Voci dei Santi degli Ultimi Giorni

Greg Carlson


Fede sotto il ponte

Sono cresciuto in una piccola comunità fuori Seattle, nello Stato di Washington. Ero relativamente vicino a una grande città ma abbastanza lontano da far sì che le possibilità di guadagnare il denaro per la missione fossero estremamente limitate. Tuttavia c’erano molti agricoltori nella nostra zona, così io e mio fratello decidemmo di trasportare il fieno dalle grandi fattorie dell’est dello stato, oltre le Cascade Mountains, fino alle piccole fattorie della nostra cittadina. Sistemammo un vecchio camion che era in cattivo stato e lo preparammo per trasportare fino a nove tonnellate di fieno. Facemmo una serie di viaggi con nostro padre per assicurarci che tutto fosse sistemato prima che lui ci lasciasse svolgere il nostro lavoro.

Io e mio fratello partimmo una mattina presto per il nostro primo viaggio da soli. Attraversammo senza problemi le montagne ma incontrammo delle difficoltà a caricare il fieno. Alla fine tornammo in strada a pieno carico.

Il viaggio di ritorno fu tranquillo finché non notammo che iniziava a piovigginare. Trovammo subito un ponte sotto cui fermarci lungo l’autostrada mentre cominciava a piovere. Non eravamo ancora riusciti a comprare un telone per coprire il fieno, e gli animali non possono mangiare fieno bagnato perché comincia a marcire e ammuffire molto in fretta. Sapevamo che se avessimo perso il carico la nostra impresa probabilmente sarebbe fallita.

Rimanemmo seduti sotto il ponte per un po’, aspettando che smettesse di piovere. Alla fine ci rendemmo conto che il Signore poteva aiutarci se pregavamo. Mio fratello disse la preghiera, poi aspettammo. La pioggia non si fermava. Decidemmo che forse dovevo pregare anch’io, che ero il fratello maggiore. La pioggia si infittì. Rimanemmo lì seduti per quella che ci sembrò un’eternità. Sapevamo che, una volta lasciato il nostro riparo, il prossimo sarebbe stato a circa un’ora di distanza e ci voleva un’altra ora per arrivare a casa.

Infine uno di noi rammentò l’ammonimento che la fede precede il miracolo, e ci rendemmo conto che avevamo bisogno di esercitare la fede. Riponemmo la nostra fiducia nel Signore e lasciammo il ponte. Ancora oggi ricordo ogni goccia di pioggia che vidi appoggiarsi sul cofano dell’autocarro mentre lasciavamo il nostro riparo. Fu una dura prova della nostra fede, ma nel momento in cui il camion fu allo scoperto, la pioggia cessò. Le due ore successive furono ricche di preghiere e gratitudine.

Arrivammo a casa con il nostro carico in buone condizioni e mentre mettevamo l’autocarro nel fienile, i cieli rilasciarono l’acquazzone che era stato trattenuto. Il nostro lavoro sopravvisse, ed entrambi riuscimmo ad accantonare i fondi per la missione.

Non tutte le mie preghiere hanno ricevuto risposta in questo modo, ma sono molto grato per la lezione di fede che io e mio fratello apprendemmo quel giorno di pioggia seduti sotto il ponte dell’autostrada.

Spesa o decima?

Ero nel mio primo anno di lavoro presso una ditta di cosmetici. A quel tempo ero divorziata e vivevo da sola con i miei due figli. In dicembre la ditta mandò ad ogni venditore larghe scatole contenenti la merce natalizia che avremmo dovuto vendere durante il periodo delle feste. Ciò significava però che una larga somma di denaro era stata sottratta dal mio stipendio. Quando feci il conto di tutte le mie spese mensili e la decima, avevo abbastanza per far vivere tre persone, ma solo per una settimana. E questi soldi dovevano servire per far la spesa per il mese intero e per la benzina della macchina, di cui avevo bisogno per il mio lavoro.

Quando venne il nostro insegnante familiare, gli parlai della situazione. Gli dissi che non sarei stata in grado di pagare la mia decima, perchè se l’avessi fatto, non sarebbe stato possibile sfamare i miei figli. Il mio fedele insegnante familiare mi consigliò di pagare la decima. Mi assicurò che se l’avessi fatto fedelmente, il Signore mi avrebbe sicuramente benedetta. Il mio insegnante familiare si era sempre distinto per la sua fedeltà e affidabilità. In tono scherzoso gli dissi: «Se non posso fare la spesa verrò da te». Ma ebbi fiducia in lui e non volli deluderlo non seguendo il suo consiglio. Così pagai una decima intera.

Quando presentai la merce natalizia all’inizio del mese, fui in grado di venderne molta. Per la fine del mese vendetti tutti gli articoli natalizi e tutta quella merce che avevo in magazzino da diversi mesi. Se avessi avuto più prodotti disponibili, avrei potuto vendere anche quelli.

La promessa del mio insegnante familiare si adempì completamente. Il Signore aprì veramente le cateratte del cielo. In quel mese avemmo più soldi del necessario. In seguito chiesi ai miei colleghi di lavoro com’erano andati i loro affari natalizi. Non ne erano soddisfatti. A quel tempo, una recessione aveva causato un declino delle vendite nell’industria cosmetica.

Quanto sono grata a quell’insegnante familiare per avermi dato questo buon consiglio. Da allora ho avuto una forte testimonianza sulla decima. Quando faccio l’insegnamento in visita a sorelle a cui sembra di avere troppi pochi soldi per pagare la decima, condivido la mia testimonianza su quanto saremo benedetti se lo faremo.

Il posto giusto per me

Molte volte ho sentito il racconto dell’arrivo dei pionieri nella Valle del Lago Salato sotto la guida di Brigham Young. Anche se vivo in Messico, la mia storia è simile. Avevo pregato per trovare la vera Chiesa e lo scopo della vita. Un mio amico, Sandro, mi presentò i missionari, e presto mi ritrovai ad ascoltare il loro messaggio. Un giorno, mentre mi insegnavano la restaurazione della chiesa di Gesù Cristo negli ultimi giorni, improvvisamente provai grande gioia. Sapevo di essere arrivato, o come disse il presidente Young: «Questo è il posto giusto. Proseguiamo».

Ma proprio come i pionieri, dovetti adattarmi al posto in cui ero giunto. Era un mondo a me sconosciuto, splendido ma sconosciuto. Il modo in cui le persone vestivano, parlavano e agivano era nuovo per me. Non capivo sempre il significato delle frasi che venivano comunemente usate in Chiesa. Ad esempio, quando parlavo con le persone che appartenevano alla Chiesa da più tempo di me, li sentivo parlare di qualcuno come di una persona «forte», per indicare che era retta e un buon esempio per gli altri. La mia idea di forza era diversa. Queste cose erano conosciute a tutti, ma io dovetti impararle.

Questo periodo di transizione dall’essere un simpatizzante a diventare un membro attivo della Chiesa non fu facile. Fortunatamente, come i pionieri, non ero mai solo. Sandro e altri fedeli comprensivi mi furono sempre vicini per rispondere alle mie domande, nella loro semplicità, e a guidarmi sul sentiero che avevo intrapreso. I miei dirigenti si preoccuparono abbastanza da assicurarsi che rimanessi degno e ricevessi il sacerdozio, e in seguito fui chiamato come consigliere del vescovo. I miei insegnanti si preoccuparono sempre che io fossi nutrito della buona parola di Dio. Adesso mi rendo conto che grazie a questa brava gente, il Signore mi ha aiutato a rimanere forte nella Chiesa.

Non sono più l’unico membro della Chiesa della mia famiglia. Gli anni trascorsi nella Chiesa, due dei quali come missionario, sono stati meravigliosi.

Grazie al Signore e al Suo profeta, il presidente Young, i pionieri si poterono stabilire nella Valle del Lago Salato e diventare un popolo possente tra le montagne. Grandi uomini e grandi donne lo resero possibile. Allo stesso modo io ricevetti ciò di cui avevo bisogno per rimanere forte nella Chiesa, progredire e avere la possibilità di tornare alla presenza del nostro Padre celeste.