Introduzione

La donna della Chiesa: Manuale di base per le donne – Parte A, 2002


Come usare il manuale

Il presente manuale contiene trentacinque lezioni basate sui principi fondamentali del Vangelo e i doveri della donna della Chiesa. Seguendo i suggerimenti dello Spirito, i dirigenti e gli insegnanti devono programmare e insegnare quelle lezioni che rispondono alle necessità spirituali, emotive e temporali delle donne del rione o ramo.

Nelle unità in cui non sono stati ancora pubblicati i manuali Insegnamenti dei Presidenti della Chiesa e delle Giovani Donne, si deve usare questo manuale per le lezioni alla Società di Soccorso e alle Giovani Donne. In tali unità bisogna rendere disponibile questo manuale a tutte le sorelle della Società di Soccorso e a tutte le dirigenti e insegnanti delle Giovani Donne. I dirigenti locali devono consultare le Istruzioni per i dirigenti del Sacerdozio e delle ausiliarie sui corsi di studio per sapere in quale anno bisogna usare La donna della Chiesa parte A o parte B.

Nelle unità in cui sono disponibili i manuali Insegnamenti dei Presidenti della Chiesa e delle Giovani Donne questo manuale può essere usato (1) come sussidio per la lezione della Società di Soccorso della prima e quarta domenica del mese e per le riunioni di miglioramento domestico, familiare e personale; (2) come ulteriore sussidio per la lezione alla classe delle Giovani Donne e (3) come indicato da «Insegnamenti per il nostro tempo» per le lezioni della Società di Soccorso della quarta domenica. In tali unità bisogna rendere disponibili copie del presente manuale ai dirigenti e insegnanti della Società di Soccorso, Giovani Donne e Sacerdozio. Inoltre i dirigenti possono incoraggiare le sorelle della Società di Soccorso ad acquistare una copia del manuale per lo studio personale e per l’insegnamento nella casa.

Come prepararsi per insegnare

Alcuni sussidi presenti nel manuale sono la sezione «Preparazione dell’insegnante», le domande che l’insegnante può porre, i suggerimenti per far partecipare gli studenti e per utilizzare le illustrazioni e le figure. Oltre alle domande e ai metodi suggeriti, gli insegnanti possono decidere di utilizzare metodi diversi di presentare le lezioni che si sono dimostrati efficaci nel far partecipare gli studenti e stimolare la partecipazione e l’apprendimento. Quasi tutte le lezioni suggeriscono l’utilizzo della lavagna: quindi, se possibile, gli insegnanti devono procurarsi una lavagna e il gesso da utilizzare durante la lezione. Molti sussidi visivi suggeriti possono essere disegnati o scritti alla lavagna. Ulteriori suggerimenti per l’insegnamento si possono trovare nel Prontuario per l’insegnante (34595 160) e in Insegnare: non c’è chiamata più grande (36123 160).

Ogni sorella deve essere incoraggiata a studiare la lezione durante la settimana per poterne parlare insieme durante la lezione. Devono anche essere esortate a portare in classe le proprie Scritture.

Far partecipare i membri affetti da menomazioni

Durante il suo ministero terreno, Gesù si recò su una montagna vicino al Mar di Galilea.

«E gli si accostarono molte turbe che avean seco degli zoppi, dei ciechi, de’ muti, degli storpi e molti altri malati; li deposero a’ suoi piedi, e Gesù li guarì;

talché la folla restò ammirata a veder che i muti parlavano, che gli storpi eran guariti, che gli zoppi camminavano, che i ciechi vedevano, e ne dette gloria all’Iddio d’Israele» (Matteo 15:30–31).

Il Salvatore ci ha dato l’esempio di compassione per gli esseri umani afflitti da imperfezioni. Quando visitò i Nefiti, dopo la Sua risurrezione, Egli disse:

«Ecco, le mie viscere sono piene di compassione per voi.

Avete dei malati fra voi? Portateli qui. Avete degli storpi, o dei ciechi, o degli zoppi, o dei mutilati, o dei lebbrosi, o degli sciancati, o dei sordi o afflitti in qualche maniera? Portateli qui e li guarirò, poiché ho compassione di voi; le mie viscere sono piene di misericordia» (3 Nefi 17:6–7).

Un insegnante della Chiesa ha molte opportunità di dimostrare compassione. Anche se di solito non hanno una formazione professionale per assistere i membri della classe afflitti da menomazioni, gli insegnanti devono sentire il desiderio di essere comprensivi e farli partecipare durante le attività didattiche della classe. I membri della classe afflitti da qualsiasi genere di menomazione hanno bisogno di particolari attenzioni. I seguenti consigli saranno utili all’insegnante che vuole trattare con bontà tutti gli studenti:

  • Informati sulle necessità e capacità di ogni membro della classe.

  • Prima di invitare un membro della classe a leggere, pregare, o comunque partecipare alle attività della classe, ponigli domande quali «te la senti di leggere in classe?», oppure «ti sentiresti in imbarazzo se ti chiedessi di dire una preghiera?». Se opportuno informati presso i dirigenti del sacerdozio, i genitori o un familiare sulle loro particolari necessità.

  • Cerca di accrescere e migliorare l’interessamento e l’apprendimento dei membri affetti da menomazioni.

  • Fai in modo che tutti i membri della classe abbiano rispetto per gli altri.

  • Comportati con naturalezza, cortesia e calore. Ogni figlio di Dio ha bisogno di amore e di comprensione.

Gli insegnanti della Chiesa devono ricordare che tutti, a prescindere dalle proprie capacità fisiche, mentali, psichiche o sociali, hanno la capacità di progredire verso l’esaltazione. Abbiamo l’obbligo di aiutare ogni membro della classe ad apprendere i principi del Vangelo. Ricordiamo le parole del Salvatore: «In quanto l’avete fatto a uno di questi minimi fratelli, l’avete fatto a me» (Matteo 25:40).