Capitolo 8: “Investigami, o Dio, e conosci il mio cuore”

Insegnamenti dei presidenti della Chiesa: Lorenzo Snow, 2011


I Santi degli Ultimi Giorni retti si sforzano di “sviluppare un carattere dinanzi a Dio su cui fare affidamento nell’ora della prova”.

Dalla vita di Lorenzo Snow

Il 15 dicembre 1899 il presidente Lorenzo Snow, allora presidente della Chiesa, parlò ai funerali di Franklin D. Richards, che era stato presidente del Quorum dei Dodici Apostoli. Verso la fine del suo sermone il presidente Snow disse: “Chiedo all’Eterno di Israele di benedire i Santi degli Ultimi Giorni e che noi possiamo essere preparati per gli eventi futuri più prossimi con cuore puro dinanzi al Signore”.

Illustrando la necessità di mantenere “il nostro cuore puro dinanzi al Signore” il presidente Snow parlò di un’esperienza che lui e il presidente Richards ebbero a metà del diciannovesimo secolo, quand’erano nuovi apostoli. A quel tempo il presidente Brigham Young promosse una correzione nella Chiesa, chiamando i Santi degli Ultimi Giorni ovunque a pentirsi e a rinnovare il loro impegno a vivere rettamente.

Il presidente Snow raccontò: “Quando il presidente Young fu spinto a chiamare il popolo a pentirsi e a correggersi, egli parlò vigorosamente di ciò che andava fatto con alcune persone: che il sacerdozio doveva essere loro tolto perché avevano mancato di onorarlo come avrebbero dovuto. I fratelli che vissero a quel tempo ricorderanno quanto parlò con vigore a questo proposito. Ciò toccò il cuore del fratello Franklin come pure il mio, e ne discutemmo a fondo. Giungemmo alla conclusione di andare dal presidente Young offrendogli il nostro sacerdozio. Se egli sentiva nel nome del Signore che non avevamo onorato il nostro sacerdozio, vi avremmo rinunciato. Andammo da lui, lo incontrammo da soli e gli dicemmo queste cose. Credo che avesse le lacrime agli occhi quando disse: ‘Fratello Lorenzo, Fratello Franklin, voi avete onorato il vostro sacerdozio in modo esauriente per il Signore. Dio vi benedica’”.1

Per tutta la vita il presidente Snow volle che il suo cuore fosse puro dinanzi al Signore e incoraggiò anche i santi a esaminare la loro dignità. Parlò “in modo che accrebbe la nostra comprensione” della necessità di sviluppare “un carattere appropriato, quali Santi degli Ultimi Giorni, dinanzi a Dio nostro Padre”2 [vedere il suggerimento 1 a pagina 128].

Insegnamenti di Lorenzo Snow

Se abbiamo sviluppato un carattere appropriato, possiamo con fiducia invitare Dio a investigare il nostro cuore.

Sento fortemente che la considerazione più importante, e che ciò che avrà maggior valore quando torneremo nel mondo degli spiriti, sarà di aver sviluppato in questo stato di prova un carattere appropriato e ben definito come fedeli e coerenti Santi degli Ultimi Giorni.

Nel caso in cui un estraneo faccia domanda per un impiego o per ricoprire una posizione di fiducia, spesso si richiede che produca dei documenti redatti da persone fidate che attestino la sua dignità, lettere di referenze e di presentazione che sono estremamente utili e che contribuiscono a ottenere quei favori e privilegi che altrimenti sarebbero difficili da conseguire. Tuttavia è relativamente facile ottenere una referenza scritta, una referenza che si possa mettere in tasca; in verità, secondo quanto ho potuto osservare, non è raro che una persona porti referenze scritte che non attestano il suo vero e reale carattere.

Tra noi vi sono coloro che sono riconosciuti come membri di questa Chiesa e che si danno grandemente da fare per essere conosciuti con favore da coloro che li circondano, ma il cui vero carattere, la cui intimità, è nascosta o mascherata… Ebbene, la preghiera a cui mi riferisco: “Investigami, o Dio, e conosci il mio cuore. Provami, e conosci i miei pensieri. E vedi se v’è in me qualche via iniqua, e guidami per la via eterna” [Salmo 139:23–24], è molto significativa. È una preghiera che Davide, all’inizio della sua vita, poteva in coscienza e fiducia offrire al Signore. Vi furono però momenti in cui avrebbe sentito l’incertezza e il tremore della debolezza nell’offrire una preghiera simile.

Ho motivo di credere che molti Santi degli Ultimi Giorni, per gran parte della vita, possano rivolgersi al Signore con piena fiducia e invocare questa stessa preghiera: “Investigami, o Dio, e conosci il mio cuore. Provami, e conosci i miei pensieri”, ma se noi, come popolo, potessimo vivere in modo tale da poterci sempre inginocchiare dinanzi al Signore e offrire preghiere come queste, che cosa meravigliosa sarebbe, quale conseguimento sarebbe in termini di rettitudine e buone opere! … Io consiglio a ogni persona di adottare questa preghiera di Davide e di vedere quanto può avvicinarvisi secondo la luce che possiede, in modo da renderla parte, in tutta sincerità, della sua devozione a Dio. Molti vengono meno nel raggiungere questo livello di eccellenza perché fanno, in segreto, dove l’occhio mortale non può penetrare, cose che hanno la tendenza immediata ad allontanarli dall’Onnipotente e a mandare via lo Spirito di Dio. Queste persone, una volta sole, non possono utilizzare questa preghiera, non possono, a meno che non si siano pentite dei loro peccati e abbiano riparato all’errore che possono aver commesso, e deciso di fare meglio in futuro di quanto non abbiano fatto in passato e di sviluppare un carattere dinanzi a Dio su cui fare affidamento nell’ora della prova e che li renda idonei a stare con gli esseri santi e con il Padre Stesso quando saranno passati nel mondo degli spiriti…

Dobbiamo essere uomini e donne leali. Dobbiamo avere una fede largamente sviluppata e dobbiamo essere degni della compagnia dello Spirito Santo affinché ci aiuti nell’opera di rettitudine per tutto il giorno, per permetterci di sacrificare la nostra volontà alla volontà del Padre, di combattere contro la nostra natura decaduta e di fare ciò che è giusto per amore della rettitudine, mantenendo l’occhio rivolto unicamente all’onore e alla gloria di Dio. Per fare questo deve esserci un sentimento interiore della mente che è cosciente delle responsabilità che gli sono affidate, che riconosca il fatto che l’occhio di Dio è su di noi e che dovremo rendere conto di ogni nostra azione e della motivazione che l’ha causata; inoltre dobbiamo essere costantemente in armonia con lo Spirito del Signore3 [vedere il suggerimento 2 a pagina 128].

Ci sono esempi nelle Scritture che ci insegnano come migliorare il nostro carattere.

Ci sono molte cose che io ammiro nel carattere dei profeti, specialmente in quello di Mosè. Ammiro la sua determinazione ad adempiere la parola e la volontà di Dio riguardo a Israele e la sua disposizione a fare tutto ciò che era in potere dell’uomo, assistito dall’Onnipotente; e soprattutto ammiro la sua integrità e fedeltà al Signore…

Dio oggi ammira gli uomini e le donne che procedono sul cammino della rettitudine e che, nonostante i poteri di Satana che sono schierati contro di loro, possono dire: “Va’, Satana” [Matteo 4:10], e vivono una vita retta e pia; tali persone hanno influenza su Dio e le loro preghiere sono molto utili [vedere Giacomo 5:16]. Mosè, per esempio, ebbe questo potere con l’Onnipotente al punto di cambiare le Sue intenzioni in determinate occasioni. Si rammenterà che il Signore si era adirato con gli Israeliti e aveva dichiarato a Mosè che li avrebbe distrutti e che avrebbe preso Mosè e l’avrebbe reso un grande popolo, conferendo a lui e alla sua posterità ciò che aveva promesso a Israele. Ma questo grande dirigente e legislatore, fedele alla sua responsabilità, si trovava nel mezzo, e invocò il Signore a favore del suo popolo. Grazie al potere che egli poté esercitare e che esercitò, fu il mezzo per salvare il popolo dalla distruzione che li minacciava [vedere Esodo 32:9–11; Joseph Smith Translation, Exodus 32:12]. Quanto nobile e glorioso deve essere apparso Mosè agli occhi del Signore e quale fonte di soddisfazione deve essere stata per Lui sapere che il Suo popolo eletto, nella sua condizione ostinata e ignorante, aveva un uomo simile alla sua testa.

In Giona troviamo ancora un tratto interessante del carattere. Quando sulle acque tempestose i marinai espressero timore riguardo alla capacità di salvare la nave, Giona, sentendosi colpevole per le decisioni che aveva preso e per non essere andato a Ninive come comandato dal Signore, si fece avanti e confessò di essere la causa del disastro che stava per abbattersi su di loro, e fu disposto a sacrificarsi nell’interesse di chi era a bordo [vedere Giona 1:4–12]. Anche in altri profeti e uomini di Dio, per quanto possano in certe occasioni aver dimostrato debolezza, come Giona, c’è qualcosa di davvero grande e ammirevole che si rivela nel loro carattere4 [vedere il suggerimento 3 a pagina 128].

I giusti tratti del carattere si sviluppano in noi gradualmente quando esercitiamo la fede e ci pentiamo dei nostri errori.

Questi tratti del carattere, che sono evidenti nelle persone degne che vissero un tempo, non sono il prodotto del caso, né si acquisiscono in un giorno, una settimana, un mese o un anno, ma si sviluppano gradualmente, sono il risultato della continua fedeltà a Dio e alla verità, a prescindere dall’approvazione o dalle critiche degli uomini…

È importante che noi, quali Santi degli Ultimi Giorni, comprendiamo e teniamo a mente che la salvezza giunge per mezzo della grazia di Dio e tramite lo sviluppo interiore di questi principi che governarono le persone rette che ho menzionato prima. L’idea non è quella di fare il bene per avere le lodi degli uomini, ma di fare il bene perché nel farlo sviluppiamo la devozione, e quando questo accade saremo affini alla devozione, che col tempo diventerà parte del nostro essere…

A volte non facciamo delle cose per cui ci addoloriamo? Andrebbe tutto bene se smettessimo di fare queste cose quando sappiamo che sono sbagliate; quando vediamo il male e poi ci correggiamo, questo è tutto ciò che possiamo fare e tutto ciò che si può chiedere a qualsiasi uomo. Senza dubbio, però, vi sono alcuni che considerano e temono la pubblicità delle cattive azioni che commettono più del commettere il male in sé. Si chiedono che cosa penserà la gente quando lo verrà a sapere, ecc. D’altra parte, alcuni sono indotti a fare certe cose per poter ricevere l’approvazione degli amici, e se i loro atti non ricevono commenti favorevoli o non sono riconosciuti, pensano che il loro lavoro sia stato inutile e che il bene che hanno fatto sia stato un totale fallimento.

Se desideriamo veramente avvicinarci a Dio, se vogliamo trovarci d’accordo con i buoni spiriti dei mondi eterni, se desideriamo stabilire dentro di noi quella fede di cui leggiamo e per la quale gli antichi santi fecero opere meravigliose, noi dobbiamo, dopo aver ottenuto lo Spirito Santo, prestare ascolto ai Suoi sussurri e conformarci ai Suoi suggerimenti, e per nessun motivo separarcene. È vero che siamo deboli creature erranti soggette in qualsiasi momento ad affliggere lo Spirito di Dio; ma non appena scopriamo in noi una colpa dovremmo pentirci dell’errore e riparare per quanto possibile al torto commesso. Seguendo questo corso rafforziamo il carattere, avanziamo nella nostra causa, ci fortifichiamo contro la tentazione e col tempo saremo stupiti del progresso che avremo fatto nell’autogovernarci e nel migliorarci5 [vedere il suggerimento 4 a pagina 128].

Nel preservare il nostro carattere retto ci avviciniamo al Signore.

Abbiamo ricevuto un Vangelo che è magnifico nel suo funzionamento: mediante l’obbedienza alle sue prescrizioni noi possiamo ricevere le più grandi benedizioni che siano mai state promesse o conferite all’umanità in ogni epoca del mondo. Noi, però, come un bambino con un giocattolo, troppo spesso ci accontentiamo delle cose che periscono col tempo, scordando le opportunità che abbiamo per sviluppare in noi i principi grandiosi ed eterni di vita e di verità. Il Signore desidera stabilire un rapporto più stretto e intimo tra Lui e noi. Egli desidera che progrediamo come esseri umani e che accresciamo la nostra conoscenza, e questo può essere fatto solo tramite il vangelo eterno che è stato preparato appositamente per questo scopo. Dice l’apostolo Giovanni: “E chiunque ha questa speranza in lui, si purifica com’esso è puro” [1 Giovanni 3:3]. I Santi degli Ultimi Giorni stanno applicando i principi del Vangelo nella loro vita, realizzando così il piano di Dio? …

Che cosa possiamo fare in queste circostanze per elevarci ancora di più nella rettitudine del nostro Dio? Quali vantaggi, benedizioni e privilegi offre questo sistema di salvezza a cui abbiamo obbedito, e quali mezzi saranno impiegati per realizzarli? Se fosse richiesto un sacrificio, sarebbe opportuno che tutti coloro che desiderano fare della loro religione uno studio e che si stanno sforzando di conformarsi alle sue prescrizioni nella vita di ogni giorno mostrassero la volontà di inchinarsi al volere di Geova, riconoscendo la Sua mano sia nell’avversità che nella prosperità…

Sarebbe bene che esaminassimo noi stessi, che fossimo in comunicazione con noi stessi in privato, per constatare qual è la nostra posizione… dinanzi al Signore, in modo che, se vi fosse bisogno, possiamo rinnovare la nostra diligenza e fedeltà e crescere in buone opere.

Non c’è dubbio, parlando del popolo nel suo insieme, che stiamo grandemente migliorando agli occhi del Signore. Anche se la situazione è indubbiamente questa, sono convinto che vi siano persone tra noi che sono dotate di doni spirituali pronti ad essere coltivati, che potrebbero essere esercitati, se volessero, in ben più larga misura di quanto non lo siano attualmente, le quali potrebbero avanzare più in fretta nelle vie della santità e avvicinarsi maggiormente al Signore. Ma lo spirito che bada alle cose di questo mondo sta operando in loro al punto che non accrescono quei poteri e quelle benedizioni spirituali; essi non entrano in quel rapporto stretto con il Signore che è loro privilegio avere.6

Il nostro carattere quali Santi degli Ultimi Giorni dovrebbe essere preservato inviolato a qualunque costo o sacrificio. Vale la pena salvaguardare il carattere approvato da Dio, anche a spese di una vita di costante abnegazione.

Vivendo in questo modo possiamo guardare avanti… con la certezza che… saremo incoronati con i figli e le figlie di Dio e che possederemo la ricchezza e la gloria di un regno celeste7 [vedere il suggerimento 5 a pagina 129].

Suggerimenti per lo studio e l’insegnamento

Quando studiate il capitolo o vi preparate a insegnare, riflettete sulle idee seguenti. Per avere ulteriori spunti, vedere le pagine v–vii.

  1. 1.

    Che cosa imparate dalle azioni degli anziani Lorenzo Snow e Franklin D. Richards leggendo la storia riportata alle pagine 121–122? Pensate a come potete condividere questi principi con i famigliari o altre persone.

  2. 2.

    Il presidente Snow ha detto: “Dobbiamo essere uomini e donne leali” (pagina 123). Che cosa pensate che significhi essere uomini e donne leali?

  3. 3.

    Pensate alle considerazioni del presidente Snow sugli esempi dati da Mosè e da Giona (pagine 124–125). Che cosa vedete in ognuna di queste storie che può aiutarci a migliorare il nostro carattere?

  4. 4.

    Meditate sul secondo paragrafo intero a pagina 126. Secondo voi perché abbiamo bisogno di essere consapevoli delle nostre colpe al fine di rafforzare il nostro carattere? Come possiamo considerare le nostre mancanze senza scoraggiarci?

  5. 5.

    Ripassate il consiglio del presidente Snow nella sezione finale del capitolo (pagine 127–128). Prendete in considerazione di esaminare voi stessi e valutare qual è la vostra posizione dinanzi al Signore.

Ulteriori versetti di riferimento: Salmo 24:3–5; 2 Pietro 1:2–11; Mosia 3:19; Alma 48:11–13, 17; Ether 12:25–28; DeA 11:12–14; 88:63–68

Sussidi per l’insegnamento: chiedete ai partecipanti di scegliere una sezione del capitolo e di leggerla in silenzio. Invitateli a formare dei gruppi di due o tre persone che hanno scelto la stessa sezione e a parlare di ciò che hanno imparato.

Presidente Franklin D. Richards

Sebbene Giona abbia “dimostrato debolezza” possiamo imparare dalle sue caratteristiche “grandi e ammirevoli”.

Mostra riferimenti

    Note

  1.   1.

    Deseret Semi-Weekly News, 19 dicembre 1899, 5.

  2.   2.

    Deseret News: Semi-Weekly, 15 agosto 1882, 1.

  3.   3.

    Deseret News: Semi-Weekly, 15 agosto 1882, 1.

  4.   4.

    Deseret News: Semi-Weekly, 15 agosto 1882, 1.

  5.   5.

    Deseret News: Semi-Weekly, 15 agosto 1882, 1.

  6.   6.

    Deseret News: Semi-Weekly, 15 agosto 1882, 1.

  7.   7.

    Deseret News: Semi-Weekly, 9 febbraio 1886, 1.