La casa: un centro di studi evangelici

Doveri e benedizioni del sacerdozio: Manuale di base per i detentori del sacerdozio, Parte A, 1998


Questa lezione ha lo scopo di incoraggiarci a fare della nostra casa un centro di studi evangelici.

Introduzione

Enos era figlio di un profeta e spesso sentiva suo padre parlare di principi eterni. Un giorno egli andò a caccia nella foresta. Ecco ciò che disse mentre era là: «le parole che avevo spesso sentito pronunciare da mio padre riguardo alla vita eterna e alla ‹gioia dei santi› penetrarono profondamente nel mio cuore. E la mia anima ‹era affamata› ed io caddi in ginocchio dinanzi al mio Creatore» (Enos 3–4). Dopo aver pregato tutto il giorno egli udì una voce che gli diceva che i suoi peccati gli erano perdonati. Quell’esperienza fu così importante per Enos, che egli volle predicare il Vangelo e gioire in esso per il resto dei suoi giorni.

Enos è l’esempio di un giovane cui era stato insegnato il Vangelo nella sua casa. Un profeta dell’Antico Testamento ha scritto: «Inculca al fanciullo la condotta che deve tenere; anche quando sarà vecchio non se ne dipartirà» (Proverbi 22:6). Se noi padri seguiamo questo consiglio avremo anche noi i figli leali che obbediranno a noi e al Signore.

Come fare delle nostre case centri di apprendimento

La famiglia è la più importante organizzazione della Chiesa e della società. È infatti l’unica organizzazione che esisterà nell’eternità. Per questo motivo il Signore ci ha comandato di fare della nostra casa un luogo in cui adulti e bambini possano imparare il Vangelo e progredire insieme.

Leggi DeA 68:25–28. Dove possono acquisire i nostri figli la conoscenza fondamentale che serve loro circa il mondo in cui viviamo? Dove possono imparare le cose che riguardano la vita eterna?

I bambini imparano a conoscere la vita in casa, a scuola, nei contatti con i loro compagni di gioco; ma né le scuole pubbliche né gli amici sono in grado di insegnare il Vangelo ai nostri figli. Questo sacro compito spetta a noi poiché ci è stato affidato da Dio. Se manchiamo di insegnare ai nostri figli ciò che Egli vuole che noi insegnamo loro in questa vita, corriamo il pericolo di perderli nell’eternità.

Naturalmente, prima di poter insegnare il Vangelo ai nostri figli dobbiamo impararlo noi stessi. Il presidente Marion G. Romney disse: «Che ogni detentore del sacerdozio, nella maestà e nel potere della sua chiamata, metta ordine nella sua casa, tenga fedelmente la serata familiare e in ogni altra maniera, ‹allevi i suoi figli nella luce e nella verità› (DeA 93:40)» (“Home Teaching and Family Home Evening”, Improvment Era, giugno 1969, pag. 97).

Questo significa che insieme a nostra moglie, abbiamo il dovere di insegnare i principi del Vangelo ai nostri figli. Per assolvere questo compito dobbiamo prendere l’abitudine di studiare il Vangelo nella nostra casa con nostra moglie e incoraggiare i figli a seguire il nostro esempio. Re Beniamino disse ai genitori: «E non permetterete che i vostri figlioli vadano affamati o nudi, né permetterete che trasgrediscano le leggi di Dio, che lottino e litighino l’uno contro l’altro e servano il diavolo… che è il maestro del peccato e che è lo spirito maligno di cui hanno parlato i nostri padri, che è nemico di ogni giustizia. Ma insegnerete loro a camminare nelle vie della verità e della sobrietà; insegnerete loro ad amarsi l’un l’altro e a servire l’un l’altro» (Mosia 4:14–15).

Il piano della nostra famiglia per l’apprendimento del Vangelo

Se vogliamo seguire il consiglio dei profeti dobbiamo programmare con nostra moglie il modo migliore per istruire i nostri figli. Sebbene ognuno di noi possa raggiungere questo obiettivo in modo diverso, dobbiamo essere tutti disposti a formulare il miglior piano possibile per fare della nostra casa un luogo di apprendimento del Vangelo.

Scrivi alla lavagna i seguenti suggerimenti man mano che saranno esaminati.

Creare un’atmosfera favorevole all’apprendimento del vangelo

La nostra casa deve essere un luogo in cui i figli si sentano liberi di parlare con noi. Una casa piena di tensioni non incoraggia i figli a porre domande o ad esprimere i loro sentimenti. Il presidente David O. McKay disse che «genitori devono dimostrarsi disposti a rispondere alle domande. Un bambino che pone domande contribuisce alla felicità della vostra vita» (Gospel Ideals, pag. 480). Dobbiamo incoraggiare i figli a porre domande, in particolare su argomenti evangelici. Possiamo non conoscere sempre la risposta alle loro domande; ma possiamo sempre cercarla insieme.

In quale modo specifico possiamo incoraggiare nella nostra casa la conversazione sui principi del Vangelo?

Pregare insieme alla famiglia

Un modo per istruire i nostri figli è la preghiera familiare. Quando preghiamo possiamo esprimere le nostre speranze, preoccupazioni e ideali per la nostra famiglia. Possiamo insegnare loro ad amare il prossimo quando preghiamo in favore dei nostri parenti e di altre persone, e insegnamo loro la gratitudine per i doni di cui godiamo quando esprimiamo il nostro ringraziamento al Padre celeste.

Teniamo la conversazione sui principi del vangelo all’ora dei pasti e prima di andare a letto

Le occasioni migliori per incoraggiare la conversazione sui principi del vangelo si hanno all’ora dei pasti e prima di andare a letto. Le conversazioni devono includere le nostre esperienze religiose quotidiane. I bambini possono essere incoraggiati a porre domande e gli adulti a spiegare i principi del Vangelo pertinenti. Un’occasione eccellente per questo genere di conversazioni si presenta quando si mettono a letto i bambini più piccoli; per incoraggiare le loro domande possiamo narrare una storia tratta dal Libro di Mormon o dalla Bibbia, o anche dalle nostre esperienze spirituali.

Mostra l’illustrazione 15-a, «Uno scaffale può servire egregiamente come biblioteca evangelica familiare».

Studiare spesso le scritture

Per promuovere il fedele studio delle Scritture si potrà riservare alle pubblicazioni pertinenti uno scaffale o un angolo della biblioteca. In questo luogo si conserveranno libri, illustrazioni, nastri, registratore e altri sussidi didattici a disposizione dell’intera famiglia. Le opere canoniche della Chiesa e il manuale Principi evangelici devono costituire i libri fondamentali della nostra biblioteca. Ove possibile ogni bambino dovrebbe avere la sua copia del Libro di Mormon e della Bibbia.

Possiamo studiare le Scritture individualmente o insieme alla famiglia. Per incoraggiare lo studio individuale dobbiamo dare il buon esempio. Vi sono diversi modi in cui possiamo studiare individualmente le Scritture:

  • Leggere le Scritture dall’inizio alla fine; leggere uno o più capitoli al giorno o leggere per quindici minuti ogni giorno.

  • Studiare le Scritture per argomento (come la preghiera o l’obbedienza), trovando tutti i passi che trattano tali argomenti.

  • Studiare le Scritture per trovare la risposta a un problema specifico che ci assilla.

  • Preparare un elenco di passi delle Scritture che ci ispirano.

  • Annotare proficuamente le Scritture seguendo un regolare piano di studio.

Incoraggia i membri della classe a pensare ai modi in cui possono studiare individualmente le Scritture.

Per studiare il Vangelo insieme alla famiglia ogni padre deve scegliere insieme alla moglie e ai figli un’ora in cui ritirarsi per questo scopo specifico. Seguono alcuni modi di studiare le Scritture insieme a tutta la famiglia.

  • Programmare quindici minuti di studio delle Scritture ogni mattina, prima di recarsi al lavoro o a scuola; oppure tenere un breve corso di studio delle Scritture a cui partecipa tutta la famiglia la sera, prima che i bambini vadano a letto.

  • Preparare e narrare ai bambini più piccoli storie tratte dalle Scritture.

  • Scegliere particolari versetti delle Scritture e trascriverli su un cartoncino da esporre su un cartellino o sulla parete dove tutta la famiglia possa vederlo.

  • Incoraggiare i nostri familiari a imparare a memoria le Scritture.

  • Scegliere un passo delle Scritture che espone un principio e decidere come metterlo in pratica. Per esempio, leggete Matteo 25:31–40, poi aiutate una famiglia bisognosa. Leggete Giacomo 1:26–27 e Galati 6:2, poi occupatevi di una persona anziana.

  • Leggere i discorsi tenuti all’ultima conferenza generale e mettere in pratica i suggerimenti impartiti dai fratelli.

A prescindere dal metodo scelto, dobbiamo sempre cominciare il nostro studio delle Scritture con la preghiera, chiedendo guida e conoscenza al Padre celeste. Dopo lo studio dobbiamo meditare su ciò che abbiamo letto e pensare come applicare alla nostra vita quotidiana i principi evangelici che abbiamo studiato.

Il vescovo H. Burke Peterson, componente del Vescovato Presiedente ha detto: «Non dovrebbe esserci—non deve esserci—una sola famiglia di questa chiesa che non abbia il tempo di leggere ogni giorno le Scritture. Ogni famiglia può farlo nella sua maniera» (“Helps for Parents”, Ensign, maggio 1975, pagg. 53–54).

Chiedi al membro della classe incaricato in precedenza, che ha avuto successo nello studio, non nella semplice lettura delle Scritture, di riferire sul metodo da lui adottato. Oppure chiedi a un giovane del Sacerdozio di Aaronne incaricato in precedenza di spiegare perché ritiene di dover studiare il Vangelo in gioventù, particolarmente prima di andare in missione (può leggere Alma 37:35).

Mostra l’illustrazione 15-b, «La serata familiare è una buona occasione in cui studiare il Vangelo insieme a tutta la famiglia».

Tenere fedelmente la serata familiare

La serata familiare, normalmente tenuta il lunedì sera, rappresenta una delle migliori occasioni per insegnare il Vangelo ai nostri figli. Coloro che hanno il manuale devono studiare le Scritture e il manuale Principi evangelici, oltre ad ascoltare discorsi sul Vangelo o esprimere i propri sentimenti verso la Chiesa. La creazione di un’atmosfera felice aiuterà i bambini a trovare interessante e divertente la serata e li convincerà a parteciparvi volentieri. Non si deve usare la serata familiare per tenere prediche alla famiglia.

Portare testimonianza ai nostri figli

Quando se ne presenta l’occasione dobbiamo portare testimonianza ai nostri figli. L’opportunità per portare testimonianza può verificarsi all’ora dei pasti, durante lo studio delle Scritture, durante la serata familiare o nel corso di conversazioni sul Vangelo con i figli. Ascoltandoci portare testimonianza e vedendoci mettere in pratica i comandamenti, i nostri figli cresceranno nella conoscenza del Vangelo.

Chiedi ai membri della classe di parlare di esperienze che hanno fatto nell’insegnare il Vangelo ai loro figli.

Conclusione

Se studiamo il Vangelo individualmente e insieme alla famiglia vedremo rafforzate le nostre testimonianze e le nostre case. Se ci sforziamo di vivere più vicini a Gesù Cristo e al Padre celeste, troveremo più facilmente la risposta ai nostri problemi e sentiremo una maggiore pace nel nostro animo. L’anziano Bruce R. McConkie disse: «Voglio avere pace, gioia e felicità in questa vita ed ereditare la vita eterna nel mondo a venire. Questi sono i due grandi doni di cui le persone possono godere. Possiamo ottenerli leggendo e studiando le parole di vita eterna ora, quaggiù su questa terra, e osservando i comandamenti» (Bruce R. McConkie, “Drink from the Fountain”, Ensign, aprile 1975, pag. 70).

Sfide

  1. 1.

    Studia fedelmente il Vangelo.

  2. 2.

    Tieni quotidianamente la preghiera familiare.

  3. 3

    , Approfitta di ogni occasione per insegnare il Vangelo ai tuoi figli.

Scritture supplementari

  • Romani 15:4 (ogni Scrittura ci è stata data perché ci fosse di aiuto)

  • 2 Timoteo 3:14–17 (la necessità delle Scritture)

  • 2 Nefi 4:15 (dobbiamo meditare sulle Scritture e insegnarle ai nostri figli)

  • DeA 1:37 (dobbiamo studiare le Scritture)

Preparazione dell’insegnante

Prima di esporre questa lezione:

  1. 1.

    Leggi i passi elencati nella sezione Scritture supplementari alla fine di questa lezione.

  2. 2.

    Preparati a elencare alla lavagna i modi in cui sviluppare un piano di studio del Vangelo esaminati in questa lezione.

  3. 3.

    Se lo desideri incarica i membri della classe di parlare delle esperienze che hanno fatto nello studiare o nell’insegnare il Vangelo.

  4. 4.

    Incarica i membri della classe di narrare le storie e di leggere i passi delle Scritture citati nella lezione.