Capitolo 14: Come predicare il Vangelo efficacemente

Insegnamenti dei presidenti della Chiesa: George Albert Smith, 2010


La nostra opera per condividere il Vangelo è più efficace se amiamo i nostri fratelli e sorelle e se abbiamo la compagnia dello Spirito Santo.

Dalla vita di George Albert Smith

Nel suo impegno instancabile di condividere il Vangelo con gli altri, George Albert Smith seguì questa dichiarazione del suo credo personale: “Non cercherei di costringere le persone a vivere secondo i miei ideali, ma le amerei tanto da indurle a fare le cose giuste”.1 Egli sentiva che il modo più efficace per proclamare il Vangelo era di guardare le buone virtù delle persone di altre fedi e poi, con audacia ma anche con gentilezza, offrirsi di condividere le ulteriori verità del vangelo restaurato di Gesù Cristo. Egli raccontò la seguente esperienza che ebbe quand’era presidente della Missione Europea:

“Un giorno stavo viaggiando in treno. Il mio compagno nello scompartimento era un ministro presbiteriano, un uomo molto piacevole e distinto, e quando mi diede l’opportunità di farlo, gli dissi che ero un membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Ne fu stupito e mi guardò con sorpresa. Mi disse: ‘Non si vergogna di far parte di un tale gruppo?’

Gli sorrisi e dissi: ‘Fratello, mi vergognerei a non farne parte, dato quello che so’. Ciò mi diede l’opportunità che desideravo di parlargli e di spiegargli alcune delle cose in cui crediamo…

Ecco un brav’uomo che non aveva idea di che cosa stavamo cercando di fare. Non volevamo infliggergli dolore o preoccupazione; stavamo cercando di aiutarlo. E mentre parlavamo gli dissi: ‘Lei ha una concezione errata dello scopo della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni in questo paese. Io sono qui come uno dei suoi rappresentanti, e se mi permetterà di dirle solo alcune cose, penso che sarà meglio disposto nei nostri confronti’. Dissi: ‘Prima di tutto, stiamo chiedendo a tutte le brave persone di questo posto di mantenere tutte le gloriose verità che hanno acquisito nelle vostre chiese, che avete assorbito dalle Scritture, di conservare tutto ciò, di conservare tutto il buon insegnamento ricevuto nelle vostre istituzioni educative, tutta la conoscenza e la verità che avete acquisito da ogni fonte, conservate… tutto ciò che è buono del vostro carattere e che è il risultato della vostra deliziosa dimora; conservate tutto l’amore e la bellezza che vi è nei vostri cuori per aver vissuto in una terra così bella e meravigliosa… Fa tutto parte del vangelo di Gesù Cristo. Poi lasciate che ci sediamo a condividere con voi alcune delle cose che ancora non sono entrate nella vostra vita e che hanno arricchito e reso felici noi. Ve lo offriamo senza denaro e senza prezzo. Tutto ciò che vi chiediamo è di ascoltare ciò che abbiamo da dire, e se vi piace, di accettarlo liberamente…

Questo è l’atteggiamento della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni ”.2 [Vedere il suggerimento 1 a pagina 155].

Insegnamenti di George Albert Smith

Il lavoro missionario è più efficace quando lo svolgiamo con amore e gentilezza, non con coercizione o senso critico.

Il nostro Padre Celeste… ha mandato noi, Suoi rappresentanti, nel mondo, non per costringere o forzare, ma per invitare. “Vieni e seguitami”, è tutto ciò che disse il Salvatore, “e io [ti] darò riposo”. Questo è ciò che insegna il Vangelo, e questo è il nostro ministero.3

Non è lo scopo di questa Chiesa fare dichiarazioni che ferirebbero i sentimenti di coloro che non comprendono le cose. Questa Chiesa non va in giro a criticare e a incolpare gli altri, ma con spirito di amorevole gentilezza e desiderio di aiutare, i suoi rappresentanti portano il messaggio del Vangelo alle nazioni della terra.4

In tutte… le chiese vi sono bravi uomini e donne. È il bene che c’è nelle diverse denominazioni che le tiene insieme. È stato mio privilegio trovarmi con persone di molte parti del mondo e stare nelle case di persone di varie chiese del mondo, sia cristiani che giudei. Sono stato con i musulmani; sono stato con coloro che credono in Confucio; e potrei aggiungerne molti altri. In tutte queste organizzazioni ho trovato delle persone eccezionali, e ho la grandissima responsabilità, ovunque io vada tra loro, di non offenderli, di non ferire i loro sentimenti, di non criticarli perché non comprendono la verità.

Quali rappresentanti della Chiesa abbiamo la responsabilità di andare tra loro con amore, come servitori del Signore, come rappresentanti del Maestro del cielo e della terra. Potrebbero non apprezzare nell’insieme; potrebbero offendersi ritenendolo egoistico e ingiusto, ma questo non cambierebbe il mio atteggiamento. Non ho intenzione di renderli infelici se posso evitarlo. Vorrei renderli felici, specialmente quando penso alle meravigliose opportunità che ho ricevuto grazie all’appartenenza a questa chiesa benedetta.5

Il nostro è un ministero di amore e tolleranza, e noi desideriamo fare il bene a tutti, e aiutare tutti a comprendere il piano di vita e salvezza che il Signore ha rivelato in questi ultimi giorni.6

Non possiamo guidare questi giovani, i nostri vicini e amici nel regno dei cieli, rimproverandoli e trovando da ridire, ma voglio dirvi che possiamo amarli nella direzione del nostro Padre nei cieli, e un po’ alla volta, forse, condurre là anche loro.

Questo è il nostro privilegio. L’amore è il grande potere per influenzare questo mondo.7

Noi che sappiamo, noi che abbiamo una testimonianza, andiamo innanzi giorno per giorno e con gentilezza e amore non finto andiamo tra questi uomini e donne, che siano nella Chiesa o al di fuori di essa, e troviamo un modo per toccare il loro cuore e condurli sul sentiero che assicurerà loro la conoscenza della verità.8

Prego che noi, quali servitori del Signore, possiamo avere carità per l’umanità, che possiamo avere pazienza per coloro che errano, e con gentilezza e amore continuare a insegnare i semplici principi del Vangelo di nostro Signore per benedire ogni anima con cui entriamo in contatto.9 [Vedere il suggerimento 2 a pagina 155].

Non dobbiamo vergognarci di condividere ciò che sappiamo essere vero.

A volte penso che non capiamo a sufficienza l’importanza del Vangelo, che non lo insegnamo con lo zelo che merita.10

Questo vangelo di Gesù Cristo è potenza di Dio per la salvezza, come dichiarò l’apostolo Paolo [vedere Romani 1:16]. È l’opera del Redentore. È l’unica via per cui possiamo ottenere l’Esaltazione più alta che il Salvatore dell’umanità voleva che ricevessero coloro che Lo seguivano. Non lo dico egoisticamente, lo dico con carità verso i figli di nostro Padre che appartengono ad altre chiese. Lo dico con amore per i Suoi figli e figlie che non comprendono, ma Egli ci ha comandato di dire questa cosa. È Sua volontà che le persone lo sappiano.11

So che Dio vive. So che Gesù è il Cristo. So che Joseph Smith è stato un profeta di Dio. Non sono mai stato in alcun luogo in cui mi sia vergognato di attestare queste verità. Non so perché un uomo dovrebbe vergognarsi di sapere la verità perché qualcun altro non la conosce, specialmente quando riguarda il Vangelo, che è potenza di Dio per la salvezza.12

Non dovremmo essere considerati vanagloriosi perché ci esprimiamo in questo modo, se sappiamo la verità. Non dovremmo essere considerati egoisti dal nostro punto di vista se possiamo dire agli altri figli di nostro Padre: “Io so questo, e anche tu puoi saperlo, se lo desideri”.

Questa è la bellezza del vangelo di Gesù Cristo. Non è per pochi individui, ma per ogni anima che è nata nel mondo… Oggi vi sono coloro che sanno che Dio vive, e ve ne sono migliaia di altri che potrebbero saperlo se volessero… Queste persone non dipendono da noi per sapere, ma dipendono da noi perché insegnamo loro come possono saperlo.13

So che il nostro Padre Celeste ha parlato in quest’epoca del mondo, che il Suo vangelo è sulla terra, e sebbene non forzerei nessuna anima ad accettarlo, prego che possiamo avere il potere, la saggezza e la forza di rivolgerci ai nostri vicini che non comprendono la verità. Facciamo il nostro dovere, e portiamoli nel gregge del Maestro affinché loro, insieme a noi, possano sapere che Egli vive.14 [Vedere il suggerimento 3 a pagina 155].

Noi cerchiamo di aggiungere dell’altro alla felicità e alla bontà che i figli di Dio già possiedono.

Quando mi è stato chiesto: “Quali sono le motivazioni dell’organizzazione a cui appartenete? Di che cosa vi preoccupate tanto da mandare i vostri missionari in tutto il mondo?” A volte ho risposto: “Vogliamo che tutti siano felici. Vogliamo che tutti gioiscano quanto noi”.15

Migliaia e migliaia di missionari… che sono andati per il mondo e con amore e gentilezza sono andati di casa in casa a dire agli altri figli di nostro Padre:

“Ragioniamo insieme; lasciate che vi spieghiamo qualcosa che siamo certi vi renderà felici così come ha reso felici noi!”

Questa è la storia del lavoro missionario della Chiesa in cui ci identifichiamo.16

Ricordo un’occasione in cui un uomo mi disse, dopo che avevamo parlato insieme per un po’: “Ebbene, da quanto capisco, la sua chiesa è buona quanto le altre”. Presumo che egli pensasse di farci un grande complimento; ma io gli dissi: “Se la Chiesa che io rappresento qui non ha più importanza per i figlioli degli uomini di qualsiasi altra Chiesa, allora ho frainteso il mio dovere. Noi non siamo venuti per toglierle la verità e la virtù che possiede. Non siamo venuti per trovare da ridire o per criticare… Mantenete tutto il buono che avete, e lasciate che ve ne portiamo dell’altro, affinché possiate essere più felici e preparati a entrare alla presenza del nostro Padre Celeste”. [Vedere il suggerimento 4 a pagina 155].

… Quando il Salvatore era sulla terra, nel meridiano dei tempi, vi erano altre chiese; e vi erano diverse confessioni e sette, e credevano di servire il Signore. Le grandi sinagoghe della Giudea erano piene di uomini che credevano di avere l’autorità del sacerdozio. Avevano seguito gli insegnamenti, come pensavano, di Abrahamo e Mosè. Continuavano a proclamare la venuta del Salvatore del mondo. Avevano incoraggiato uomini e donne a compiere opere di rettitudine. Avevano costruito un tempio e case di culto. Avevano eretto monumenti ai profeti che avevano reso testimonianza dell’esistenza di Dio, alcuni dei quali erano stati uccisi e avevano suggellato la loro testimonianza con il sangue. Quelle erano le persone tra cui venne il Salvatore… C’èra tanto di buono in loro. Tra loro c’erano tanti bravi uomini e donne. C’era molta rettitudine tra quel popolo. Il Salvatore non venne per portare loro via nessuna di quelle cose buone. Quando apparve tra loro non fu per condannarle, ma per chiamarle al pentimento, per richiamarle dall’errore e per incoraggiarle a serbare tutta la verità che possedevano…

Quando noi proclamiamo alla famiglia umana che l’uomo ha apostatato dal Vangelo, non stiamo proclamando un fatto che non sia già accaduto nel mondo. Quando diciamo che bravi uomini e donne sono stati indotti a fare e a credere cose che non sono corrette, non lo diciamo a loro condanna, non parliamo col desiderio di ferirli, ma parliamo col desiderio che gli uomini facciano una pausa sufficientemente lunga per esaminare loro stessi, per valutare dove stanno andando e quale sarà il loro destino finale.17

Oh quanto desidero che possiamo dare all’umanità la comprensione dei nostri sentimenti, che essi possano realizzare che non desideriamo limitare le loro opportunità, ma che possano sentire che i nostri cuori si rivolgono a loro con amore e gentilezza, e non con il desiderio di ferire. La nostra missione nel mondo è di salvare le anime, di benedirle e di metterle nella condizione di poter tornare alla presenza di nostro Padre, incoronati di gloria, immortalità e vita eterna.18

Se insegnamo con lo Spirito Santo, Egli renderà testimonianza della verità a coloro a cui insegnamo.

I missionari sono stati mandati ai quattro canti della terra da questa Chiesa e hanno proclamato il vangelo di Gesù Cristo. Molti di loro non sono stati istruiti nelle grandi università del mondo. La loro istruzione è stata grandemente limitata alle esperienze pratiche della vita, ma hanno avuto ciò che è più potente per ispirare la famiglia umana: la compagnia dello Spirito Santo.19

Mentre viaggio per il campo di missione vedo lo sviluppo di questi bravi giovani che servono con altruismo, e mi rendo conto che non solo apprendono la lingua dei paesi in cui servono, ma sanno di avere un dono da parte del Signore per divulgare la verità che le persone non possono ottenere in nessun’altra maniera.20

Molti di voi o dei vostri antenati hanno sentito parlare del Vangelo come è stato insegnato dalla Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni… A volte lo avete sentito sulla strada in cui c’era un umile missionario che diceva ciò che il Signore lo aveva chiamato a insegnare.

C’è stato qualcosa che ha toccato il cuore di coloro che ascoltavano. Io ho avuto delle esperienze sul campo di missione. Ho visto gruppi di persone stare ad ascoltare un umile missionario che spiegava lo scopo della vita e parlava con loro, e le incoraggiava a pentirsi dei loro peccati, e talvolta ho sentito la gente dire: “Non ho mai sentito prima un’influenza come quella che ho percepito mentre ascoltavo quell’uomo parlare”.21

A prescindere da quanti talenti abbiamo o dalla qualità del nostro linguaggio, è lo Spirito di nostro Padre che tocca i cuori e porta la convinzione della divinità di quest’opera.22

Questa è l’opera del Signore. Gli uomini non avrebbero potuto portarla avanti con successo così come è stato fatto con i semplici mezzi da noi impiegati. L’uomo ordinario non avrebbe potuto mettere nella vostra anima la conoscenza che possedete. Né come uomini possiamo ispirare le persone del mondo con la certezza che Dio vive e che questa è la Sua chiesa, ma se faremo la nostra parte, il nostro Padre Celeste ci benedirà nei nostri sforzi.23

Giorno dopo giorno operiamo in modo che nostro Padre possa benedirci. Se abbiamo il Suo Santo Spirito, le persone con cui entreremo in contatto Lo sentiranno, poiché ciò pervaderà l’atmosfera in cui viviamo, e loro ne saranno resi partecipi.24

Vi sono relativamente pochi che hanno accettato il Vangelo così come è stato rivelato negli ultimi giorni; ma vi sono milioni di figli di nostro Padre che sono desiderosi di conoscere la Sua volontà, e quando sarà portata loro la verità, e l’influenza convincente dello Spirito renderà loro testimonianza della verità, essi gioiranno nell’accettarlo.25 [Vedere il suggerimento 5 di seguito].

Suggerimenti per lo studio e l’insegnamento

Quando studiate il capitolo o vi preparate a insegnare, riflettete sulle idee seguenti. Per avere ulteriori spunti, vedere le pagine V–VII.

  1. 1.

    Studiate gli ultimi due paragrafi della sezione “Dalla vita di George Albert Smith” (pagine 147–149). Pensate a qualcuno che conoscete e che non è membro della Chiesa. Quali qualità ammirate in questa persona? In quali principi del Vangelo già crede? Quali ulteriori principi del Vangelo potrebbero essergli particolarmente utili? In che modo pensare alle persone in questo modo può influire sul modo in cui condividiamo con loro il Vangelo?

  2. 2.

    Quando leggerete la prima sezione degli insegnamenti (pagine 149–150), pensate a una volta in cui siete stati influenzati positivamente dall’affetto che qualcuno vi ha dimostrato. Perché è importante evitare di essere critici verso coloro le cui credenze sono diverse dalle nostre?

  3. 3.

    Leggete la sezione che inizia a pagina 150. Che cosa significa proclamare il Vangelo con “zelo”? Come possiamo condividere la nostra testimonianza del vangelo restaurato senza sembrare vanagloriosi ed egoisti?

  4. 4.

    Che cosa pensate che intendesse il presidente Smith quando disse: “Se la Chiesa che io rappresento qui non ha più importanza per i figlioli degli uomini di qualsiasi altra Chiesa, allora ho frainteso il mio dovere”? (pagina 152). Che cosa offre la chiesa di Gesù Cristo che può aggiungere felicità alla vita di una persona?

  5. 5.

    Mentre leggerete l’ultima sezione degli insegnamenti (pagine 153–155), pensate a un’esperienza in cui avete condiviso il Vangelo con qualcuno. Che cosa ha dato buon esito all’esperienza? Che cosa potete fare per migliorare nel vostro impegno per condividere il Vangelo?

Ulteriori versetti di riferimento: Giovanni 13:34–35; 2 Timoteo 1:7–8; 2 Nefi 33:1; Alma 20:26–27; Dottrina e Alleanze 50:13–22

Sussidi per l’insegnamento: Dividete la classe in gruppi di almeno tre persone. Scegliete un capo per ogni gruppo. Assegnate a ogni gruppo un argomento collegato alla lezione. Concedete ai gruppi un certo periodo di tempo per esaminare gli argomenti assegnati [e discutere le domande corrispondenti alla fine del capitolo]. Invitate il capo di ogni gruppo a esporre le idee proposte [a tutta la classe]. (vedere Insegnare: non c’è chiamata più grande, 164).

Mostra riferimenti

    Note

  1.   1.

    “President George Albert Smith’s Creed”, Improvement Era, aprile 1950, 262.

  2.   2.

    Sharing the Gospel with Others, a cura di Preston Nibley (1948), 199–201; discorso tenuto il 4 novembre 1945, a Washington, D.C.

  3.   3.

    Conference Report, ottobre 1930, 67–68.

  4.   4.

    Conference Report, ottobre 1931, 120.

  5.   5.

    Conference Report, ottobre 1945, 168.

  6.   6.

    Conference Report, ottobre 1927, 47.

  7.   7.

    Conference Report, aprile 1950, 187.

  8.   8.

    Conference Report, aprile 1934, 30.

  9.   9.

    Conference Report, ottobre 1928, 94.

  10.   10.

    Conference Report, aprile 1916, 47.

  11.   11.

    Conference Report, ottobre 1927, 48.

  12.   12.

    “At This Season”, Improvement Era, dicembre 1949, 801, 831.

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    “Opportunities for Leadership”, Improvement Era, settembre 1949, 557, 603–604.

  14.   14.

    Conference Report, ottobre 1930, 69.

  15.   15.

    Conference Report, ottobre 1948, 7.

  16.   16.

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  17.   17.

    Deseret News, 20 agosto 1921, Church section, 7.

  18.   18.

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  19.   19.

    Conference Report, aprile 1940, 85.

  20.   20.

    Conference Report, aprile 1935, 45.

  21.   21.

    Conference Report, ottobre 1949, 7.

  22.   22.

    Conference Report, ottobre 1904, 66.

  23.   23.

    Conference Report, ottobre 1929, 25.

  24.   24.

    Conference Report, ottobre 1906, 50–51.

  25.   25.

    Deseret News, 12 gennaio 1907, 31.