Messaggio della Prima Presidenza

Riconoscere, ricordare e ringraziare


Henry B. Eyring

Riconoscere, ricordare e ringraziare

Dio ci chiede di ringraziarLo per tutte le benedizioni che riceviamo da Lui. Per noi è facile ripetere meccanicamente le preghiere di gratitudine, spesso diciamo le stesse parole, ma senza l’intento di dire grazie a Dio come se fosse un dono dal cuore. Dobbiamo “render grazie… nello Spirito” (DeA 46:32) così possiamo provare una gratitudine reale per ciò che Dio ci ha dato.

Come possiamo ricordare anche solo una parte di tutto quello che Dio ha fatto per noi? L’apostolo Giovanni scrisse ciò che il Signore ci ha insegnato sul dono della memoria che giunge tramite il dono dello Spirito Santo: “Ma il Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, egli v’insegnerà ogni cosa e vi rammenterà tutto quello che v’ho detto” (Giovanni 14:26).

Lo Spirito Santo ci riporta alla mente il ricordo di ciò che Dio ha fatto per noi. E uno dei modi in cui Dio ci istruisce è con le Sue benedizioni; quindi, se scegliamo di esercitare la fede, lo Spirito Santo ci farà ricordare le Sue gentilezze.

Potete verificarlo oggi in preghiera. Potete seguire il comandamento che dice: “Ringrazia il Signore tuo Dio in ogni cosa” (DeA 59:7).

Il presidente Ezra Taft Benson (1899–1994) suggerì che la preghiera crea il momento per farlo. Egli disse: “Il profeta Joseph Smith una volta disse che uno dei più gravi peccati di cui i Santi degli Ultimi Giorni si possono rendere colpevoli è il peccato dell’ingratitudine. Presumo che la maggior parte di noi non consideri l’ingratitudine un grande peccato. C’è la spiccata tendenza nelle nostre preghiere – nelle invocazioni che rivolgiamo al Signore – di chiedere altri doni. Qualche volta penso che dovremmo dedicare una parte più grande delle nostre preghiere ad esprimere gratitudine e ringraziare il Signore per i doni che già ci ha dato”.1

Potete vivere un’esperienza simile con il dono dello Spirito Santo oggi stesso. Potete iniziare la preghiera personale con un grazie. Potete iniziare a contare le vostre benedizioni e poi fermatevi per un attimo. Se eserciterete la fede, con il dono dello Spirito Santo, scoprirete che il ricordo di altre benedizioni inonderà la vostra mente. Se iniziate a esprimere gratitudine per ognuna di esse, forse la vostra preghiera durerà un po’ più del solito. Giungerà il ricordo e lo stesso accadrà con la gratitudine.

Potete provare la stessa cosa mentre scrivete nel vostro diario. Lo Spirito Santo ha aiutato le persone in questo senso fin dalla notte dei tempi. Ricorderete che il Libro di Mosè dice: “E fu tenuto un libro di memorie, in cui si scriveva nella lingua di Adamo, poiché era accordato a quanti invocavano Dio di scrivere mediante lo spirito di ispirazione” (Mosè 6:5).

Il presidente Spencer W. Kimball (1895–1985) descrisse tale processo di scrittura ispirata: “Coloro che tengono un Libro della Rimembranza sono più portati a ricordare il Signore nella loro vita quotidiana. Il diario è un mezzo in cui contare le nostre benedizioni ed in cui lasciare un inventario di queste benedizioni ai nostri posteri”.2

Quando iniziate a scrivere, potete anche chiedervi: “In che modo oggi Dio ha benedetto me e le persone che amo?” Se lo farete abbastanza spesso e con fede, vi ritroverete a ricordare le benedizioni. A volte vi saranno portati alla mente doni che non avete notato durante il giorno, ma che ora riconoscerete come il tocco della mano di Dio nella vostra vita.

Prego affinché possiamo compiere uno sforzo continuo in fede per riconoscere e ricordare ciò che il nostro Padre Celeste e il nostro Salvatore hanno fatto e continuano a fare per indicarci la via che ci riporterà a casa da Loro, e per ringraziarLi di questo.

Come insegnare questo messaggio

Nel suo messaggio, il presidente Eyring ci invita a ricordare nelle nostre preghiere le gentilezze del Padre Celeste. Parlate con le persone alle quali insegnate di come pregare con gratitudine possa aiutarci a riconoscere la mano di Dio nella nostra vita. Potreste inginocchiarvi e pregare con coloro a cui insegnate e suggerire a chiunque dica la preghiera di esprimere solo gratitudine.

Potete studiare anche l’importanza della gratitudine leggendo i seguenti versetti, in aggiunta a quelli citati dal presidente Eyring: Salmi 100; Mosia 2:19–22; Alma 26:8; 34:38; Dottrina e Alleanze 59:21; 78:19; 136:28.

Giovani

Fate l’inventario

Il presidente Eyring cita il presidente Spencer W. Kimball (1895–1985), il quale disse che “il diario è un mezzo in cui contare le nostre benedizioni e in cui lasciare un inventario di queste benedizioni ai nostri posteri”. Nella conferenza generale di ottobre 2012, il presidente Thomas S. Monson ha condiviso la propria testimonianza sul tenere un diario. Ha parlato di alcune esperienze vissute, aggiungendo: “Il diario giornaliero che ho tenuto in tutti questi anni mi ha fornito alcuni particolari che, quasi sicuramente, non sarei altrimenti stato in grado di raccontare”. Ha suggerito “di fare un inventario della vostra vita e di ricercare in modo specifico le benedizioni, grandi e piccole, che avete ricevuto” (“Considerate le benedizioni”, Liahona, novembre 2012, 86). Impegnatevi a seguire il consiglio di questi profeti e ponetevi la meta di tenere un diario.

Figli

Molti modi per dire grazie

“In tutto il mondo al calar del sol,
ogni bimbo volge il pensiero a Dio.
Nella sua lingua lui ringrazia il Signor”.

(“I bambini di tutto il mondo”, Innario dei bambini, 4.)

Abbina i vari modi di dire grazie nelle diverse lingue con le parti del mondo in cui si parla quella determinata lingua. Alcune lingue si parlano in più di un paese!

map illustrations(clicca per allargare la visione)
  1. 1.

    gracias (spagnolo)

  2. 2.

    malo (tongano)

  3. 3.

    thank you (inglese)

  4. 4.

    shukriyaa (hindi)

  5. 5.

    spasiba (russo)

  6. 6.

    arigatō (giapponese)

  7. 7.

    asante (swahili)

  8. 8.

    merci (francese)

Mostra riferimenti

    Note

  1.   1.

    Ezra Taft Benson, God, Family, Country: Our Three Great Loyalties (1974), 199.

  2.   2.

    Spencer W. Kimball, “Ascoltate i profeti” La Stella, ottobre 1978, 141.