«Questa è la mia voce a tutti»

Dottrina e Alleanze e storia della Chiesa: Manuale dell’insegnante, 2000


Scopo

Aiutare i membri della classe a mettere in pratica le istruzioni che il Signore ha rivelato nelle Scritture.

Preparazione

  1. 1.

    Leggi attentamente Dottrina e Alleanze 25 e gli altri passi delle Scritture proposti nella lezione.

  2. 2.

    Ripassa nella Guida allo studio per i membri della classe (35686 160) la parte del testo riguardante questa lezione. Pensa ai modi in cui fare riferimento a questo testo durante la lezione.

  3. 3.

    Se è disponibile un ritratto di Emma Smith, preparati a mostrarlo durante la lezione (62509; Corredo di illustrazioni per lo studio del Vangelo 405).

Suggerimenti per lo svolgimento della lezion

Attività per richiamare l’attenzione

Se lo ritieni utile per iniziare la lezione, svolgi la seguente attività o un’altra di tua scelta.

L’anziano Jay E. Jensen, membro dei Settanta, ha raccontato un’esperienza che fece quando, quale presidente di missione, alla fine di una conferenza di distretto si ritrovò frustrato e scoraggiato a causa dei molti problemi che doveva risolvere. Durante il viaggio di ritorno a casa stava sfogliando le pagine delle sue Scritture cercando conforto e guida, quando si fermò alla sezione 3 di Dottrina e Alleanze. Egli dice:

«Quando leggo un versetto, spesso vi inserisco il mio nome. Lo feci con il versetto 5 e trovai l’aiuto di cui avevo bisogno per allontanare da me i sentimenti malinconici che mi deprimevano. ‹Ecco, Jay Jensen, a te erano state affidate queste cose, ma come erano precisi i comandamenti che ti erano stati dati! E ricorda pure le promesse che ti erano state fatte, se tu, Jay Jensen …

Durante quei quattro giorni avevo concentrato la mia attenzione soltanto sui problemi. Non mi ero fermato a considerare nemmeno una promessa» (La Stella, gennaio 1993, 94).

L’anziano Jensen quindi ripassò nella sua mente le promesse che gli erano state fatte nella benedizione patriarcale, nella benedizione impartitagli quando era stato messo a parte come presidente di missione e nelle Scritture. Poté così trovare la forza e il conforto di cui aveva bisogno.

• Quale aiuto può darci, quando leggiamo le Scritture, mettere il nostro nome al posto dei protagonisti?

• Leggi insieme ai membri della classe 1 Nefi 19:23. Che cosa insegna Nefi in merito all’importanza di mettere in pratica gli insegnamenti delle Scritture?

Spiega che questa lezione esamina come possiamo mettere in pratica i consigli che il Signore impartisce ai singoli santi in Dottrina e Alleanze.

Discussione e applicazione

Scegli con cura le parti del testo della lezione che rispondono meglio alle necessità dei membri della classe. Invitali a raccontare esperienze che hanno fatto in merito ai principi delle Scritture in esame.

Fai notare che molte rivelazioni contenute in Dottrina e Alleanze furono date per singoli individui. Tuttavia anche se furono date per persone specifiche, e anche se quei membri della Chiesa vissero molti anni fa, una gran parte dei consigli ivi contenuti sono pertinenti anche per noi oggi. Come il Signore dice ripetutamente: «Ciò che dico a uno lo dico a tutti» (DeA 61:36; vedere anche DeA 25:16; 82:5; 93:49).

Nel luglio 1830 il Signore dette una rivelazione a Emma Smith, moglie del profeta Joseph Smith (DeA 25). Mostra il ritratto di Emma Smith. Spiega che questa lezione si incentra su tre temi menzionati dal Signore nella rivelazione data a Emma.

1. Marito e moglie devono sostenersi e confrontarsi l’un l’altro.

La rivelazione data dal Signore a Emma Smith comprende consigli riguardo ai suoi doveri nei confronti del marito. Se insegni ai giovani usa il contenuto di questa sezione per aiutarli a capire l’importanza di sostenere il loro futuro coniuge.

• Leggi insieme ai membri della classe DeA 25:5. Quale consiglio dà il Signore a Emma Smith in questo versetto? Quali sono alcuni modi in cui marito e moglie possono aiutarsi l’un l’altro in momenti di difficoltà? (Mentre i membri della classe pensano a come rispondere a questa domanda, invitali a parlare di esperienze personali o di altre persone che hanno dato un esempio nel confortare e sostenere il loro coniuge).

Il profeta Joseph Smith chiedeva alle mogli di trattare i loro mariti «con dolcezza e affetto. Quando l’uomo è schiacciato dal peso delle preoccupazioni, quando è oppresso dalle difficoltà e dai pensieri, può essere accolto con un sorriso e con dolcezza, invece che con una discussione o con una lagnanza; ciò servirà a calmare la sua anima e a consolarlo» (Insegnamenti del profeta Joseph Smith, a cura di Joseph Fielding Smith, 178).

Mentre il profeta consolava così i mariti: «È dovere del marito amare, proteggere e nutrire sua moglie e tenersi stretto ad essa e a nessun’altra. Egli deve rispettarla come rispetta se stesso e deve avere la massima considerazione per i suoi sentimenti» (Elders’ Journal, agosto 1838, 61).

• Leggi insieme ai membri della classe DeA 25:14. Quale consiglio impartisce il Signore a Emma Smith in questo versetto? Come possono marito e moglie dimostrare la gioia che provano nella reciproca compagnia?

Joseph e Emma Smith furono di grande sostegno l’uno all’altro durante i molti momenti di afflizione che dovettero affrontare. Nel 1842 anche se Joseph si teneva nascosto perché la sua vita era in pericolo, Emma riuscì ad andare a trovarlo. Joseph in seguito disse di quella visita:

«Quale gioia indescrivibile, quale trasporto di felicità gonfiò il mio petto quando quella sera presi per mano la mia amata Emma, ella che era mia moglie, la moglie della mia giovinezza e l’eletta del mio cuore. Molti erano i pensieri che riempivano la mia mente mentre tornavo per un momento al ricordo delle molte esperienze che eravamo stati chiamati ad affrontare, alle fatiche e ai travagli, ai dolori e alle sofferenze, alle gioie e alle consolazioni che di volta in volta avevamo incontrato sul nostro cammino … Oh, quale armonia di pensieri riempì la mia mente in quel momento: ella era di nuovo davanti a me, … indomita, ferma e incrollabile – immutabile e affezionata Emma!» (History of the Church, 5:107).

Joseph e Emma si sostennero e si consolarono reciprocamente anche in occasione della morte di molti dei loro figli, quattro in quattro anni. Degli undici figli (due adottivi) che ebbero, soltanto tre maschi e una femmina sopravvissero fino all’età adulta.

Al tempo in cui il Profeta era oberato dai pesanti fardelli connessi alla crescita della Chiesa a Kirtland, nell’Ohio, Emma dette alla luce due gemelli, un maschio e una femmina. Entrambi morirono poche ore dopo la nascita. Quasi nello stesso tempo nella vicina città di Orange, nell’Ohio, nacquero due gemelli a John e Julia Murdock da poco convertiti alla Chiesa. Sei ore dopo aver dato alla luce i gemelli, sorella Murdock morì. Quando Emma e Joseph vennero a conoscenza di questo fatto chiesero a fratello Murdock se potevano adottare i gemelli. Ben presto i due bambini, Joseph e Julia Murdock furono accolti nella casa degli Smith.

La madre di Joseph Smith, Lucy Mack, descrisse alcune delle caratteristiche che consentivano a Emma di sostenere Joseph nei momenti difficili:

«Non ho mai veduto in vita mia una donna che potesse sopportare ogni sorta di fatiche e difficoltà, un mese dopo l’altro, un anno dopo l’altro, con indomito coraggio, zelo e pazienza come ella ha sempre fatto; poiché io so quello che è stata chiamata a sopportare … Ha affrontato le bufere della persecuzione e ha resistito alla rabbia degli uomini e dei demoni, cose che avrebbero avuto la meglio su quasi ogni altra donna» (History of Joseph Smith, a cura di Preston Nibley [1958], 190–191).

• Che cosa possono imparare mariti e mogli dall’esempio di Joseph ed Emma Smith che li aiuti a essere più affettuosi e pronti a sostenersi reciprocamente?

2. Dobbiamo essere miti e guardarci dall’orgoglio.

Il Signore rivolse a Emma Smith questa esortazione: «continua nello spirito di mitezza e bada all’orgoglio» (DeA 25:14). Egli impartì istruzioni simili agli altri membri della Chiesa. Leggi insieme con i membri della classe i seguenti versetti:

  1. a.

    DeA 23:1 (a Oliver Cowdery): «Bada all’orgoglio, per tema di entrare in tentazione».

  2. b.

    DeA 38:39 (ai santi riuniti per una conferenza della Chiesa): «State attenti all’orgoglio, per timore di diventare come gli antichi Nefiti».

  3. c.

    DeA 90:17 (alla Prima Presidenza della Chiesa): «Siate ammoniti in ogni vostra alterigia e superbia, poiché essa tende una trappola alla vostra anima».

  4. d.

    DeA 98:19–20 (ai santi di Kirtland): «Io, il Signore, non mi compiaccio di molti che sono nella chiesa a Kirtland; poiché non abbandonano i loro peccati e le loro vie malvagie, l’orgoglio del loro cuore e la loro cupidigia».

• Che cos’è l’orgoglio? Perché secondo voi gli ammonimenti del Signore contro l’orgoglio sono tanto forti e tanto frequenti?

Il presidente Ezra Taft Benson spiegò:

«La maggior parte di noi pensa che orgoglio sia sinonimo di egocentrismo, di vanità, di vanteria, di arroganza o altezzosità. Tutti questi elementi fanno parte di questo peccato, ma non ne sono la componente essenziale.

L’elemento principale dell’orgoglio è l’odio: l’odio verso Dio e verso il prossimo» (La Stella, luglio 1989, 3).

• In che modo l’orgoglio influisce sul nostro rapporto con Dio?

Il presidente Benson spiegò:

«L’orgoglio è per natura causa di competizione. Ci fa opporre la nostra volontà a quella di Dio …anteporre la nostra volontà alla Sua …

Opporre la propria volontà a quella di Dio significa togliere ogni freno ai desideri, agli appetiti e alle passioni (vedi Alma 38:12; 3 Nefi 12:30) …

Il nostro odio verso Dio prende molte etichette, come ad esempio quella della ribellione, dell’insensibilità, della caparbietà, della indisponibilità a pentirsi, della boria, della suscettibilità e della tendenza a chiedere dei segni. Chi è orgoglioso desidera che sia Dio ad accondiscendere ai suoi desideri; non gli interessa modifi- care le proprie opinioni per adeguarle alla volontà di Dio» (La Stella, luglio 1989, 3).

• In che modo l’orgoglio influisce sui nostri rapporti con gli altri?

Il presidente Benson fece osservare:

«Alcune persone orgogliose non si preoccupano tanto che il loro salario basti a soddisfare le loro necessità, ma soprattutto che sia più alto di quello degli altri. A loro basta trovarsi un gradino più in su dei loro vicini …

L’orgoglio …si manifesta sotto molte forme, come ad esempio criticare, chiacchie- rare, diffamare, mormorare, vivere al di là dei propri mezzi, invidiare, bramare, non mostrare gratitudine e non lodare gli altri per paura di innalzarli, non saper perdonare ed essere gelosi …

L’egoismo è uno degli aspetti più noti dell’orgoglio. ‹Per quanto mi riguarda› è l’espressione che sta al centro di tutte le cose: vanità, autocommiserazione, compiacenza, gratificazione e realizzazione …

Un’altra faccia dell’orgoglio è la contesa. Fatti incresciosi, come ad esempio dispute, litigi, prepotenza, incomprensione tra giovani e adulti, divorzi, maltrattamenti alla moglie, violenze e disordini rientrano tutti in questa specie di orgoglio» (La Stella, luglio 1989, 4–5).

• Come possiamo vincere l’orgoglio e coltivare lo spirito di mitezza?

Il presidente Benson dichiarò: «L’antidoto contro l’orgoglio è l’umiltà – la mansuetudine, la sottomissione (vedi Alma 7:23); è il cuore spezzato e lo spirito contrito … Possiamo decidere di umiliarci amando Dio, sottomettendo la nostra volontà alla Sua e mettendoLo al primo posto nella vita» (La Stella, luglio 1989, 5).

• Leggi insieme ai membri della classe i seguenti passi: DeA 1:28, 19:23, 112:10, e124:97. Secondo questi passi, quali sono alcune benedizioni che ci vengono date quando scegliamo lo spirito di mitezza?

• Di quali benedizioni avete goduto quando avete scelto di essere umili invece di orgogliosi?

3. Dobbiamo gioire e stare di buon animo.

Il Signore rivolge a Emma Smith il seguente ammonimento: «Pertanto, rincuorati e gioisci» (DeA 25:13). Anche se i primi santi di questa dispensazione soffrirono molte tribolazioni, il Signore rivolge ripetutamente ammonimenti simili. Leggi insieme ai membri della classe i seguenti versetti:

  1. a.

    DeA 29:5 (diretto al profeta Joseph Smith e ad altre persone): «Rincuoratevi e siate contenti, poiché io sono in mezzo a voi e sono il vostro avvocato presso il Padre».

  2. b.

    DeA 61:36 (diretto al profeta Joseph Smith e ad altre persone): «Siate di buon animo, piccoli fanciulli; poiché io sono in mezzo a voi e non vi ho abbandonati».

  3. c.

    DeA 68:6 (diretto a Orson Hyde, Luke S. Johnson, Lyman E. Johnson, e William E. McLellin): «Siate di buon animo e non temete, poiché io, il Signore, sono con voi e vi starò vicino». d. DeA 78:18 (diretto al profeta Joseph Smith e ad altre persone): «Non potete sopportare ogni cosa adesso; non di meno, siate di buon animo poiché io vi condurrò innanzi».

  4. e.

    DeA 136:29 (diretto al Campo di Israele a Winter Quarters): «Se sei addolorato, invoca il Signore tuo Dio con suppliche, affinché la tua anima possa essere gioiosa».

• In questi versetti, quali sono le ragioni che il Signore adduce per cui dobbiamo stare di buon animo?

• Quali sono alcune delle conseguenze del pensare troppo agli aspetti negativi della vita, anche se essi possono sembrare seri e prevalenti?

L’anziano Marvin J. Ashton, membro del Quorum dei Dodici, impartì questi consigli:

«Nessuno di noi potrà sempre evitare il dolore e la sofferenza. Ognuno di noi probabilmente reagirà in modo diverso. Tuttavia se riusciamo a ricordare la promessa del Signore, ‹poiché Io, il Signore sono con voi›, sapremo affrontare le prove con dignità e coraggio. Troveremo la forza di farci animo invece di risentirci, criticare o dichiararci sconfitti. Sapremo affrontare gli eventi spiacevoli della vita con intelligenza, forza e potere …

Quale gioia vedere qualcuno che è di buon animo! Mentre gli altri, a causa di eventi spiacevoli o di imprevisti, tengono il broncio o esprimono ad alta voce il loro disappunto, tali persone affrontano la situazione con coraggio e buonumore» (Relazione sulla conferenza generale di aprile 1986, 66).

Sottolinea che i numerosi ammonimenti del Signore di stare di buon animo ci ricordano che possiamo trovare pace e gioia nonostante la situazione in cui ci troviamo.

Conclusione

Ribadisci che i consigli impartiti dal Signore ai singoli santi molti anni fa possono esserci di grande aiuto oggi. Esorta i membri della classe a leggere le Scritture con l’obiettivo di mettere in pratica queste esortazioni nella loro vita di ogni giorno.

Idee addizionali da utilizzare nell’esporre la lezione

Come mettere in pratica le Scritture

Prima della lezione procurati le fotografie di alcuni membri della classe. Preparati anche a mostrare il ritratto di Emma Smith (62509; Corredo di illustrazioni per lo studio del Vangelo 405).

Mostra il ritratto di Emma Smith e spiega che DeA 25 contiene le istruzioni impartitele dal Signore. Esponi le fotografie dei membri della classe accanto al ritratto di Emma. Chiedi ai membri della classe di leggere DeA 25:16. Spiega che i consigli contenuti in questa rivelazione sono rivolti anche a noi. Invita un membro della classe a leggere DeA 61:36, 82:5 e 93:49. Aiutali a vedere che possiamo applicare a noi «tutte le Scritture» (1 Nefi 19:23).

• Quali benefici vi hanno portato i consigli impartiti nelle Scritture a certe persone? In che modo avete messo in pratica tali consigli nella vostra situazione?