Capitolo 22: I doni dello Spirito

Principi evangelici, (2011), 125–32


I doni dello Spirito

  • Quali doni spirituali ci dà il Signore?

Dopo il battesimo, a ognuno di noi sono state imposte le mani sul capo per ricevere il dono dello Spirito Santo. Se siamo fedeli, possiamo godere costantemente della Sua influenza. Grazie a Lui, ognuno di noi può ricevere la benedizione di determinati poteri spirituali chiamati doni dello Spirito. Questi doni vengono dati a coloro che sono fedeli a Cristo. «Tutti questi doni vengono da Dio, per il beneficio dei figlioli di Dio» (DeA 46:26). Essi ci aiutano a conoscere e a insegnare le verità del Vangelo. Ci aiutano a benedire gli altri. Ci riporteranno al nostro Padre celeste. Per poter usare saggiamente i nostri doni, dobbiamo sapere quali sono e come svilupparli. Dobbiamo pure essere in grado di riconoscere le imitazioni che Satana fa dei medesimi.

Le Scritture fanno menzione di molti doni dello Spirito: questi sono stati concessi ai membri della vera Chiesa, ogni qualvolta essa è stata presente sulla terra (vedere Marco 16:16–18). I doni dello Spirito includono quanto segue:

Per l’insegnante: Considera la possibilità di chiedere a ciascun membro della classe o della famiglia di rivedere l’elenco dei doni spirituali in questo capitolo e di sceglierne due su cui vorrebbero saperne di più. Come parte della lezione, concedigli del tempo da soli per studiare i paragrafi e i passaggi delle Scritture riguardanti i doni che hanno scelto. Dopo aver dato loro il tempo di studiare, invitali a condividere ciò che hanno imparato.

Il dono delle lingue (DeA 46:24)

Qualche volta è necessario comunicare il Vangelo in una lingua che non ci è familiare. Quando questo avviene, il Signore può benedirci con la capacità di parlare tale lingua. Molti missionari hanno ricevuto il dono delle lingue (guardare l’immagine in questo capitolo). Per esempio, l’anziano Alonzo A. Hinckley, che era un missionario in Olanda, capiva e parlava molto poco l’olandese sebbene avesse pregato e studiato duramente. Quando un giorno ritornò a una abitazione che aveva visitato in precedenza, una signora aprì la porta e, con tono molto adirato, lo apostrofò in olandese. Con sua sorpresa, l’anziano Hinckley riuscì a comprendere ogni singola parola. Provò il forte desiderio di portarle la sua testimonianza in olandese. Cominciò a parlare e le parole gli uscirono dalle labbra chiare e precise in quella lingua. Tuttavia al suo ritorno alla sede della missione cercò di dimostrare al presidente che egli sapeva parlare l’olandese, ma tale capacità era svanita. Molti membri fedeli sono stati benedetti con il dono delle lingue. (Vedere Joseph Fielding Smith, Answers to Gospel Questions, compilato da Joseph Fielding Smith Jr., 5 volumi [1957–1966], 2:32–33).

Il dono dell’interpretazione delle lingue (DeA 46:25)

Questo dono, qualche volta, ci viene dato quando non comprendiamo una lingua e abbiamo la necessità di ricevere un importante messaggio da Dio. Per esempio, il presidente David O. McKay una volta sentì il grande desiderio di parlare ai Santi della Nuova Zelanda, senza il tramite di un interprete. Egli disse loro che il Signore li avrebbe benedetti in modo tale da aiutarli a comprendere. Egli parlò in inglese. Il suo intervento durò circa quaranta minuti. Mentre parlava, vide subito dall’espressione dipinta sul volto di molti e dalle lacrime che riempivano i loro occhi, che essi stavano comprendendo il suo messaggio. (Vedere Answers to Gospel Questions, 2:30–31).

Il dono della traduzione (DeA 5:4)

Se siamo stati chiamati dai dirigenti della Chiesa a tradurre la parola del Signore, possiamo ricevere il dono di tradurre al di là delle nostre capacità naturali. Come nel caso di tutti i doni, per ottenerlo, dobbiamo vivere rettamente, studiare duramente e pregare. Quando facciamo queste cose, il Signore fa sì che sentiamo il nostro petto ardere circa la correttezza della traduzione (vedere DeA 9:8–9). Joseph Smith aveva il dono della traduzione quando tradusse il Libro di Mormon. Ma poteva godere di questo dono soltanto quando era in sintonia con lo Spirito.

Il dono della saggezza (DeA 46:17)

Alcuni di noi sono stati benedetti con la capacità di comprendere la gente e i principi del Vangelo, e come si applicano alla nostra vita quotidiana. Ci viene detto:

«Se alcuno di voi manca di sapienza, la chiegga a Dio che dona a tutti liberalmente senza rinfacciare, e gli sarà donata.

Ma chiegga con fede, senza star punto in dubbio; perché chi dubita è simile a un’onda di mare, agitata dal vento e spinta qua e là.

Non pensi già quel tale di ricever nulla dal Signore» (Giacomo 1:5–7).

Il Signore ha detto: «Non cercare le ricchezze ma la saggezza, ed ecco, i misteri di Dio ti saranno svelati» (DeA 6:7).

Il dono della conoscenza (DeA 46:18)

Tutti coloro che diventano simili al Padre celeste, alla fine conosceranno tutte le cose. La conoscenza di Dio e delle Sue leggi è rivelata tramite lo Spirito Santo (vedere DeA 121:26). Non possiamo essere salvati se siamo all’oscuro di queste leggi (vedere DeA 131:6).

Il Signore ha rivelato: «Se una persona guadagna maggiore conoscenza e intelligenza in questa vita, mediante la sua diligenza e la sua obbedienza, che un’altra, essa ne avrà altrettanto vantaggio nel mondo a venire» (DeA 130:19). Il Signore ci ha comandato di imparare quanto più possibile in merito alla Sua opera. Egli vuole che conosciamo i cieli, la terra, le cose che sono successe o che succederanno, le cose a noi vicine e quelle in terre lontane (vedere DeA 88:78–79). Tuttavia ci sono coloro che provano a ottenere conoscenza solamente tramite i loro studi. Costoro non chiedono l’aiuto dello Spirito Santo. Sono coloro che provano sempre a imparare ma non arrivano mai alla verità (vedere 2 Timoteo 3:7). Quando riceviamo conoscenza tramite rivelazione dallo Spirito Santo, il Suo spirito parla alle nostre menti e ai nostri cuori (vedere DeA 6:15, 22–24; 8:2; 9:7–9).

Il dono di insegnare la saggezza e la conoscenza (Moroni 10:9–10)

Ad alcuni viene data la particolare capacità di spiegare e di testimoniare delle verità del Vangelo. Questo dono può essere usato quando si insegna in una classe. Può anche essere usato dai genitori per insegnare ai propri figli. Questo dono ci aiuta inoltre a istruire gli altri in modo che possano comprendere il Vangelo.

Il dono della conoscenza che Gesù Cristo è il Figlio di Dio (DeA 46:13)

Questo è stato il dono dei profeti e degli apostoli che sono stati chiamati quali testimoni speciali di Gesù Cristo. Tuttavia, questo dono viene dato anche ad altri: ognuno di noi può ricevere una testimonianza della verità tramite i suggerimenti del Santo Spirito. Il presidente David O. McKay insegnò: «Ad alcuni è accordato dallo Spirito Santo di sapere che Gesù è il Figlio di Dio e che fu crocifisso per i peccati del mondo [vedere DeA 46:13]. È a questi che mi riferisco, i quali si ergono inamovibili sulla roccia della rivelazione nella testimonianza che portano al mondo» (Insegnamenti dei presidenti della Chiesa: David O. McKay [2004], 179).

Il dono di credere nella testimonianza degli altri (DeA 46:14)

Mediante il potere dello Spirito Santo, possiamo conoscere la verità di tutte le cose. Se vogliamo sapere se qualcuno dice la verità, dobbiamo chiederlo a Dio con fede: se la cosa per cui stiamo pregando è vera, il Signore porterà pace alle nostre menti (vedere DeA 6:22–23). In questo modo possiamo sapere quando qualcuno, anche il profeta, ha ricevuto una rivelazione. Nefi chiese al Signore di fargli vedere, sentire e sapere che il sogno di suo padre era vero (vedere 1 Nefi 10:17–19).

Il dono della profezia (DeA 46:22)

Coloro che ricevono vere rivelazioni in merito al passato, al presente o al futuro, hanno il dono della profezia. I profeti hanno questo dono, ma anche noi possiamo averlo affinché ci aiuti nella nostra vita (vedere 1 Corinzi 14:39). Possiamo ricevere rivelazioni da Dio per noi stessi e per le nostre chiamate, ma mai per la Chiesa o per i suoi dirigenti. È contrario all’ordine del cielo, che una persona riceva rivelazioni per coloro a cui non presiede. Possedere veramente il dono della profezia implica che non riceveremo mai rivelazioni discordanti con ciò che il Signore ha detto nelle Scritture.

Il dono della guarigione (DeA 46:19–20)

Alcuni hanno la fede per guarire e altri la fede per essere guariti. Tutti possiamo esercitare la fede per essere guariti quando siamo malati (vedere DeA 42:48). Molti di coloro che detengono il sacerdozio hanno il potere di guarire gli ammalati. Ad altri invece può essere data la conoscenza in merito a come curare quella malattia.

Il dono di operare miracoli (DeA 46:21)

In molte occasioni, il Signore ha benedetto il Suo popolo in modo miracoloso. Il primo raccolto dei pionieri dello Utah stava per andare completamente distrutto da un’invasione di locuste; i pionieri allora pregarono il Signore perché li aiutasse ed Egli mandò loro i gabbiani che divorarono le locuste. Quando abbiamo bisogno di aiuto e chiediamo con fede, se ciò è per il nostro bene, il Signore opererà miracoli per noi (vedere Matteo 17:20; DeA 24:13–14).

Il dono della fede (Moroni 10:11)

Il fratello di Giared aveva grande fede. A motivo della sua fede, egli ricevette altri doni. La sua fede era così grande che il Salvatore gli apparve (vedere Ether 3:9–15). Senza fede non può esserci nessun altro dono. Moroni promette: «Chiunque crede in Cristo, senza nulla dubitare, qualsiasi cosa chiederà al Padre nel nome di Cristo, gli sarà accordata» (Mormon 9:21). Dobbiamo cercare di accrescere la nostra fede, scoprire i nostri doni e farne uso.

Alcuni mancano completamente di fede, sicché negano l’esistenza stessa di questi doni dello Spirito. Moroni dice a queste persone:

«E ancora, parlo a voi che negate le rivelazioni di Dio, e dite che sono abolite e che non vi sono rivelazioni, né profezie, né doni, né guarigioni, né il parlare in lingue, e l’interpretazione delle lingue;

Ecco, io vi dico, colui che nega queste cose non conosce il Vangelo di Cristo; sì, non ha letto le Scritture: e se no, non le comprende» (Mormon 9:7–8).

  • Perché il Signore ci dà doni spirituali?

Possiamo sviluppare i nostri doni

  • Come possiamo «cerc[are] ardentemente i doni migliori»? (DeA 46:8).

Il Signore ha detto: «Poiché non tutti ricevono ogni dono; poiché vi sono molti doni, e ad ogni uomo è accordato un dono dallo Spirito di Dio. Ad alcuni ne è dato uno, ad altri un altro, affinché tutti possano trarne profitto» (DeA 46:11–12).

Per sviluppare i nostri doni, dobbiamo innanzitutto individuarli e questo possiamo farlo pregando e digiunando. Dovremmo cercare i doni migliori (vedere DeA 46:8). Alcune benedizioni patriarcali aiutano a sapere quali doni ci sono stati dati.

Per ricevere i nostri doni dobbiamo essere obbedienti e fedeli; indi, dobbiamo farne uso per svolgere il lavoro del Signore. Questi doni non ci vengono mai dati per soddisfare la nostra curiosità o per dimostrarci qualche cosa, poiché manchiamo di fede. Dei doni spirituali il Signore ha detto: «Essi vengono dati per il beneficio di coloro che mi amano e rispettano tutti i miei comandamenti, e di colui che cerca di farlo» (DeA 46:9).

  • Pensate a qualche dono spirituale che vi rafforzerebbe o vi aiuterebbe a servire il Signore e gli altri. Che cosa potete fare per ottenere questi doni?

Satana imita i doni dello Spirito

  • Come possiamo discernere tra i veri doni dello Spirito e le imitazioni di Satana?

Satana può imitare i doni delle lingue, della profezia, delle visioni, delle guarigioni e altri miracoli. Mosè dovette competere con le imitazioni di Satana alla corte di Faraone (vedere Esodo 7:8–22). Satana vuole farci credere nei suoi falsi profeti, falsi guaritori e falsi operatori di miracoli. Questi possono sembrare così reali davanti ai nostri occhi, che l’unico modo in cui possiamo conoscere la verità, è chiedendo a Dio il dono del discernimento. Il diavolo in persona può apparire come un angelo di luce (vedere 2 Nefi 9:9).

Satana vuole celarci la verità e impedirci di ricercare i veri doni dello Spirito. Medium, astrologi, indovini e stregoni sono ispirati da Satana anche se dichiarano di seguire Dio. Le loro opere sono un’abominazione per il Signore (vedere Isaia 47:12–14; Deuteronomio 18:9–10). Dobbiamo evitare qualsiasi contatto con i poteri di Satana.

Dobbiamo essere attenti nell’uso dei doni dello Spirito

  • Come possiamo rispettare la sacralità dei doni spirituali?

Il Signore ha detto: «Do loro un comandamento: che non si vantino di queste cose, né ne parlino davanti al mondo; queste cose vi sono date per il vostro profitto e per la salvezza» (DeA 84:73). Dobbiamo ricordare che i doni spirituali sono sacri (vedere DeA 6:10).

Il Signore, in cambio di questi doni, ci chiede di: «Render grazie a Dio nello Spirito per tutte le benedizioni con le quali [siamo] benedetti» (DeA 46:32).

Ulteriori passi delle Scritture