La legge della consacrazione

Dottrina e Alleanze e storia della Chiesa: Manuale dell’insegnante, 2000


Scopo

Aiutare i membri della classe a capire la legge della consacrazione e i suoi scopi eterni e desiderare di consacrare più pienamente la loro vita al servizio di Dio.

Preparazione

  1. 1.

    Leggi attentamente i seguenti passi delle Scritture e l’altro materiale proposto, come segue:

    1. a.

      Dottrina e Alleanze 42:30–42; 51; 78; 82; 104:11–18 e gli altri passi delle Scritture proposti nella lezione.

    2. b.

      Il nostro retaggio, pagina 26.

  2. 2.

    Ripassa nella Guida allo studio per i membri della classe (35686 160) la parte del testo riguardante questa lezione. Pensa ai modi in cui fare riferimento a questo testo durante la lezione.

  3. 3.

    Se hai intenzione di svolgere l’attività per richiamare l’attenzione, procurati per ogni membro della classe carta e matita o penna.

Suggerimenti per lo svolgimento della lezion

Attività per richiamare l’attenzione

Se lo ritieni utile per iniziare la lezione, svolgi la seguente attività o un’altra di tua scelta.

Consegna a ogni membro della classe un foglio di carta e una matita o penna e invitalo a fare un elenco dei suoi beni materiali che più considera preziosi. Quindi leggi insieme ai membri della classe DeA 104:13–14.

• Che cosa impariamo da questi versetti riguardo al vero proprietario di tutto quello che abbiamo? Quali sentimenti avete riguardo all’uso dei vostri beni quando vi rendete conto che tutte le cose sulla terra appartengono al Signore?

Spiega che i principi esposti in questi versetti sono fondamentali per osservare la legge della consacrazione. La lezione odierna ha come argomento questa legge e i modi in cui possiamo più pienamente consacrare la nostra vita al Signore.

Discussione e applicazione

Scegli con cura le parti del testo della lezione che rispondono meglio alle necessità dei membri della classe. Invitali a raccontare esperienze che hanno fatto in merito ai principi delle Scritture in esame.

1. Il Signore rivelò ai santi la legge della consacrazione.

Spiega che nel febbraio 1831 poco dopo che i santi avevano cominciato a radunarsi a Kirtland, nell’Ohio, il Signore rivelò che essi dovevano cominciare a osservare la legge della consacrazione (DeA 42:30).

• Che cosa significa consacrare? (Mettere a parte o dedicare una cosa al servizio del Signore). Che cosa è la legge della consacrazione? (È una maniera organizzata in cui le persone consacrano il loro tempo, talenti e possedimenti alla Chiesa per edificare il regno di Dio e servire i Suoi figli).

Riassumi brevemente le seguenti informazioni per aiutare i membri della classe a capire la legge della consacrazione (vedere anche Il nostro retaggio, pagina 26). Spiega che la legge della consacrazione è stata osservata nella sua pienezza soltanto in deter- minati periodi secondo il comandamento del Signore. Alcuni dei primi santi cercarono di osservare questa legge per qualche periodo di tempo nell’Ohio, in Missouri e Utah. Tuttavia la Chiesa, nel suo insieme, fallì nel metterla in pratica e il Signore ne sospese l’attuazione. In un tempo futuro Egli ci chiederà di osservarla nella sua pienezza.

La consacrazione dei beni

Sotto la legge della consacrazione i membri della Chiesa consacravano volontariamente i loro possedimenti alla Chiesa mediante un regolare atto di cessione (DeA 42:30).

Assegnazione di un ministero

Dopo che i membri della Chiesa avevano consacrato i loro possedimenti, il vescovo concedeva loro ministeri o porzioni tratte dalle proprietà ricevute. La consistenza del ministero dipendeva dalla situazione e necessità della famiglia, secondo le determinazioni del vescovo in consultazione con il membro che lo riceveva (DeA 42:32; 51:3).

Il ministero veniva affidato mediante atto di vendita in modo che ogni membro fosse pienamente responsabile e tenuto a rendere conto della sua amministrazione (DeA 51:4; 72:3–4; 104:11–13). Il ministero quindi veniva trattato come proprietà privata, non proprietà comunale anche se tutte le proprietà, in ultima analisi, appartengono a Dio.

Eccedenze

Se i membri producevano in eccedenza dal loro ministero, in aggiunta a quello che era necessario per la loro famiglia, alla fine dell’anno la consegnavano al vescovo che la mettesse nel magazzino (DeA 42:33; 51:13). Il vescovo usava le eccedenze per provvedere ai poveri, costruire case di culto e per altri scopi meritevoli (DeA 42:34–35).

Ordine unito

Nel marzo 1832 il Signore rivelò che doveva esservi un’organizzazione per regolare e amministrare la legge della consacrazione tra il Suo popolo (DeA 78:3). Egli chiamò questa organizzazione «ordine unito» (DeA 92:1). In rivelazioni successive il Signore impartì ulteriori istruzioni riguardanti l’ordine unito (vedere, per esempio, DeA 104).

Scopi della legge della consacrazione

• Quali sono gli scopi della legge della consacrazione? (Invita i membri della classe a leggere i seguenti passi delle Scritture e a identificarne gli insegnamenti in merito agli scopi della legge della consacrazione. Riassumi questi scopi alla lavagna. Scegli alcune delle domande seguenti per favorire la discussione).

  1. a.

    DeA 42:30. (Provvedere ai poveri e ai bisognosi). In che modo si provvede ai poveri e ai bisognosi mediante la legge della consacrazione? (Vedere DeA 42:31–34).

  2. b.

    DeA 42:35. (Acquistare terre, costruire case di culto ed edificare la Nuova Gerusalemme). c. DeA 42:40. (Aiutare il popolo del Signore a vincere l’orgoglio). In che modo l’osservanza della legge della consacrazione aiuta i membri a liberarsi dall’orgoglio e dall’avidità?

  3. d.

    DeA 42:42. (Aiutare il popolo del Signore ad essere laborioso e a evitare l’indolenza).

  4. e.

    DeA 51:9. (Aiutare il popolo del Signore a essere unito). In quali modi il Signore si aspetta che siamo uniti? In che modo la legge della consacrazione aiuta i santi a essere uniti?

  5. f.

    DeA 78:3–7. (Rendere uguali i fedeli del Signore per quanto riguarda le cose della terra e aiutarli a ricevere un posto nel regno celeste). Perché essere uguali nelle «cose della terra» ci aiuta ad ottenere le cose celesti? (DeA 78:5).

  6. g.

    DeA 78:14. (Aiutare la Chiesa a essere «indipendente al di sopra di tutte le altre creature»).

  7. h.

    DeA 82:17–19. (Aiutare il popolo del Signore a migliorare i suoi talenti per il bene di tutti, cercare il bene del prossimo e fare ogni cosa con l’occhio rivolto unicamente alla gloria di Dio). In che modo l’osservanza della legge della consacrazione aiuta il popolo del Signore a sviluppare l’attributo della carità?

Sottolinea che da questi scopi è chiaro che la legge della consacrazione non è soltanto un programma materiale o economico. È anche una legge spirituale che aiuta i membri a crescere spiritualmente e a prepararsi per la vita eterna (DeA 29:34–35).

2. La legge della consacrazione è una legge eterna.

La legge della consacrazione è una legge eterna che il Signore ha di nuovo rivelato in questa dispensazione. Esempi di osservanza di questa legge da parte del popolo del Signore si trovano in Perla di Gran Prezzo, Nuovo Testamento e Libro di Mormon. Leggi o ripassa insieme con i membri della classe i seguenti passi:

  1. a.

    Mosè 7:18. (Il popolo di Enoc).

  2. b.

    Atti 4:32, 34–35. (I santi dopo la risurrezione del Salvatore).

  3. c.

    4 Nefi 1:1–3, 12–13, 15. (I Nefiti dopo la visita del Salvatore).

• Quali sono, secondo voi, alcuni aspetti positivi del vivere in una comunità in cui le persone osservano la legge della consacrazione?

3. Possiamo consacrare la nostra vita al Signore anche ora.

Come santi di Dio siamo tenuti a prepararci e ad essere disposti ad osservare la legge della consacrazione nella sua pienezza. Ma non è necessario attendere un giorno futuro per consacrare la nostra vita al Signore. Se facciamo tutto il possibile per osservare la legge della consacrazione oggi, saremo meglio preparati ad osservare la pienezza della legge quando il Signore ci chiederà di farlo.

• In quali modi possiamo osservare la legge della consacrazione oggi? (Attingi alle seguenti informazioni per commentare o ampliare le risposte dei membri della classe. Scrivi alla lavagna i vari argomenti mano a mano che li esaminate).

Rendiamoci conto che ogni cosa che abbiamo appartiene al Signore

• Se hai utilizzato l’attività per richiamare l’attenzione, riassumi brevemente quanto avete già detto. Se non l’hai utilizzata, leggi insieme ai membri della classe DeA 104:13–14 e Salmi 24:1. Che cosa possiamo imparare da questi versetti? Che cosa significa essere intendente sui nostri possedimenti? In che modo questa conoscenza influisce sul nostro atteggiamento verso i nostri beni? Perché è importante capire che ogni cosa appartiene al Signore? Che cosa promette il Signore se siamo intendenti fedeli sulle cose che Egli ci ha dato? (Vedere DeA 51:19; 78:22).

Il vescovo Victor L. Brown, già Vescovo Presiedente della Chiesa, disse che fino a quando non «siamo in assoluta armonia» con il principio che ogni cosa che abbiamo appartiene al Signore, «sarà difficile, se non impossibile, osservare la legge della consacrazione. Se ci prepariamo a osservare questa legge non vedremo l’ora che venga il giorno in cui saremo chiamati a farlo. Se d’altra parte speriamo che si possa posporre l’osservanza in modo da poter godere del piacere di accumulare beni materiali, siamo sulla strada sbagliata» («The Law of Consecration», 1976 Devotional Speeches of the Year [1977], 439).

• Leggi insieme ai membri della classe DeA 19:26. Quale ammonimento il Signore dette a Martin Harris in questo versetto? Perché dobbiamo vincere la cupidigia se vogliamo consacrare la nostra vita al Signore? Come possiamo vincere i sentimenti di cupidigia?

Il presidente Brigham Young disse: «Io temo la cupidigia nei nostri Anziani più di quanto tema le orde dell’inferno … Tutti i nostri nemici … nel mondo, e tutto l’inferno schierato con loro contro di noi, non potrebbero farci il male che potrebbe farci la cupidigia nel cuore di questa gente, perché è idolatria» (Journal of Discourses, 5:353).

Facciamo i sacrifici che il Signore ci richiede oggi

Dobbiamo essere disposti a compiere i sacrifici che il Signore ci chiede oggi. Questi sacrifici comprendono il nostro tempo, i nostri talenti e i nostri beni. Coloro che non sono capaci di compiere questi sacrifici oggi, possono avere difficoltà nel compiere quelli più grandi richiesti dalla piena attuazione della legge della consacrazione.

• Come possiamo consacrare il nostro tempo, talenti e beni per contribuire a edifi- care il regno di Dio, oggi? (Le risposte possono comprendere quelle sotto indicate).

  1. a.

    Pagare la decima e le offerte di digiuno e aiutare con generosità in altre maniere coloro che si trovano nel bisogno. Facendo queste cose aiutiamo la Chiesa a provvedere ai poveri e a compiere le importanti attività necessarie per edificare il regno di Dio sulla terra. Il presidente Marion G. Romney chiese: «Che cosa ci proibisce di dare come offerta di digiuno quanto daremmo come eccedenza sotto l’ordine unito? Nulla, se non limiti che ci auto imponiamo» (Conference Report, aprile 1966, 100; o Improvement Era, giugno 1966, 537).

  2. b.

    Servire volentieri nella Chiesa. Il Signore chiede che «ognuno con ogni diligenza apprenda il suo dovere e impari ad agire nell’ufficio a cui è nominato» (DeA 107:99). Dobbiamo svolgere i compiti che ci sono affidati al meglio delle nostre capacità. Oltre alle specifiche chiamate che abbiamo nella Chiesa possiamo far conoscere il Vangelo agli altri, svolgere il lavoro di tempio e cercare di rafforzare la testimonianza di coloro che sono nuovi o deboli nella fede.

  3. c.

    Servire come missionari a tempo pieno. L’anziano Robert D. Hales, membro del Quorum dei Dodici, ha detto: «La missione vi insegna a vivere la legge della consacrazione. Sarà forse l’unico periodo della vostra vita in cui potrete dedicare al Signore tutto il vostro tempo, talenti e risorse. In cambio il Signore vi benedirà con la compagnia del Suo spirito. Egli vi rimarrà vicino e vi rafforzerà» (La Stella, luglio 1996, 38).

Sviluppiamo un amore cristiano per il prossimo

• Leggi insieme ai membri della classe DeA 82:19 e Giobbe 2:17. Che cosa insegna il Signore in questi passi delle Scritture riguardo a come dobbiamo dimostrare il nostro amore per il prossimo? Perché sviluppare un amore cristiano per il prossimo è necessario se vogliamo osservare la legge della consacrazione?

Spiega che la capacità di sentire un amore cristiano per il prossimo è il fondamento della legge della consacrazione. Se cresce il nostro amore, cresce anche la nostra capacità di osservare questa legge. Invita i membri della classe a parlare di esperienze che hanno fatto quando essi o altre persone hanno sacrificato il loro tempo e le loro risorse per aiutare qualcuno che si trovava nel bisogno. Se lo ritieni utile puoi raccontare la seguente storia narrata dal presidente Thomas S. Monson:

«Conservo molti ricordi della mia fanciullezza. L’attesa del pranzo della domenica è uno di questi. Proprio quando a noi bambini sembrava di essere sul punto di morire di fame, e il delizioso profumo dell’arrosto riempiva ormai la sala da pranzo, mia madre soleva dirmi: ‹Tommy, prima di cominciare a mangiare porta questo piatto che ho preparato al vecchio Bob e affrettati a ritornare›.

Non riuscivo a comprendere perché non potevamo prima mangiare e poi consegnare al vecchio Bob il suo piatto di cibo. Non protestavo, ma correvo a più non posso alla casa di Bob, e dopo aver bussato, attendevo con impazienza che venisse ad aprire, indispettito per la sua lentezza dovuta alla vecchiaia. Poi gli consegnavo il piatto di cibo, ed egli mi restituiva pulito il piatto che aveva contenuto il pranzo della dome- nica precedente e mi offriva dieci centesimi di dollaro come pagamento per i miei servizi. La mia risposta era sempre la stessa. ‹Non posso accettare denaro. Mia madre mi darebbe una sculacciata che mi ricorderei per tanto tempo›. Allora mi accarezzava i capelli biondi con la mano piena di rughe e mi diceva. ‹Ragazzo mio, hai una madre meravigliosa. Ringraziala per me› … Ricordo anche che il pranzo della dome- nica sembrava ancor più delizioso dopo che ero tornato da quella commissione» («La lunga fila delle persone sole», La Stella, settembre 1992, 4).

Sforzarsi di consacrare ogni aspetto della nostra vita al Signore

L’anziano Neal A. Maxwell, membro del Quorum dei Dodici, ha detto: «Abbiamo la tendenza a pensare alla consacrazione soltanto in termini di beni e di denaro, mentre vi sono molti modi in cui possiamo tenere per noi una parte» (La Stella, gennaio 1993, 76).

• Quali sono alcuni modi in cui possiamo «tenere per noi una parte» quando potremmo effettuare una più grande consacrazione al servizio di Dio e dei Suoi figli? (Vedere DeA 64:34 e i seguenti esempi proposti dall’anziano Maxwell su come qualche volta non riusciamo a consacrarci come dovremmo).

  1. a.

    Indisponibilità a sottomettersi totalmente alla volontà del Signore. «La sottomissione della propria volontà è in realtà l’unica cosa personale che abbiamo da deporre sull’altare di Dio», ha detto l’anziano Maxwell. «Le molte altre cose che noi ‹diamo› … sono in realtà cose che Egli ci ha già dato o donato o prestato. Tuttavia, quando io e voi infine ci sottomettiamo lasciando che la nostra volontà sia assorbita da quella di Dio, allora Gli diamo veramente qualcosa! È l’unica cosa nostra che possiamo veramente darGli» (La Stella, gennaio 1996, 27).

  2. b.

    Indisponibilità a rinunciare a cose come «il nostro ruolo nella società, il nostro tempo, la nostra posizione e le nostre proprietà» (La Stella, gennaio 1996, 25).

  3. c.

    Lasciare che i nostri interessi e preoccupazioni per cose meno importanti richiedano una porzione troppo grande del nostro tempo.

  4. d.

    Svolgere un servizio civico commendevole, ma rimanere «praticamente estrane[i] ai sacri templi di Gesù, e alle Sue sacre Scritture» (La Stella, gennaio 1996, 24). e. Essere fedeli nell’assolvimento degli obblighi familiari, ma non emulare l’esempio di gentilezza di Gesù verso alcuni familiari.

  5. f.

    Edificare prima noi stessi invece del regno di Dio.

  6. g.

    Condividere pubblicamente i nostri talenti pur intrattenendo privatamente un particolare orgoglio.

  7. h.

    Accettare una chiamata della Chiesa quando il nostro cuore è più rivolto a mantenere un certo ruolo nel mondo.

(Vedere La Stella, gennaio 1993, 75, e La Stella, gennaio 1996, 24).

• Quali benefici riceviamo se ci sforziamo di effettuare una più completa consacrazione?

Conclusione

Esorta i membri della classe ad esaminare il loro comportamento per stabilire come possono consacrarsi più pienamente al Signore. Spiega che possiamo fare queste cose riconoscendo che tutto quello che possediamo appartiene al Signore compiendo volentieri i sacrifici che ci sono richiesti oggi e sviluppando un amore cristiano per gli altri.

Idee addizionali da utilizzare nell’esporre la lezione

Il testo che segue integra lo schema della lezione. Puoi utilizzare una o più delle seguenti idee come parte della lezione.

1. Il magazzino del Signore

In Dottrina e Alleanze il magazzino del Signore viene menzionato ripetutamente nel contesto di provvedere ai poveri (DeA 42:34; 78:3; 83:5–6). Per aiutare i membri della classe a capire che cos’é il magazzino del Signore e come viene usato oggi, leggi le seguenti informazioni contenute nel Manuale di istruzioni della Chiesa:

«Il magazzino del Signore riceve, tiene in custodia e dispensa le offerte consacrate dei santi. Il magazzino può essere semplice o complesso, secondo quanto dettano le circostanze. Può essere un elenco dei servizi disponibili, denaro in un conto corrente, cibo in una dispensa o beni di consumo in un edificio. Un magazzino viene istituito quando i membri fedeli consacrano al vescovo il loro tempo, talenti, capacità, compassione, beni e mezzi finanziari per provvedere ai poveri e edificare il regno di Dio sulla terra.

Perciò il magazzino del Signore esiste in ogni rione. Il vescovo è il gestore del magazzino. Guidato dall’ispirazione del Signore, egli distribuisce le offerte dei santi ai poveri e ai bisognosi. In questo viene assistito dai quorum del sacerdozio e dalla Società di Soccorso. Egli è istruito e sostenuto nell’assolvere i suoi doveri dai dirigenti del palo e dell’area» (Libro 2: Dirigenti del sacerdozio e delle organizzazioni ausiliarie, 256).

• Come può ognuno di noi contribuire alla risorse del magazzino del Signore nel nostro rione?

2. «Uguali nelle cose terrene» (DeA 78:6)

In Dottrina e Alleanze la parola uguali viene usata spesso per quanto attiene alle cose materiali (DeA 51:3; 70:14; 78:6). Spiega che questo non significa che tutte le intendenze sono esattamente le stesse. Piuttosto che vengono affidate secondo le necessità di ogni persona e dei suoi familiari (DeA 42:32; 51:3). Esse sono uguali nel senso che tutti i santi hanno «uguali diritti sulle proprietà» per soddisfare le loro necessità (DeA 82:17).