Il digiuno

La donna della Chiesa: Manuale di base per le donne – Parte A, 2002


Questa lezione ha lo scopo di aiutarci a sapere come possiamo rafforzare noi stesse e le nostre famiglie mediante il digiuno.

Il modo giusto di digiunare

• Chiedi alla sorella incaricata di tenere una relazione di tre minuti sul capitolo 25, «Il digiuno», di «Principi Evangelici».

Come possiamo accrescere la spiritualità del nostro digiuno

Il digiuno ci aiuta a riconoscere la nostra dipendenza dal Signore. Quando digiuniamo e preghiamo ci allontaniamo dalle cose del mondo. Apriamo il nostro cuore all’accettazione della volontà di Dio per noi stesse e le nostre famiglie. Il digiuno inoltre rende più sincera la nostra preghiera.

Se accresciamo la spiritualità del nostro digiuno, possiamo migliorare i nostri rapporti in seno alla nostra famiglia. Possiamo anche ricevere grandi benedizioni spirituali di conforto e di speranza per il futuro.

• Come possiamo fare delle esperienze di digiuno più efficaci?

Quando vogliamo cambiare qualcosa, dobbiamo programmare, prepararci e fare esercizio in quelle cose che possono realizzare il cambiamento desiderato. Gli stessi principi ci aiuteranno a migliorare il nostro digiuno.

Digiunare per uno scopo

Un motivo per digiunare rende più significativo il nostro digiuno. Molte famiglie e singoli individui prima di iniziare a digiunare, scelgono uno scopo per farlo. Possiamo appropriatamente digiunare per (1) chiedere benedizioni per gli altri (vedere Alma 6:6); (2) ricevere la forza spirituale necessaria per risolvere un problema; (3) ricevere ispirazione e rivelazione (vedere Alma 17:3); (4) chiedere aiuto e conforto (vedere Helaman 9:10); (5) accrescere l’amore e l’armonia nella casa.

• Perché avere uno scopo rende più facile il digiuno? In che modo questo scopo accresce il significato del digiuno? Per quali motivi le famiglie possono digiunare?

Aiutiamo i membri della famiglia a digiunare

Quando i nostri figli sono piccoli non dobbiamo obbligarli a digiunare. Dovremmo parlare con loro riguardo allo scopo del digiuno e farli partecipare nelle nostre preghiere quando iniziamo il digiuno. Possiamo anche aiutarli a imparare a digiunare chiedendo loro di astenersi da un pasto. Quando avranno raggiunto l’età del battesimo saranno così meglio preparati a osservare completamente il digiuno. Dobbiamo tener conto dei problemi di salute individuali e cercare di trovare il modo in cui i nostri familiari possono digiunare.

Possiamo aiutare i nostri cari che stanno cercando di digiunare servendo in disparte il cibo ai bambini più piccoli. Possiamo modificare le normali abitudini e servire cibo facilmente preparabile invece di intingoli che riempiono la casa di deliziosi profumi. Possiamo preparare il pranzo della domenica il sabato, lasciando il tempo la domenica per studiare le Scritture, pregare e meditare riguardo allo scopo del nostro digiuno. Possiamo usare questo tempo libero per leggere le Scritture ai bambini, parlare con loro, accrescere il loro amore per il Vangelo. Se svolgiamo delle attività idonee a occupare il tempo di solito passato a tavola, ci preoccuperemo meno dei pasti ai quali rinunciamo. Se durante il digiuno sentiamo i morsi della fame, potremmo cercare di non pensare al cibo. Dovremmo cercare invece di pensare a nutrirci spiritualmente. Possiamo farlo «nutrendo(ci) abbondantemente delle parole di Cristo» (2 Nefi 32:3). Invece di mangiare dobbiamo studiare le Scritture, meditare, esercitare la fede e continuare a pregare.

• Leggi Dottrina e Alleanze 59:13–15. Quale deve essere il nostro atteggiamento mentre prepariamo il cibo da consumare dopo la fine del digiuno? Perché mettendo in pratica i consigli impartiti in questo passo delle Scritture possiamo accresce la nostra spiritualità?

Digiunare con devozione

Dobbiamo sempre iniziare il digiuno con la preghiera. In tale occasione possiamo chiedere al Padre celeste di darci la forza necessaria per portare a termine il digiuno. Dobbiamo esprimere il nostro desiderio di digiunare, lo scopo del digiuno e l’importanza che esso riveste per noi. Dobbiamo anche chiedere aiuto per ottenere le cose di cui abbiamo bisogno.

Dobbiamo porre fine al digiuno con la preghiera, esercitando la fede circa l’obiettivo del digiuno. Se altri hanno digiunato insieme a noi per lo stesso motivo, dobbiamo unirci a loro nella preghiera. Dovremmo esprimere gratitudine per i figli obbedienti e forti che desiderano unirsi alle benedizioni spirituali del digiuno.

• Che cosa possiamo fare nella nostra casa per accrescere la spiritualità del digiuno per tutti i familiari?

Il digiuno è una fonte di potere

Quando abbiamo dei problemi, spesso necessitiamo di una maggiore forza. I detentori del sacerdozio spesso digiunano per accrescere la loro capacità nell’usare i poteri del sacerdozio. Quando chiediamo una benedizione del sacerdozio possiamo applicare questo stesso principio digiunando. L’anziano Matthew Cowley narrò la seguente storia circa il potere del digiuno dei genitori:

«Qualche tempo fa una coppia venne nel mio ufficio portando con sé un bambino. Il padre mi disse: ‹Io e mia moglie abbiamo digiunato per due giorni, poi le abbiamo portato il nostro bambino perché riceva una benedizione. Lei è la persona alla quale siamo stati mandati›.

Io dissi: ‹Di che cosa soffre?›

Mi dissero che era nato cieco, sordo e muto ed era privo di coordinazione muscolare; all’età di cinque anni non sapeva neppure trascinarsi sul pavimento. Dissi a me stesso: ‹Ecco un caso difficile›. ‹Questa specie di demoni non esce se non mediante la preghiera e il digiuno›. Avevo una fede implicita nel digiuno e nelle preghiere di quei genitori. Benedissi il bambino e alcune settimane dopo ricevetti una lettera: ‹Fratello Cowley, quanto vorremo che vedesse il nostro bambino ora! Cammina a quattro zampe sul pavimento. Quando gli lanciamo la palla, la rincorre sulle mani e sui piedi. Riesce a vedere. Quando battiamo le mani vicino alle sue orecchie, sussulta: Può sentire›. La scienza medica aveva rinunciato al compito di guarirlo. Dio se n’era assunto l’onere» (Miracles, Brigham Young University Speeches of the Year, 18 febbraio 1953, pag. 8).

• Mostra l’illustrazione 6-a, «Ester, senza preoccuparsi della propria vita, digiunò e si presentò al re».

Una donna retta, mediante una vita vissuta nell’obbedienza, può aiutare non soltanto se stessa e la sua famiglia, ma anche un’intera nazione. Una di queste donne fu Ester, la cui storia è narrata nell’Antico Testamento. Ester, una giudea che aveva trovato favore presso il re di Persia, diventò sua moglie. Nello stesso paese c’era un uomo molto potente chiamato Haman, acerrimo nemico di Mardocheo, zio di Ester. Poiché Mardocheo si era rifiutato di inchinarsi davanti a lui, Haman ordì un piano per mettere a morte tutti i Giudei. Quando Mardocheo udì questa tragica notizia, mandò un messaggio a Ester chiedendole di recarsi dal re e di chiedere la sua protezione. Ester gli spiegò la legge e rispose: «Se qualcuno, uomo o donna che sia, entra dal re nel cortile interno, senza essere stato chiamato, per una legge ch’è la stessa per tutti, ei dev’essere messo a morte, a meno che il re non stenda verso di lui il suo scettro d’oro; nel qual caso, colui ha salva la vita. E io son già trenta giorni che non sono stata chiamata per andare dal re» (Ester 4:11). Mardocheo rispose che se non avesse agito in tal modo, tutti sarebbero stati uccisi, inclusa la sua famiglia.

Ester si rese conto delle sue responsabilità e rispose: «Va’, raduna tutti i Giudei che si trovano a Susa, e digiunate per me; state senza mangiare e senza bere per tre giorni, notte e giorno. Anch’io con le mie donzelle digiunerò nello stesso modo; e dopo entrerò dal re, quantunque ciò sia contro la legge; e s’io debbo perire, ch’io perisca!» (Ester 4:16). Ester, senza preoccuparsi della propria vita, digiunò e pregò prima di avvicinarsi al re. Il re allungò lo scettro indicandole che poteva avvicinarsi a lui e le risparmiò la vita. Poiché ella aveva rimesso la sua vita e la soluzione del suo problema nelle mani del Signore, fu risparmiata. Il re proclamò che i Giudei potevano difendersi e sopravvivere (vedere Ester 5:2, 8:10–11).

• In che modo il suo digiuno e quello di altri aiutò Ester ad ottenere la forza e il coraggio necessari? Quali situazioni della tua vita richiedono forza e coraggio? In che modo il digiuno ti sarebbe di aiuto?

Conclusione

Possiamo avvalerci della forza spirituale che scaturisce dal digiuno mediante l’obbedienza e la fede. Se digiuniamo e preghiamo, esercitando la nostra fede, possiamo ricevere il maggior potere di cui abbiamo bisogno. Se digiuniamo, la forza della nostra testimonianza diventa più grande. e sentiamo il desiderio di condividerla alle riunioni di digiuno e testimonianza. Anche i nostri figli, vedendo il nostro amore per il Vangelo, progrediranno spiritualmente.

Incarichi

Pensa ai modi in cui puoi prepararti per il digiuno e a ciò che fai durante la domenica di digiuno. Cerca di accrescere la spiritualità nella tua casa. Ricorda quanto sono importanti l’atteggiamento e la preparazione per il successo del digiuno.

Scritture addizionali

  • Matteo 6:16–18 (il modo in cui digiunare)

  • Luca 2:37 (come servire Dio con il digiuno e la preghiera)

  • Mosia 27:22–23 (come guarire mediante il digiuno e la preghiera)

  • Alma 5:46 (rivelazioni ricevute tramite il digiuno e la preghiera)

Preparazione dell’insegnante

Prima di esporre questa lezione:

  1. 1.

    Studia Principi Evangelici, capitolo 25, «Il digiuno».

  2. 2.

    Incarica una sorella di tenere una relazione di tre minuti sul capitolo 25 di Principi Evangelici.

  3. 3.

    Incarica le sorelle di narrare le storie, leggere le Scritture o le dichiarazioni citate nella lezione.