Capitolo 32: Libertà mediante l’obbedienza

"Capitolo 32: Libertà mediante l’obbedienza," Insegnamenti dei presidenti della Chiesa: Joseph F. Smith, (1999)


Dalla vita di Joseph F. Smith

Il presidente Joseph F. Smith credeva che il libero arbitrio e la responsabilità degli individui sono parti inseparabili ed essenziali del processo mediante il quale i figli di Dio diventano come Lui. «Io e voi dobbiamo assicurarci personalmente le benedizioni della vita eterna mediante l’obbedienza e la misericordia di Dio», egli spiegava. «Abbiamo il potere di compiere delle scelte e possiamo scegliere il bene o il male… Dobbiamo imparare a stare in piedi o a cadere da soli, tutti noi, maschi e femmine». 1

Nel 1904 il presidente Smith comparve personalmente davanti ai membri del Congresso degli Stati Uniti e parlò con decisione riguardo al diritto dei membri della Chiesa di esercitare il loro libero arbitrio nel compiere le loro scelte personali, religiose e politiche. Il 26 marzo 1907 la Prima Presidenza pubblicò il «Discorso: La Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni parla al mondo» che fu adottato all’unanimità nella conferenza generale di aprile 1907. Tale dichiarazione, che ribadiva molte convinzioni fondamentali dei Santi degli Ultimi Giorni, dichiarava tra l’altro: «Noi crediamo nel libero arbitrio dell’uomo, e perciò nella sua responsabilità personale». 2

Il presidente Smith credeva e insegnava che l’obbedienza alleleggi del vangelo di Gesù Cristo è l’unico mezzo per ottenere lalibertà promessa da Gesù Cristo: «La verità vi farà liberi» (Giovanni8:32).

Insegnamenti di Joseph F. Smith

Dio ci ha dato il dono del libero arbitrio e ci riterrà responsabili delle nostre scelte

Dio ha concesso a tutti gli uomini il libero arbitrio e il privilegio di servirLo o non servirLo, di fare quello che è giusto o quello che è sbagliato. Questo privilegio è concesso a tutti gli uomini qualunque sia il loro credo, colore o condizione. I ricchi sono dotati di libero arbitrio, i poveri sono dotati di libero arbitrio, e nessuno è privato dal potere di Dio del suo diritto di farne uso liberamente e completamente. Il libero arbitrio è stato concesso a tutti. Questo è un dono che Dio ha accordato all’umanità e a tutti i Suoi figli. Ma Egli ci riterrà rigorosamente responsabili dell’impiego che facciamo del libero arbitrio; e come fu detto di Caino, così sarà detto di noi: «Se fai bene non rialzerai tu il volto? ma, se fai male, il peccato sta spiandoti alla porta» (Genesi 4:7). 3

Siamo esseri liberi e possiamo scegliere o rifiutare il Vangelo, seguendo l’esempio del Salvatore o quello di Lucifero. Ci è data questa possibilità di scelta. Siamo eredi di Dio e coeredi con Gesù Cristo e abbiamo il privilegio di ottenere la gloria e l’esaltazione nel Regno dove dimorano Gesù e i santi, ma ci viene data la facoltà di accettare o rifiutare; Dio ha dichiarato che Egli non ci chiederà nulla che non ci abbia dato la facoltà di fare. Se Egli ci chiede e richiede da noi compiti che sono difficili da svolgere, se li esaminiamo con i nostri occhi naturali, ci darà anche il potere di compierli. Ma a meno che non siamo degni e usiamo tutte le energie e tutta l’intelligenza che possediamo naturalmente, la promessa che Egli ci ha fatto non si adempirà, poiché è stata fatta a condizione che facciamo la nostra parte. 4

Il Signore ha dato ai figlioli degli uomini il libero arbitrio. Gli uomini possono fare il bene o il male, a loro scelta… Egli semplicemente ci ritiene responsabili al Suo cospetto e tenuti a renderGli conto dell’uso dell’intelligenza e delle occasioni che Egli ci ha dato quaggiù nella carne. 5

Dio non interferisce con il nostro libero arbitrio, ma ci permette di subire le conseguenze delle nostre scelte

La Divina Provvidenza non interferisce nell’esercizio del libero arbitrio da parte dell’uomo. Se gli uomini non fossero lasciati liberi di scegliere il bene e rifiutare il male o viceversa, non vi sarebbe rettitudine e neppure motivo di portarli in giudizio. In conseguenza del potere di scegliere, essi diventano esseri responsabili e perciò subiscono le conseguenze delle loro azioni. Essi saranno ricompensati o puniti secondo le loro opere, quando i libri saranno aperti ed essi saranno giudicati in base alle cose ivi scritte.

Dio, indubbiamente, potrebbe impedire le guerre, prevenire i crimini, eliminare la povertà, disperdere le tenebre, vincere l’errore e rendere ogni cosa splendente, bella e gioiosa. Ma ciò comporterebbe la distruzione di un attributo vitale e fondamentale dell’uomo: il diritto di scegliere. È per il bene dei Suoi figli e figlie che questi vengono a conoscenza del male oltre che del bene, delle tenebre oltre che della luce, dell’errore oltre che della verità, delle conseguenze dell’infrazione delle leggi eterne. Perciò Egli ha permesso i mali che sono causati dalle azioni delle Sue creature, ma controllerà i risultati finali per la Sua gloria e per il progresso e l’esaltazione dei Suoi figli e figlie, quando essi avranno imparato l’obbedienza dalle cose che soffrono. I contrasti conosciuti in questo mondo, dove c’è una mescolanza di dolore e di gioia, sono per loro natura educativi e saranno i mezzi per portare l’umanità alla piena conoscenza di tutto ciò che è giusto, vero e buono. La prescienza di Dio non comporta una Sua azione per realizzare ciò che Egli prevede, né Lo rende in qualche misura responsabile di quello che l’uomo fa o si rifiuta di fare. 6

Nel mondo avvengono molte cose nelle quali sembra molto difficile, per la maggior parte di noi, trovare un solido motivo per riconoscervi la mano del Signore… L’unico motivo che sono riuscito a scoprire, mediante il quale dobbiamo riconoscere la mano di Dio in alcuni avvenimenti, è il fatto che ciò che è accaduto è stato permesso dal Signore. Quando due uomini cedono alle loro passioni, al loro egoismo e alla loro ira, per contendere e litigare l’uno con l’altro, e questo contendere e litigare li porta a venire alle mani ed esercitare violenza l’uno contro l’altro, è difficile per me scoprire la mano del Signore in tali rapporti; tuttavia gli uomini che sono in tale disaccordo, litigano e contendono l’uno con l’altro, hanno ricevuto da Dio la libertà di esercitare il loro libero arbitrio, di usare la loro intelligenza, di giudicare da sé tra il bene e il male e di agire secondo i loro desideri. Il Signore non decise né stabilì che questi due uomini dovessero litigare o cedere all’ira al punto da scatenare la violenza tra loro e, forse, arrivare allo spargimento di sangue. Dio non ha mai deciso cose simili, né possiamo addebitare all’Onnipotente tali situazioni…

Il libero arbitrio che Dio ci ha dato ci consente di agire di nostra iniziativa – di fare cose, se così vogliamo, che non sono giuste, che sono contrarie alle leggi della vita e della salute, che non sono sagge né prudenti – e le conseguenze possono essere gravi per noi a causa della nostra ignoranza o della nostra determinazione a insistere nella ricerca di quello che desideriamo, invece di obbedire ai requisiti che Dio ha stabilito. 7

Subirete le conseguenze dei vostri sbagli, dei vostri errori, anche se essi vi portano dolore, malattie o morte! Perciò io riconosco la mano di Dio in questo libero arbitrio che Egli ha dato ai figlioli degli uomini; ma riconosco la mano dell’uomo nelle conseguenze delle sue azioni a seguito della disobbedienza alle leggi di Dio. Io non addebito le debolezze, gli sbagli o gli errori, i crimini e le azioni malvage degli uomini, i mali che esistono nel mondo a Dio Padre. 8

È stato nel campo della libertà e dell’esercizio del giudizio umano che la maggioranza dei mali si sono verificati nel mondo. Il martirio dei santi, la crocifissione del Figlio di Dio stesso, gran parte dell’apostasia e dell’allontanamento dall’opera della giustizia e dalle leggi divine si sono verificati in questa sfera di libertà e di esercizio del giudizio umano. Dio, nella Sua illimitata saggezza e misericordia, ha indicato la strada ai figli degli uomini dando loro i mezzi mediante i quali, anche nei regni della libertà e dell’esercizio del loro proprio giudizio, possono individualmente rivolgersi a Dio con fede e in preghiera per sapere quale cosa è idonea a guidare il loro giudizio umano e la loro saggezza. E non voglio che i Santi degli Ultimi Giorni dimentichino che questo è un loro privilegio. 9

La Chiesa di Gesù Cristo non interferisce nella libertà individuale

Il regno è un regno di libertà, il vangelo del Figlio di Dio è il vangelo della libertà. 10

Conoscete un’organizzazione ecclesiastica o di altra natura che abbia la stessa perfezione di governo e di organizzazione che si trovano nella Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni, istituita per ispirazione tramite il profeta Joseph Smith? E qual è l’obiettivo di tale organizzazione? È quello di opprimere gli uomini? È quello di danneggiarvi? È quello di schiacciarvi? Di privarvi delle vostre libertà, dei vostri diritti, dei vostri privilegi? È quello di rendervi schiavi, servi e degradarvi nella polvere? O è quello di elevarvi nella scala dell’intelligenza e della virilità, e accrescere le vostre libertà, poiché non c’è libertà come la libertà del vangelo di Gesù Cristo? Perciò vi dico che nessun uomo è libero quando si trova nella schiavitù del peccato e della trasgressione, né è libero un uomo quando è schiavo dell’ignoranza per quanto attiene al piano di vita e di salvezza. 11

Credo che nel mondo non vi sia un popolo più libero, più intelligente e più indipendente nello scegliere la direzione da seguire nell’opera che esso svolge e in ogni cosa che deve compiere, dei Santi degli Ultimi Giorni. Non c’è oggi al mondo un solo membro della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni di buona reputazione, che non sia tale a motivo della sua indipendenza di carattere, a motivo della sua intelligenza, saggezza e capacità di giudicare fra il bene e il male, fra il giusto e l’ingiusto. 12

La religione dei Santi degli Ultimi Giorni riguarda la condotta presente oltre che la felicità futura. Influisce sui suoi credenti in ogni cosa che riguarda il carattere dell’uomo. È per il corpo oltre che per lo spirito. Insegna alle persone a vivere e ad agire in questo mondo affinché possano essere preparate per le realtà del mondo a venire. Perciò la Chiesa istruisce nelle cose materiali oltre che in quelle spirituali, per quanto attiene alla Chiesa, alle sue proprietà e istituzioni e ai rapporti tra i suoi aderenti. Ma non interferisce con la libertà dell’individuo, né si intromette in quanto è di pertinenza dello Stato. Il libero arbitrio dell’uomo è un principio fondamentale che, secondo i dogmi della Chiesa, neppure Dio stesso sopprime. 13

L’obbedienza ossia il corretto esercizio del libero arbitrio, ci porta benedizioni inestimabili

Ci sono… certe benedizioni che Dio accorda ai figli degli uomini soltanto a condizione di un giusto impiego del libero arbitrio. Per esempio, nessuno può ottenere la remissione dei suoi peccati se non con il pentimento e il battesimo per opera di uno che ne ha l’autorità. Se vogliamo essere liberati dal peccato, dai suoi effetti, dal suo potere, dobbiamo osservare questa legge rivelata da Dio, altrimenti non otterremo mai la remissione dei peccati. Di contro Dio, mentre ha concesso a tutti gli uomini, indipendentemente dalla loro condizione, questa libertà di scelta fra il bene e il male, tuttavia non ha concesso, né concederà mai ai figli degli uomini la remissione dei peccati se non mediante la loro osservanza della legge …

Tutti gli uomini sono dotati della forza del corpo, dell’uso della mente e del diritto di esercitare le facoltà che possiedono in un modo che ai loro occhi sembra buono, senza considerazione per la religione. Ma Dio non tollera e non tollererà che il dono dello Spirito Santo venga concesso a nessun uomo o donna, se non mediante l’osservanza delle leggi divine. Perciò nessuno può ottenere la remissione dei peccati, nessuno può ottenere il dono dello Spirito Santo, nessuno può ottenere le rivelazioni divine, nessun uomo può ottenere il Sacerdozio con i suoi diritti, poteri e privilegi, nessuno può divenire erede di Dio e coerede di Gesù Cristo, se non attenendosi ai dettami del cielo. Queste sono benedizioni universali e sono grandi e inestimabili privilegi del Vangelo e del piano di vita e di salvezza, liberi e accessibili a tutti a certe condizioni, ma che nessuna persona sotto i cieli può avere se non camminando lungo il sentiero indicato da Dio a questo proposito. Questi privilegi e benedizioni, una volta ottenuti, possono essere perduti forse per tutta l’eternità, a meno che non continuiamo costantemente a camminare lungo il sentiero indicatoci …

Il sole risplende sui cattivi e sui buoni; ma lo Spirito Santo scende solamente sui giusti e su coloro ai quali sono stati rimessi i peccati. La pioggia bagna i cattivi e i buoni; ma i diritti del Sacerdozio sono accordati, e la dottrina del Sacerdozio si distilla come la rugiada celeste, soltanto alle anime di coloro che la ricevono nel modo stabilito dal Signore. Il favore del cielo, il riconoscimento dell’Onnipotente dei Suoi figli sulla terra come Suoi figli e figlie, si può ottenere unicamente con l’obbedienza alle leggi che Egli ha rivelato. 14

Il più alto grado di libertà si ottiene mediante l’obbedienza al vangelo di Gesù Cristo

Il vangelo di Gesù Cristo è la perfetta legge di libertà. Esso è tale da condurre l’uomo verso il più alto stato di gloria e da elevarlo alla pre- senza del nostro Padre Celeste «presso il quale non c’è variazione né ombra prodotta da rivolgimento» [Giacomo 1:17]. 15

Noi crediamo che la volontà di Dio sia quella di elevare gli uomini; che la libertà che deriva dall’osservanza del vangelo di Gesù Cristo è la più grande libertà che sia stata concessa all’uomo. Non esiste nel mondo libertà che gli uomini possono avere, o fingere di avere, che non sia quella fondata sulla volontà e sulla legge di Dio e che non abbia come elemento di base la verità. È l’errore che fa l’uomo schiavo, è la falsità che degrada il genere umano, sono l’errore e la mancanza di conoscenza delle leggi di Dio e della Sua volontà che mettono gli uomini alla pari con la materia bruta, in quanto non hanno né istinti, né principi, né impulsi, né aspirazioni, superiori al mondo delle cose inerti. E ciò accade quando non hanno un po’ d’ispirazione proveniente da una sorgente superiore all’uomo stesso. 16

È soltanto mediante l’obbedienza alle leggi di Dio che l’uomo può levarsi al di sopra delle piccole debolezze della vita terrena ed esercitare in pieno l’affetto, la carità e l’amore che commuovono il cuore e motivano i figlioli degli uomini. 17

Fratelli e sorelle, siamo liberi. Io asserisco – e penso di avere il diritto di farlo – che sono un uomo libero, per quanto osservo i comandamenti di Dio. Se faccio il male, divento schiavo di tale male. Se commetto peccato, divento schiavo di tale peccato. Se trasgredisco alle leggi di Dio, sono responsabile al cospetto del Signore. Asserisco dunque che in quanto alla libertà – in quanto alla libertà di parola, libertà di scelta, libertà di agire – per quanto riguarda qualsiasi cosa che contribuisce a rendere libero un uomo tra gli uomini, non credo che vi sia un altro uomo sulla terra più libero di me. Posso certamente commettere peccato, se così voglio. Sono libero di commettere peccato quanto qualsiasi altro uomo. Nessun uomo ha diritto di commettere peccato; ma tutti gli uomini hanno la libertà di farlo, se lo desiderano. Dio ha dato loro il libero arbitrio. Dimostro di essere un vero uomo quando commetto peccato, semplicemente perché ho la libertà di farlo? Ho la libertà di andare in un bar a bere dei liquori, se così desidero, o di andare in una sala da gioco a giocare d’azzardo. Possiedo la stessa libertà, per quanto attiene a tali questioni, di qualsiasi altro uomo che vive sulla terra. Ma nel momento stesso in cui dovessi fare una cosa simile, diventerei schiavo e servo dell’iniquità. D’altra parte, se non mi rendo colpevole di andare nei bar o di giocare a carte, o di giocare d’azzardo o di commettere altri crimini, ne rimango innocente, perciò sono un uomo libero. La libertà mi ha reso libero per quanto riguarda queste cose. 18

Noi non predichiamo il vangelo della paura. Non cerchiamo di terrorizzare le anime degli uomini. Non chiediamo a un uomo di essere giusto per non conoscere il terrore dei dannati. Né vogliamo che facciate il bene perché temete il castigo dei malvagi. Non vogliamo che facciate il bene per evitare il castigo che consegue alle cattive azioni. Vogliamo che scegliate il giusto perché è giusto, e perché il vostro cuore ama la giustizia, e perché è la migliore di tutte le scelte. Vogliamo che siate onesti non perché è il miglior corso d’azione, ma perché così facendo onorate Dio e attuate i Suoi propositi nella vostra vita; poiché, come dice un vecchio detto che può sembrare un po’ trito, «un uomo onesto è la più nobile opera di Dio». Vogliamo essere onesti perché amiamo Dio e non possiamo dirci santi di Dio se non lo siamo. Dobbiamo essere buoni perché ci piace essere buoni, e non perché temiamo le conseguenze del male. 19

Il Signore non accetta l’obbedienza degli uomini, se non quella che essi Gli rendono volontariamente e con gioia nel loro cuore, e questo è tutto ciò che è richiesto dai Suoi servitori. Questa è l’obbedienza che dobbiamo renderGli, e se non lo facciamo siamo sotto condanna. 20

Gesù Cristo non soltanto aveva l’intelligenza, ma utilizzava l’intelligenza nel fare il bene e nel rendere gli uomini liberi dagli errori del mondo e dalle cattive tradizioni dei padri. Egli proclamava con parole di verità e sobrietà: «Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; e conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi» [Giovanni 8:31–32]. Nessuno è simile a Dio, a meno che non sia libero. Dio è libero. Perché? Perché Egli possiede ogni rettitudine, ogni potere, ogni saggezza. Anch’Egli possiede il libero arbitrio, e il Suo libero arbitrio viene esercitato nel fare ciò che è bene, non nel fare ciò che è male. Perciò nessuno può essere simile a Lui sino a quando non riesce ad assoggettarsi a ciò che è retto, puro e buono e fino a che non riesce ad abbandonare l’errore e il peccato e a vincere se stesso …

Colui che è più docile e sottomesso alla volontà di Dio dimostra di possedere la più grande saggezza tra tutti gli uomini. Colui che oppone la sua opinione ai desideri e agli scopi del Signore è quello tra tutti gli uomini che è più lontano da Dio sotto questo aspetto. Anche se può essere stato plasmato e formato a immagine e somiglianza del Padre, tuttavia è il più dissimile dal Figlio, a meno che non possa dire in cuor suo: «Padre… non la mia volontà, ma la tua sia fatta» [Luca22:42]. È volontà del Signore che possediamo questo spirito e comprendiamo questo principio. È vero che non c’è per noi che un solo Dio, il Padre, e che tutti gli uomini devono assoggettarsi a Lui e, come richiesto, obbedire ai Suoi comandamenti, onde poter essere veramente liberi e discepoli di Cristo. 21

Suggerimenti per lo studio

  • Che cos’è il libero arbitrio? Chi ha il libero arbitrio? Perché il libero arbitrio è un dono?

  • In che modo Dio si aspetta che utilizziamo il nostro libero arbitrio? Cosa ci promette se scegliamo di obbedire a Lui? (Vedere anche DeA 58:28).

  • Perché ci è consentito di subire le conseguenze delle nostre azioni? Perché la nostra esperienza terrena avrebbe meno valore se Dio impedisse le guerre, prevenisse i crimini ed eliminasse la povertà? Come rispondereste a qualcuno che attribuisce erroneamente a Dio «i mali che esistono nel mondo»?

  • Anche se Dio permette i mali che sono la conseguenza delle azioni delle Sue creature, quale rassicurazione abbiamo che Egli «controllerà i risultati finali»? (Vedere anche Romani 8:28; DeA 98:3).

  • Che cosa significa interferire con la libertà dell’individuo? Come possono i genitori e i dirigenti della Chiesa aiutare gli altri a obbedire, senza interferire con la loro libertà individuale? (Vedere anche DeA 121:34–46).

  • In che modo la Chiesa ci aiuta a diventare veramente liberi? Perché il peccato e l’errore ci impongono delle limitazioni?

  • Quali «grandi e inestimabili» benefici avete ricevuto quando avetescelto di obbedire alle leggi di Dio? (Vedere anche DeA130:20–21).

  • Perché è diverso obbedire alle leggi di Dio per l’amore che abbiamo verso di Lui, invece che a causa del timore del castigo?

  • Come possiamo seguire l’esempio del Salvatore diventando più obbedienti alla volontà del Padre?

Mostra riferimenti

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    1.  Deseret News: Semi-Weekly, 11 novembre 1873, 1.

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    2.  Messages of the First Presidency of The Church of Jesus Christ of Latter-day Saints, a cura di James R. Clark, 6 voll. (1965– 1975), 4:144; vedere l’intero discorso nelle pagine 143–155.

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    3.  Gospel Doctrine, 49.

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    4.  Deseret News: Semi-Weekly, 3 gennaio 1871, 2.

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    5.  Collected Discourses Delivered by President Wilford Woodruff, His Two Counselors, the Twelve Apostles, and Others, a cura di Brian H. Stuy, 5 voll. (1987–1992), 2:297.

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    6.  Messages of the First Presidency, 4:325–336.

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    7.  Gospel Doctrine, 56–57.

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    8.  Messages of the First Presidency, 5:70–71.

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    9.  Gospel Doctrine, 48.

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    10.  Deseret News: Semi-Weekly, 2 marzo 1867, 3.

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    11. In Collected Discourses, 5:143.

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    12.  Gospel Doctrine, 492.

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    13.  Messages of the First Presidency, 4:79.

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    14.  Gospel Doctrine, 49–50.

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    15.  Gospel Doctrine, 82.

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    16.  Gospel Doctrine, 53–54.

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    17. Conference Report, ottobre 1903, 2.

  •  

    18. In Collected Discourses, 4:410–411.

  •  

    19. In Collected Discourses, 3:217–218.

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    20.  Deseret News: Semi-Weekly, 11 novembre 1873, 1.

  •  

    21. In Collected Discourses, 4:407.