I doveri del sacerdote

Doveri e benedizioni del sacerdozio: Manuale di base per i detentori del sacerdozio, Parte A, 1998


Questa lezione ha lo scopo di aiutarci a conoscere i doveri dei sacerdoti.

Introduzione

Il Signore ha comandato a ogni detentore del sacerdozio di «stare nel suo ufficio e di lavorare nella sua vocazione» (DeA 84:109). Per fare ciò dobbiamo prima conoscere e poi assolvere i nostri vari compiti nel sacerdozio. I doveri dei sacerdoti includono: insegnare, battezzare, benedire il sacramento, visitare i fedeli e ordinare altri al sacerdozio. Se assolviamo questi doveri non soltanto contribuiamo all’edificazione del regno di Dio; ma prepariamo anche noi stessi a ricevere il Sacerdozio di Melchisedec. Quando riceviamo il Sacerdozio di Melchisedec e siamo ordinati all’ufficio di anziano, possiamo essere chiamati a svolgere una missione a tempo pieno. La nostra efficacia di missionari a tempo pieno dipende tuttavia dal modo in cui ci siamo preparati a servire. Possiamo prepararci a essere bravi missionari facendo onore alla nostra chiamata come sacerdoti.

I doveri del sacerdote

Il Signore ha dato ai sacerdoti molti doveri da assolvere, inclusi i doveri dei diaconi e degli insegnanti. I doveri specifici di un sacerdote sono indicati in Dottrina e Alleanze.

Chiedi ai membri della classe di leggere e segnare DeA 20:46–48. Quali sono i doveri del sacerdote? Elenca alla lavagna le risposte (che dovranno includere i doveri elencati nella sezione «Preparazione dell’insegnante», alla fine della lezione).

Insegnare

Una delle mansioni del sacerdote è quella di «predicare, insegnare, esporre, esortare» (DeA 20:46). Questo significa che dobbiamo insegnare agli altri i principi del Vangelo. Per insegnare i principi del Vangelo dobbiamo prima conoscerli. Il Signore disse: «Non cercare di dichiarare la mia parola; ma dapprima cerca di ottenerla, ed allora la tua lingua verrà sciolta; ed allora, se lo desideri, avrai il mio Spirito e la mia parola, sì, il potere di Dio per convincere gli uomini» (DeA 11:21).

Possiamo conoscere la parola di Dio in molte maniere. La possiamo imparare nelle nostre case dalle labbra dei nostri genitori; nei nostri quorum del sacerdozio per bocca di coloro che ci istruiscono; nella Scuola Domenicale e nella riunione sacramentale.

Uno dei modi migliori per conoscere la parola di Dio è lo studio quotidiano e individuale delle Scritture. Nessun detentore del sacerdozio deve essere troppo occupato da non poter studiare regolarmente le Scritture. Se studiamo e meditiamo le Scritture, il Signore ci aiuterà a comprenderle. Poi, una volta compreso il Vangelo, possiamo insegnarlo agli altri.

Possiamo inoltre adempiere il nostro dovere di insegnare il Vangelo agli altri mediante il buon esempio. Molte volte con il nostro esempio incoraggiamo gli altri a mettere in pratica il Vangelo.

Quali determinate cose possiamo fare per insegnare il Vangelo?

Mostra l’illustrazione 7-a, «Quando un sacerdote battezza una persona, essa entra nel regno di Dio».

Battezzare

Un altro dovere del sacerdozio è battezzare (vedi DeA 20:46). Il battesimo per mano della debita autorità è una delle più importanti e più sacre ordinanze della Chiesa, poiché è l’autorità mediante la quale entriamo nel regno di Dio. È una sacra responsabilità del sacerdote celebrare questa ordinanza di salvezza quando è a ciò autorizzato da coloro che hanno autorità su di lui.

Mostra l’illustrazione 7-b, «I sacerdoti hanno la sacra responsabilità di benedire il sacramento per i membri della Chiesa».

Benedire il sacramento

L’onore di benedire il sacramento viene affidato principalmente ai sacerdoti. Questa ordinanza viene celebrata pronunciando le preghiere sacramentali. Nella nostra qualità di sacerdoti dobbiamo pertanto conoscere le preghiere sacramentali, vestirci nel modo adatto, lavarci le mani prima di celebrare l’ordinanza, soprattutto dobbiamo essere degni di celebrare questa sacra ordinanza, poiché siamo i rappresentanti del Salvatore.

Visitare i fedeli

Il Signore ha comandato ai sacerdoti di «visitare la dimora di ogni membro ed esortarlo a pregare ad alta voce e in segreto e a occuparsi di tutti i doveri familiari» (DeA 20:47). Possiamo svolgere questo compito durante l’insegnamento familiare a coloro che sono stati affidati alle nostre cure. Durante queste visite possiamo scoprire la necessità dei componenti della famiglia e pregare con loro; possiamo insegnare loro i principi del Vangelo e incoraggiarli ad assolvere i loro doveri familiari e salutare con affetto i componenti delle famiglie affidati alle nostre cure alle riunioni della Chiesa e in ogni altra occasione in cui li incontriamo; possiamo partecipare con loro alle attività della Chiesa, della scuola e della comunità.

Ordinare altri al sacerdozio

I sacerdoti hanno anche l’autorità di ordinare altri sacerdoti, insegnanti e diaconi (vedi DeA 20:48); ma soltanto quando ne hanno ricevuto l’autorizzazione dall’autorità del sacerdozio che detiene le chiavi, ossia l’autorità di concedere questa autorizzazione. Questo potere di conferire agli altri il sacerdozio è sacro. È un potere restaurato sulla terra da Giovanni Battista quando ordinò Joseph Smith e Oliver Cowdery al Sacerdozio di Aaronne (vedi DeA 13). Giovanni Battista stesso fu ordinato da un angelo che agiva nel nome di Dio (vedi DeA 84:28). Il potere di ordinare altri al sacerdozio pertanto ci viene da Dio. Per svolgere questo importante compito dobbiamo essere degni e avere con noi lo Spirito Santo. (Per ulteriori informazioni vedi il capitolo 3, «La restaurazione del sacerdozio»).

Mostra l’illustrazione 7-c, «Aiutare i missionari è un obbligo e un onore».

Essere un missionario

La chiamata del sacerdozio comprende anche il contributo al lavoro missionario. Questa chiamata esisteva nella chiesa primitiva, e il Signore comandò a Joseph Smith che anche i detentori del Sacerdozio di Aaronne oggi collaborassero con gli anziani allo svolgimento della loro missione. Il loro dovere specifico è prendere appuntamenti e preparare la via agli anziani (vedi DeA 84:107–108). Oggi possiamo partecipare al lavoro missionario aiutando i missionari a tempo pieno che operano nella nostra zona a trovare le famiglie alle quali insegnare fissando per loro i necessari appuntamenti. Possiamo anche collaborare al lavoro missionario preparandoci per la missione a tempo pieno.

Come fare onore alle chiamate nel sacerdozio

Come sacerdoti dobbiamo approfondire la nostra conoscenza sul dovere di insegnare, battezzare, benedire il sacramento, visitare i fedeli, ordinare altri al sacerdozio e collaborare al lavoro missionario. Nell’apprendimento e nell’adempimento di questi doveri riceviamo la protezione e la guida del Signore. Il presidente Wilford Woodruff, che andò in missione quando era sacerdote avendo come compagno un anziano, scrisse di quella sua missione:

«Andai come sacerdote, avendo come compagno un anziano, e insieme percorremmo migliaia di chilometri e ci furono date molte manifestazioni. Desidero ripetervi che non c’è nessuna differenza se un uomo è un sacerdote o un apostolo, sempre che faccia onore alla sua chiamata. Un sacerdote detiene le chiavi del ministero degli angeli. Mai nella mia vita, come apostolo, come settanta o come anziano ho avuto la protezione del Signore come quando detenevo l’ufficio del sacerdote. Il Signore mi rivelò in visione, in rivelazione e mediante il Santo Spirito molte cose che mi aspettavano» (Millennial Star, 5 ottobre 1891, pag. 629).

Il vescovo Victor L. Brown ha riferito la seguente esperienza circa il modo in cui i sacerdoti devono fare onore alla loro chiamata:

Un giovane… scrisse quanto segue: ‹In un certo periodo della mia vita mi trovai a vivere in un rione in cui praticamente non c’erano detentori del Sacerdozio di Melchisedec. Ciò non vuol dire che nel rione non vi fosse spiritualità. Al contrario, molti dei fedeli furono testimoni della più grande dimostrazione del potere del sacerdozio che avessero mai conosciuto.

Tale potere si trovava nei sacerdoti. Per la prima volta nella loro vita essi furono chiamati a svolgere tutti i doveri dei sacerdoti e a soddisfare tutte le necessità dei fedeli del loro rione. Essi furono veramente chiamati a svolgere l’insegnamento familiare – non come accompagnatori annoiati di un anziano che faceva una semplice visita di cortesia, con il solo compito di sbadigliare — ma come persone che desideravano soccorrere attivamente i loro fratelli e sorelle.

In precedenza avevo visto da vicino quattro di quei sacerdoti in una situazione diversa. A quel tempo li avevo considerati praticamente dei delinquenti. Per esempio, erano riusciti a far rinunciare all’incarico ogni insegnante del Seminario dopo due o tre mesi. Durante le loro gite come Scout rovinarono la campagna; ma quando furono necessari – quando fu affidata loro una missione importante – trovarono posto tra coloro che brillavano maggiormente nel servizio del sacerdozio.

Il segreto di questo cambiamento fu che il vescovo chiese ai giovani del Sacerdozio di Aaronne di elevarsi alla statura di uomini ai quali potevano benissimo apparire gli angeli; ed essi si elevarono a tale statura, portando sollievo a tutti coloro che si trovavano nel bisogno e rafforzando coloro che avevano bisogno di essere rafforzati. Tutto questo rafforzò non soltanto gli altri membri del rione, ma anche i componenti stessi del quorum. Una grande unità nacque in tutto il rione, e ogni fedele cominciò a provare la gioia di essere unito agli altri nella mente e nel cuore. In tutto ciò non vi è nulla di inspiegabile: si tratta soltanto del giusto esercizio del potere del Sacerdozio di Aaronne» (La Stella, aprile 1976, «La visione del Sacerdozio di Aaronne», pag. 56).

Chiedi ai membri della classe di riferire delle esperienze positive che hanno fatto nell’adempimento dei loro doveri del sacerdozio.

La preparazione per essere missionari efficaci

Se assolviamo tutti i nostri doveri di sacerdoti acquisiamo esperienza proprio nelle cose che faremo da missionari: come i missionari insegneremo il Vangelo, battezzeremo i convertiti, benediremo il sacramento in determinate occasioni, visiteremo i fedeli e ordineremo altri al sacerdozio. Adempiendo a questi doveri ci rafforzeremo spiritualmente e diventeremo meglio preparati a servire come missionari quando saremo chiamati.

Uno degli scopi del Sacerdozio di Aaronne è preparare coloro che lo detengono a ricevere il Sacerdozio di Melchisedec. Quei sacerdoti che ne sono degni e che fanno onore al Sacerdozio di Aaronne riceveranno il Sacerdozio di Melchisedec e saranno ordinati all’ufficio di anziano.

In gran parte il lavoro missionario a tempo pieno oggi viene svolto dagli anziani. La maggior parte di noi che ora detengono degnamente il Sacerdozio di Aaronne saranno ordinati anziani all’età di diciotto anni. Avremo così un anno di tempo per apprendere i doveri di un anziano e prepararci a svolgere una missione a tempo pieno. Questa preparazione ci chiede di dedicarci alle cose di Dio, di adoperarci per servire il Signore e di presiedere agli altri in rettitudine (vedi DeA 121:34–38). Se facciamo queste cose impareremo a confidare nel Signore, e se confidiamo nel Signore, Egli ci appoggerà e ci proteggerà nelle prove e nelle afflizioni.

Wilford Woodruff parlò di un momento della sua vita in cui sentì la protezione del Signore. Un giorno fu spinto dallo Spirito a ammonire un apostata chiamato Padre Hakeman, il quale diceva che il Libro di Mormon proveniva dal diavolo. Fratello Woodruff disse:

«Per ben tre volte sentii fortemente l’impulso di andare ad ammonire Padre Hakeman… La terza volta andai a trovarlo. La sua casa mi apparve piena di spiriti maligni, e il mio spirito fu turbato da quella manifestazione. Quando ebbi concluso il mio ammonimento me ne andai. Egli mi inseguì fuori di casa con l’intenzione di uccidermi. Non avevo alcun dubbio circa le sue intenzioni, poiché ciò mi era stato mostrato in visione. Quando mi raggiunse, cadde morto ai miei piedi, come se fosse stato colpito da un fulmine del cielo. Allora ero un sacerdote; ma Dio mi difese e protesse la mia vita» (The Discourses of Wilford Woodruff, pagg. 297–298).

Episodi tanto drammatici come questo forse non accadranno mai nella vita di un retto detentore del sacerdote. Tuttavia, in molti modi noti o sconosciuti, il Signore continua a proteggere i Suo servi fedeli.

Perché è importante che i sacerdoti si preparino per la missione?

Conclusione

Il presidente Spencer W. Kimball disse: «Ci viene posta spesso una domanda: ‹Ogni giovane dovrebbe svolgere una missione?› La risposta a questa domanda è stata data dal Signore. Essa è: ‹Sì!› Ogni giovane deve svolgere una missione. Egli ha detto:

‹Mandate gli anziani della mia chiesa alle nazioni che sono lontane… alle isole del mare, mandateli nelle terre straniere; fate appello alle nazioni, prima ai Gentili e poi agli Ebrei› (DeA 133:8)» («Andate per tutto il mondo», La Stella, novembre 1974, pag. 446).

Incarichi

Assolvi fedelmente i tuoi doveri nel Sacerdozio di Aaronne al fine di:

  1. 1.

    Rafforzare i membri del tuo quorum, rione o ramo.

  2. 2.

    Prepararti a ricevere il Sacerdozio di Melchisedec e a servire come missionario.

Preparazione dell’insegnante

Prima di esporre questa lezione:

  1. 1.

    Leggi DeA 20:46–49.

  2. 2.

    Procurati lavagna e gesso.

  3. 3.

    Preparati ad elencare i seguenti doveri del sacerdozio alla lavagna o su un cartello durante la lezione:

Doveri del sacerdote

  1. 1.

    Svolgere i compiti del diacono e dell’insegnante

  2. 2.

    Insegnare il Vangelo

  3. 3.

    Battezzare

  4. 4.

    Benedire il sacramento

  5. 5.

    Visitare i fedeli

  6. 6.

    Ordinare altri al Sacerdozio di Aaronne

  7. 7.

    Svolgere il lavoro missionario

  8. 4.

    Incarica i membri della classe di narrare le storie e di leggere i passi delle Scritture citati nella lezione.