Come sviluppare i nostri talenti

La donna della Chiesa: Manuale di base per le donne – Parte A, 2002


Questa lezione ha lo scopo di aiutarci a scoprire, sviluppare e usare i talenti e le capacità individuali dateci dal nostro Padre celeste.

Tutti abbiamo talenti e capacità

Il presidente Spencer W. Kimball ha detto: «Dio ci ha dotati di talento e tempo, di capacità latenti e di opportunità da usare e sviluppare al Suo servizio. Pertanto Egli si aspetta molto da noi, Suoi figli prediletti» (Il miracolo del perdono, pag. 97).

Se qualcuno ci chiedesse quali sono i nostri talenti, cosa risponderemmo? Alcune di noi possono ritenere di non avere talenti. Forse non siamo molto portate per le arti come il canto, la danza e lo scrivere, ma possediamo tuttavia capacità che non riconosciamo come talenti. Forse possediamo particolari abilità nell’organizzare, fare amicizia, pacificare, insegnare o badare ai bambini.

Si narra la storia di Ella, un’adolescente molto infelice perché non aveva i talenti posseduti dalle sue sorelle maggiori. Ella non riceveva tutta l’attenzione e le lodi che venivano attribuite alle altre. Piangendo si sfogò con sua zia Susan, dicendo: «Non piaccio a nessuno. Non valgo nulla».

Dopo averla calmata e aver meditato per qualche tempo sulla questione, zia Susan disse: «Comprendo i tuoi sentimenti, Ella. So che è difficile vivere con due sorelle più grandi molto popolari e dotate di grande talento. Questa situazione ti può far provare sentimenti di inferiorità». Però zia Susan aggiunse anche: «Ella, il nostro Padre nei cieli ha dedicato grande cura a creare ogni suo figlio e ogni sua figlia. Non cercare di diventare simile ad altri. Sii grata dei tuoi personali talenti e doni, e fai del tuo meglio per coltivarli».

Zia Susan spiegò che, con la sua capacità di andare d’accordo con i bambini, Ella era una baby-sitter ideale. Poi continuò dicendo:

«Ho sentito dire da tua madre che tu fai sempre bene e volentieri il tuo lavoro e ti adoperi molto per rendere più piacevole la tua casa.

Ti sei mai resa conto, Ella, che quando qualcuno è ammalato tu sai esattamente come confortarlo? Quando mi ammalai fosti tu a occuparti della mia casa; fosti tu a portarmi dei bei fiori e a rallegrarmi con le tue visite. Tu hai una mente sveglia, Ella. Ti piace la scuola e ottieni buoni voti. Hai molti doni e talenti che fanno di te una persona speciale, così come sei». Poi zia Susan chiese a Ella se sapeva che non sono mai esistiti due diamanti esattamente uguali, e spiegò: «Questo è uno dei motivi per cui i diamanti sono gli oggetti più preziosi del mondo. Non ve ne sono due esattamente uguali, pur essendo tutti cose preziose. Non dimenticare mai che anche tu sei preziosa, Ella» (vedere Daryl V. Hoole and Donette V. Ockey. With Sugar ’n Spice, pagg. 19–21).

I nostri talenti e capacità sono doni del Padre celeste. Ogni persona è dotata di alcuni di questi doni.

Come scoprire e sviluppare i nostri talenti

Tutti dobbiamo scoprire e sviluppare i nostri talenti. L’apostolo Paolo disse a Timoteo: «Non trascurare il dono che è in te» (1 Timoteo 4:14). Ma la scoperta e il miglioramento dei nostri talenti richiede sforzo.

• Come possiamo scoprire i nostri talenti?

Dobbiamo pregare per avere la guida del nostro Padre celeste durante la ricerca e gli esperimenti necessari a scoprire i nostri talenti individuali. Possiamo chiedere benedizioni speciali che ci aiutino a riconoscerli. Quando siamo state messe a parte o rilasciate dagli incarichi di chiesa, forse è stata fatta menzione di questi talenti. Dobbiamo chiederci: «Quali qualità possiedo che mi hanno aiutata a esporre una lezione, a tenere un discorso, a svolgere un incarico in un comitato o a collaborare a programmare una festa?» Dobbiamo osservare la vita delle persone che ammiriamo e poi fare un sincero esame di coscienza per vedere se possediamo alcune delle loro virtù, sia pure in piccola misura. I genitori, gli altri parenti, amiche e insegnanti possono spesso aiutarci a riconoscere e a sviluppare i nostri talenti.

Nei pali della Chiesa i membri meritevoli possono ricevere benedizioni dal patriarca di palo. Nella benedizione patriarcale spesso si fa menzione di doni e talenti speciali. Possiamo usare la benedizione come guida per la ricerca e lo sviluppo dei nostri talenti. Il presidente Spencer W. Kimball disse che sperava che ogni persona, compresi i giovani, avesse l’occasione di ricevere una benedizione patriarcale (vedere La Stella, aprile 1978, pag. 2).

Sorella Nancy Seljestad, di Homer, in Alasca, ha parlato del modo in cui scoprì i suoi talenti. Ella aveva chiesto al marito una benedizione speciale. Durante la benedizione egli fu ispirato a dirle che se non avesse rapidamente sviluppato i suoi talenti, essi le sarebbero stati tolti e dati a un’altra persona. Ella disse:

«Rimasi stupita, intimorita e umiliata.

Fu una dichiarazione che mi fece pensare. Nulla in me sembrava costituire un evidente talento. Come potevo sviluppare ciò che non ero in grado di riconoscere? Nascosta da qualche parte nel mio essere doveva esserci una fonte non sfruttata di doni, doni sconosciuti, non usati.

Come convertita alla Chiesa vedevo grandi capacità in coloro che in essa erano vissuti da sempre, persone che avevano alle spalle anni di pratica nello sviluppo dei loro talenti nel canto, nella scrittura e nell’oratoria. Io non possedevo nessuna di quelle cose.

Improvvisamente un’idea nacque nella mia mente. Decisi che potevo agire sulla spinta dei desideri e degli interessi che sentivo, e potevo così rivelare e usare i miei talenti, anche se in maniera modesta.

Grazie alla meditazione e alla preghiera, scoprii quali erano i miei desideri e i miei interessi.

Gente: Decisi di mettere in pratica le buone intenzioni che spesso avevo espresso, ma raramente portato alla realizzazione per rendere felici gli altri. Tanto per cominciare feci un dolce per un ragazzo del vicinato la cui mamma si era dovuta assentare.

Musica: Non sapevo leggere le note né suonare uno strumento. Eppure amavo la musica. Mi misi in contatto con una sorella dotata di talento musicale e le dissi che mi sarebbe piaciuto fare un duetto con lei.

Teatro: Mi offrii di dirigere una ‹serata teatrale› i cui proventi sarebbero stati versati ai giovani del nostro ramo per finanziare il loro viaggio al tempio.

Scrivere: Spesso mi ero commossa per cose dette o fatte da altri. Decisi di annotare questi sentimenti in una lettera che avrei inviato ai protagonisti di quegli episodi.

Ho poche occasioni di diventare famosa. Tuttavia ciò che è già mio posso condividerlo con le persone che mi sono più care: i miei figli, i membri del nostro ramo, i vicini. Piccoli forse, eppure in grado di essere sviluppati, preziosi e donati da Dio sono i miei talenti» («I Dug Up My Talents», Ensign, marzo 1976, pag. 31).

I nostri talenti possono essere molto piccoli all’inizio; ma con il duro lavoro possono crescere. Lo sviluppo di un talento spesso ci aiuta a svilupparne altri. Un addestramento speciale o l’istruzione accademica ci aiutano a acquisire molte capacità. Anche la lotta per risolvere particolari problemi o vincere particolari menomazioni ci aiuta a sviluppare nuovi talenti. Come membri della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni abbiamo molte occasioni di scoprire e sviluppare nuovi talenti quando accettiamo una chiamata a servire. Molte di noi sono chiamate non per ciò che sanno fare, ma per ciò che possono diventare.

L’anziano Franklin D. Richards disse: «Spesso coloro ai quali è chiesto di accettare un incarico nella Chiesa sono propensi a dire: ‹Oh, non sono in grado di farlo. Non ho tanta esperienza e istruzione come altre persone che possono farlo in vece mia›. Ma con la fede, lo studio, il lavoro e la preghiera il Signore ci renderà possibile svolgere compiti che sembrano impossibili» (Official Report of the di Saõ Paulo Area Conference, marzo 1975).

Sorella Maria Teresa P. de Paredes, moglie del presidente della Missione di Vera Cruz, in Messico, ha dichiarato: «Quando una donna è attiva nella Chiesa, sviluppa talenti sorprendenti che non sapeva di possedere. Mediante lo studio del Vangelo e l’applicazione dei principi giusti alla sua vita quotidiana, ella si trasforma in una donna migliore, più capace di adempiere al suo ministero nella casa e di aiutare la sua famiglia e la comunità» (citato da Carol Larsen in «The Gospel Counterculture», Ensign, marzo 1977, pag. 23).

Il presidente Brigham Young disse: «Ogni buon risultato, ogni cosa utile conseguita nel campo della matematica, della musica, delle scienze e delle arti è a disposizione dei Santi» (Insegnamenti dei presidenti della Chiesa: Brigham Young, 196).

Il presidente Spencer W. Kimball attendeva il giorno in cui tra i membri della Chiesa si sarebbero annoverati artisti famosi. Egli ci esortò a eccellere nei nostri talenti e capacità. Egli ci ammonì di non ritenerci soddisfatti della mediocrità, ma di sforzarci di raggiungere l’eccellenza. Egli ci ricordò che coloro che sviluppano i loro talenti con l’aiuto del Santo Spirito devono ottenere risultati eccellenti (vedere «The Gospel Vision of the Arts»).

• Mostra l’illustrazione 27-a, «Donna al telaio», e 27-b, «Donna che impara a suonare la chitarra».

Usate i vostri talenti o li perderete

Il Signore si aspetta che quando abbiamo scoperto e sviluppato i nostri talenti, li mettiamo a buon uso. Se non ne facciamo uso li perderemo. Il Signore ha detto:

«Ma di alcuni non mi compiaccio, poiché non vogliono aprire la bocca ma, per timore degli uomini, nascondono il talento che ho dato loro. Guai a costoro, poiché la mia ira è accesa contro di loro.

E avverrà che se non mi saranno più fedeli, sarà tolto anche quello che hanno» (DeA 60:2–3).

L’anziano Richard L. Evans parlò di una madre che si preoccupava di ciò «che sua figlia faceva o non faceva con i talenti e le occasioni che le erano state date… Un giorno la madre disse: ‹Ti ho dato la vita; ora fanne qualcosa›». L’anziano Evans indi aggiunse: «Possiamo immaginare che il Padre di tutti noi ci dica la stessa cosa: ‹Vi ho dato la vita. Ora fatene qualcosa. Traetene il massimo vantaggio. Vi ho dato tempo, intelligenza e terra fertile che vi offre ogni dono: fatene uso›» («We Are Going to Be What We Live Like», Improvement Era, dicembre 1970, pag. 88).

Il numero dei talenti che possediamo è meno importante del modo in cui ne facciamo uso. Il Signore ha detto: «A colui a cui molto è dato, molto è richiesto» (DeA 82:3).

Il raggiungimento della felicità mediante il giusto uso dei talenti

Il Signore disse:

«Cercate ardentemente i doni migliori, ricordando sempre perché essi vengono dati;

Poiché in verità vi dico: essi vengono dati… affinché possano trarne beneficio tutti coloro che cercano, ossia che mi chiedono;… ma non un segno da consumare nella loro cupidigia» (DeA 46:8–9).

I talenti e le capacità che possediamo devono essere usati per portare benefici agli altri, oltre che a noi stesse. Possiamo mostrare gratitudine al Padre celeste per i nostri talenti quando li usiamo per illuminare, edificare e rafforzare gli altri. Dobbiamo usarli per istruire i nostri figli e i nostri giovani, per ispirarli a sforzi più grandi. Se usiamo le nostre capacità nella casa, i nostri figli ne riceveranno benefici. Se impariamo a cucire, cucinare e tenere in ordine la casa, possiamo rallegrare la nostra vita e alleggerire il lavoro degli altri. Se acquisiamo un carattere generoso e affettuoso, possiamo portare pace e armonia nella nostra casa, possiamo migliorare i nostri talenti per aiutare i nostri vicini. Possiamo portare gioia alle amiche attorno a noi e a coloro che si trovano nel bisogno.

Purtroppo vi sono molte persone che scoprono di avere un talento, lo sviluppano in modo esemplare e poi ne fanno uso in un modo che non edifica né aiuta il prossimo. Anzi, alcuni loro talenti vengono usati in modo da incoraggiare la disonestà. Una persona che ha una bellissima voce può usarla per cantare canzoni che fanno sembrare l’immoralità una cosa romantica. Il talento che permette a una persona di scrivere una bellissima poesia può essere usato da un’altra per scrivere materiale pornografico. Colui che ha il dono dell’oratoria e dell’insegnamento può rendere attraenti dei principi falsi. «Il talento senza la forza di carattere è più da temere che da lodare» (Richard L. Evans, Thoughts for One Hundred Days, pag. 208).

Abbiamo visto come sorella Seljestad scoprì e sviluppò numerosi nuovi talenti. Il presidente del ramo le chiese di assumere l’incarico di direttrice delle relazioni pubbliche del ramo. Questo le dette l’occasione di usare alcuni suoi nuovi talenti. Ella avvicinò il direttore del giornale locale e gli propose l’idea di scrivere ogni settimana una rubrica di argomento religioso. Questa attività le dette la possibilità di incontrarsi e collaborare con i dirigenti di altre chiese. Ella dice che proprio grazie a questo lavoro è riuscita a dissipare molte dicerie sulla Chiesa e a regalare molte copie del Libro di Mormon (vedere «Calling Inspires New Talent», Church News, 4 febbraio 1978, pag. 14).

L’anziano Boyd K. Packer ci ha dato questo ammonimento: «Voi che avete dei doni, coltivateli! Sviluppateli in ogni forma di arte, in ogni degna impresa! Se avete la capacità e il desiderio necessari, seguite una carriera e fate uso del vostro talento in una professione o in un hobby. Ma in ogni caso fate che anche gli altri ne ricavino un beneficio. Stabilite una norma di eccellenza! Non esprimete mai i vostri doni in modo indegno» («The Arts and The Spirit of The Lord», Speeches of the Year, 1976; Ensign, agosto 1976, pag. 280).

Conclusione

Siamo state dotate di talenti e di capacità e ci è stata data la possibilità di svilupparli. Il nostro Padre nei cieli si aspetta che usiamo i nostri talenti per aiutare il prossimo oltre che noi stesse. Se usiamo i nostri talenti per retti fini troveremo molta gioia, e altri la troveranno insieme a noi. Se usiamo i nostri talenti in questa maniera, essi si espanderanno portandoci nuove occasioni e capacità. È importante che ricordiamo che i nostri talenti sono doni di Dio e che Egli ci ritiene responsabili di ciò che ne facciamo.

Incarichi

Esamina i tuoi interessi per cercare di riconoscere e di sviluppare un nuovo talento. Incoraggia i tuoi familiari a scoprire e a sviluppare i loro talenti.

Scritture addizionali

  • Matteo 25:14–30 (la parabola dei talenti)

Preparazione dell’insegnante

Prima di esporre questa lezione:

  1. 1.

    Leggi attentamente Principi Evangelici, capitolo 34, «Come sviluppare i nostri talenti».

  2. 2.

    Incarica le sorelle di narrare le storie, leggere le Scritture o le dichiarazioni citate nella lezione.