Gioire nel Vangelo


Santi degli ultimi giorni da tutto il mondo condividono la propria testimonianza del Vangelo di Gesù Cristo.

Il potere del sacerdozio

«Una mattina la mamma si sentì molto male. In casa eravamo solo io e lei. Le sue condizioni peggioravano, la mia cara mamma soffriva molto. Non potevo sopportare le sue lacrime e i suoi lamenti.

I vicini si precipitarono in casa e mi suggerirono di portarla all’ospedale. Nessuno di loro poteva aiutarmi, il presidente del palo e il vescovo non erano in casa, e io ero molto confuso.

Riflettevo nel profondo del mio cuore su cosa fare. Chiesi al Padre celeste di tirarmi fuori da questa situazione. Proprio in quel momento la mamma mi chiamò e mi chiese: ‹Sei stato ordinato al sacerdozio superiore?›

‹Si›, le risposi.

‹Allora dammi una benedizione›.

Rimasi molto sorpreso perché quando i missionari le avevano parlato del sacerdozio, la mamma non aveva creduto che fosse vero. In quel momento ero l’unica persona nei pressi incaricata da Gesù Cristo di agire in nome di Dio. Feci un rapido esame e mi trovai degno di svolgere quel grande compito. Mi allontanai per un momento e rivolsi al Padre celeste una breve preghiera per guarire mia madre.

Dopo aver pregato sentii qualcosa in me. Seppi immediatamente che si trattava del potere di Dio. Ritornai dalla mamma e garbatamente la aiutai a mettersi seduta, poi posi le mani sulla sua testa e le impartii la benedizione. Subito dopo l’ordinanza la mamma si addormentò e dormì per circa otto ore. Non l’ho mai più sentita lamentarsi o gemere.

Come ero felice quando la mamma si svegliò. Le chiesi come stava ed ella rispose: ‹Molto bene, figliolo. Pensavo che il sacerdozio non fosse vero ma quando stavo male e pregavo per ricevere un aiuto improvvisamente mi sono resa conto che il sacerdozio è vero. Perciò ho chiesto una benedizione e ho potuto dormire›».—Amos Kwame Tofah, Ghana

Crescere sei bambini

«Sei anni fa mia moglie, Sachiko, è morta di cancro. Gli altri si preoccupavano che la nostra famiglia di sei figli potesse sfasciarsi senza una madre, ma così è come pensa il mondo. Noi sapevamo che nel Vangelo c’è una grande forza, perciò continuammo a tenere la serata familiare, a dire le preghiere familiari e a studiare le Scritture assieme. Tutte queste cose sono state molto utili per rafforzare i legami familiari.

Grazie al Vangelo nella nostra casa, i nostri figli sapevano dove era la loro mamma. Il Vangelo aveva benedetto la loro vita e loro sentivano la necessità di condividere queste benedizioni con le altre persone. Uno dopo l’altro i figli sono andati tutti in missione».—Masahiro Yonamine, Giappone

Mettere a repentaglio una carriera

«Nel corso di un colloquio per ottenere l’attuale posizione di vice presidente anziano di una grande società internazionale parlai con il mio diretto superiore delle mie convinzioni religiose riguardo al bere e affermai che non avrei potuto accettare il lavoro se l’astensione dal bere fosse stata un problema per assolvere le mie mansioni.

A quel tempo il bere in società era molto importante nella cultura dell’azienda ed era considerato una buona terapia contro lo stress. Era conoscenza comune che il bere sociale faceva parte della carriera di successo. Il direttore, sebbene dispiaciuto perché non mi sarei unito a lui in molti gruppi sociali direttivi, mi offrì il lavoro, dimostrando rispetto per quello in cui credo.

Da quando sono andato a lavorare lì, la cultura dell’azienda è molto cambiata e l’astensione dal bere non è più un problema. La mia salda testimonianza è che ho maggior successo nella vita, inclusa la mia carriera, quando seguo i valori di Gesù Cristo». —Yong-In S. Shin, Corea del Sud

Trovare le risposte alle domande della vita

«Siamo felici di avere il Vangelo perché dà le risposte alle domande della vita. Dopo aver vissuto la triste esperienza di due aborti, l’emozione di tenere fra le braccia la nostra piccolina era più grande di quanto avremmo mai potuto immaginare. Dopo che la nostra fede era stata messa alla prova il sacerdozio ci ha dato la speranza di vederne i frutti.

La Chiesa offre le chiavi del successo a una famiglia giovane come la nostra con il materiale che viene distribuito su come crescere figli retti. In quale altro luogo potremmo trovare questo tipo di guida? Il Vangelo ci ha dato una prospettiva eterna della vita e della morte, della malattia e della salute, e dell’amore eterno».—Jeffrey e Analili Burrows, Guatemala

Insieme per sempre

«Un giorno due missionari sono saliti sul mio taxi», racconta Garry Guanilo del Perù, «e mi hanno chiesto se sapevo che le famiglie possono essere eterne. Quella domanda ebbe molto effetto su di me. I missionari mi parlarono del profeta Joseph Smith. Arrivato a casa ne parlai con mia moglie María e invitammo i missionari a venire a trovarci. Nel corso della prima lezione cantarono ‹Le famiglie sono eterne»› (Inni, n. 189).

María aggiunge: «Dal momento del nostro battesimo stiamo facendo progressi in molte direzioni. È come salire una scala: continuiamo ad andare sempre più in alto e le cose meno importanti ci lasciano».

Garry continua: «Voglio sposare mia moglie nel tempio per l’eternità e suggellare a noi le nostre figlie. Non avevamo idea che esistesse questa possibilità!»—Garry e María Guanilo, Perù

Il canto dà coraggio

«Quando avevo 13 anni, nel febbraio 1945, ricevetti una testimonianza decisiva. C’era la seconda guerra mondiale e noi ci trovavamo in mezzo al fronte di battaglia quando assieme ad altre quattro famiglie ci ritrovammo in una situazione che avrebbe potuto mettere a repentaglio la nostra vita. Circa quindici soldati puntarono i fucili su di noi con l’intenzione di ucciderci. Vedendo quella pericolosa situazione mia mamma si pose fra le armi e noi cinque bambini e ci disse: ‹Bambini, prendetevi per mano›, poi iniziò a cantare l’inno ‹Il dì declina› (Inni, n. 101).

Oggi, dopo 60 anni, posso sentire ancora questo inno nel mio spirito. In quel momento mi rivolsi con una preghiera al Padre celeste e feci un patto con Lui, che se mi avesse salvato la vita avrei osservato i Suoi comandamenti e le Sue leggi. Quella promessa mi ha dato la forza di allontanarmi dalle cose del mondo e di vivere secondo il vangelo di Gesù Cristo».—Erich Stank, Germania

Cambiare atteggiamento

«Seguire il Salvatore mi rende felice. Ha cambiato il mio atteggiamento e quello della mia famiglia verso le altre persone. Siamo più educati e gentili con gli altri, siamo più cordiali e amichevoli».—Sunil Massey, India

Venire a Cristo

«Il più grande cambiamento nella mia vita da quando mi sono unita alla Chiesa è il mio modo di comportarmi con le persone. Non sono più cinica, sono più gentile, affettuosa e aperta. Non ho sentimenti cattivi verso nessuno. È tutto più semplice, basta vivere e gioire perché abbiamo Cristo nella nostra vita.

Sono felice di avere il Vangelo perché sta guarendo la mia anima. E so che Cristo vive oggi». —Darla Lauer, Utah, USA

Sono un insegnante familiare

«Mi piace imparare le dottrine del Vangelo. Sono felice quando canto gli inni perché insegnano la dottrina. Voglio svolgere una missione e sono un insegnate familiare. Vado assieme a mio padre e con l’aiuto del Signore abbiamo aiutato due famiglie a tornare di nuovo attive».—Franklin M. Konduah, Ghana