Istruzioni speciali per la partecipazione dei membri disabili

Doveri e benedizioni del sacerdozio: Manuale di base per i detentori del sacerdozio, Parte A, 1998


Durante il Suo ministero terreno, Gesù si recò su una montagna vicino al Mar di Galilea.

«E Gli si accostarono molte turbe che avean seco degli zoppi, dei ciechi, dei muti, degli storpi e molti altri malati; li deposero ai Suoi piedi e Gesù li guarì;

Talché la folla restò ammirata a vedere che i muti parlavano, che gli storpi erano guariti, che gli zoppi camminavano, che i ciechi vedevano, e ne dette gloria all’Iddio d’Israele» (Matteo 15:30–31).

Il Salvatore ci ha dato un esempio di compassione per le persone afflitte di menomazioni. Quando visitò i Nefiti dopo la Sua risurrezione, Egli disse:

«Ecco, le mie viscere sono piene di compassione per voi.

Avete dei malati fra voi? Portateli qui. Avete degli storpi, dei ciechi, o degli zoppi, dei mutilati o dei lebbrosi e degli atrofici, o dei sordi o afflitti in ogni altra maniera? Conduceteli qui e li guarirò, poiché ho compassione di voi; le mie viscere sono piene di misericordia (3 Nefi 17:6–7).

Un insegnante della Chiesa ha molte opportunità in cui dimostrare compassione per le persone disabili. Egli deve essere comprensivo e sforzarsi di far partecipare queste persone alle attività di apprendimento. I membri della classe afflitti da qualsiasi genere di menomazione hanno bisogno di particolare attenzione. I seguenti consigli saranno utili all’insegnante.

  • Informati sulle necessità e capacità di ogni partecipante.

  • Prima di invitare un membro della classe disabile a leggere, pregare, o comunque a partecipare alle attività della classe, informati sulla sua disponibilità chiedendogli per esempio: «Che ne diresti di leggere un brano in classe?», «Ti senti di offrire la preghiera?»

  • Informati presso i dirigenti del sacerdozio, i familiari e, ove possibile, gli stessi disabili per conoscere le loro particolari necessità.

  • Cerca di accrescere e di migliorare l’apprendimento dei membri partecipanti disabili.

  • Accertati che tutti i partecipanti dimostrino rispetto e comprensione reciproci.

  • Comportati con naturalezza, cortesia e affetto. Ogni figlio di Dio ha bisogno di amore e di comprensione, a prescindere dalle sue menomazioni.

Gli insegnanti della Chiesa devono ricordare che ogni persona, a prescindere dalle sue caratteristiche fisiche, mentali, psichiche o sociali, ha la capacità di progredire verso l’esaltazione, L’insegnante deve accertarsi che ognuno impari tutto ciò che è capace di imparare. Ricordiamo le parole del Salvatore:

«In quanto l’avete fatto a uno di questi minimi fratelli, l’avete fatto a me» (Matteo 25:40).