiera nell’intimità della casa attorniati dai figli, si recano alle riunioni religiose, vivono una vita completamente casta, mentalmente e fisicamente, sicché tutti i loro pensieri, desideri e amore s’incentrano sul rispettivo coniuge e entrambi collaborano per l’edificazione del regno di Dio, allora la felicità è al suo culmine.

«Nessun Altra»

Alcune volte nel matrimonio ci sono altri attaccamenti, malgrado il fatto che il Signore disse: «Ama tua moglie con tutto il cuore, e attaccati a lei e a nessun’altra» (DeA 42:22).

Questo significa, parimenti: «Ama tuo marito con tutto il cuore, e attaccati a lui e a nessun altro». Spesso, tuttavia, i giovani continuano a rimanere attaccati alla loro madre, al loro padre, ai loro amici e amiche. Qualche volta le madri non vogliono rinunciare alla presa che hanno sui loro figli; i mariti e le mogli si rivolgono ai loro genitori per ottenere opinioni e consigli, per confidarsi con loro, mentre devono invece attaccarsi maggiormente al loro coniuge in tutte le cose e devono preservare la loro intimità escludendo ogni altra persona.

Le coppie fanno bene a cercare immediatamente una loro casa, separata e staccata da quella dei genitori di ambo le parti. La casa può essere molto modesta e semplice, ma pur tuttavia è un domicilio indipendente. La vostra vita coniugale deve essere indipendente dai vostri genitori. Amateli più che mai; prendete atto dei loro consigli; siate grati delle loro visite; ma vivete una vita vostra, seguite le vostre decisioni, mettete in atto i vostri piani concepiti con devozione, dopo aver meditato sui consigli che vi sono stati dati da chi doveva farlo. Attaccarsi a qualcuno non significa semplicemente vivere nella stessa casa; significa unirsi intimamente, rimanere veramente insieme fianco a fianco.

«Pertanto, è legittimo che… i due saranno una sola carne, e tutto ciò affinché la terra possa rispondere al fine della sua creazione;

E affinché possa essere riempita a misura d’uomo, secondo la sua creazione prima che fosse fatto il mondo» (DeA 49:16–17).

Fratelli e sorelle, lasciate che vi dica che queste sono le parole del Signore. Sono parole dette con tutta gravità e non c’è nessuno che possa farsi beffe di esse. Egli creò la terra; Egli creò gli uomini. Egli conosce le condizioni. Egli istituì il programma e noi non siamo abbastanza intelligenti da poter dubitare di ciò che Egli ha detto in merito a queste cose importanti. Egli sa ciò che è giusto e vero.

Vi chiediamo di meditare su queste cose. Adoperatevi affinché il vostro matrimonio sia giusto. Adoperatevi perché la vostra vita sia giusta. Adoperatevi per svolgere sempre e completamente il ruolo che, nel matrimonio, vi è stato affidato.

Adattato da in discorso tenuto alla Brigham Young University il 7 settembre 1976.