Come insegnare ai figli il valore del lavoro e della responsabilità

La donna della Chiesa: Manuale di base per le donne – Parte A, 2002


Questa lezione ha lo scopo di aiutarci ad insegnare ai nostri familiari a rispettare il lavoro e a sentirsi responsabili verso la famiglia.

Il privilegio del lavoro

«In un giornale… ho letto l’intervista fatta a un vecchio pastore che si dice abbia centosessantacinque anni, di nome Shirali Mislimov. Mislimov è nato nelle montagne del Caucaso,… tra il Mar Nero e il Mar Caspio.

Mislimov taglia ancora la legna con la sua accetta. ‹Sono convinto che una persona oziosa non può vivere a lungo› ha detto all’intervistatore.

L’articolo diceva che il vecchio lavora ancora nel suo frutteto, che ha dovuto ripiantare diverse volte nel corso della sua vita.

‹Il continuo lavoro, l’aria di montagna e il mangiare moderato hanno contribuito a farmi raggiungere la mia rispettabile età›, ha detto Mislimov, che non beve né fuma» (Wendell J. Ashton, «La dolcezza del lavoro», La Stella, giugno 1972, pag. 239).

Anche se la maggior parte di noi non vivrà fino a centosessantacinque anni, dovremmo attribuire il giusto valore al lavoro per le benedizioni temporali e spirituali che ci permette di ricevere. Il presidente David O. McKay disse: «Convinciamoci che il privilegio di lavorare è un dono, che il potere di lavorare è una benedizione, che l’amore per il lavoro è successo» (citato da Franklin D. Richards, «The Gospel of Work», Improvement Era, dicembre 1969, pag. 101).

Il mezzo migliore per vincere la noia e la delusione è il duro lavoro che produce risultati positivi. Verniciare un recinto, sarchiare un orto e scavare un fosso sono forme fisiche di lavoro. Anche lo studio è lavoro; come è lavoro prendersi cura degli altri.

• Quali sono altri generi di lavoro?

Come insegnare ai figli a lavorare

È importante che i figli imparino a lavorare mentre sono ancora giovani. Una volta acquisita, l’abitudine al lavoro rimarrà in loro ed essi diventeranno così membri utili e produttivi della società.

• Perché i nostri figli devono imparare a lavorare?

Il vescovo Vaughn J. Featherstone ha narrato la storia di una signora che insegnò a un ragazzo a lavorare.

Una signora dell’aristocrazia una volta assunse un ragazzo di tredici anni per adibirlo alla cura del suo giardino. Dopo la prima settimana la donna disse al ragazzo: «Vi sono tanti modi di tosare un prato quante sono le persone al mondo, e la tosatura di un prato, secondo il modo in cui è praticata, può valere da un soldo a cinque dollari. Diciamo che il lavoro che hai svolto oggi vale tre dollari. In quanto a una tosatura da cinque dollari, be’, è impossibile che tu possa arrivarci, perciò dimentichiamoci che esiste».

La donna permise al ragazzo di valutare quotidianamente il suo lavoro e di decidere quanto doveva pagarlo. Ella gli dette due dollari per il lavoro della prima settimana. Il ragazzo era deciso a guadagnare quattro dollari la settimana successiva, ma non riuscì a guadagnare neppure tre dollari. Egli lavorava con cura e cercava di migliorare l’aspetto del giardino; ma neppure durante le settimane successive gli riuscì di superare il livello dei tre dollari e mezzo. Alla fine decise che invece di cercare di svolgere un lavoro da quattro dollari, avrebbe cercato di guadagnarsi i cinque dollari. Pensò a tutti i modi in cui poteva rendere più bello il giardino. Lavorava tutto il giorno prendendosi soltanto qualche minuto di riposo ogni tanto. Gli ci volle molto più tempo del solito, ma alla fine si ritenne soddisfatto di aver svolto un lavoro che valeva cinque dollari.

Dopo aver ispezionato il giardino, la signora decise che il ragazzo aveva compiuto l’impossibile. Ella lo lodò per il suo lavoro e fu felice di versargli i cinque dollari che si meritava.

Molti anni dopo il ragazzo, ormai diventato adulto, ricordò quanto fosse stata positiva quell’esperienza per lui. Egli disse: «Da quel giorno, per venticinque anni, quando mi sono sentito in un vicolo cieco, improvvisamente, davanti alla parola ‹impossibile› ho sentito una spinta inaspettata e ho saputo che l’unica via possibile mi avrebbe portato attraverso e al di là dell’impossibile» (vedere Conference Report, ottobre 1973, pag. 98; «The Gospel of Jesus Christ Is the Golden Door», Ensign, gennaio 1974, pagg. 84–86; citato da Richard Thurman, «The Countess and the Impossibile», Reader’s Digest, giugno 1958).

I bambini spesso ritengono che fare del loro meglio sia impossibile; ma come dimostra questa storia, possiamo impegnarli a fare sempre qualcosa di più del giorno prima. Dobbiamo anche lodarli per il lavoro fatto bene e il progresso conseguito. Allora essi non si scoraggeranno.

• Come possiamo invitare e incoraggiare i nostri figli a riuscire bene a scuola? Chiedi a una sorella di descrivere come ella ha incoraggiato i suoi figli a raggiungere risultati lodevoli in altri campi come la musica, l’arte o gli sport.

Il lavoro contribuisce al successo della famiglia

• Mostra l’illustrazione 29-a, «Una madre insegna ai figli a lavorare in cucina»

Il presidente Spencer W. Kimball disse: «Noi crediamo nel lavoro per noi stessi e per i nostri figli… Dobbiamo insegnare ai nostri figli a lavorare, ed essi devono imparare a condividere le responsabilità per la casa e per l’orto. I giovani devono ricevere incarichi per tenere pulita e ordinata la casa, per quanto umile essa possa essere. Ai figli si deve anche insegnare ad avere cura dell’orto» («La pietra staccatasi senza opera di mano», La Stella, ottobre 1976, pag. 2).

• Perché il bambino che lavora per il beneficio della famiglia sviluppa un senso di responsabilità?

Alcuni genitori possono ritenere di essere stati costretti a lavorare troppo duramente quando erano piccoli. Perciò non vogliono che i loro figli li aiutino nell’andamento della casa. Altri ritengono che i figli siano troppo giovani o inesperti per contribuire positivamente alla vita familiare. Ma molti altri ritengono che sia importante chiedere ai figli di aiutare in casa.

• Quali sono i risultati di questi atteggiamenti verso il lavoro?

Possiamo domandarci come possiamo aiutare i bambini a conoscere la gioia del lavoro e a sentire la responsabilità verso la famiglia. La situazione è diversa in ogni famiglia. Ma i bambini possono imparare a lavorare e ad assumersi delle responsabilità in molti campi.

• Scrivi alla lavagna un elenco dei modi di insegnare ai figli a lavorare:

  1. 1.

    Insegnare loro a provvedere ad alcune delle proprie necessità fisiche.

  2. 2.

    Chiedere ai figli più grandi di istruire e di aiutare i bambini più piccoli.

  3. 3.

    Insegnare loro a contribuire negli affari della famiglia.

  4. 4.

    Organizzare progetti di lavoro di famiglia.

Insegnare loro a provvedere ad alcune delle proprie necessità fisiche

Dobbiamo insegnare ai figli a rimettere a posto le cose che hanno usato e a badare ai loro indumenti. Un giorno potranno essere chiamati a insegnare questi compiti ai loro figli o a svolgerli loro stessi. I bambini di ogni casa devono imparare a essere autosufficienti. Devono imparare a sviluppare un atteggiamento positivo verso il lavoro e imparare le lezioni che il lavoro insegna.

• Quali sono alcuni altri modi di insegnare ai bambini a provvedere alle proprie necessità fisiche?

Chiedere ai bambini più grandi di istruire e di aiutare i bambini più piccoli

• Mostra l’illustrazione 29-b, «Un bambino versa alla sorellina un bicchiere di latte».

Haircutting.(clicca per allargare la visione)

29-b, Donna che guadagna i soldi tagliando i capelli a casa propria.

Ai figli più grandi si deve insegnare a sentirsi in parte responsabili per i loro fratelli e sorelle più giovani. Essi possono badare a loro quando i genitori si assentano da casa. Possono leggere, cantare, giocare e intrattenerli. La cosa più importante che possono fare i figli più grandi è dare il buon esempio. L’anziano Adney Y. Komatsu ha parlato del potere dell’esempio: «Recentemente a una riunione di digiuno e testimonianza un giovane portò per la prima volta testimonianza dopo la sua conversione alla Chiesa. Egli commosse tutti quando disse: ‹Mio fratello è stato per me un meraviglioso esempio. Ho notato un grande cambiamento nella sua vita quando ha cominciato a fare onore alla sua chiamata nel sacerdozio. So che mio fratello è stato chiamato da Dio al suo incarico nella Chiesa. Egli è sempre pronto a aiutare il prossimo e serve il Signore con diligenza, umiltà e buon umore. Voglio diventare come mio fratello›» (Official Report of the Korea Area Conference, agosto 1975, pag. 4).

• In quale altro modo i bambini più grandi possono aiutare i loro fratelli e sorelle più piccoli?

Insegnare loro a badare agli affari della famiglia

Come componenti della famiglia i bambini devono prendere parte al lavoro collettivo. Il presidente Spencer W. Kimball descrisse le proprie esperienze di ragazzo: «Sono grato per l’esperienza che ho avuto sotto la tutela di mio padre. Ho imparato ad usare le mani. Ho imparato a verniciare recinti, serbatoi, fienili, granai, carri e case; anche se questo lavoro mi ha fatto venire molte volte le vesciche alle mani, non ho mai avuto occasione di dolermene» (La Stella, ottobre 1976, pag. 118).

Nella famiglia di Willy Herrey, di Göteborg (Svezia), tutti e sette i figli collaborano al successo delle attività della famiglia: «Padre, madre e figli – in età da dieci ai diciotto anni – effettuano la consegna a domicilio dei giornali prima del levar del sole. Inoltre, essi allevano e vendono cavalli. Durante l’estate dirigono un centro turistico a Stromstad per circa quattrocento – seicento bambini provenienti da ogni parte della Svezia, della Norvegia e della Finlandia. Quando ha inizio la giornata lavorativa per la maggior parte delle persone, gli Herrey sono già in movimento da alcune ore. Dopo il lavoro e la scuola, il giorno si chiude con le attività di chiesa. Il lunedì sera – la sera della serata familiare – essi cantano, giocano e suonano una varietà di strumenti musicali. Essi sono troppo occupati e interessati alla vita per essere infelici» (Edwin O. Haroldsen, «Un cambiamento di vita», La Stella, novembre 1971, pag. 143).

Lavorando insieme per il successo della famiglia i figli acquisiscono un sano orgoglio per i loro successi. Essi possono guadagnare il denaro necessario per la missione e gli studi.

• Quali altri benefici scaturiscono dal far partecipare i figli alle attività della famiglia?

Organizzare progetti di lavoro di famiglia

I progetti di lavoro familiari possono fornire buone esperienze e rafforzare i rapporti affettivi. Inoltre questi progetti possono essere divertenti se tengono conto dei talenti e degli interessi dei componenti della famiglia. Lavorando insieme, genitori e figli si avvicinano maggiormente e imparano a conoscersi meglio.

In una famiglia i genitori si adoperavano perché i loro figli imparassero il valore del lavoro. Essi si rendevano conto che se avessero assunto una donna per fare le pulizie nell’ambulatorio del padre, avrebbero rinunciato a un’occasione di sviluppo per i loro figli.

I figli, felici dell’idea di guadagnare regolarmente un po’ di soldi, si assunsero l’onere di pulire ogni mattina l’ambulatorio del padre. Il lavoro di squadra diventò importante. Le figlie si alternavano ai figli in questa pulizia; nei giorni in cui rimanevano a casa, aiutavano la madre a svolgere le faccende domestiche.

«L’organizzazione di questo progetto richiese sforzi, tempo e lavoro da parte dei genitori, poiché la madre doveva portare i figli all’ufficio ogni mattina. Ma i benefici acquisiti dai figli valevano molto di più degli sforzi richiesti» (Elwood R. Peterson, «Family Work Project for Fun and Profit», Ensign, giugno 1972, pag. 8).

• Quali furono i benefici che la famiglia ricavò da questo progetto di lavoro?

I bambini possono imparare ad amare il lavoro

Quando ai bambini piace lavorare, si sforzano di fare sempre meglio. Coloro ai quali non piace il lavoro spesso cercano dei pretesti per non farlo. Il presidente N. Eldon Tanner parlò della differenza tra due fattorini che lavoravano per la stessa ditta: «Uno dei due ragazzi si interessava a tutto ciò che accadeva. Voleva servire e aiutare gli altri e imparare tutto il possibile circa le attività della sua ditta. Si sforzava di essere il miglior fattorino alle sue dipendenze. Aveva quel lavoro soltanto da pochi mesi, quando uno dei supervisori che lo aveva osservato lo volle a lavorare con sé. Così gli dette una promozione. Prima della fine dell’anno il ragazzo ebbe un’altra promozione e continuò a far carriera proprio grazie al suo atteggiamento. Egli era pronto a fare più di quanto gli era chiesto. Si interessava al successo della sua ditta e voleva dimostrarsi utile e degno di fiducia in ogni maniera. L’altro fattorino non fece mai carriera, e naturalmente riteneva che i suoi datori di lavoro non apprezzassero le sue capacità» (Seek Ye First the Kingdom of God, pagg. 236–237).

• Qual era il fattore determinante del diverso grado di successo di quei due ragazzi?

Ai bambini piace lavorare quando la loro ricompensa è la felicità degli altri. Il presidente David O. McKay citò questo esempio:

«Ho visto delle ragazze che dedicavano l’intera giornata a servire gli anziani nel giorno a loro riservato, a adoperarsi per il loro conforto e felicità. Ricordo che in un’occasione una di queste giovani arrivò a casa la sera e improvvisamente si rese conto di essere stanca morta. Si gettò sul letto e disse: ‹Sono stanca, ma so che questo è stato uno dei giorni più felici della mia vita›. Ella aveva trovato la gioia nel lavoro svolto per gli altri.

Imparate ad amare il vostro lavoro. Imparate a dire: ‹Questo è il mio lavoro, questa è la mia gloria, non la mia rovina›» (Stepping Stones to an Abundant Life, pagg. 115–116).

Il lavoro sarà divertente se il bambino riesce a farlo. Le prime volte che un bambino svolge un lavoro sarà necessaria l’assistenza di un adulto o di un bambino più grande, sino a quando imparerà a farlo da solo. Inoltre dobbiamo dare atto del successo del bambino e lodare sinceramente i suoi sforzi. È troppo facile notare soltanto le cose che un bambino fa male, perché vogliamo che faccia meglio la volta successiva. I bambini di solito lavorano meglio quando notiamo le cose che fanno bene.

Possiamo rendere il lavoro più piacevole accompagnandolo col canto, oppure trasformandolo in un gioco. I genitori possono narrare storie della loro fanciullezza o dei loro antenati. Tutte queste attività fanno del lavoro svolto insieme un divertimento. Non dimenticate che i bambini ogni tanto hanno bisogno di una vacanza o di un giorno libero. Se ogni settimana hanno un giorno libero dagli impegni domestici, saranno più pronti a lavorare il giorno successivo. Essi inoltre hanno bisogno di avere del tempo ogni giorno da dedicare a loro stessi o al gioco dopo aver svolto le faccende domestiche.

• Chiedi alle sorelle di illustrare il modo in cui hanno reso il lavoro più divertente per i loro figli.

Conclusione

Per insegnare ai nostri figli a lavorare con successo, dobbiamo dimostrarci entusiaste del lavoro che noi svolgiamo. Come dichiarò il presidente Brigham Young: «Tutti si accorgeranno che la felicità in questo mondo dipende principalmente dal lavoro che svolgono e dal modo in cui lo svolgono» (citato da Elwood R. Peterson, in «Family Work Projects for Fun and Profit», Ensign, giugno 1972, pag. 9).

Incarichi

Parla con ognuno dei tuoi figli. Esaminate il tuo atteggiamento e il loro verso le responsabilità familiari. Aiuta ogni bambino ad accettare e a svolgere i suoi incarichi.

Preparazione dell’insegnante

Prima di esporre questa lezione:

  1. 1.

    Studia Principi Evangelici, capitolo 27, «Lavoro e responsabilità personale».

  2. 2.

    Prepara un manifesto dei quattro modi per insegnare ai figli a lavorare o elencali alla lavagna.

  3. 3.

    Incarica le sorelle di narrare le storie, leggere le Scritture o le dichiarazioni citate nella lezione.