Posso essere un amico

Primaria 1: Sono un figlio di Dio, 2003


Scopo

Aiutare ogni bambino a desiderare di essere un buon amico.

Preparazione

  1. 1.

    Leggi attentamente Giovanni 6:1–13 e 11:1–7, 17–44.

  2. 2.

    Materiale necessario:

    1. a.

      Bibbia.

    2. b.

      Illustrazione 1-3, Gesù il Cristo (Corredo di illustrazioni per lo studio del Vangelo 240; 62572).

  3. 3.

    Fai i preparativi necessari per tenere le attività supplementari di tua scelta.

Attività di apprendimento

Invita un bambino a dire la preghiera di apertura.

Attività per richiamare l’attenzione

Indica te stessa e chiedi: «Chi sono?» I bambini possono rispondere con il tuo nome o con la parola insegnante. Spiega che sei anche loro amica e che essi sono tuoi amici. Spiega che «amici» sono delle persone che si piacciono.

Disponi i bambini in cerchio. Guardando a turno ognuno di essi, di’: «(Nome del bambino) è mio amico». Lascia che tutti i bambini a turno facciano lo stesso, accertandoti che ogni volta si dica il nome del bambino.

Abbiamo molti amici

• Chi sono i vostri amici?

Lascia che i bambini parlino dei loro amici. Fai notare che gli amici possono avere qualsiasi età. I nostri familiari possono essere alcuni dei nostri amici migliori. Sottolinea che ogni persona della classe è un amico.

Mostra l’illustrazione 1-3, Gesù il Cristo. Spiega che la persona raffigurata nell’illustrazione è un amico molto buono per ogni persona della classe.

• Chi è il nostro amico che compare in questa illustrazione?

• Come sapete che Gesù è vostro amico?

Canto

Canta o di’ le parole di «Il più caro Amico che abbiam» (Innario dei bambini, pag. 37).

Il più caro Amico che abbiam
è per noi Gesù.
Lui ci guida quando preghiam,
ama tutti noi.

Storia

Narra la storia della risurrezione di Lazzaro compiuta da Gesù, descritta in Giovanni 11:1–7, 17–44. Sottolinea che Lazzaro e le sue sorelle erano amici di Gesù. Quando Gesù si trovava a Betania, stava a casa loro e pranzava con loro.

• Quali sentimenti nutriva Gesù verso Lazzaro? (vedi Giovanni 11:3, 35–36).

• Cosa fece Gesù per Lazzaro? (vedi Giovanni 1:43–44).

• Secondo voi, quali sentimenti nutrivano Lazzaro, Maria e Marta verso Gesù?

Possiamo essere buoni amici

• Come dobbiamo trattare i nostri amici?

Spiega che quando siamo buoni amici aiutiamo gli altri a fare delle cose belle. Ci curiamo dei nostri amici e vogliamo che essi siano felici. Spiega l’importanza di trattare gli altri come vorremmo essere trattati noi. Chiedi come i bambini possono essere dei buoni amici in situazioni come quelle sotto descritte:

• Voi e un amico state giocando e un altro bambino viene a dirvi che vuole giocare con voi.

• Un nuovo bambino viene in classe per la prima volta e si sente timido o spaventato.

• Un bambino è stato preso in giro e si sente triste.

Canto

Canta o di’ le parole di «La gentilezza comincia da me» (Innario dei bambini, pag. 83).

Io voglio esser sempre più gentil;
è giusto sia così.
A me stesso dirò perciò ogni dì:
«Oggi gentil sarò».

• Come vi sentite quando i vostri amici sono gentili con voi?

• Come vi sentite quando voi siete buoni con loro?

Aiuta i bambini a capire che se vogliono avere degli amici devono essere buoni amici anch’essi.

Gli amici condividono le cose che hanno

• Se state giocando con (un giocattolo o un altro oggetto specifico) e un amico viene a giocare con voi, cosa dovete fare?

Spiega che quando consentiamo a un’altra persona di giocare con noi o quando diamo a qualcuno una parte di quello che ci appartiene, condividiamo con lui quello che abbiamo. Qualche volta non possiamo dividere una cosa che abbiamo, perciò la usiamo a turno. Anche questo è condividere.

• Se uno dei vostri amici ha fame e voi avete del cibo, cosa dovete fare?

Storia

Mostra la Bibbia e narra la storia di Gesù che dette da mangiare a cinquemila persone, descritta in Giovanni 6:1–13. Sottolinea che, poiché un ragazzo condivise il cibo che aveva, Gesù poté usare il Suo potere per creare abbastanza cibo da nutrire tutta la moltitudine.

Ricorda ai bambini la storia di Elia e della vedova di Sarepta (narrata nella lezione 32). La vedova fu aiutata perché condivise il suo cibo anche se non ne aveva molto.

• Cosa possiamo condividere coi nostri amici?

• Cosa possiamo condividere con i nostri familiari?

Canto

Chiedi ai bambini di alzarsi e di cantare «È bello» (Innario dei bambini, pag. 129), usando la frase «Condividere i miei (giocattoli, libri o qualsiasi altra cosa i bambini suggeriscano) è bello». Chiedi ai bambini di mimare le azioni descritte dalle parole:

È bello condividere i miei giocattoli.
È bello, bello, bello!
È bello condividere i miei giocattoli.
È bello, bello così!
(Copyright © 1963 by D. C. Heath and Company. Riprodotto per gentile concessione).

Ricorda ai bambini che gli amici si aiutano reciprocamente ed esortali ad aiutare a pulire la classe secondo necessità.

Testimonianza

Porta testimonianza dell’importanza di essere buoni amici. Puoi narrare un’esperienza personale riguardante una tua amica. Ricorda ai bambini che il Padre celeste e Gesù sono nostri amici e ci amano. Esorta i bambini ad essere buoni con i loro amici durante tutta la settimana.

Attività Supplementari

Scegli alcune di queste attività da tenere durante la lezione.

  1. 1.

    Canta o di’ le parole di «Disse il ruscello un dì» (Innario dei bambini, pag. 116) oppure «‹Amatevi›, disse Gesù» (Innario dei bambini, pag. 39).

  2. 2.

    Chiedi ai bambini di alzarsi e di mimare le azioni descritte nella seguente poesia: «Cara amichetta mia»:

    Un’amichetta carissima ho (abbracciati)
    e con lei tutti i giorni sto.
    Le voglio bene e molto brava è.
    Insieme noi giochiam così:
    con le bambole giochiam (fingi di cullare una bambola),
    con la palla noi giochiam (fingi di lanciare una palla),
    come soldatini marciam (fingi di marciare),
    sull’altalena andiam (fingi di dondolarti spostando il corpo avanti e indietro),
    parliamo e cantiam; come due buone amiche siam.
  3. 3.

    Porta in classe dei piccoli assaggi di cibo per i bambini (informati presso i genitori per accertarti che nessun bambino sia allergico al cibo che porti). Disponi il cibo dove i bambini possono vederlo. Parla di quanto sembra buono e chiedi ai bambini se vogliono condividerlo con te. Chiedi ai bambini come si sentirebbero se tu condividessi il cibo soltanto con alcuni di loro. Spiega come si sentono gli altri quando si sentono esclusi. Distribuisci il cibo ai bambini.

  4. 4.

    Chiedi ai bambini di fare un disegno di loro stessi che condividono ciò che hanno con un amico. Scrivi su ogni foglio: Posso condividere le mie cose con il mio amico.

  5. 5.

    Narra con parole tue la seguente storia vera:

    Le scarpe con la punta di rame

    Quando i pionieri vennero a vivere nell’Utah, la maggior parte di loro erano poveri. Avevano speso tutto il loro denaro per acquistare le cose di cui avevano bisogno per compiere il lungo viaggio e gli arnesi di cui avrebbero avuto bisogno per costruire case e coltivare la terra. Poiché le persone non avevano molto denaro, molti bambini avevano soltanto un paio di scarpe che mettevano la domenica. Gli altri giorni della settimana andavano quasi sempre a piedi nudi.

    Una bambina figlia di pionieri di nome Melinda aveva un paio di brutte, pesanti scarpe con la punta di rame che aveva portato durante l’inverno. All’arrivo dell’estate i suoi familiari le comprarono un paio di scarpe nuove, comode e belle da portare la domenica, ed ella decise che le avrebbe messe per partecipare a un corteo.

    La migliore amica di Melinda, Amanda, non aveva nemmeno un paio di scarpe. A Melinda dispiaceva per Amanda e chiese alla mamma il permesso di dare in prestito ad Amanda una delle sue due paia di scarpe da indossare nel corteo. Quando Melinda prese le sue vecchie, pesanti scarpe con la punta di rame per portarle alla sua amica, la mamma le disse: «Se vuoi condividere ciò che hai con Amanda, dovresti darle qualcosa che vorresti ricevere tu stessa».

    Melinda ci rifletté per qualche minuto. Pensò a quello che Gesù avrebbe fatto. Pensò a quale paio di scarpe ella avrebbe voluto indossare e poi prese una decisione: portò il suo nuovo paio di scarpe della domenica alla sua amica perché lo indossasse, ed ella partecipò al corteo indossando le sue vecchie e pesanti scarpe con la punta di rame. Ma Melinda si sentiva molto felice. Sapeva che aveva condiviso ciò che aveva, proprio come Gesù voleva che ella facesse.

Attività addizionali per i bambini più piccoli

  1. 1.

    Mostra alcuni giocattoli con i quali i bambini potranno giocare. Spiega l’importanza di dire «per favore» e «grazie». Esorta i bambini a condividere i giocattoli con i loro amici e ad aiutarsi reciprocamente a metterli via quando avranno finito di giocare.

  2. 2.

    Recita la seguente poesia e invita i bambini a mimare le azioni descritte dalle parole. Ripetila ancora se i bambini lo desiderano.

    Fai felici i tuoi giorni

    Due occhi per vedere le cose belle da fare (indica gli occhi),
    due labbra per sorridere e parlare (sorridi gioiosamente),
    due orecchie per sentire ciò che gli altri han da dire (porta le mani a coppa dietro le orecchie),
    due mani per rimettere i giocattoli a dormire (fingi di raccogliere i giocattoli e di metterli via),
    una lingua che parole gentili ogni giorno sa dire (indica la bocca),
    un cuore affettuoso nel lavoro e nel gioco sempre avrò (metti le mani sul cuore),
    due piedi che corrono contenti e veloci io avrò (indica i piedi);
    a tutti giorni felici io regalerò.
  3. 3.

    Canta o di’ le parole di «Ho due piccole mani» (Innario dei bambini, pag. 126).