Le Autorità generali sono necessarie

Doveri e benedizioni del sacerdozio: Manuale di base per i detentori del sacerdozio, Parte A, 1998


Questa lezione ha lo scopo di aiutarci a capire perché il Signore chiama le Autorità generali e perché siamo benedetti se le sosteniamo.

Introduzione

Quando il Salvatore viveva sulla terra, organizzò la Sua chiesa e ordinò degli uomini al sacerdozio. Tra coloro che Egli chiamò c’erano dodici apostoli e altri dirigenti che dovevano portare testimonianza di Lui e contribuire a vegliare sulla Chiesa. Dopo la Sua morte e risurrezione Egli visitò il popolo nefita in America e là organizzò la Sua chiesa nella stessa maniera. Egli ordinò dodici discepoli che servissero i Nefiti come i dodici apostoli avevano servito la chiesa nel vecchio mondo.

In questi ultimi giorni il Signore ha nuovamente istituito la vera chiesa di Gesù Cristo tramite il profeta Joseph Smith. La Chiesa fu organizzata mediante rivelazione e ha dodici apostoli, proprio come li aveva quando il Salvatore era sulla terra. Oltre agli apostoli il Signore ha chiamato altri uomini al compito di guidare l’intera chiesa. Questi uomini sono chiamati Autorità generali.

Un’Autorità generale è un uomo che detiene il Sacerdozio di Melchisedec ed è chiamato dal Signore a servire in una delle seguenti posizioni:

Mostra l’illustrazione 11-a, «Le Autorità generali della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni».

La Prima Presidenza

La Prima Presidenza è formata dal presidente della Chiesa e dai suoi due consiglieri, anch’essi Autorità generali. Il presidente detiene tutte le chiavi e le autorità restaurate alla Chiesa negli ultimi giorni. Insieme con i suoi consiglieri, il presidente veglia sull’intera Chiesa ed ha il potere e l’autorità di operare in tutti gli uffici del sacerdozio e della Chiesa.

Il presidente della Chiesa possiede le «chiavi» del sacerdozio per amministrare tutti gli affari spirituali e materiali della Chiesa. È suo diritto dare ai presidenti di palo, vescovi, patriarchi e altri dirigenti le «chiavi» relative a uffici specifici nelle loro zone geografiche.

Scrivendo su questo argomento, il presidente Joseph F. Smith dichiarò che «ogni uomo ordinato a qualsiasi grado del Sacerdozio è investito di questa autorità. Ma è necessario che ogni atto compiuto con questa autorità venga compiuto nel momento e nel luogo adatto, nella maniera giusta e secondo il giusto ordine. Il potere di dirigere queste opere costituisce le chiavi del Sacerdozio» (Dottrina evangelica, pag. 120)

Il Quorum dei Dodici Apostoli

I Dodici Apostoli sono chiamati dal Signore ad essere testimoni speciali di Cristo. Essi agiscono sotto la direzione della Prima Presidenza.

I Settanta

I Settanta devono agire nel nome del Signore sotto la direzione dei Dodici per edificare la Chiesa e regolare tutti gli affari della stessa in tutte le nazioni (vedi DeA 70:34).

Il Vescovato Presiedente

Il Vescovato Presiedente è la presidenza del Sacerdozio di Aaronne e opera sotto la direzione del Quorum dei Dodici Apostoli e della Prima Presidenza. Il Vescovo Presiedente e i suoi due consiglieri vegliano sugli affari materiali della Chiesa.

Oltre alle Autorità generali, molti fedeli vengono chiamati come Settanta-Autorità di area. Queste persone sono chiamate a rappresentare i Dodici Apostoli e a contribuire all’edificazione della Chiesa in specifiche zone del mondo.

I doveri delle Autorità generali

Le Autorità generali sono rappresentanti di Gesù Cristo. Il Salvatore stesso è il capo della Chiesa e la dirige impartendo rivelazioni al Profeta e alle altre Autorità generali. Tramite questi uomini il Signore rivela la Sua volontà e ci insegna ogni cosa necessaria alla nostra salvezza.

Le Autorità generali rappresentano il Salvatore in molti modi diversi:

  • Viaggiano in tutto il mondo per aiutare e istruire i membri della Chiesa e i dirigenti locali.

  • Tengono unita la Chiesa e si accertano che siano insegnate le dottrine giuste.

  • Ordinano i dirigenti del sacerdozio locali, come ad esempio i patriarchi di palo.

  • Preparano e tengono discorsi nelle conferenze generali e in altre riunioni. Quando questi uomini parlano sotto l’influenza dello Spirito Santo, è come se stesse parlando Cristo stesso: «Ciò che Io, il Signore, ho detto, l’ho detto… sia… dalla mia voce o dalla voce dei miei servitori, è lo stesso» (DeA 1:38). Con questo essi insegnano e ispirano sia i fedeli che le persone non appartenenti alla Chiesa.

  • I Dodici sono chiamati ad essere testimoni speciali di Gesù Cristo per tutto il mondo. Essi portano testimonianza della divinità di Cristo dovunque vanno. Anche le altre Autorità generali portano testimonianza del Salvatore.

  • Hanno la responsabilità di amministrare tutti gli affari della Chiesa.

  • Oltre a svolgere tutti questi doveri essi sono anche padri e mariti. Come gli altri padri della Chiesa, hanno la responsabilità di dirigere le proprie famiglie e guidarle nel regno celeste.

Le Autorità generali sono necessarie

Durante il corso della storia il Padre celeste ha rivelato la Sua volontà agli uomini mediante i Suoi profeti. Questo è vero sia che ci si riferisca ai tempi di Mosè, di Cristo o di Joseph Smith. Le condizioni possono cambiare, ma la verità è immutabile, né, d’altra parte, cessa per noi la necessità di una guida da parte di Dio. Proprio perché ci ama, il Signore ci ha dato un profeta, apostoli e altre Autorità generali per guidarci in questa nostra epoca.

La storia seguente narra di un gruppo di persone che ricevette grandi benefici perché fu obbediente a un profeta.

«Finalmente nel luglio 1959 i piani furono completati. Trenta fedeli tahitiani avevano lavorato, risparmiato e compiuto grandi sacrifici per reperire i soldi necessari a coprire le spese di un viaggio al Tempio delle Hawaii. Molto lavoro era stato dedicato a portare il Paraita (letteralmente Grande Capo), il panfilo della missione, nel bacino di carenaggio per ripararlo e riverniciarlo. C’erano state delle difficoltà burocratiche con il governo francese. Il comandante, fratello Tapu, era finalmente riuscito a convincere il capitano di porto, e con l’aiuto di questi il governatore francese, a permettere ai santi di salpare per le Hawaii sul Paraita.

Fratello Tapu non soltanto aveva ottenuto il permesso necessario dai funzionari francesi, ma aveva anche scritto a Salt Lake City per ottenere il permesso del presidente David O. McKay. Anche questo permesso era stato concesso. Tutto era pronto per la partenza.

Poi ci fu una telefonata urgente dall’ufficio della missione. Tutti coloro che si stavano preparando per andare alle Hawaii dovevano partecipare a una riunione presso la sede della missione prima della partenza.

Era arrivato un messaggero speciale mandato direttamente dal presidente David O. McKay, Ernest C. Rossiter, latore di notizie che lasciarono i santi stupefatti, poiché si chiedeva loro di non intraprendere il viaggio per il quale si erano tanto sacrificati. Secondo fratello Tapu il presidente McKay non aveva dato spiegazioni: aveva semplicemente chiesto a fratello Rossiter di andare a fermarli; poiché non sarebbero riusciti nel loro intento. Se si fosse permesso loro di andare alle Hawaii, si sarebbero messi nei guai con il governo francese facendone ricadere la responsabilità sulla Chiesa. Era assolutamente necessario impedire loro di partire.

Nel diario della missione il presidente Christiansen espresse la sua ansietà circa il compito di portare quella notizia a conoscenza dei santi, già pronti a imbarcarsi.

‹Ero molto preoccupato e sentivo la necessità dell’aiuto del Signore nel trovare una spiegazione da dare a quei membri umili e fedeli che avevano a lungo sperato di ricevere la loro investitura nella Sua santa casa. Digiunai e pregai, indi convocai una riunione dei fratelli del sacerdozio per il 15 luglio 1959 alle otto del mattino e chiesi anche a sei fedeli fratelli di venire nella mia stanza alle sette e trenta. Così, con l’aiuto del presidente Rossiter, comunicai loro le decisioni della Prima Presidenza. Dissi loro che avevo bisogno della loro fede e delle loro preghiere per comunicare il messaggio ai fratelli del sacerdozio che si sarebbero radunati presso la sede della missione alle otto. Quando il presidente Rossiter ed io finimmo di parlare a quegli uomini, essi espressero brevemente le loro opinioni e, mentre li ascoltavo, sentivo una grande gioia riempire il mio animo, poiché essi dichiaravano all’unanimità la loro intenzione di obbedire ai consigli del nostro profeta qui sulla terra.

Andammo alla riunione dei fratelli del sacerdozio. Dopo aver ascoltato il messaggio della Prima Presidenza, tutti espressero la loro convinzione che se tale comunicazione era stata fatta dai dirigenti della Chiesa, essa era dovuta all’ispirazione del Signore, e l’unico modo in cui potevano dimostrare l’amore e la gratitudine che sentivano per le benedizioni che Egli aveva riversato su di loro, era con l’obbedienza ai consigli impartiti. Pertanto misi la proposta ai voti e tutti alzarono la mano, accettando la decisione della Prima Presidenza›.

Così il viaggio fu annullato, e né il presidente Rossiter né il presidente Christiansen, né i fedeli di Tahiti seppero in realtà perché il profeta di Dio aveva chiesto loro di non andare. Annullarono il viaggio perché avevano fede nel profeta.

Più tardi fratello Tapu ritornò al panfilo e fu informato dal macchinista di un guasto ai motori, che avrebbero potuto funzionare soltanto per altre 100–150 ore. A dispetto di questo fatto il natante fu fatto uscire dal bacino di carenaggio e fu ancorato nelle tranquille acque del porto…

‹Ebbene [riferì fratello Tapu, comandante del natante], un paio di giorni dopo ricevetti una telefonata. Mi trovavo presso l’ufficio della missione intento a lavorare alla nostra rivista. Era il capitano di porto il quale mi disse: «La tua nave sta affondando». Dissi: «Che cosa? L’ho appena fatta uscire dal bacino di carenaggio!» Egli ripeté: «La tua nave sta affondando. Vieni subito». Allora mi precipitai al porto e vidi la nostra imbarcazione che stava ormai per scomparire sotto le onde. Il mio secondo si era immerso per esaminare la chiglia e vedere se riusciva a trovare la falla. Scoprì che il tubo di scarico della cucina era tutto corroso. Gli operai che avevano provveduto alle riparazioni si erano limitati a riverniciare il tubo e il legno ormai marcio che lo circondava. Esso si era rotto, lasciando entrare l’acqua.

Se fossimo salpati secondo l’orario stabilito, la nostra imbarcazione sarebbe affondata a 200 o 300 miglia al largo di Tahiti, e ci saremmo trovati in balìa delle onde›.

Quando i santi di Tahiti avevano accettato i consigli del profeta non potevano comprendere il motivo che aveva dettato la decisione del presidente McKay; ma ora essi comprendevano le vie del Signore. Fratello Tapu espresse questa convinzione dicendo: ‹Questo è il motivo per cui ho sempre avuto una testimonianza del presidente McKay, vero profeta del Signore›» (R. Lanier e JoAnn M. Britsch, “A Prophet’s Warning”, New Era, maggio 1976, pagg. 12–14).

Le Autorità generali parlano in nome di Cristo. Il Signore ha detto: «Qualsiasi cosa essi diranno quando saranno ispirati dallo Spirito Santo, sarà scrittura, sarà la volontà del Signore, sarà la parola del Signore, sarà la voce del Signore ed il potere di Dio per la salvezza» (DeA 68:4).

Dato che questi uomini sono i rappresentanti del Salvatore sulla terra, è importante che noi conosciamo quello che dicono e che seguiamo i loro insegnamenti. Meditate su alcuni insegnamenti del Signore ai quali è stato dato risalto dalle Autorità generali dei nostri tempi. Essi ci hanno consigliato di tenere la serata familiare; ci hanno chiesto di contribuire all’edificazione dei templi e di svolgere il nostro lavoro genealogico. Ci hanno insegnato la preparazione personale e familiare (incluse le provviste familiari) e hanno espresso la necessità che ogni membro svolga il lavoro missionario.

Chiedi ai membri della classe di pensare alla rapidità con la quale il mondo è cambiato negli ultimi dieci anni. Perché ascoltando i profeti possiamo affrontare meglio le sfide che troviamo sul nostro cammino?

Il sostegno delle Autorità generali

Il Signore non obbliga nessuno di noi a obbedire ai Suoi servi. Possiamo sia accettarli che respingerli; tuttavia è un grande privilegio poter accettare e sostenere le Autorità generali e gli altri dirigenti. Questo lo facciamo ufficialmente in determinate riunioni in cui ci viene chiesto di esprimere il nostro voto di sostegno per i dirigenti della Chiesa. Dimostriamo la nostra volontà di sostenerli alzando la mano destra; ma sostenere le Autorità generali significa qualcosa di più che alzare la mano destra. Sosteniamo veramente le Autorità generali accettando i loro insegnamenti e seguendo i loro consigli e direttive.

Questi uomini sono i rappresentanti di Gesù Cristo e ricevono da Lui continue rivelazioni. Onoriamo il Salvatore onorando i Suoi rappresentanti. Onoriamo e rispettiamo i nostri profeti viventi obbedendo ai loro insegnamenti, pregando per loro e pregando per avere la forza di seguirli (vedi Ebrei 13:17–18 e DeA 107:22). Li sosteniamo anche quando appoggiamo le azioni del nostro vescovo o presidente del ramo, poiché egli agisce sotto la loro direzione.

Coloro che sostengono le Autorità generali ricevono grandi benedizioni. Il Signore ha detto che coloro che credono negli insegnamenti dei profeti e perseverano nella fede sino alla fine riceveranno tutto ciò che Dio possiede (vedi DeA 84:36–38). Il Libro di Mormon parla di un grande uomo chiamato Amulek che accolse un profeta di Dio. Un angelo apparve ad Amulek e gli disse che il profeta Alma stava per fargli visita. L’angelo disse: «Tu lo accoglierai in casa tua e lo nutrirai, ed egli benedirà te e la tua casa; e la benedizione del Signore resterà su di te e sulla tua casa» (Alma 10:7). Amulek accolse Alma nella sua casa e più tardi portò testimonianza di grandi benedizioni che egli e la sua famiglia avevano ricevuto proprio perché egli aveva accolto quel profeta.

Leggi Alma 10:10–11. In che modo possiamo ricevere i benefici descritti da Amulek?

Forse non riceveremo mai la visita di un’Autorità generale, ma possiamo godere di benedizioni simili se accettiamo le Autorità generali mettendo in pratica nella nostra famiglia i loro consigli ispirati.

Se un membro della classe ha conosciuto un’Autorità generale o l’ha sentito parlare, chiedigli di descrivere quell’esperienza e di spiegare perché ritiene sia importante ascoltare e obbedire a questi nostri dirigenti.

Conclusione

Le Autorità generali sono i rappresentanti personali del Salvatore. Essi detengono il sacerdozio e le chiavi per dirigere il lavoro della Chiesa del Signore. Se seguiamo i loro consigli e li sosteniamo con la nostra fede, obbedienza e preghiere, riceveremo grandi benefici.

Il presidente Harold B. Lee disse: «Qualcuno ha detto… ed io ritengo che sia assolutamente vero: ‹Una persona non è veramente convertita sino a quando non vede il potere di Dio nei dirigenti di questa chiesa e sino a quando questa convinzione non entra nel suo cuore come un fuoco vivo›. Finché i membri di questa Chiesa non avranno la convinzione che sono guidati nel giusto modo, e fino a quando non avranno la convinzione che questi uomini di Dio sono uomini ispirati, debitamente nominati per mano di Dio, essi non saranno veramente convertiti» («La forza del sacerdozio», La Stella, marzo 1973, pag. 94).

Incarichi

  1. 1.

    Nella tua preghiera familiare e personale questa sera chiedi al Signore di benedire le Autorità generali.

  2. 2.

    Prega per ricevere una testimonianza e la forza di seguire il Profeta e le altre Autorità generali.

Scritture supplementari

  • Numeri 12:6 (il Signore appare ai Suoi profeti)

  • Amos 3:7 (il Signore rivela i Suoi segreti ai Suoi profeti)

  • Luca 1:59–79 (il Signore ha sempre parlato all’uomo tramite i profeti)

  • DeA 21:4–6 (le parole che escono dalla bocca dei profeti è come se uscissero dalla bocca di Dio)

  • DeA 43:1–7 (le rivelazioni per tutta la Chiesa sono date soltanto tramite il Profeta)

Preparazione dell’insegnante

Prima di esporre questa lezione:

  1. 1.

    Preparati a cominciare o a concludere cantando l’inno «Ti siam grati, o Signor, per il Profeta», (Inni, No. 11).

  2. 2.

    Incarica i membri della classe di narrare le storie e di leggere le Scritture citate in questa lezione.