Capitolo 3: La nostra testimonianza di Gesù Cristo

Insegnamenti dei presidenti della Chiesa: George Albert Smith, 2010


Il vangelo restaurato dà ai Santi degli Ultimi Giorni ulteriori testimonianze che Gesù Cristo è il Figlio di Dio.

Dalla vita di George Albert Smith

Occasionalmente, nei suoi viaggi come Autorità generale, George Albert Smith incontrava chi pensava che i Santi degli Ultimi Giorni non credono in Gesù Cristo. Questa idea sbagliata sorprendeva e preoccupava il presidente Smith, ed egli cercava di correggerla rendendo la sua testimonianza personale del Salvatore.

Una volta, a una riunione della Chiesa a Cardston, in Canada, parlò della vita e della missione di Gesù Cristo. La mattina seguente andò alla stazione ferroviaria per comprare un biglietto del treno. Mentre aspettava in fila, sentì involontariamente una conversazione tra una donna e l’addetta alla vendita dei biglietti. La donna menzionò che la sera precedente aveva deciso di partecipare a una riunione dei Santi degli Ultimi Giorni.

La venditrice la guardò sorpresa. “Santo cielo”, le disse. “Non vorrà dire che è stata in quella chiesa”.

“Sì”, rispose la donna. “Perché non avrei dovuto?”

L’addetta ai biglietti rispose: “Non credono nemmeno in Gesù Cristo”.

Allora la donna replicò: “Soltanto ieri sera ho ascoltato uno degli anziani della Chiesa parlare della vita di Gesù di Nazaret, e non ho mai sentito parlare nessun’altro che sembrasse avere una più profonda consapevolezza che Gesù era davvero il Cristo”. 1 [Vedere il suggerimento 1 a pagina 30].

George Albert Smith otteneva forza dalla sua testimonianza di Gesù Cristo, e provava gioia nell’esporla agli altri. A quarantaquattro anni, avendo servito nella sua chiamata apostolica per undici anni, egli disse:

“Sono stato sostenuto e reso più grande di quanto io sia, e mi è stato dato un potere non mio per insegnare i gloriosi principi di verità proclamati dal Redentore del mondo. Non L’ho visto faccia a faccia, ma ho goduto della compagnia del Suo spirito e sentito la Sua presenza in un modo che non si può fraintendere. So che il mio Redentore vive e rendo felicemente i miei umili sforzi per confermare i Suoi insegnamenti… Ogni fibra del mio essere vibra perché so che Egli vive e che un giorno tutti gli uomini lo sapranno.

Il Salvatore morì affinché noi potessimo vivere. Egli vinse la morte e la tomba. A tutti coloro che osservano i Suoi insegnamenti infonde la speranza di una risurrezione gloriosa… So che questa è l’opera del Signore, che Gesù era veramente il nostro Salvatore”.2

Il presidente Smith morì il giorno del suo ottantunesimo compleanno, il 4 aprile 1951. Durante i momenti finali della sua vita, trascorsi con la famiglia accanto, suo figlio gli chiese: “Papà, c’è qualcosa che vorresti dire alla famiglia—qualcosa di speciale?”

Con un sorriso, egli riaffermò la testimonianza che aveva reso numerose volte nel corso della sua vita: “Sì, soltanto questo: so che il mio Redentore vive; so che il mio Redentore vive”.3

Insegnamenti di George Albert Smith

Gesù Cristo è il Figlio di Dio, e oggi Egli vive quale nostro Salvatore risorto.

Nel mondo ho incontrato molte persone che non sanno che noi crediamo nella missione divina di nostro Signore. In più di un’occasione sono stato portato ad affermare che non c’è popolo sulla terra che comprenda così bene la missione divina di Gesù Cristo, che creda tanto completamente che Egli sia stato il Figlio di Dio, che sia a tal punto fiducioso che ora Egli è incoronato in gloria alla destra di Suo Padre, di quanto facciano i Santi degli Ultimi Giorni.4

So, come so che vivo, che Egli era il Figlio di Dio, che per Suo tramite, e soltanto per Suo tramite, noi otterremo l’Esaltazione nel regno celeste e che tutti coloro che seguiranno le Sue orme e vivranno secondo gli insegnamenti da Lui impartiti, saranno felici in questa vita e si prepareranno una dimora nel regno celeste, dove dimoreranno con Lui per sempre.5

Il Redentore dell’umanità era più di un brav’uomo che venne al mondo per insegnarci l’etica. Il Redentore dell’umanità possedeva più dell’intelligenza comune. Egli era invero il Figlio di Dio, l’Unigenito di Dio nella carne… Egli venne a chiamare tutti gli uomini al pentimento, per farli allontanare dall’errore del loro cammino. Egli andò tra loro rappresentando Dio, il Padre Eterno, proclamando che era a immagine del Padre, e che coloro che Lo avevano visto, avevano visto il Padre, e disse loro che era stato mandato a fare la volontà del Padre Suo, e a invitare tutti gli uomini ad allontanarsi dall’errore che si era diffuso tra loro, a pentirsi dei loro peccati e a scendere nelle acque del battesimo.6

Ai tempi del Salvatore l’avversario sussurrò alle persone: Egli non è il Figlio di Dio, di certo non lo accetterete, è solo un altro uomo comune, è solo il figlio di Maria e Giuseppe e non è figlio di Dio più di quanto non lo siate voi; e il popolo prestò ascolto a quel malvagio ingannatore, e crocifisse il Redentore dell’umanità.7

Davvero Egli era il Figlio di Dio. Egli lavorò tra le persone con amore e gentilezza; ma esse Lo derisero e Lo consideraron male… Egli era il Figlio di Dio, e aveva il diritto di parlare nel nome del Padre. Le verità che portò sulla terra venivano dal Padre; e sebbene Lo abbiano inchiodato alla croce, sebbene abbiano posto sul Suo capo una corona di spine, e abbiano messo tra le Sue mani uno scettro per schernirLo, anche se hanno versato il Suo sangue con una lancia crudele, la parola che Egli divulgò era la parola del Signore, ed Egli invero era il Figlio di Dio.8

Non solo noi crediamo che Gesù di Nazaret visse sulla terra, ma crediamo che Egli vive ancora, non come essenza, non come un Essere incorporeo o intangibile, ma crediamo in Lui come uomo Esaltato; poiché Egli risorse con lo stesso corpo che fu posto nella tomba di Giuseppe di Arimatea, lo stesso corpo che fu deposto da coloro che Egli amava. Lo stesso Gesù Cristo che uscì dalla tomba, portò con Sé quel corpo che era stato purificato… e Lo portò con Sé quando scomparve dalla vista dell’umanità a Gerusalemme, quando i due uomini in vesti bianche affermarono: “Egli ritornerà nella medesima maniera che l’avete veduto andare”. [Vedere Atti 1:10–11].

Questo è il Gesù di Nazaret in cui credono i Santi degli Ultimi Giorni. Noi crediamo anche che le promesse che sono state fatte riguardo all’umanità si adempiranno, che a tempo debito, quando il Vangelo sarà stato predicato su tutta la terra, a ogni nazione, lingua e popolo, quando gli uomini saranno lasciati senza scuse, noi crediamo che tramite il potere del nostro Padre Celeste l’umanità riceverà la meravigliosa benedizione della risurrezione dai morti, e che il Redentore dell’umanità verrà tra le nuvole del cielo con potere e gloria per dimorare su questa terra. Noi crediamo che Gesù di Nazaret verrà per dimorare tra coloro che saranno degni della gloria celeste.9 [Vedere il suggerimento 2 a pagina 30].

Noi accettiamo la testimonianza biblica della divina missione di Gesù Cristo.

Gesù di Nazaret scese nell’acqua e fu battezzato da Giovanni, e quando uscì dall’acqua, lo Spirito Santo discese su di Lui in forma di colomba. E una voce dai cieli disse: “Questo è il mio diletto Figliuolo nel quale mi son compiaciuto”. [Vedere Matteo 3:13–17].

Poteva esserci qualcosa di più preciso di quello? La nostra magnifica Bibbia contiene tutte quelle informazioni e molte di più, ovviamente. Quando le persone dicono che non crediamo nella missione divina di Gesù Cristo, facciamo loro sapere che noi crediamo in tutto ciò che la Bibbia insegna a Suo riguardo. Noi crediamo nella storia di come organizzò il Suo popolo e lo istruì, e di come alla fine… Egli fu crocifisso.10

Noi accettiamo senza riserve la testimonianza di tutti gli evangelisti contenuta nel Nuovo Testamento con riferimento alla risurrezione del Redentore dell’umanità. È talmente chiara che a me sembra che nessuna persona attenta possa non comprenderla. Il fatto è che dopo che il Salvatore fu crocifisso e posto nella tomba, Egli risorse e per quaranta giorni Egli si incontrò con i Suoi discepoli, mangiò con loro pesce arrostito, ed essi sentirono le impronte dei chiodi nelle sue mani e il segno della lancia nel suo costato. Mentre stava tra loro, Egli dichiarò: “Guardate le mie mani ed i miei piedi, perché son ben io; palpatemi e guardate; perché uno spirito non ha carne e ossa come vedete che ho io”. [Vedere Luca 24:39–43]. Certamente questa è una prova incontrovertibile, eppure vi sono molti dei figli di nostro Padre che non la comprendono.11 [Vedere il suggerimento 3 a pagina 30].

Il Libro di Mormon e la testimonianza di Joseph Smith ci offrono ulteriori prove della divinità di Cristo.

Nel vecchio mondo è stata sollevata la questione che Gesù non fosse di origine divina, poiché nacque come un fanciullo, fu cullato in una mangiatoria, Sua madre era Maria e il padre putativo Giuseppe, il falegname. Molti hanno ammesso che Egli fu un uomo grande e buono, ma hanno desiderato privarLo della divinità della Sua nascita.

Fortunatamente per i Santi degli Ultimi Giorni, noi abbiamo ricevuto una testimonianza che queste cose sono vere; e in aggiunta a questo, abbiamo ricevuto la testimonianza che Egli venne nell’emisfero occidentale, come riportato nel Libro di Mormon, e svolse il Suo ministero tra i Nefiti su questo continente. Egli questa volta non venne come un fanciullo, ma scese tra le nuvole del cielo; e la Sua venuta fu proclamata da una voce che penetrò nel cuore di ogni persona che dimorava nel paese. Questa volta Egli venne come un uomo dal cielo, ed essi Lo videro. Sapevano che era il Cristo, poiché la Sua venuta era stata predicata dai loro profeti. Egli diede loro la stessa organizzazione che esisteva nella Chiesa a Gerusalemme. Egli insegnò loro che dovevano essere battezzati, come Lui, da coloro che avevano l’autorità di officiare quell’ordinanza. [Vedere 3 Nefi 11:1–27]. Quelle non erano le parole di un uomo ordinario; erano le parole del Figlio di Dio, che era asceso al Padre Suo, e che era tornato, affinché i figlioli degli uomini potessero avere un’altra testimonianza in aggiunta a quelle che erano già state date loro.12

Quale altra dimostrazione diretta della risurrezione dai morti potrebbe esservi di quella in cui Lui, nel Suo corpo risorto, andò tra i Nefiti e insegnò loro lo stesso Vangelo che insegnò a Gerusalemme? Ed Egli adempì la promessa che aveva fatto a Gerusalemme quando disse: “Ho anche delle altre pecore, che non son di quest’ovile; anche quelle io devo raccogliere, ed esse ascolteranno la mia voce; e vi sarà un solo gregge, un solo pastore”. [Giovanni 10:16]. Egli venne nel Suo corpo risorto per portare loro le informazioni che aveva predetto sarebbero state date a coloro tra cui stava svolgendo il Suo ministero.

Fu un’esperienza meravigliosa per quelle persone. Dopo aver predicato loro per tutto il giorno… Egli guarì i loro malati e benedì i loro figli e continuò a istruirli nella bellezza del Suo vangelo. Nella loro mente non vi era dubbio che Egli fosse il Salvatore del mondo. Essi lo videro scendere dal cielo e testimoniarono del Suo magnifico potere… Egli venne in gloria. Gli angeli scesero dal cielo come se fossero in mezzo al fuoco e circondarono col fuoco anche i loro piccoli. E gli angeli li istruirono. [Vedere 3 Nefi 17:6–24].

Quelle non furono allucinazioni, ma esperienze talmente meravigliose da essere ricordate per sempre da coloro che le vissero. Come Santi degli Ultimi Giorni noi accettiamo questo testo come prova della risurrezione di Gesù Cristo nostro Salvatore.13

Poi nei giorni e nell’epoca in cui viviamo sorse un’altra persona… Joseph Smith non solo aveva la testimonianza della Bibbia che Gesù era il Cristo, ma egli vide Dio Padre sospeso tra le nuvole del cielo, rivestito di gloria, e Gesù Cristo, il Redentore del mondo, Esaltato alla Sua destra, e udì la voce dell’Eterno che diceva: “Questo è il mio Figlio diletto. Ascoltalo!” [Vedere Joseph Smith—Storia 1:16–17]. Egli rese testimonianza della sua gloriosa visione a coloro che lo circondavano. Anche altri ricevettero una testimonianza dall’alto. La loro testimonianza della divinità della missione del Salvatore era stata accresciuta e rafforzata, cosicché non fu più una questione di storia antica che Dio vive e che Gesù è il Cristo; essi lo sapevano personalmente, perché avevano ricevuto loro stessi una testimonianza.14

Per me una delle testimonianze più forti della divinità della vita del nostro Salvatore è la testimonianza di Joseph Smith che depose la sua vita per testimoniare della verità del vangelo di Gesù Cristo.15 [Vedere il suggerimento 3 a pagina 30].

Ciascuno di noi può ottenere una testimonianza personale che Gesù è il Cristo.

Noi abbiamo un’altra testimonianza, un’altra prova che è persino più perfetta e più convincente delle altre, perché è una testimonianza che giunge a una persona quando soddisfa le richieste del nostro Padre Celeste. È una testimonianza che brucia nella nostra anima per mezzo del potere dello Spirito Santo, quando svolgiamo l’opera che il Signore ha stabilito se vogliamo sapere se la dottrina è da Dio o dall’uomo.16

Egli stesso ha detto: “La mia dottrina non è mia, ma di colui che mi ha mandato. Se uno vuol fare la volontà di lui, conoscerà se questa dottrina è da Dio o se io parlo di mio”. (Giovanni 7:16–17). Quella fu la Sua promessa. Noi come cristiani in tutto il mondo accettiamo tale promessa e dovremmo cercare di metterla alla prova per vedere se funziona oppure no. Vi sono molti che l’hanno fatto. Mi rendo conto che… molti l’hanno messa alla prova, molti che sanno che Dio vive e che Gesù è il Cristo, che è il Salvatore del mondo.17

Quindi non solo abbiamo la dimostrazione degli annali… non solo abbiamo la testimonianza di bravi uomini che sono vissuti sulla terra ai nostri giorni ma, se soddisfiamo quanto richiesto dal nostro Padre Celeste, se abbiamo fede in Dio, se ci siamo pentiti dei nostri peccati, se abbiamo ricevuto il battesimo per immersione, se abbiamo ricevuto lo Spirito Santo per mano di servitori autorizzati del Signore, io vi dico, se abbiamo fatto tutte queste cose allora in ogni anima c’è una sicura conoscenza che non può essere negata che Dio vive e che Gesù Cristo è stato il Redentore dell’umanità…

Come uno degli umili membri di questa Chiesa io rendo la mia testimonianza che so che Egli vive come so che io vivo… Gesù è il Cristo, e io so che i figli degli uomini devono giungere a questa conoscenza, che devono riceverla, e nella lingua di Colui che vive nei cieli, “ogni ginocchio si piegherà e ogni lingua confesserà che Gesù è il Cristo”. [Vedere DeA 88:104.]18 [Vedere il suggerimento 4 a pagina 31].

La nostra missione è di condividere con tutte le persone ciò che sappiamo di Gesù Cristo.

Io dico a voi, Santi degli Ultimi Giorni, che non vi è altro popolo al mondo che abbia tutte le informazioni che noi abbiamo riguardo alla divinità del Salvatore; e se noi non credessimo in Lui saremmo sotto una maggiore condanna rispetto agli altri che non hanno mai avuto tali informazioni. E quindi possiamo dire al mondo senza esitazione che noi crediamo in queste cose…

Mi congratulo con voi che sia entrato nella vostra vita questo privilegio e questa benedizione. Ed ora, quale vostro fratello, come il più umile fra voi, vi imploro di non nascondere la vostra lampada sotto il moggio. Non nascondete ai vostri simili la conoscenza che Dio vi ha conferito.

Non infastiditeli, ma non siate così malaccorti da nascondere loro il vangelo di Gesù Cristo. Esso è l’unico potere di Dio per la salvezza nel regno celeste.19

Gli uomini o le donne più felici che possiate conoscere al mondo sono quelli che vivono in conformità agli insegnamenti del vangelo di Gesù Cristo. Sono coloro che hanno la sicurezza della vita eterna; sono coloro che comprendono lo scopo del nostro essere… Mentre viaggiavo avanti e indietro per il mondo per portare questo messaggio, la mia anima si è riempita di gioia e i miei occhi sono stati offuscati dalle lacrime quando ho visto quanto perfettamente le anime degli uomini possono essere trasformate dal vangelo di Gesù Cristo. Ho visto coloro che erano scoraggiati, che erano nelle tenebre, che si interrogavano sullo scopo del loro essere, e che quando sono state insegnate loro le gloriose verità del vangelo di Gesù Cristo, sono cambiati, hanno imparato ad essere felici, contenti, soddisfatti, entusiasti per il fatto di credere e insegnare il vangelo che fu proclamato da Gesù Cristo quando dimorava su questa terra e percorreva la Galilea.

Fratelli e sorelle, il mondo non lo comprende, ma la nostra missione è di aiutarlo a comprenderlo, e non è con egotismo, non è con arroganza, ma con carità per tutti, con amorevole tenerezza, che viene portato questo messaggio…

Come il più umile tra voi, io Lo ringrazio con tutto il mio cuore per la certezza che è entrata nella mia vita… Soprattutto Lo ringrazio per la conoscenza che è stata marchiata a fuoco nella mia anima: io so che il mio Padre Celeste vive, io so che Gesù Cristo è il Salvatore dell’umanità e che non c’è nessun altro nome sotto i cieli per il quale gli uomini e le donne possano essere Esaltati, se non il nome di Gesù Cristo, il nostro Signore. Io so che Egli venne nel mondo in questi ultimi giorni, che Egli conferì la divina autorità a un umile ragazzo che stava cercando la verità: e il risultato di questo è stata l’organizzazione della Chiesa della quale facciamo parte e in cui c’è il potere di Dio per la salvezza di tutti coloro che credono.20

Prego che possiamo vivere in modo tale da essere degni esempi della Sua causa. Prego che la nostra vita possa dimostrare che siamo davvero credenti nel Signore Gesù Cristo.21 [Vedere il suggerimento 5 a pagina 31].

Suggerimenti per lo studio e l’insegnamento

Quando studiate il capitolo o vi preparate a insegnare, riflettete sulle idee seguenti. Per avere ulteriori spunti, vedere le pagine V–VII.

  1. 1.

    Leggete la storia a pagina 21. Come rispondereste a qualcuno che afferma che i Santi degli Ultimi Giorni non credono in Gesù Cristo?

  2. 2.

    Il presidente Smith insegnò: “Non solo noi crediamo che Gesù di Nazaret visse sulla terra, ma crediamo che Egli vive ancora” (pagina 23). Che motivi hanno i Santi degli Ultimi Giorni per credere che Gesù Cristo oggi vive? Che motivi avete personalmente per credere questo?

  3. 3.

    Rileggete brevemente le pagine 24–27. Quali sono alcune storie o passi delle Scritture che hanno rafforzato la vostra testimonianza che Gesù Cristo è il Figlio di Dio? Leggete 1 Nefi 10:17 e pensate a dei modi in cui potete accrescere la vostra comprensione della missione del Salvatore.

  4. 4.

    Quando leggete la pagina 28, pensate a come l’obbedienza ai principi e alle ordinanze del Vangelo hanno rafforzato la vostra testimonianza di Gesù Cristo. Che cosa possono fare i genitori per aiutare i figli a ottenere tale testimonianza?

  5. 5.

    Quali pensieri o sentimenti avete provato leggendo la testimonianza del presidente Smith riportata alle pagine 29–30? Pensate alle volte in cui avete visto cambiare la vita delle persone grazie al vangelo di Gesù Cristo. In che modo il Vangelo ha cambiato la vostra vita?

Ulteriori versetti di riferimento: Matteo 16:15–17; 17:1–5; 2 Nefi 25:26; Alma 5:45–48; Dottrina e Alleanze 76:22–24; 110:1–4

Sussidi per l’insegnamento: “[Evitate] la tentazione di trattare troppo materiale… Stiamo istruendo delle persone, non trattando un argomento di per sé; e… ogni schema di lezione che abbia mai visto, inevitabilmente prevede più di quanto si possa effettivamente trattare nel tempo previsto” (Jeffrey R. Holland, “L’insegnamento e l’apprendimento nella Chiesa”, Liahona, giugno 2007, 59).

Mostra riferimenti

    Note

  1.   1.

    Deseret News, 27 dicembre 1924, Church section, 6; vedere anche Sharing the Gospel with Others, a cura di Preston Nibley (1948), 201–202.

  2.   2.

    “Testimony of Elder George Albert Smith”, Liahona: The Elders’ Journal, 2 febbraio 1915, 502.

  3.   3.

    Robert L. Simpson, The Powers and Responsibilities of the Priesthood, Brigham Young University Speeches of the Year (31 marzo 1964), 8.

  4.   4.

    Deseret News, 27 dicembre 1924, Church section, 6.

  5.   5.

    Deseret News, 27 dicembre 1927, Church section, 8.

  6.   6.

    Conference Report, ottobre 1921, 39.

  7.   7.

    Conference Report, aprile 1918, 39.

  8.   8.

    Conference Report, aprile 1904, 63.

  9.   9.

    Deseret News, 27 dicembre 1924, Church section, 6.

  10.   10.

    Conference Report, ottobre 1950, 156.

  11.   11.

    Conference Report, aprile 1939, 120–121.

  12.   12.

    Conference Report, aprile 1905, 61.

  13.   13.

    Conference Report, aprile 1939, 121–122.

  14.   14.

    Conference Report, aprile 1905, 61–62.

  15.   15.

    Deseret News, 15 gennaio 1927, Church section, 8.

  16.   16.

    Deseret News, 27 dicembre 1924, Church section, 6.

  17.   17.

    Sharing the Gospel with Others, 206; discorso tenuto il 4 novembre 1945 a Washington, D.C.

  18.   18.

    Deseret News, 27 dicembre 1924, Church section, 6.

  19.   19.

    Sharing the Gospel with Others, 211, 214; discorso tenuto il 4 novembre 1945 a Washington, D.C.

  20.   20.

    Conference Report, ottobre 1927, 48–50.

  21.   21.

    Deseret News, 12 gennaio 1907, 31.