Come creare un’atmosfera edificante nella nostra casa

La donna della Chiesa: Manuale di base per le donne – Parte A, 2002


Questa lezione ha lo scopo di ispirarci a creare un’atmosfera edificante nella nostra casa.

La possente influenza della vita familiare

• Mostra le illustrazioni 31-a, «Una madre con i suoi figli», e 31-b, «Una madre legge per i figli».

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31–a, Una madre con i suoi figli.

• Mostra le illustrazioni 31-a, «Una madre con i suoi figli», e 31-b, «Una madre legge per i figli».

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31-b, Madre che legge per i figli.

Il tempo che passiamo in casa ha una possente influenza sulla nostra vita. Nella casa i figli formano le proprie abitudini e idee. Doroty Law Nolte scrisse:

«Se un bambino vive nella critica, impara a condannare.

Se un bambino vive nell’ostilità, impara a combattere.

Se un bambino vive nello scherno, impara a essere timido.

Se un bambino vive nella vergogna, impara a sentirsi colpevole.

Se un bambino vive nella tolleranza, impara a essere paziente.

Se un bambino vive nell’incoraggiamento, impara ad aver fiducia in se stesso.

Se un bambino vive nella lode, impara ad apprezzare.

Se un bambino vive nell’equità, impara ad essere giusto.

Se un bambino vive nella sicurezza, impara ad avere fede.

Se un bambino vive nell’approvazione, impara a volersi bene.

Se un bambino vive nell’accettazione e nell’amicizia, impara a trovare amore nel mondo» («Children Learn What They live», copyright 1963 by John Philip Co.; riprodotto per gentile concessione).

Noi donne abbiamo il compito di creare un’atmosfera positiva nella nostra casa. Quest’atmosfera è grandemente influenzata dal nostro esempio. Possiamo porci queste domande: Siamo pazienti e felici? Correggiamo con amore e non con ira gli errori commessi dai nostri cari? Dimostriamo riverenza verso le cose sacre? Abbiamo fede in Gesù Cristo? Condividiamo le difficoltà? Preghiamo da soli e con la famiglia? Sappiamo ascoltare i nostri familiari? Se facciamo queste cose, creiamo un’atmosfera che ispirerà e aiuterà la nostra famiglia.

Come fare di un edificio una vera casa

Una casa deve essere il luogo in cui la gente vive in pace e felicità. La casa può essere una grotta, una tenda, una capanna, un villino, un appartamento o un palazzo. Le dimensioni e la bellezza di un edificio non bastano a farne una casa. È invece la gente felice che fa di un luogo una vera casa.

Ognuna di noi deve creare nella sua casa un’atmosfera che ispiri i suoi cari. Noi vogliamo che essi mettano in pratica i principi evangelici e facciano buon uso del loro tempo e dei loro talenti. Nella casa dobbiamo fornire ad ognuno l’opportunità di studiare, divertirsi e dedicarsi ai propri interessi. Allora i membri della famiglia non cercheranno altrove tali cose.

• Quali sono le cose che fanno nascere buoni sentimenti nella nostra casa? Scrivi le risposte alla lavagna e commentale. Assicurati che le seguenti idee vengano prese in considerazione:

  • Rispettare i sentimenti altrui.

  • Possedere lo Spirito del Signore.

  • Sentirsi desiderati e necessari.

  • Pregare.

  • Tenere la serata familiare.

  • Studiare le Scritture.

A prescindere dalle nostre condizioni economiche, possiamo fare molte cose per rendere l’atmosfera nella nostra casa più gradita ai nostri cari. Possiamo pensare ad attività divertenti per istruire e divertire i componenti della famiglia.

• Chiedi alle sorelle di parlare di momenti felici da loro vissuti in casa quando erano bambine.

• Scrivi alla lavagna la parola: Musica.

«Fred mangiò tutta la colazione, poi scese dalla sedia.

‹Mamma, ora posso andare a giocare a casa di Jim?›

‹Ma, Fred›, obiettai, ‹sei stato a casa di Jim ieri e l’altro ieri; perché invece non fai venire qui Jim?›

‹Oh, non verrebbe›. Il labbro inferiore di Fred cominciò a tremare a dispetto dell’orgoglio proprio dei suoi sei anni. ‹Ti prego, mamma, lasciami andare›.

‹Perché ti piace la casa di Jim più della nostra?› lo incalzai. Mi ero resa conto improvvisamente che Fred e tutti i suoi amici volevano andare a casa di Jim.

‹Perché›, spiegò esitando tra una parola e l’altra, ‹perché – perché la casa di Jim è una casa che canta›.

‹Una casa che canta?› chiesi. ‹Cosa significa una casa che canta?›

‹Be’› disse Fred, trovando difficile spiegarsi, ‹la mamma di Jim canta mentre cuce. Annie, la domestica, canta mentre fa i dolci, e il babbo di Jim fischietta sempre quando torna a casa dal lavoro›. Fred si fermò un attimo, poi aggiunse: ‹Le loro tendine sono sempre tirate da parte e la luce entra in tutte le stanze, e sul davanzale di ogni finestra c’è sempre un vaso di fiori. A tutti i ragazzi piace la casa di Jim›.

‹Puoi andare a giocare da Jim›, dissi rapidamente. Volevo che mi lasciasse sola per riordinare i miei pensieri.

Mi guardai attorno. Tutti dicevano quanto era bella la mia casa. I tappeti che coprivano i pavimenti erano persiani. Avevamo comprato i mobili e la macchina a rate. Forse era questo il motivo per cui il padre di Fred non fischiettava tornando a casa dal lavoro.

Andai alla casa di Jim, anche se erano le dieci di un sabato mattina. Lo feci lo stesso, perché sapevo che alla signora Burton non sarebbe dispiaciuto essere interrotta mentre era intenta alle faccende domestiche. La signora Burton sembrava non avere mai fretta. Quella mattina mi venne incontro sulla porta, con un asciugamano intorno ai capelli.

‹Si accomodi, prego. Ho appena finito di pulire il soggiorno. No, per carità, non interrompe nulla. Se permette mi asciugo un attimo i capelli e sono da lei›.

Mentre attendevo mi guardai intorno. I tappeti erano molto consunti, le tendine erano tirate ai lati delle finestre, i mobili vecchi e graffiati. Su un tavolino c’erano alcune vecchie riviste. Sul davanzale della finestra c’erano dei cestini con delle piantine d’edera. Un canarino cantava dalla sua gabbia appesa nel sole, sopra l’altra finestra. L’effetto creato da tutte queste cose era quello di una casa intima, accogliente.

La porta della cucina era aperta e potevo vedere Jerry, il bambino più piccolo, seduto sul linoleum pulito, intento a osservare Annie che preparava un dolce. Annie stava cantando…

La signora Burton entrò sorridente. ‹Bene›, mi chiese, ‹a cosa devo il piacere della sua visita? So che deve essere venuta per un motivo preciso, dato che lei è una donna molto occupata›.

‹Sì›, dissi bruscamente, ‹sono venuta a vedere che aspetto ha una casa che canta›.

La signora Burton mi guardò sorpresa. ‹Scusi! Non ho capito›.

‹Fred dice che gli piace venire qui perché lei ha una casa che canta. Comincio a capire che cosa intende dire mio figlio›.

‹Che magnifico complimento!› disse la signora Burton arrossendo. ‹Ma naturalmente la mia casa non regge al confronto con la sua. Tutti dicono che lei ha la più bella casa della città›.

‹Ma non è una casa che canta›, obiettai io. ‹Mi deve dire come è riuscita ad averne una›.

‹Bene›, disse la signora Burton sorridendo, se proprio vuole saperlo… Vede, John non guadagna molto. Penso che non arriverà mai a guadagnare molti soldi. Non è il tipo. Dobbiamo economizzare su qualche cosa, pertanto abbiamo deciso di eliminare tutte le cose non indispensabili… Vi sono i libri, le riviste e la musica… Queste sono cose che i bambini possono tenere dentro di sé. Queste cose non possono essere loro tolte da nessuna calamità quindi decidemmo che erano indispensabili. Naturalmente un cibo buono e sano fa parte delle cose essenziali… I vestiti dei bambini sono molto semplici; ma quando abbiamo finito di pagare tutte queste cose, non rimane molto da dedicare all’acquisto di tappeti e mobili. Non facciamo debiti, se possiamo evitarlo… Ma in fondo siamo felici», concluse.

‹Si, lo vedo› dissi pensierosa. Guardai Fred e Jerry intenti ai loro giochi in un angolo della cucina. Avevano fatto un treno con delle scatole di fiammiferi vuote e lo stavano caricando di grano. Ne spargevano parecchio sul pavimento, ma il grano è sano e pulito.

Tornai a casa. I miei tappeti persiani sembravano sbiaditi. Tirai le tende il più possibile, ma la luce che entrava nella casa era smorzata dalle tendine di seta che ancora coprivano i vetri… La mia casa non era una casa che cantava. Decisi allora che avrei fatto di tutto per renderla tale» («Priorità», La Stella, aprile 1970, pagg. 116–117).

• Cosa vuol dire in questa storia ‹una casa che canta›? Quali sono alcuni dei motivi per cui quella casa era tanto felice?

Una gran parte della musica del mondo di oggi non è edificante. Alcuni autori di canzoni vogliono indurci a intrattenere pensieri immorali o irriverenti. Questa musica ci impedisce di sentire lo Spirito del Signore.

• Mostra l’illustrazione 31-c, «Una madre insegna gli inni del Vangelo ai suoi figli ancora piccoli». Leggi Dottrina e Alleanze 25:12.

Piano.(clicca per allargare la visione)

31-c, Madre che insegna gli inni del Vangelo ai suoi figli piccoli.

Gli inni cantati da tutta la famiglia ci portano più vicini fra noi e più vicini al Signore. La musica popolare ci ricorda i nostri antenati e il modo in cui vivevamo. La buona musica edifica e ispira. Impariamo ad amarla ascoltandola, cantandola e suonandola spesso.

Dobbiamo incoraggiare i nostri membri familiari a sviluppare i loro talenti musicali. I dirigenti della Chiesa ci hanno chiesto di farlo, anche se ciò può risultare difficile. Una nostra sorella della Svizzera, Margrit F. Lohner; ha narrato la seguente storia:

«La bella voce di mia madre riempiva la nostra casa la mattina, a mezzogiorno, e la sera. Ella non conosceva ninne-nanne, ma cantava gli inni di Sion. Imparai così a cantare questi inni già da bambina.

I miei genitori non potevano permettersi un piano, così ogni giorno per un anno, camminai per venti minuti sotto la pioggia e la neve per esercitarmi al piano nel freddo soggiorno di alcuni membri del nostro ramo di Zurigo. Presto mi ammalai di polmonite proprio per questo fatto, e i miei genitori rinunciarono a molte cose indispensabili per comprarmi un piano. Per pagarmi le lezioni di musica mia madre cominciò a lavorare come domestica a ore. Come risultato di questi sacrifici, proprio grazie alla musica la mia vita si arricchì di molte sincere amicizie» («With a Song on Your Heart», Ensign, agosto 1975, pag. 27).

• Scrivi sulla lavagna la parola: Arte. Come possiamo incoraggiare l’arte nella nostra casa?

• Mostra l’illustrazione 31-d, «Un’immagine del Cristo risorto usata per rendere più spirituale l’atmosfera di questa casa».

Le immagini che esponiamo nella nostra casa indicano ai nostri cari le cose che sono più importanti. Possiamo circondarci di fotografie dei nostri familiari, di immagini che ricordano i nostri antenati, la nostra religione e i nostri obiettivi. Possono esservi immagini del Salvatore, dei templi e dei profeti. Possiamo anche decorare le nostre case con illustrazioni che ci aiutano ad amare la natura, la pace, la bellezza, la storia e così via.

Possiamo sviluppare le nostre capacità nella pittura, scultura, ricamo e tessitura per decorare la nostra casa con il lavoro delle nostre mani. Possiamo incoraggiare i nostri familiari nell’arte dando loro i mezzi necessari per esprimersi. Possiamo esporre nelle nostre case le loro opere e incoraggiarli. Non dobbiamo mai mettere in ridicolo il loro lavoro e i loro tentativi. Una serata familiare può essere dedicata a una seduta di lavoro in cui tutti lavorano insieme per creare un oggetto attraente da donare a una persona ammalata, costretta a stare in casa o sola.

• Scrivi alla lavagna la parola: Natura. Come possiamo incoraggiare i nostri cari ad apprezzare la natura?

Molte di noi non dedicano il tempo necessario ad apprezzare le bellezze della natura. Ma possiamo spesso sentire lo Spirito del Signore quando ammiriamo un tramonto, un fiore, la luce del sole che filtra attraverso le foglie, una conchiglia, una pietra colorata. Possiamo parlare delle meraviglie della natura e rendere grazie a Dio per le Sue creazioni.

• Leggete le parole dell’inno «Il mio Padre celeste mi ama», sotto riportate.

Se sento cantar gli uccelli nel ciel,
se guardo il bel cielo blu,
se sento la pioggia bagnarmi un po’,
e fra i rami il vento soffiar;
se in mezzo ai fior camminerò
sfiorandoli con la man,
son grato e felice perché il mio Signor
ha creato il mondo per me.
Mi ha dato gli occhi per veder,
farfalle, colori e fior;
mi ha dato le orecchie per sentir
ogni suono che c’è intorno a me.
Mi ha dato la vita, questo cuor,
perciò grato Gli sarò.
So che il Padre in cielo mi ama perché
ha creato il mondo per me
(Innario dei bambini, pag. 16).

Possiamo portare le bellezze della natura nella nostra casa coltivando fiori e piante, sia all’interno che all’esterno. Quasi a tutti piace seminare, annaffiare e vedere le piante che spuntano dalla terra. Possiamo raccogliere rocce e studiare le foglie. L’allevamento e la cura degli animali ci insegnano a apprezzare la nascita, la vita e la morte. Impariamo a donare affetto e servizio. Dobbiamo incoraggiare ogni interesse verso la natura dimostrato dai nostri figli.

• Scrivi alla lavagna la parola: Libri. Come possiamo incoraggiare nella nostra casa l’apprezzamento per buoni libri?

La lettura delle Scritture e di altri buoni libri nutre la mente, proprio come il buon cibo nutre il corpo. I libri sono come compagni: possono edificarci o danneggiarci. Se siamo sagge, leggeremo soltanto quei libri che ci rendono persone migliori. I buoni libri ci aiutano ad apprezzare tutto ciò che è buono, bello e vero.

Possiamo influire sulle letture dei nostri familiari scegliendo buoni libri per la nostra casa. Possiamo leggere ad alta voce per loro. Possiamo narrare episodi della nostra vita e dei nostri antenati.

• Leggi Dottrina e Alleanze 88:118; 90:15. Quali libri puoi portare in casa per aiutare la tua famiglia?

• Scrivi alla lavagna la parola: Divertimenti. Quali divertimenti dobbiamo fornire alla nostra famiglia?

I film e i programmi televisivi possono influenzarci come fanno i libri. Alcuni ci insegnano principi veri; altri si limitano a divertirci; altri esprimono false idee. La nostra famiglia deve decidere quali programmi vale la pena di seguire e quali no. Molti adulti e bambini potrebbero usare meglio il tempo che dedicano alla televisione per migliorare il loro corpo e la loro mente come è stato spiegato nel corso di questa lezione.

• Scrivi alla lavagna: Ordine e pulizia.

Possiamo avere un po’ di bellezza nella nostra casa anche se non disponiamo di molto denaro. Non dobbiamo permettere che in noi o nella nostra casa vi siano cose sporche, in cattivo stato o di cattivo gusto. Qualche volta, per tenere la casa ben ordinata e pulita, siamo portate a rinunciare a attività, interessi e progetti. Possiamo pensare che si tratta di cose che rendono la nostra casa un ambiente meno attraente. Ma ogni componente della famiglia ha bisogno di creare qualcosa. Dobbiamo tutti rispettare le cose e le attività degli altri familiari. Ogni figlio deve avere un luogo, cassetto o scatola in cui può conservare i suoi «tesori».

Conclusione

Il tredicesimo articolo di fede dice: «Se vi sono cose virtuose, amabili, di buona reputazione o degne di lode, queste sono le cose che noi ricerchiamo». Questa dichiarazione può aiutarci a sviluppare un’atmosfera edificante nelle nostre case.

Il presidente David O. McKay disse: «Non conosco luogo oltre la casa in cui si possa trovare la vera felicità in questa vita. È possibile fare della casa un angolo di cielo. Invero considero il cielo la continuazione della casa ideale» (Secrets of Happy Life, pag. 18). Ognuna di noi ha il privilegio e il compito di creare questo genere di casa.

• Canta l’inno «Tutto è bello attorno a noi» (Inni, No. 186).

Incarichi

Questa settimana fai qualcosa di particolare per migliorare l’atmosfera che esiste nella tua casa. Per cominciare, cerca di sorridere più spesso o di migliorare il tuo atteggiamento. Nota ciò che accade agli altri componenti della famiglia. Organizza una passeggiata, un programma quotidiano di lettura o altre attività divertenti con un figlio.

Preparazione dell’insegnante

Prima di esporre questa lezione:

  1. 1.

    Studia Principi Evangelici, capitolo 34, «Come sviluppare i nostri talenti» e il capitolo 36, «La famiglia può diventare eterna».

  2. 2.

    Stabilisci di cantare l’inno di chiusura «Tutto è bello attorno a noi» (Inni, n. 186).

  3. 3.

    Incarica le sorelle di narrare le storie, leggere le Scritture o le dichiarazioni citate nella lezione.