Lezione 28: David O. McKay rese onore alla casa e alla famiglia

"Lezione 28: David O. McKay rese onore alla casa e alla famiglia," I presidenti della Chiesa: Manuale dell’insegnante, (1996)


Obiettivo

Studiando la vita del presidente David O. McKay i membri della classe impareranno a onorare la casa come un sacro luogo dove ci si prepara per la vita terrena e per la vita eterna.

Preparazione

  1. 1.

    Preparati a mostrare il ritratto del presidente David O. McKay che si trova alla fine del manuale.

  2. 2.

    Assicurati che ogni membro della classe abbia con sé una copia del Libro di Mormon.

  3. 3.

    Procurati un foglio di carta e una matita per ogni membro della classe.

  4. 4.

    Prepara un poster con la dichiarazione del presidente McKay: «Uno dei nostri beni più preziosi è la famiglia» (David O. McKay, Conference Report, aprile 1964, pag. 5).

Svolgimento della lezione

Introduzione

Definizione e discussione

  • Cosa significa «onorare»? (Mostrare grande rispetto per il valore o grado di qualcuno, riconoscere la preminenza, riverire).

  • Onorare è una parola che comporta un’azione? (Sì! Quando onoriamo qualcuno o qualcosa, spesso siamo motivati, ispirati o influenzati da detta persona o cosa).

  • Pensate a una persona o cosa che onorate. Quale influenza ha esercitato su di voi questa persona o cosa?

David O. McKay onorava i suoi antenati

Storia

David O. McKay fu il nono profeta e presidente della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni. Egli attribuiva gran parte del suo successo all’amore e al rispetto che sentiva per i suoi genitori e nonni e all’affettuosa atmosfera che regnava nelle loro case. Gli antenati del presidente McKay erano persone nobili e risolute, retaggio di cui egli era orgoglioso e che riveriva onorandolo con profondo affetto.

L’appartenenza al Vangelo della famiglia McKay risale alla metà dell’800–-a pochi anni dopo che il Vangelo era stato restaurato sulla terra. Nel 1850, tra le colline della Scozia, William e Ellen Oman McKay, nonni del presidente McKay, accettarono il Vangelo.

Nel 1856 lasciarono la Scozia per l’America. L’orgoglio e la devozione del presidente McKay per i suoi nonni diventavano più grandi quando, ancora ragazzo, ascoltava le storie dei nonni che avevano attraversato le praterie per raggiungere l’Utah. Tra quelle storie questa era la sua preferita:

Dopo essere arrivati in America, «William ed Ellen con i loro figli si trasferirono nell’Iowa e di nuovo si fermarono un altro anno per risparmiare, grazie al loro lavoro, il denaro necessario e prepararsi per il lungo viaggio attraverso le praterie per raggiungere l’Utah. Alla fine dell’anno possedevano due vitelli di un anno, due mucche, un vecchio bue, un carro e poche provviste, e tutti erano ansiosi di iniziare il lungo viaggio di 1.600 chilometri. La vigilia della partenza, il 13 giugno 1859, si tenne una riunione preparatoria. Il comandante Brown riferì che c’era una vedova con un bambino in tenera età, che non aveva mezzi di trasporto ed era troppo ammalata per camminare. ‹C’è qui qualcuno che può offrire un posto a questa vedova e a suo figlio?› I carri erano già stracarichi e dagli uomini riuniti in assemblea non venne alcuna risposta. William si era sempre adoperato per provvedere alle esigenze della moglie e intendeva farla viaggiare nel carro, mentre egli stesso avrebbe camminato al suo fianco. Riferì la richiesta a sua moglie Ellen dicendo: ‹Cara, c’è una vedova che desidera attraversare le praterie: è priva di qualsiasi aiuto e non è in grado di camminare. Qualcuno dovrà darle un posto sul suo carro. Questa sera non ho detto nulla›.

Ella rispose immediatamente: ‹Torna subito là e dille che può prendere il mio posto›. Dietro le sue insistenze egli lo fece, ed Ellen camminò a fianco del marito per tutto il viaggio di 1.600 chilometri attraverso le praterie!» (Llewelyn McKay, Home Memories of President David O. McKay [Salt Lake City: Deseret Book Co., 1956], pagg. 19–20).

Da questi nobili genitori nacquero nobili figli e figlie. Il figlio più piccolo, David McKay, fu il padre del presidente McKay.

David McKay e Jennette Evans si sposarono nel 1867 e si trasferirono subito nella Valle di Ogden per iniziare una nuova vita. La casa che costruirono a Huntsville esiste ancora oggi, quasi uguale a com’era quando David O. McKay vi nacque l’8 settembre 1873. Egli fu il loro primo maschio e il terzo di dieci figli.

Episodio

Il presidente David O. McKay sin dai primi anni era consapevole dei benefici che la casa e la famiglia possono dare all’uomo.

«Quando David aveva appena sette anni le due sorelle maggiori morirono, e poco tempo dopo suo padre fu chiamato in missione per due anni nella nativa Scozia. La mamma avrebbe avuto un altro figlio entro dieci giorni. C’era la fattoria da mandare avanti e i figli da nutrire. Ma la Chiesa veniva al primo posto. Era una prova di fede. Quando l’anziano McKay montò a cavallo per partire prese tra le braccia il figlio, lo salutò con un bacio e disse: ‹David, prenditi cura della mamma e dei tuoi fratelli e sorelle›. Quel giorno ebbe fine l’infanzia di David O. McKay, ed egli diventò un uomo dotato di un eccezionale senso di responsabilità.

La cosa che David più temeva la notte erano gli Indiani e i delinquenti che potevano venire a molestarli. ‹Una notte in cui non riuscivo a prendere sonno mi sembrò di udire dei rumori per la casa. La mamma si trovava in un’altra stanza; Thomas E. dormiva profondamente accanto a me. Non riuscivo a liberarmi del mio turbamento, così decisi di pregare come mi avevano insegnato i miei genitori. Ero convinto che potevo pregare soltanto alzandomi dal letto e inginocchiandomi, e per me quella fu una prova terribile. Alla fine mi feci forza, scesi dal letto e mi inginocchiai per pregare Dio di proteggere la mamma e i miei fratelli e sorelle. E una voce che parlava tanto chiaramente come io parlo a voi ora disse: «Non temere; nulla ti farà del male». Non dico da dove veniva, non dico di chi era; spetta a voi giudicarlo. Per me fu una risposta dal Cielo›» (John J. Stewart, Remembering the McKays [Salt Lake City: Deseret Book Co., 1970], pagg. 13–14).

Discussione

Il presidente McKay una volta disse: «Se mi fosse chiesto di indicare qual è la cosa di cui il mondo ha più bisogno, direi senza alcuna esitazione: madri sagge; e la seconda: padri esemplari» (Llewelyn McKay, Home Memories, pag. 4).

Attività

Per sottolineare la necessità di seguire il buon esempio, consegna a ogni membro della classe un foglio di carta e una matita. Spiega che impartirai loro diciannove brevi istruzioni da seguire. (Seguendo le istruzioni si arriverà a tracciare il sottostante disegno):

Non mostrare il disegno ai membri della classe sino a quando avranno portato a termine l’esercizio.

Chiedi ai membri della classe di non parlare e non commentare questa attività durante il suo svolgimento. Leggi le seguenti istruzioni:

Cominciando dal centro del foglio, tracciate una linea continua come segue:

  1. 1.

    Verso il basso, 5 centimetri.

  2. 2.

    A destra, 7 centimetri e mezzo.

  3. 3.

    In alto, 5 centimetri.

  4. 4.

    In diagonale, verso l’alto a sinistra, 5 centimetri.

  5. 5.

    In diagonale, verso il basso a sinistra, 5 centimetri.

  6. 6.

    Orizzontale, verso destra, 7 centimetri e mezzo.

  7. 7.

    Verticale, verso il basso, 5 centimetri.

  8. 8.

    Orizzontale, a sinistra, 5 centimetri.

  9. 9.

    Verticale, in alto, 4 centimetri.

  10. 10.

    Orizzontale, a destra, 2 centimetri e mezzo.

  11. 11.

    Verticale, verso il basso, 4 centimetri.

  12. 12.

    Orizzontale, a sinistra, 10 centimetri.

  13. 13.

    Verticale, verso l’alto, 5 centimetri.

  14. 14.

    Tracciare un cerchio con gli orli a zig-zag di circa 5 centimetri di diametro.

  15. 15.

    Verticale, verso il basso, 4 centimetri.

  16. 16.

    Orizzontale, a sinistra, 5 centimetri.

  17. 17.

    Verticale, verso l’alto, 10 centimetri.

  18. 18.

    Tracciare un cerchio completo di circa 2 centimetri.

  19. 19.

    Tracciare a raggiera dei piccoli triangoli con la punta all’infuori lungo il perimetro del cerchio.

  20. 20.

    Avete finito!

Lascia che i membri della classe commentino questa attività. Alcuni vorranno mostrarti il loro disegno. Ascolterai i commenti come: «Che pasticcio!» «Non ho capito le sue istruzioni». «Sono andato bene sino al punto in cui…»

Lavagna e discussione

Poi ripeti l’esercizio. Questa volta guida la classe tracciando tu stesso alla lavagna il disegno, a mano a mano che leggi le istruzioni.

  • Quanto è importante avere un buon esempio da seguire? (Molto importante; in questo esercizio, quando abbiamo visto eseguire il disegno, le istruzioni sono state molto più facili da seguire).

  • Quanto è importante che noi stessi diamo dei buoni esempi? (Gli esempi dati da coloro che ci circondano esercitano una grande influenza su di noi, proprio come il nostro esempio ha il potere di influire sugli altri).

  • Quali sono le persone che influenzate maggiormente con il vostro esempio? (Accetta varie risposte, facendo notare poi che gli amici, i fratelli e le sorelle a volte sono molto influenzabili).

Il presidente McKay fu sempre attorniato da buoni esempi e influenze positive. I suoi antenati, la sua famiglia e la sua casa erano veramente esemplari. Le radici della famiglia McKay affondavano profondamente nel Vangelo e si rafforzavano sempre di più col passare delle generazioni, e i suoi componenti vivevano una vita improntata al servizio e all’obbedienza. Il presidente McKay conosceva il potere e l’influenza della casa e della famiglia, poiché egli ne era diventato una parte indispensabile. Egli disse:

Illustrazione

«Uno dei nostri beni più preziosi è la famiglia» (Conference Report, aprile 1964, pag. 5).

Egli disse: «Nessun successo nella vita può compensare il fallimento nella casa. La più povera capanna, in cui esiste l’amore di una famiglia unita, agli occhi di Dio e al cospetto della futura umanità riveste un valore più grande di ogni ricchezza. In tale casa Dio può compiere miracoli, e lo farà. I puri di cuore in una casa pura sono sempre a portata di voce del Cielo» (citazione da J. E. McCulloch, Home: The Savior of Civilization [Washington, D.C.: The Southern Co-operative League, 1924], pag. 42; Conference Report, aprile 1964, pag. 5).

Domande su cui riflettere

  • Pensate alla casa e alla famiglia di cui fate parte. Quali sono i punti di forza del vostro nucleo familiare?

  • Quali cose vorreste cambiare? (Puoi suggerire che i membri della classe scrivano i loro pensieri sul retro del foglio usato per l’esercizio).

  • Quali preparativi state facendo e quali obiettivi avete stabilito, che vi aiuteranno ad avere una famiglia esemplare? (Per aiutare i membri della classe a rispondere a questa domanda, puoi ricordare alcune virtù presenti nella famiglia del presidente McKay, come ad esempio: l’amore, il lavoro, l’obbedienza e il sacrificio).

Scritture e discussione

Le Scritture propongono numerosi casi di famiglie esemplari. Uno è quello descritto nel quinto capitolo di Helaman. Helaman impose ai due figli i nomi Nefi e Lehi e insegnò loro con affetto a emulare il comportamento dei loro antenati.

Leggete insieme Helaman 5:6–7.

Il presidente David O. McKay era il prodotto di una famiglia e di una casa esemplari e onorate. Egli diceva sempre che la famiglia e la casa sono il nucleo del Vangelo. Egli amava la vita in famiglia, e la viveva in maniera tale che il suo esempio è diventato un punto di riferimento per molti.

«‹La nostra casa è soltanto una vecchia casa di campagna›, egli diceva, ‹ma nessun luogo è mai stato più riempito di vero amore e di devozione da genitori, fratelli e sorelle. Per me è il luogo più caro e più dolce della terra›» (Stewart, Remembering the McKays, pag. 13).

Testimonianza e incarico

Porta testimonianza e esorta la classe a ricordare che il modo in cui vivono è molto importante. Essi fanno parte di una casa e di una famiglia e possono diventare un esempio positivo per gli altri.