Il libro felice

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    «Ho sorriso a chi era triste nel cuor?» (Inni, 136).Basato su una storia vera

    Il libro felice

    «Non chiedermi come è andata la fiera della scienza!» Disse Michelle ritornando a casa dopo la scuola.

    «Che cosa è successo?» Chiese Morgan.

    «Non mi hai appena sentito dire di non chiedere?» Disse in tono brusco Michelle. Camminò diritto oltre la sua sorellina e salì le scale. Bang! La porta della sua camera sbattè violentemente.

    Morgan chiese alla mamma perché Michelle era in collera. La mamma spiegò che Michelle sperava che la sua ricerca sui paguri avrebbe vinto alla fiera della scienza, ma purtroppo non deve essere stato così.

    «Ma perché non vuole parlarmi?» Chiese Morgan.

    «Forse lo farà più tardi, tesoro. Per ora dobbiamo lasciarla sola», disse la mamma.

    «Ma io voglio gocare con lei, come faccio sempre quando torna da scuola»

    «Non penso voglia giocare ora. Forse potresti colorare o giocare con le bambole mentre inizio a preparare la cena», disse la mamma.

    Morgan andò in camera sua a prendere carta e pastelli. Iniziò a disegnare dei fiori. Colorò per alcuni minuti e poi si fermò. Saltò giù rapidamente e corse dalla mamma.

    «Quanto manca alla cena?» Chiese Morgan.

    «Circa 45 minuti».

    «È abbastanza per fare un libro felice per Michelle? Voglio che sia pronto per cena», disse Morgan.

    Vedendo la mamma far cenno di si con il capo, Morgan corse in camera sua e chiuse la porta.

    «Michelle! Morgan! È ora di cena!» La mamma chiamò un po’ più tardi.

    Morgan si precipitò fuori dalla sua stanza e corse verso il posto di Michelle a tavola. Mise alcuni fogli a faccia in giù sul piatto di Michelle. Poi si sedette sulla sua sedia.

    Quando Michelle giunse a tavola, indicò i fogli e chiese scortesemente: «Cos’è questo?»

    «È un libro felice», disse Morgan sommessamente.

    «Oh», Michelle prese i fogli e li girò. Osservò attentamente il primo.

    «Quello è il disegno di una coppa. Perché per me i tuoi paguri erano i migliori», disse Morgan. «Il prossimo è un disegno di una faccia triste».

    «Perché?» Chiese Michelle.

    «Perché ero triste che tu fossi in collera e non volessi parlare o giocare con me».

    Michelle girò il disegno seguente. «Questo è un cuore, vero?»

    «Si», disse Morgan. «Un cuore che significa che ti voglio bene».

    Michelle guardò l’ultimo disegno, poi sua sorella.

    «È il mio preferito. Siamo tu ed io che giochiamo insieme». Morgan guardò la sua sorella maggiore. «Il mio libro ti ha reso felice?»

    «Si, molto felice», disse Michelle. «Mi dispiace di essermi arrabbiata quando sono tornata da scuola. Non ero in collera con te. La mia ricerca non ha vinto niente e pensavo che invece avrebbe vinto, così ero un po’ giù».

    «Va bene. Ti voglio ancora bene», disse Morgan.

    «Anch’io ti voglio bene, Morgan», disse Michelle con un sorriso. «Dopo cena vuoi giocare?»

    «Certo!» gridò Morgan.