La più grande prova della sua vita… sino ad ora

Adam C. Olson

Riviste della Chiesa

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    Mentre si preparava per l’importante esame, Andrea apprese come superare la prova finale.

    Da ragazzina di Santiago, Cile, Andrea González non ha mai avuto altro che un sogno: laurearsi per riuscire a mantenere una famiglia, se necessario.

    Per raggiungere questo obiettivo, sperava di graduarsi al Seminario, ottenere buoni voti a scuola e fare abbastanza punti all’esame preparatorio per l’ammissione all’università (PSU), al fine di entrare nella facoltà d’ingegneria.

    Quando però iniziò l’ultimo anno delle superiori in preparazione del PSU, iniziò a chiedersi se sarebbe stato possibile. «Tutte le mete sembravano impossibili da raggiungere», racconta.

    Nessuna meta facile

    Andrea stava cercando d’inserirsi in un campo di studio competitivo e dominato dai ragazzi. Per via della competitività, le università migliori cercavano punteggi altissimi nella prova di matematica del PSU. Questi punteggi, di solito, erano raggiunti da coloro che potevano permettersi di studiare in scuole private.

    Per superare questi ostacoli, durante l’ultimo anno di scuola Andrea mantenne un ritmo incredibile: si alzava presto e, dopo la scuola, studiava sino a tardi, mangiando quando aveva un attimo libero e facendoci stare dentro il Seminario quattro sere la settimana.

    «A volte era scoraggiante», ammette. «Mi sono dovuta sacrificare moltissimo. Non so quante volte gli amici mi abbiano sentito dire: “No, devo studiare”, o quanto sia stata presa in giro per essere una secchiona».

    Sapeva, tuttavia, che non poteva mollare se voleva assicurare il proprio futuro.

    Il superamento dell’esame

    Il gioco valse la candela. Nella prova di matematica del PSU, Andrea fu una dei duecento studenti del paese che ottenne tutti gli ottocentocinquanta punti in palio e una delle due ragazze provenienti da una scuola pubblica.

    Si graduò inoltre al Seminario, ottenne gli ottimi voti per i quali aveva studiato tanto e fu nominata dalle compagne di classe «Migliore amica», per tutto il tempo che aveva trascorso ad aiutare gli altri nello studio.

    Andrea ritiene che il suo successo dipenda più da quello che sa che deve fare che da quanto sa. In altre parole, le benedizioni giungono seguendo il consiglio del Signore, non la nostra saggezza (vedere 2 Nefi 9:28–29). «Non serve a niente essere intelligente se ignori Dio», spiega. «Devi sempre metterLo al primo posto».

    L’altra prova

    Imparare questo principio mentre studiava per l’esame d’ammissione all’università è stato fondamentale per l’altra prova in cui Andrea è impegnata: quella della vita, che tutti devono superare.

    Il Signore in persona spiega nelle Scritture in che cosa consiste questo esame: «In questo modo li metteremo alla prova, per vedere se essi faranno tutte le cose che il Signore loro Dio comanderà loro» (Abrahamo 3:25).

    «Il Padre celeste ci mette alla prova per sapere che cosa faremo», afferma Andrea, ripensando al difficile programma che dovette seguire e alle prese in giro che talvolta dovette sopportare. «Per superare la prova della vita, dobbiamo essere obbedienti», spiega Andrea.

    Non soltanto quando le cose vanno bene, ma anche nei momenti difficili.

    Il presidente Henry B. Eyring, primo consigliere della Prima Presidenza, dichiarò: «La grande prova… è vedere se ascolteremo e osserveremo i comandamenti di Dio nel mezzo delle burrasche della vita».1

    Nessuna prova è impossibile con Lui accanto

    Spesso le sue due prove si scontravano tra loro. È allora che Andrea imparò che mettere Dio al primo posto era il segreto per superarle entrambe.

    Molte volte dovette scegliere tra le attività della Chiesa e quelle scolastiche, tra studiare il Vangelo e studiare per superare l’esame d’ammissione. Spiega che capì subito che si sentiva meglio se metteva la Chiesa al primo posto. Ciò rafforzava la sua testimonianza che il Padre celeste l’avrebbe aiutata nelle sue difficoltà se lei Lo avesse messo al primo posto.

    Queste esperienze insegnarono inoltre ad Andrea un’altra lezione importante: «Egli è in grado di aiutarmi nelle prove che mi ha dato».

    Nefi, uno dei suoi eroi, dichiarò con altre parole: «So che il Signore non dà alcun comandamento ai figlioli degli uomini senza preparare loro una via affinché possano compiere quello che egli comanda loro» (1 Nefi 3:7).

    Andrea sa che anche se ha superato il suo primo esame, c’è ancora molto che deve imparare prima di sentirsi pronta a superare la prova successiva.

    Sa, tuttavia, che se mette Dio al primo posto, Egli l’aiuterà a superare anche questa prova.

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    Nota

    1. 1.

      «La preparazione spirituale: iniziate presto e siate costanti», Liahona, novembre 2005, 38.