La famiglia eterna

Doveri e benedizioni del sacerdozio: Manuale di base per i detentori del sacerdozio, Parte A, 1998


Questa lezione ha lo scopo di aiutarci a capire il nostro dovere di creare una famiglia eterna.

Introduzione

Il matrimonio eterno è una dottrina fondamentale della chiesa di Gesù Cristo e un aspetto molto importante del piano che il Signore ha formulato per noi. Senza il matrimonio eterno non possiamo essere veramente felici in questa vita, né raggiungere l’esaltazione nel regno celeste per l’eternità. Il presidente Joseph Fielding Smith ha scritto che il matrimonio, nel senso in cui è inteso dai Santi degli Ultimi Giorni, è un’alleanza eterna, è la base dell’esaltazione eterna, poiché senza esso non può esserci progresso eterno nel Regno di Dio (vedi Dottrine di salvezza, 2:58).

Il presidente Spencer W. Kimball disse: «Il nostro Padre celeste ha un piano per lo sviluppo dell’uomo, dall’infanzia alla divinità. Egli desiderava che tutti gli uomini vivessero così degnamente da poter celebrare l’ordinanza del matrimonio per il tempo e per tutta l’eternità» («Il piano del Signore per gli uomini e le donne», La Stella, marzo 1976, pagg. 1–3). Il matrimonio nel tempio è l’inizio di una famiglia eterna. Quando una coppia si sposa nel tempio, ha dei figli e osserva i comandamenti dà vita a una famiglia eterna che porterà a tutti loro gioia e felicità in eterno.

La preparazione per diventare una famiglia eterna

Mostra l’illustrazione 35-a, «Le famiglie eterne cominciano nel tempio».

Per i Santi degli Ultimi Giorni il tempio è uno dei luoghi più sacri della terra. Nel tempio si celebrano le ordinanze che rendono possibile alla famiglia di vivere eternamente alla presenza di Dio. Nella nostra qualità di capi famiglia e detentori del sacerdozio, abbiamo il dovere di guidare la nostra famiglia verso l’esaltazione. Questo significa che abbiamo il dovere di preparare la nostra famiglia ad andare al tempio. Questa preparazione comincia da noi e consiste nello sforzarci di onorare il sacerdozio e di vivere una vita pura.

Quando un uomo e una donna vanno al tempio per sposarsi, non sono uniti soltanto per questa vita; ma vengono anche sposati e suggellati insieme per l’eternità. I figli che nascono da questa unione fanno automaticamente parte di questa famiglia eterna. Quando una coppia già sposata legalmente va al tempio per essere suggellata per l’eternità, prima vengono suggellati insieme il marito e la moglie, poi si suggellano i figli ai genitori. Dopo il suggellamento del marito e della moglie, i figli che nascono dalla loro unione fanno subito parte della loro famiglia eterna.

Sia che ci prepariamo a sposarci nel tempio, o, sempre nel tempio, a suggellarci ai nostri familiari, la preparazione è la stessa. Il primo passo è stabilire l’obiettivo di andare al tempio. Dobbiamo esaminare con nostra moglie e i nostri figli le cose che dobbiamo fare per prepararci, e insieme dobbiamo stabilire una data. Dobbiamo scrivere questa data, pregare per avere l’aiuto del Signore nel rispettarla e poi fare tutto quanto possiamo per prepararci. Inoltre, poiché il tempio è un luogo tanto sacro, dobbiamo prepararci spiritualmente per accedere ad esso. Nel tempio stipuliamo alleanze di grande importanza spirituale, poiché promettiamo al Signore che osserveremo tutti i Suoi comandamenti e Gli obbediremo in ogni maniera. È pertanto necessario che viviamo rettamente e cerchiamo di avere il Suo Spirito, se vogliamo essere pronti a stipulare queste alleanze.

Cosa possiamo fare per prepararci meglio spiritualmente? (Elenca le risposte alla lavagna.)

Alcuni modi in cui possiamo prepararci sono:

  • Pregare spesso e sinceramente.

  • Leggere regolarmente le Scritture.

  • Essere moralmente puri.

  • Essere umili e penitenti.

  • Tenere fedelmente la serata familiare e le preghiere familiari.

Se faremo del nostro meglio per prepararci spiritualmente, riceveremo l’aiuto dello Spirito Santo.

Chiedi al membro della classe incaricato in precedenza di narrare la storia seguente.

Una donna ha descritto il modo in cui la sua famiglia riuscì a conoscere la felicità, preparandosi per il suggellamento nel tempio:

«Anche da bambina sentivo l’ira, il dolore e l’amarezza causati dai frequenti litigi dei miei genitori. Spesso piangevo a lungo prima di addormentarmi poiché vedevo che le cose non andavano nel modo giusto.

Sentivo la differenza che c’era tra la nostra casa e quella delle mie amiche, dove la famiglia era unita nel Vangelo. La mia famiglia era divisa… Poi, grazie al vescovo e agli insegnanti familiari, le cose cominciarono a cambiare. Il Vangelo diventò lentamente parte della nostra vita… Le liti divennero più rare e meno accese… La nostra famiglia sentiva il dovere di vivere come le era stato insegnato, particolarmente ora che avevamo un obiettivo per il quale lavorare: il tempio. Se nell’irritazione del momento qualcuno diceva delle parole cattive, l’altro rispondeva con parole affettuose, con calma e sincerità. Eravamo entusiasti di aiutarci l’un l’altro. La mamma e il babbo non dovettero più chiederci di fare le cose tre o quattro volte; le faccende di casa venivano svolte in silenzio, rapidamente e prontamente. L’amore e il desiderio di aiutarci l’un l’altro ebbero la meglio sul risentimento, sull’orgoglio e sui costanti litigi del passato.

Che cosa causò questo cambiamento? Molte cose. Forse fu la realizzazione di un sogno a lungo accarezzato. Quando le preghiere familiari e la serata familiare diventarono una parte della nostra vita, imparammo a conoscerci e ad amarci gli uni gli altri. Questo modo di vivere rafforzò la nostra testimonianza — la testimonianza della preghiera familiare, dello studio delle Scritture, della serata familiare, della partecipazione alle riunioni della Chiesa. La nostra vera testimonianza fu quella del principio del pentimento. E ci rendemmo anche conto che Dio vive. Dopo un periodo di tempo con questa testimonianza e con la sicurezza che ne eravamo degni, ci preparammo ad andare al tempio del Signore per essere suggellati insieme come famiglia per il tempo e per tutta l’eternità…

Quando ci avvicinammo alla porta del tempio sentii un nodo alla gola. Ci fu un momento di esitazione, poi entrammo. Un’assistente venne per accompagnarci nella sala del suggellamento. Papà e mamma erano già là, con il volto radioso, vestiti con gli indumenti del tempio. Ci inginocchiammo attorno all’altare tenendoci per mano. Un’assistente teneva in braccio la bambina di quattordici mesi onde anch’essa potesse far parte del cerchio familiare.

E poi vennero pronunciate le parole che ci univano insieme come famiglia per il tempo e per tutta l’eternità.

So che i miei genitori mi amano perché mi hanno fatto suggellare a loro per il tempo e per tutta l’eternità» (Brenda Bloxham, «I miei genitori ci portarono al tempio», La Stella, gennaio 1975, pagg. 19–20).

La preparazione finanziaria rappresenta una parte importante del progetto per andare al tempio. Qualche volta questo significa anni di programmazione, di risparmi e di lavoro per tutti. Molte famiglie hanno sacrificato tutto ciò che possedevano per andare al tempio. Medita per un momento sul valore che la famiglia ha per ognuno di noi. Esiste al mondo somma di denaro che sia più importante della nostra famiglia?

Il primo passo della preparazione finanziaria per la visita al tempio consiste nel calcolare le spese che dovremo sostenere, ad esempio per il viaggio, il vitto e l’alloggio. Dopo aver determinato la somma necessaria per questo progetto, dobbiamo stabilire quanto possiamo risparmiare ogni mese. Seguendo questo piano, alla fine saremo in grado di andare al tempio (vedi la testimonianza di fratello Vaha’ i’ Tonga, nella lezione 21). A prescindere da ciò che dobbiamo fare per prepararci ad andare al tempio, è importante iniziare subito. Le ricompense che scaturiscono dalla visita al tempio superano di gran lunga il tempo e il denaro che dobbiamo dedicare a questo progetto.

Chiedi al membro del quorum incaricato, che è stato al tempio con la famiglia di illustrare i preparativi e le esperienze che hanno fatto.

I giovani sono stati spesso consigliati dai profeti di prepararsi per il matrimonio nel tempio. Il presidente Kimball disse: «Sebbene molti giovani attualmente non abbiano un tempio accanto all’uscio di casa, generalmente le distanze che li separano da un sacro edificio non sono eccessive… Vorrei invitarvi con tutto il cuore a pensare a una luna di miele che vi porti nelle vicinanze di un tempio per essere suggellati insieme per tutta l’eternità, perché i figli che verranno siano eternamente vostri in un’unione eterna» («La decisione di sposarsi», La Stella, luglio 1979, pag. 1).

L’istituzione di una famiglia eterna

Mostra l’illustrazione 35-b, «Le famiglie suggellate nel tempio hanno la promessa che, se rimarranno fedeli, saranno insieme per l’eternità».

Il matrimonio nel tempio è l’inizio di una famiglia eterna; ma è soltanto l’inizio. Per creare un rapporto familiare che durerà in eterno dobbiamo rimanere fedeli a tutte le promesse fatte nel tempio. È importante anche che ci trattiamo l’un l’altro come se volessimo stare insieme come famiglia per tutta l’eternità. Dobbiamo sforzarci di fare della nostra casa un angolo di cielo sulla terra.

Noi padri possiamo fare molto per fondare delle famiglie eterne. Non è necessario essere ricchi o istruiti; ma dobbiamo onorare il nostro sacerdozio. Se lo faremo, verremo cambiati e rafforzati dal sacerdozio e riceveremo i suggerimenti interiori dello Spirito Santo che ci aiuteranno a fondare dei nuclei familiari eterni. Alcune cose che possiamo fare per creare delle famiglie eterne sono:

  • Radunare moglie e figli attorno a noi per tenere la preghiera familiare.

  • Chiedere a qualcuno di invocare la benedizione del cibo all’ora dei pasti.

  • Portare la famiglia in chiesa.

  • Pagare le decime e le offerte.

  • Essere onesti in ogni cosa che facciamo.

  • Inginocchiarsi spesso in preghiera da soli e chiedere al Signore di aiutarci a istruire e ad amare nostra moglie e i nostri figli.

  • Cogliere ogni occasione per insegnare alla famiglia il Vangelo, in particolare durante la serata familiare.

Se siamo una fonte di aiuto per i nostri familiari, godremo della felicità di far parte di una famiglia eterna.

I detentori del sacerdozio non ancora sposati possono anch’essi aiutare la loro famiglia ad essere felice e a diventare una famiglia eterna. Quando comprendiamo il piano del Signore per la nostra famiglia, vediamo che i nostri cari sono le persone più importanti della nostra vita. Dobbiamo trattarli con amore e con gentilezza e fare tutto ciò che possiamo per incoraggiarli e rafforzarli.

Se nella vostra classe vi sono dei giovani detentori del sacerdozio non ancora sposati, esaminate i modi in cui essi possono prepararsi per il matrimonio nel tempio. Chiedi loro di spiegare perché il matrimonio eterno è importante per loro. Parlate delle cose che possono fare per assicurare sin d’ora la felicità alla loro famiglia.

Conclusione

Chiedi al membro della classe incaricato in precedenza di narrare la storia seguente.

Un giovane messicano ha narrato la seguente storia, che vede protagonisti sua zia e suo zio. Questa storia illustra la gioia di cui gode una famiglia grazie al matrimonio nel tempio:

«Mio zio David e mia zia Guadalupe litigavano sempre. La loro casa era un inferno. I loro figli soffrivano, assistendo ai continui litigi. Alla fine zia Guadalupe e i figli abbandonarono lo zio David e andarono a stare con i nonni materni.

Durante questa separazione zio David incontrò i missionari e alcuni giorni dopo si battezzò. La sua nuova conoscenza del Vangelo gli fece capire che una famiglia è una entità. Mandò i missionari dalla moglie e dai figli, ma essi rifiutarono di ascoltarli. Alla fine tuttavia accettarono il Vangelo e si unirono alla Chiesa; così la famiglia si trovò di nuovo unita. Ma i litigi e i disaccordi continuarono come prima.

Gli zii parlavano dell’importanza del matrimonio nel tempio; ma le difficoltà economiche e i continui litigi li tenevano lontani dal loro obiettivo. Alla fine, dopo molti sacrifici, riuscirono finalmente ad andare al tempio, e là furono suggellati insieme ai loro figli. Ritornarono nel Messico con soltanto quindici peso e niente lavoro per mio zio.

Il matrimonio nel tempio non eliminò questi problemi; ma dette a mia zia e mio zio la forza di andare avanti anche senza denaro e di sentirsi felici.

A poco a poco riuscirono a trovare di che mangiare, e mio zio fu in grado di trovarsi un lavoro.

Vedevo un grande cambiamento avvenire ogni giorno di più sui loro volti e nella loro vita. Erano più felici di prima; ma la più grande sorpresa fu che non li sentivo più litigare. Invece dei rimproveri e degli insulti, sentivo soltanto parole affettuose.

Recentemente mio zio mi ha detto: ‹Jorge, dopo ventiquattro anni di matrimonio e tante sofferenze, abbiamo finalmente trovato la felicità. È come se fossimo due sposi novelli, in perpetua luna di miele›» (Jorge Carlos Tejada Peraza, “Eternal Honeymoon”, Ensign, agosto 1974, pagg. 62–63).

Grazie ai nostri legami familiari eterni possiamo conoscere la più grande gioia. Le prove e le tribolazioni diventano più facili da sopportare quando le condividiamo con la nostra famiglia. La vita stessa diventa più ricca e più interessante proprio per l’amore che ci unisce, e sentiamo grande pace e conforto poiché abbiamo la sicurezza che saremo insieme per sempre.

Incarichi

  1. 1.

    Se non ti sei sposato nel tempio, formula un piano e comincia i tuoi preparativi per essere suggellato alla tua famiglia nella casa del Signore. Se possibile, procurati una fotografia del tempio ed esponila dove tutti possano vederla; poi, sotto l’illustrazione, indica la data che la famiglia ha scelto per il raggiungimento dell’obiettivo.

  2. 2.

    Se ti sei sposato nel tempio, medita sulle cose che devi fare per vivere eternamente insieme ai tuoi cari. Scegli un modo in cui la tua famiglia può migliorare e comincia a metterlo in atto questa settimana.

Scritture supplementari

  • DeA 131:1–4 (per accedere al più alto grado nel regno celeste dobbiamo essere suggellati nel matrimonio)

  • DeA 132:19, 55 (benefici promessi a coloro che sono suggellati insieme come famiglie eterne)

Preparazione dell’insegnante

Prima di esporre questa lezione:

  1. 1.

    Leggi il capitolo 36, «La famiglia può diventare eterna», nel manuale Principi evangelici.

  2. 2.

    Incarica i membri della classe di narrare le storie e di leggere i passi delle Scritture menzionati nella lezione.

  3. 3.

    Incarica un membro del quorum che si è recato al tempio con la famiglia di descrivere la loro preparazione e le esperienze fatte.