1

L’obiettivo

Insegnare e apprendere il Vangelo - Manuale per gli insegnanti e i dirigenti dei Seminari e degli Istituti di Religione


Agli insegnanti del vangelo di Gesù Cristo è stato conferito un sacro incarico di fiducia. Il loro obiettivo va ben oltre il semplice insegnamento delle lezioni. L’anziano Dallin H. Oaks ha detto: “L’insegnante del Vangelo non si riterrà mai soddisfatto di limitarsi a esporre un messaggio o tenere un sermone. L’insegnante del Vangelo di livello superiore vuole collaborare a compiere il lavoro del Signore di fare avverare la vita eterna per i Suoi figli” (“L’insegnamento del Vangelo”, Liahona, gennaio 2000, 97–98).

L’obiettivo dei Seminari e Istituiti di Religione offre un’indicazione chiara agli insegnanti e ai dirigenti riguardo ai loro sforzi per collaborare a compiere l’opera del Signore.

Il nostro scopo [1.1]

Il nostro scopo è aiutare i giovani e i giovani adulti a comprendere e a fare affidamento sugli insegnamenti e l’Espiazione di Gesù Cristo, a qualificarsi per le benedizioni del tempio e a preparare se stessi, le loro famiglie e gli altri per la vita eterna con il loro Padre nei cieli.

Il Padre Celeste desidera che ciascuno dei Suoi figli ottenga la vita eterna (vedere Mosè 1:39). Il Salvatore insegnò: “Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo” (Giovanni 17:3). Pertanto, il fulcro dell’istruzione religiosa è aiutare gli studenti a conoscere e ad amare il loro Padre Celeste e Suo Figlio, Gesù Cristo, e aiutare gli studenti a capire e a fare affidamento sugli insegnamenti e sull’Espiazione del Salvatore.

L’Espiazione di Gesù Cristo è il cardine del piano di salvezza. È la verità fondamentale su cui sono edificate le dottrine e i principi del Vangelo e dovrebbe essere il fulcro di tutto l’insegnamento e l’apprendimento del Vangelo. L’anziano Boyd K. Packer ha attestato che l’Espiazione “è la base stessa della dottrina cristiana. Si può conoscere molto bene il Vangelo che si dirama da questa fonte, ma in questo caso se ne conoscono soltanto le diramazioni e non l’origine, e se siamo esclusi da questa verità, nelle diramazioni non vi sarà né vita, né sostanza, né redenzione” (“Il Mediatore”, La Stella, ottobre 1977, 59).

Quando gli studenti imparano riguardo a Gesù Cristo, seguono i Suoi insegnamenti e il Suo esempio e applicano la Sua Espiazione alla loro vita, possono ottenere forza e provare perdono, guarigione e conversione. L’anziano Henry B. Eyring ha insegnato:

“Dobbiamo elevare il nostro sguardo. Dobbiamo mantenere gli obiettivi che abbiamo sempre avuto: iscrizione, frequenza regolare, graduazione, conoscenza delle Scritture e l’esperienza di sentire lo Spirito Santo confermare la verità. Oltre a questo, dobbiamo mirare al campo di missione e al tempio. Gli studenti, tuttavia, hanno bisogno di qualcosa in più durante il periodo in cui sono nostri studenti… 

Il puro vangelo di Gesù Cristo deve penetrare nel cuore degli studenti tramite il potere dello Spirito Santo… Il nostro obiettivo deve essere quello di farli convertire davvero al vangelo di Gesù Cristo mentre sono con noi” (“Dobbiamo elevare il nostro sguardo” [conferenza del CES sul Libro di Mormon, 14 agosto 2001], 2).

La vera conversione porta alle benedizioni più elevate del vangelo di Gesù Cristo, le quali sono rese possibili grazie alle ordinanze del tempio. Stipulando e osservando fedelmente le alleanze del tempio, gli studenti si qualificheranno per tali benedizioni che comprendono l’Esaltazione e la famiglia eterna. Essi proveranno una maggiore forza spirituale, una pace più grande e ulteriore rivelazione personale.

Dieter F. Uchtdorf

Gli studenti che incentrano la propria vita sul Salvatore e sul tempio possono ottenere maggior protezione dalle seduzioni e dagli inganni del mondo ed essere meglio preparati a compiere tutto ciò che il Padre Celeste può richiedere loro. Possono avere la forza per restare fermamente sul sentiero che conduce alla vita eterna e aiutare meglio le loro famiglie e le altre persone a trovare e seguire questo stesso sentiero del vero discepolo.

Vivere [1.2]

Viviamo secondo il vangelo di Gesù Cristo e cerchiamo la compagnia dello Spirito. [1.2.1]

Uno dei più grandi contributi che un insegnante può offrire per aiutare gli studenti a raggiungere lo scopo indicato nell’Obiettivo dei Seminari e degli Istituti è l’obbedienza costante e fedele al vangelo di Gesù Cristo. Quando gli insegnanti si sforzano di sviluppare un carattere cristiano e cercano di conoscere e soddisfare il Padre Celeste in ogni aspetto della loro vita, sono benedetti con una porzione di potere divino che può influenzare il modo in cui il messaggio evangelico è ricevuto e compreso dai loro studenti.

Quando gli insegnanti vivono fedelmente il Vangelo, sono qualificati a ricevere la compagnia dello Spirito Santo. Questa compagnia è cruciale per il successo degli insegnanti nei Seminari e negli Istituti. In Dottrina e Alleanze il Signore sottolinea: “Se non ricevete lo Spirito, non insegnerete” (DeA 42:14). L’anziano Robert D. Hales ha detto: “Le responsabilità degli insegnanti di Seminario e Istituto sono molte; tuttavia, per poter affrontare queste responsabilità, gli insegnanti devono sforzarsi di ricercare la rettitudine personale. Come insegnanti, dobbiamo vivere il Vangelo in modo tale da avere lo Spirito sempre con noi” (“Insegnare mediante la fede” [una serata con l’anziano Robert D. Hales, 1 febbraio 2002], 1).

La nostra condotta e i nostri rapporti sono esemplari nella casa, nella classe e nella comunità. [1.2.2]

Gli insegnanti hanno la responsabilità di condurre una vita integra e di essere degni esempi delle dottrine e dei principi che insegnano. In tutte le circostanze, gli insegnanti dovrebbero parlare, servire e vivere in modo coerente a una persona che ama il Signore e che ha la compagnia dello Spirito Santo.

Di fondamentale importanza è il modo in cui gli insegnanti agiscono nel privato della loro casa e come trattano il proprio coniuge e i figli. I rapporti più importanti dovrebbero essere caratterizzati da persuasione, longanimità, gentilezza, mitezza e amore non finto (vedere DeA 121:41). Il presidente Ezra Taft Benson espresse quanto segue: “Speriamo che vi sia un rapporto eccellente tra marito e moglie. Speriamo che nelle vostre case vi sia lo spirito di pace e amore del Salvatore e che ciò sia evidente a tutti coloro che vi entrano. Nelle vostre case non dovrebbero esserci contese o attriti… Voi, come coppia, rappresentate la Prima Presidenza in tutto ciò che fate e nel modo in cui apparite” (“The Gospel Teacher and His Message” [discorso tenuto agli insegnanti di religione del CES, 17 settembre 1976], 7).

Neal A. Maxwell

Giorno dopo giorno, in classe, gli insegnanti hanno l’opportunità di dimostrare le caratteristiche cristiane, come la carità, la pazienza, la gentilezza, il rispetto e la riverenza per le cose sacre. Gli insegnanti devono mantenere un rapporto positivo e appropriato con gli studenti, evitando di dare eccessiva attenzione a chiunque in un modo che possa essere frainteso o mal interpretato, oppure provocare congetture o pettegolezzi.

Gli insegnanti dovrebbero cercare di comportarsi in modo cristiano quando partecipano alla vita scolastica, della comunità, alle attività e agli eventi della Chiesa. Dovrebbero cercare di sviluppare e mantenere rapporti appropriati ed essere di sostegno nei confronti dei genitori, dei colleghi, dei dirigenti ecclesiastici e delle persone della comunità. Facendo queste cose regolarmente, gli insegnanti mostrano un impegno interiore sincero a vivere secondo il vangelo di Gesù Cristo e il loro potere di avere un’influenza benefica sarà accresciuto.

Cerchiamo continuamente di migliorare il nostro rendimento, la nostra conoscenza, il nostro atteggiamento e il nostro carattere. [1.2.3]

Come figli di Dio, gli insegnanti hanno in sé una porzione di divinità che produce un desiderio di migliorare, di progredire, di diventare più simili al Padre Celeste e a Gesù Cristo. Un insegnante dovrebbe continuamente coltivare questo desiderio e, con l’aiuto del Signore e di altri, agire in base alle impressioni che conducono a tale miglioramento. L’anziano Gordon B. Hinckley sottolineò la necessità continua di crescita personale:

“Credo nel miglioramento. Credo nella crescita… 

Continuate a crescere, fratelli e sorelle, sia che abbiate trenta o settant’anni” (“Four Imperatives for Religious Educators” [discorso tenuto agli insegnanti di religione del CES, 15 settembre 1978], 2).

Migliorare richiede desiderio, diligenza, pazienza e l’aiuto del Signore ricercato attraverso la meditazione e la preghiera. L’anziano Henry B. Eyring ha insegnato un importante principio sull’auto-miglioramento: “La maggior parte di noi ha provato ad auto-migliorarsi. Per esperienza, ho imparato il modo in cui le persone e le organizzazioni progrediscono: la cosa migliore da fare è apportare piccoli cambiamenti nelle cose che facciamo spesso. C’è potere nella stabilità e nella ripetizione. Se riusciamo a scegliere per ispirazione quelle piccole cose giuste da cambiare, l’obbedienza costante porterà grandi miglioramenti” (“The Lord Will Multiply the Harvest” [una serata con l’anziano Henry B. Eyring, 6 febbraio 1998], 3).

Nel Seminario e nell’Istituto, gli insegnanti dovrebbero continuamente cercare di migliorare il loro rendimento, la loro conoscenza, il loro atteggiamento e il loro carattere.

Rendimento. Gli insegnanti dovrebbero cercare regolarmente di migliorare il proprio rendimento nelle responsabilità di insegnamento e amministrative. Possono riuscirci tramite uno sforzo equilibrato, costante e diligente volto a comprendere ed applicare i principi e le abilità fondamentali. Ricercare aiuto nei manuali dei corsi di studio del Seminario e dell’Istituto, nonché dai supervisori, dai colleghi, dagli studenti e dai dirigenti del sacerdozio e altri ancora, aiuterà gli insegnanti e i dirigenti a valutare in modo più accurato il proprio rendimento, come pure a ottenere la guida necessaria per aiutarli a migliorare ove maggiormente necessario.

Conoscenza. Gli insegnanti dovrebbero costantemente sforzarsi di studiare il contesto, il contenuto, le dottrine e i principi contenuti nelle Scritture e nelle parole dei profeti. Così facendo, essi cresceranno nella comprensione del Vangelo e dell’Espiazione del Salvatore e saranno maggiormente in grado di rappresentare una benedizione nella vita dei loro studenti. Gli insegnanti dovrebbero sviluppare la propria conoscenza e comprensione dei principi e dei metodi efficaci di insegnamento contenuti nelle Scritture, come pure nei manuali dei corsi di studio del Seminario e dell’Istituto. Dovrebbero anche conoscere bene i principi di una corretta amministrazione (vedere la sezione 1.4, “Amministrare”, a pagina 7) e comprendere le direttive e le procedure dei seminari e istituti.

Gordon B. Hinckley

Atteggiamento. L’atteggiamento degli insegnanti determina in larga misura la loro felicità e la capacità che hanno di influenzare positivamente i propri studenti. Gli insegnanti che si sforzano continuamente di essere di buon animo (vedere DeA 68:6), cercano di servire gli altri, si adoperano per raggiungere l’unità e traggono il meglio dalle situazioni difficili saranno una benedizione nella vita degli studenti e dei colleghi con cui lavorano.

Carattere. Gli insegnanti che si sforzano di vivere il Vangelo e che cercano continuamente e sinceramente di migliorare il proprio rendimento, la propria conoscenza e il proprio atteggiamento, svilupperanno naturalmente il carattere necessario per aiutare a raggiungere l’obiettivo dei Seminari e degli Istituti. L’anziano Richard G. Scott ha insegnato: “Diventiamo ciò che vogliamo essere essendo costantemente ciò che vogliamo diventare ogni giorno. Il carattere retto è una preziosa manifestazione di ciò che state diventando… Il carattere retto ha più valore di qualsiasi oggetto materiale possediate, di qualsiasi conoscenza abbiate acquisito studiando o di qualsiasi obiettivo abbiate raggiunto” (“Il potere trasformatore della fede e del carattere”, Ensign o Liahona, novembre 2010, 43).

In ultima analisi, la chiave per cercare di migliorare il nostro rendimento, la nostra conoscenza, il nostro atteggiamento e il nostro carattere consiste nel seguire l’esempio di Gesù Cristo. Il presidente Howard W. Hunter ha detto: “Sono gli insegnamenti e l’esempio del Signore Gesù Cristo che plasmano il nostro comportamento e formano il nostro carattere in ogni aspetto della vita: quello personale, quello familiare, quello professionale e quello sociale, oltre che quello della devozione alla Chiesa che porta il Suo nome” (“Testimoni di Dio”, La Stella, luglio 1990, 55).

Insegnare [1.3]

Insegniamo agli studenti le dottrine e i principi del Vangelo così come si trovano nelle Scritture e nelle parole dei profeti. [1.3.1]

La conoscenza, comprensione e testimonianza delle dottrine e dei principi del vangelo di Gesù Cristo offriranno agli studenti la guida e la forza sufficiente a fare scelte coerenti con la volontà del Padre Celeste.

Una dottrina è un principio di verità fondamentale e immutabile del vangelo di Gesù Cristo. L’anziano Boyd K. Packer ha insegnato:

“La vera dottrina, quando è compresa, fa cambiare gli atteggiamenti e il comportamento.

Lo studio delle dottrine del Vangelo migliorerà il comportamento dell’uomo più rapidamente di quanto possa fare lo studio del suo comportamento stesso” (“I piccoli fanciulli”, La Stella, gennaio 1987, 15).

L’anziano Richard G. Scott ha sottolineato: “I principi sono verità concentrata, preparata per essere applicata a una vasta gamma di situazioni. Un principio valido rende chiare le decisioni anche nelle situazioni più confuse e complesse” (“Come acquisire la conoscenza spirituale”, La Stella, gennaio 1994, 100).

Le Scritture e le parole dei profeti contengono le dottrine e i principi del Vangelo che gli insegnanti e gli studenti dovrebbero cercare di comprendere, insegnare e applicare. A coloro che insegnano il Vangelo negli ultimi giorni, il Signore ha dato istruzioni che “insegnino i principi del [Suo] Vangelo che sono nella Bibbia e nel Libro di Mormon, nel quale è contenuta la pienezza del Vangelo” (DeA 42:12). Il Signore ha inoltre affermato l’importanza di comprendere e seguire gli insegnamenti dei profeti degli ultimi giorni: “Date ascolto a tutte le sue parole e ai suoi comandamenti che egli vi darà come li riceve… accoglierete la sua parola come se fosse dalla mia propria bocca” (DeA 21:4–5).

scriptures

Nel 1938, il presidente J. Reuben Clark Jr., parlando a nome della Prima Presidenza, tenne un discorso che è una pietra miliare per gli insegnanti di Seminario e Istituto. In quel discorso egli disse:

“Il vostro obiettivo principale, il vostro dovere essenziale e, direi, esclusivo è quello di insegnare il vangelo del Signore Gesù Cristo così come ci è stato rivelato in questi ultimi giorni. Voi dovete insegnare questo Vangelo usando come fonte di conoscenza e di autorità le opere canoniche della Chiesa e le parole di coloro che Dio ha chiamato a guidare il Suo popolo in questi ultimi giorni… 

A prescindere dalla vostra posizione, non dovete cambiare o modificare le dottrine della Chiesa, esposte dalle opere canoniche e da coloro che hanno l’autorità di dichiarare la mente e il volere del Signore alla Chiesa” (Il corso della Chiesa nell’educazione, ed. riv. [1994], 10–11; vedere anche DeA 42:12–13).

Queste dottrine e principi vengono insegnati in modo da portare alla comprensione e all’edificazione. [1.3.2]

Quando decidono come insegnare le dottrine e i principi del Vangelo, gli insegnanti dovrebbero scegliere dei metodi che portino gli studenti a comprendere queste importanti verità e a essere edificati dallo Spirito Santo. Gli insegnanti e gli studenti comprendono le dottrine e i principi quando ne colgono il significato, vedono quale rapporto hanno con altri principi e dottrine e capiscono la loro importanza nel piano di salvezza, come pure nella loro vita. La vera comprensione dei principi e delle dottrine eterni può giungere soltanto quando le persone osservano i principi del Vangelo e quando la loro mente è illuminata dallo Spirito Santo.

L’edificazione dovrebbe accompagnare la comprensione delle Scritture. La parola edificare deriva in origine dal latino aedes, col significato di abitazione o tempio, e facere ossia fare (vedere Collins English Dictionary—Complete and Unabridged [2003], “edify”). Pertanto, edificare si riferisce alla costruzione di un tempio e significa costruire o rafforzare spiritualmente. Gioia, pace, illuminazione e desiderio di vivere rettamente sono collegati all’edificazione. Le Scritture promettono che, se l’insegnante e lo studente agiscono in base alle direttive dello Spirito nel processo di insegnamento e apprendimento, allora “colui che predica e colui che riceve si comprendono l’un l’altro, ed entrambi sono edificati e gioiscono insieme” (DeA 50:22).

Aiutiamo gli studenti a fare la loro parte nel processo di apprendimento e li prepariamo a insegnare il Vangelo agli altri. [1.3.3]

L’apprendimento del Vangelo che favorisce la conversione e che aiuta il Vangelo a penetrare nel cuore degli studenti richiede più di uno sforzo diligente da parte dell’insegnante. L’apprendimento spirituale richiede l’impegno e l’esercizio del libero arbitrio da parte dell’allievo. L’anziano Henry B. Eyring ha insegnato: “La vera conversione dipende da uno studente che cerca liberamente con fede, con grande impegno” (“Dobbiamo elevare il nostro sguardo”, 4). L’anziano David A. Bednar ha sottolineato come l’impegno degli studenti inviti l’influenza dello Spirito Santo nel loro cuore:

“Un insegnante può spiegare, dimostrare, persuadere e testimoniare e farlo con grande potere spirituale ed efficacia. Tuttavia, alla fine, il contenuto di un messaggio e la testimonianza dello Spirito Santo penetrano nel cuore solo se il ricevente lo consente… 

Una persona che esercita il libero arbitrio agendo secondo i principi corretti apre il cuore allo Spirito Santo e invita i Suoi insegnamenti, il potere della testimonianza e le conferme spirituali” (“Cercate l’istruzione mediante la fede” [una serata con l’anziano David A. Bednar, 3 febbraio 2006], 1, 3).

David A. Bednar

Le Scritture insegnano che chi cerca la conoscenza spirituale deve preparare la sua mente e il suo cuore a ricevere istruzione; deve cercare diligentemente la conoscenza e la comprensione tramite lo studio, la riflessione e la preghiera, e infine seguire le impressioni che riceve dallo Spirito Santo (vedere Ezra 7:10; 1 Nefi 10:17–19; DeA 138:1–11; Joseph Smith—Storia 1:10–20). Per molti studenti, dedicare uno sforzo così grande per imparare dalle Scritture può sembrare poco naturale e alquanto difficile. Tuttavia, gli insegnanti possono aiutarli a comprendere, accettare e adempiere il loro ruolo nell’apprendimento del Vangelo. Gli insegnanti possono aiutare gli studenti a imparare come assumere un ruolo attivo nell’apprendimento spirituale incoraggiandoli a:

  • Sviluppare l’abitudine di studiare quotidianamente le Scritture.

  • Preparare il loro cuore e la loro mente a ricevere l’influenza dello Spirito.

  • Scoprire ed esprimere dottrine e principi rilevanti nella loro vita.

  • Approfondire la comprensione delle Scritture mediante lo studio diligente, la meditazione e la preghiera.

  • Porre domande e cercare le risposte che li aiutino a comprendere meglio il Vangelo e il modo in cui si applica nella loro vita.

  • Condividere idee, esperienze e sentimenti.

  • Spiegare le dottrine e i principi del Vangelo agli altri e rendere testimonianza della loro veridicità.

  • Sviluppare tecniche per studiare le Scritture, come evidenziare, fare uso dei riferimenti incrociati e dei sussidi per lo studio delle Scritture.

Richard G. Scott

Svolgendo il loro ruolo nell’apprendimento spirituale, gli studenti manifestano la loro volontà a essere istruiti dallo Spirito Santo. Spesso, questo li porta a essere più impegnati ed entusiasti nei confronti delle Scritture. Essi comprendono e ricordano le dottrine e i principi di salvezza più chiaramente e sono più propensi a mettere in pratica ciò che è stato loro insegnato. Quando gli studenti scoprono le dottrine e i principi del Vangelo, fanno domande e condividono risposte, acquisiscono anche delle importanti capacità per studiare da soli.

Attraverso tale partecipazione, gli studenti saranno meglio in grado di insegnare il Vangelo più efficacemente ai loro familiari, amici e ad altre persone. Saranno anche meglio preparati a insegnare le dottrine e i principi del Vangelo, in futuro, quali missionari, genitori, insegnanti e dirigenti nella Chiesa.

Amministrare [1.4]

Amministriamo i programmi e le risorse in modo corretto. [1.4.1]

Amministrare può essere inteso sia come dirigere e servire le persone, sia come dirigere e gestire programmi e risorse. Quale perfetto esempio in ogni cosa, Gesù Cristo è stato un modello degli attributi divini di un vero dirigente. Quale che sia il loro attuale incarico, tutti i dirigenti e gli insegnanti del Seminario e dell’Istituto hanno la possibilità e la responsabilità di dirigere e gestire in maniera cristiana.

Gli attributi della carità, della visione e dell’umiltà ci permettono di svolgere l’opera del Signore come Egli desidera. La carità, o il puro amore di Cristo, dovrebbe essere alla base del rapporto di un insegnante con gli studenti, con i dirigenti del sacerdozio, con i genitori, i colleghi e i supervisori. La carità non è semplicemente un sentimento, ma un modo di agire e di essere (vedere Moroni 7:45). Un dirigente che possiede una visione offre una guida ispirata, crea una condivisione dei propositi e instilla entusiasmo in coloro che lo circondano. Le Scritture insegnano che “quando non c’è visioni, il popolo è senza freno” (Proverbi 29:18). L’umiltà consente agli amministratori e agli insegnanti di riconoscere la propria dipendenza dal Signore e li incoraggia a lavorare in collaborazione con gli altri per raggiungere l’obiettivo dei Seminari e degli Istituti. Il Signore ha detto: “Nessuno può contribuire a quest’opera, salvo che sia umile e pieno d’amore, e abbia fede, speranza e carità, e sia temperante in tutto, in qualunque cosa venga affidata alle sue cure” (DeA 12:8).

Ogni insegnante e dirigente ha l’opportunità e la responsabilità di dirigere e gestire programmi e risorse in modo corretto. Le responsabilità amministrative hanno lo scopo spirituale di benedire le persone. “Compilare i bilanci, completare i rapporti, prendersi cura delle proprietà e delle risorse della Chiesa, garantire la sicurezza, sovrintendere ai programmi… partecipare ai consigli [e comunicare con gli studenti, i genitori e i dirigenti del sacerdozio] fanno tutti parte dei doveri amministrativi essenziali” (Un ministero saggio—Manuale per i dirigenti e gli insegnanti del CES [2003], 2). L’anziano Henry B. Eyring ha insegnato: “Non sottovalutate mai il valore spirituale delle cose temporali svolte a dovere per coloro che servite” (“The Book of Mormon Will Change Your Life” [simposio del CES sul Libro di Mormon, 17 agosto 1990], 7).

Ci sforziamo di aiutare i genitori nella loro responsabilità di rafforzare la loro famiglia. [1.4.2]

I genitori hanno la responsabilità principale d’insegnare ai figli il vangelo di Gesù Cristo, di sovrintendere al loro sviluppo sociale, ai rapporti interpersonali, alle norme riguardanti l’abbigliamento e la cura della persona e di rispondere ai loro quesiti dottrinali. I dirigenti della Chiesa assistono i genitori in questo compito.

Gli insegnanti del Seminario e dell’Istituto sostengono le famiglie innanzi tutto insegnando agli studenti il vangelo di Gesù Cristo così come si trova nelle opere canoniche e nelle parole dei profeti, sottolineando l’importanza dottrinale della famiglia e la priorità che i genitori e le attività familiari meritano (vedere Un ministero saggio, 4). Gli insegnanti dovrebbero incoraggiare gli studenti a onorare i genitori e a cercare il loro consiglio e la loro guida. Gli insegnanti possono anche spiegare ai genitori che cosa si insegna in classe.

Lavoriamo a stretto contatto con i dirigenti del sacerdozio nell’invitare gli studenti a partecipare e nell’offrire un ambiente spirituale in cui gli studenti possano fare amicizia e imparare insieme. [1.4.3]

Tutti i programmi all’interno dei Seminari e degli Istituti di Religione operano sotto la direzione dei dirigenti generali e locali del sacerdozio che detengono le chiavi del sacerdozio appropriate.

È importante che i dirigenti e gli insegnanti di Seminario e Istituto, nel loro impegno per essere una benedizione per i giovani e i giovani adulti, lavorino a stretto contatto e in collaborazione con i dirigenti del sacerdozio locali. Sotto la direzione dei dirigenti del sacerdozio, essi offrono consigli e lavorano insieme per assicurare che ogni giovane e giovane adulto sia invitato e incoraggiato a iscriversi, a partecipare e a completare i giusti corsi di studio. Gli insegnanti e gli amministratori dovrebbero essere attivamente coinvolti, con i dirigenti del sacerdozio, nel cercare di far iscrivere e mantenere la partecipazione degli studenti di Seminario e Istituto e non dovrebbero accontentarsi di insegnare solo a quegli studenti che vanno alle loro lezioni.

In’accordo con le direttive e le procedure stabilite, i dirigenti e gli insegnanti del Seminario e dell’Istituto lavorano anche a stretto contatto con i dirigenti del sacerdozio per offrire le strutture in cui svolgere le lezioni, nonché un ambiente spirituale e sociale adatto in cui le testimonianze possano essere rafforzate e la conoscenza del Vangelo accresciuta. Gli insegnanti e gli amministratori dovrebbero seguire le procedure in vigore del Seminario e dell’Istituto e dovrebbero consigliarsi con i dirigenti del sacerdozio locali sul tipo e la frequenza di attività sociali e di servizio affinché sostengano, invece di interferire, con le attività programmate e dirette dai dirigenti del sacerdozio e delle organizzazioni ausiliarie.

two men talking

Gli insegnanti e gli amministratori dovrebbero anche collaborare con i dirigenti dei Giovani Uomini e delle Giovani Donne e incoraggiare in modo adeguato i giovani a partecipare ai programmi Dovere verso Dio e Progresso personale. Ove possibile, gli insegnanti di Seminario dovrebbero consigliarsi con altri insegnanti, consulenti e dirigenti dei giovani in merito alle difficoltà dei giovani.

(Per ulteriori dettagli sui principi e le procedure dell’amministrazione di seminari e istituti, vedere il manuale Un ministero saggio).