Spazzare la terra come con un diluvio


 

 

Quanto segue è il testo del discorso dell’anziano David A. Bednar del Quorum dei Dodici Apostoli, tenuto il 19 agosto 2014 durante la BYU Campus Education Week [la Settimana dell’istruzione] alla Brigham Young University di Provo, Utah (USA).


 

Nel 2009 portai un messaggio ai giovani adulti della Chiesa, intitolato “Le cose come sono realmente” e parlai del potenziale spirituale e delle trappole delle varie tecnologie nel mondo moderno (vedi Liahona, giugno 2010, 22–31). Il mio discorso oggi si basa su quel messaggio e lo rafforza, concentrandosi su tre argomenti correlati: (1) il periodo unico nella storia del mondo in cui viviamo, ovvero “la dispensazione della pienezza dei tempi”, (2) le ispirate innovazioni nella tecnologia e nelle comunicazioni che si sono sviluppate in questa dispensazione decisiva e (3) come noi usiamo appropriatamente questi potenti strumenti per far avanzare l’opera di salvezza in tutto il mondo.

Prego che lo Spirito Santo ci insegnerà e che ispirerà ognuno di noi mentre riflettiamo insieme su veri principi e su come mettere in pratica quei principi nella nostra vita.

La dispensazione in cui viviamo

Viviamo in una dispensazione davvero unica.

Una dispensazione del Vangelo è un periodo di tempo in cui l’autorità del sacerdozio, le ordinanze e la conoscenza dottrinale necessarie si trovano sulla terra per implementare il piano di salvezza che il Padre ha per i Suoi figli. Per stabilire una dispensazione è essenziale un servo autorizzato di Dio, un capo di una dispensazione, che detiene ed esercita l’autorità e le chiavi del santo sacerdozio. Le dispensazioni del Vangelo sono state stabilite tramite Adamo, Enoc, Noè, Abrahamo, Mosè, Gesù Cristo, Joseph Smith e altri. In ogni dispensazione le verità del Vangelo vengono rivelate nuovamente — o dispensate — affinché le persone di quel periodo non dipendano interamente dalle dispensazioni passate per conoscere il piano del Padre Celeste.

L’apostasia dalla verità si è verificata in ciascuna delle dispensazioni precedenti. Tuttavia, l’opera di salvezza che è stata iniziata ma non completata in quelle ere precedenti continua fino alla dispensazione finale. Il profeta Joseph Smith spiegò che per questa ragione lo sviluppo della gloria degli ultimi giorni, ovvero la dispensazione della pienezza dei tempi, “è una causa che in ogni tempo ha interessato il popolo di Dio; è un tema su cui i profeti, i sacerdoti e i re si sono dilungati con particolare delizia. Essi hanno atteso con letizia il giorno in cui noi viviamo; e, guidati da un’attesa celestiale e gioiosa, hanno cantato, scritto e profetizzato di questo nostro giorno” (Insegnamenti dei presidenti della Chiesa – Joseph Smith [2007], 192).

In questa grandiosa e ultima di tutte le dispensazioni del Vangelo, è necessario “che abbia luogo un’intera, e completa, e perfetta unione, e una connessione delle dispensazioni, delle chiavi, dei poteri e delle glorie, e che siano rivelate dai giorni di Adamo fino al tempo presente. E non solo questo, ma le cose che non sono mai state rivelate dalla fondazione del mondo, ma sono state tenute nascoste ai saggi e agli intelligenti, saranno rivelate […] in questa, la dispensazione della pienezza dei tempi” (DeA 128:18).

Il profeta Joseph spiegò inoltre: “Tutte le ordinanze e i doveri che sono stati mai richiesti al sacerdozio, sotto la direzione e i comandamenti dell’Onnipotente in una qualsiasi dispensazione, ci sarebbero stati nell’ultima dispensazione […], facendo avverare la restaurazione di cui hanno parlato tutti i santi profeti” ((Insegnamenti dei presidenti della Chiesa – Joseph Smith, 522).

Come dichiarò l’apostolo Paolo: “Nella pienezza dei tempi, [Dio raccoglierà] sotto un sol capo, in Cristo, tutte le cose: tanto quelle che son nei cieli, quanto quelle che son sopra la terra” (Efesini 1:10).

La dispensazione della pienezza dei tempi e la tecnologia

Siamo benedetti a vivere, imparare e servire in questa straordinaria dispensazione. Un aspetto importante della pienezza a nostra disposizione in quest’epoca speciale è il miracoloso progresso delle innovazioni e delle invenzioni che hanno avviato e accelerato l’opera di salvezza: treni, telegrafi, radio, automobili, aerei, telefoni, transistor, televisione, computer, trasmissioni satellitari, Internet e un elenco quasi infinito di tecnologie e strumenti che benedicono la nostra vita. Tutti questi progressi fanno parte del piano del Signore di affrettare la Sua opera negli ultimi giorni.

Nel 1862 Brigham Young disse: “Tutte le scoperte della scienza e dell’arte che sono veramente utili all’uomo sono state fatte per diretta rivelazione di Dio, sebbene pochi siano coloro che lo ammettono. Queste scoperte sono state fatte per preparare la strada al trionfo della verità e alla redenzione della terra dal potere del peccato e di Satana. Dovremmo approfittare di tutte queste grandi scoperte, della saggezza accumulata in tutte le epoche, e dare ai nostri figli il beneficio di tutti i rami della conoscenza utile, per prepararli ad avanzare e svolgere efficacemente la loro parte in questa grande opera” (Discourses of Brigham Young, selezioni di John A. Widtsoe [1954], 18–19).

Nel 1966 il presidente David O. McKay profetizzò che scoperte scientifiche che “sfidano ogni immaginazione” avrebbero reso possibile la predicazione del Vangelo a ogni tribù, lingua e popolo. E ancora :

“[Vi saranno] scoperte con un enorme potenziale, che renderanno la responsabilità dell’umanità di controllarle la più grande responsabilità che il genere umano abbia mai avuto tra le mani. […] Quest’era è piena di pericoli illimitati, come pure di possibilità sconosciute” (Conference Report, ottobre 1966, 4).

Ascoltate ora la voce del presidente Spencer W. Kimball, registrata nel 1974, mentre descriveva il futuro dell’opera missionaria:

“Credo che il Signore sia ansioso di mettere nelle nostre mani invenzioni che noi principianti abbiamo a malapena intravisto. […]

“Con il Signore che fornisce questi miracoli di comunicazione e con i crescenti sforzi e la devozione dei nostri missionari, di tutti noi e di tutti gli altri che sono ‘mandati’, sicuramente si verificherà il divino ammonimento: ‘Poiché, in verità, il suono deve spargersi da questo luogo in tutto il mondo e alle estremità della terra: il Vangelo deve essere predicato ad ogni creatura’ (DeA 58:64)” (“When the World Will Be Converted”, Ensign, ottobre 1974, 10–11).

E nel 1981 il presidente Gordon B. Hinckley insegnò: “Siamo fiduciosi che a mano a mano che quest’opera divina progredisce, il Signore ispirerà gli uomini a sviluppare i mezzi grazie ai quali i membri della Chiesa, ovunque si trovino, possano essere consigliati in maniera diretta e personale dal Suo profeta eletto. La comunicazione rappresenta il sistema nervoso che unisce la Chiesa per fare di essa una grande famiglia. Tra gli impianti attualmente disponibili e quelli che sono già all’orizzonte saremo in grado di conversare l’uno con l’altro secondo le necessità e le circostanze dei tempi” (“La certezza è l’essenza della religione”, La Stella, aprile 1982, 6).

Messaggi e fotografie che richiedevano giorni, settimane e mesi per essere spedite e ricevute adesso possono essere inviati in tutto il mondo in pochi secondi. Ti siam grati, o Signor, per i profeti che ci hanno istruiti e preparati per il tempo in cui viviamo e che ci hanno esortati a usare il progresso tecnologico per sostenere la missione continua della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli Ultimi Giorni.

A giugno 2013, l’anziano L. Tom Perry descrisse l’impatto delle tecnologie digitali sull’opera missionaria. Egli disse:

“Quando ero un giovane missionario, riuscivamo a trovare dei contatti parlando per strada e bussando alle porte per poter condividere il Vangelo. Il mondo è cambiato da allora. Oggi, molte persone sono prese dai numerosi impegni della loro vita. Sono sempre di corsa e meno disposte a permettere a completi sconosciuti di entrare nelle loro case senza alcun invito per condividere il messaggio del vangelo restaurato. Spesso comunicano con gli altri, anche con gli amici intimi, via Internet. La natura stessa dell’opera missionaria deve cambiare per permettere al Signore di adempiere la Sua opera di radunare Israele ‘dai quattro angoli della terra’ (2 Nefi 21:12). Adesso i missionari sono autorizzati a utilizzare Internet nel loro lavoro di proselitismo. […]

In questa nuova era nella quale ai missionari sarà permesso di utilizzare il computer nell’opera del Signore, invitiamo voi, giovani e anziani, adulti, giovani adulti, ragazzi e bambini di ogni dove a unirvi a noi in questa nuova e stimolante opera diventando amici su Facebook dei missionari nella vostra zona e condividendo i loro messaggi evangelici on-line e diventando voi stessi parte attiva dell’opera missionaria” (“L’opera missionaria nell’era digitale” [Riunione di addestramento dei dirigenti a livello mondiale, giugno 2013]; lds.org/broadcasts).

Circa il 40 percento della nostra forza missionaria in tutto il mondo userà presto dispositivi digitali come strumenti nell’opera di conversione, di ritenimento e di riattivazione. Sono fiducioso che tutti noi pure ci rendiamo conto di come la tecnologia abbia accelerato il lavoro di storia familiare e di tempio, il nostro studio personale e familiare del vangelo restaurato e ci abbia reso possibile scoprire, vedere e vivere il mondo in modi straordinari.

Social Media

Una tecnologia nota come social media si sta evolvendo ai nostri giorni e ricopre un ruolo sempre più importante nell’affrettare l’opera di salvezza. Il termine social media fa riferimento a vari canali di comunicazione mobile e via Internet che sono usati da singoli, famiglie e grandi gruppi di persone per creare comunità digitali all’interno delle quali condividono informazioni, idee, messaggi personali e altri contenuti come fotografie e video.

La popolarità e la portata degli attuali strumenti dei social media sono impressionanti. Ad esempio, Facebook è un servizio di rete usato per condividere messaggi, immagini, collegamenti e video con la famiglia, gli amici e i seguaci — e ha una media di circa 1,2 miliardi di utenti al mese.

YouTube è una piattaforma tramite cui i video possono essere distribuiti, visti, votati e condivisi — e ha una media di circa un miliardo di utenti al mese.

Twitter è un mezzo per inviare e ricevere messaggi di testo brevi e rapidi chiamati tweet — e ha una media di circa 250 milioni di utenti al mese.

Instagram permette di condividere fotografie e brevi video — e ha una media di circa 150 milioni di utenti al mese.

Pinterest è una bacheca virtuale usata per raccogliere e condividere contenuti e immagini da tutto il web — e ha una media di circa 70 milioni di utenti al mese.

Ovviamente, ho nominato soltanto cinque degli attuali popolari canali di social media; molti altri canali come questi vengono usati da decine di milioni di utenti. E nuovi metodi e nuovi canali per la comunicazione digitale vengono sviluppati continuamente.

Il Signore sta affrettando la Sua opera e non è una coincidenza che queste potenti innovazioni e invenzioni della comunicazione si stiano sviluppando nella dispensazione della pienezza dei tempi. I canali dei social media sono strumenti globali che possono avere un impatto personale e positivo su un vasto numero di individui e famiglie. E io credo che sia arrivato il tempo in cui noi come discepoli di Cristo dobbiamo usare questi strumenti ispirati in maniera appropriata e più efficace per testimoniare di Dio il Padre Eterno, del Suo piano di felicità per i Suoi figli e di Suo Figlio Gesù Cristo quale Salvatore del mondo; di proclamare la realtà della restaurazione del Vangelo negli ultimi giorni; e di adempiere l’opera del Signore.

Voglio ora illustrare vari esempi di messaggi e immagini del Vangelo che sono stati creati dalla Chiesa e dai suoi membri e condivisi con il mondo tramite i social media.

Grazie a Lui

Per onorare il vero significato della Pasqua, la Chiesa agli inizi di quest’anno ha prodotto e distribuito un video di due minuti e quaranta secondi intitolato Grazie a Lui. Questo messaggio si concentra sulla speranza, la guarigione e la salvezza rese possibili grazie all’Espiazione di Gesù Cristo.

Poiché la Chiesa, i suoi membri e persone di altre fedi hanno condiviso il video in maniera attiva sui canali sociali, esso è stato visto più di cinque milioni di volte durante la settimana di Pasqua in 191 paesi e territori del mondo.

La Chiesa ha anche invitato i membri e gli altri a creare e condividere messaggi di Pasqua personali usando l’hashtag #BecauseofHim. Un hashtag viene usato per identificare messaggi correlati nei social media. Come risultato di questa iniziativa, sono stati condivisi numerosi pensieri e immagini sul Salvatore e sulla Sua risurrezione su molti canali e luoghi sociali, tra cui Facebook, Twitter, Instagram, un cavalcavia, scritte in gesso su un marciapiede e un’insegna di un supermercato.

Hai lasciato all’alba il sonno

I membri della Chiesa e altre persone hanno pubblicato foto di se stessi su Instagram, Facebook, Twiter e altri canali sociali con cartelli che completavano la frase “Prego quando…”. Sono state pubblicate più di 300 fotografie. Inoltre, migliaia di persone hanno usato l’hashtag #didyouthinktopray per condividere pensieri su quando e perché comunicano con il loro Padre Celeste.

Tramite la piccola azione di scrivere poche parole significative su un piccolo cartello e condividerle sui social media — cosa che ognuno di noi può fare — coloro che hanno partecipato a questa iniziativa hanno influito positivamente sulla vita di centinaia di migliaia di persone e hanno dato vita a oltre 40.000 conversazioni sul bisogno di pregare.

Libro di Mormon 365

L’account di Instagram Libro di Mormon 365* è un esempio eccellente di un’idea semplice che ha permesso ai membri di promuovere la crescita spirituale tramite i social media.

L’idea è semplice. I creatori dell’account — una coppia dell’Arizona — pubblicano una lettura da fare nel Libro di Mormon ogni giorno. Le letture sono divise in 365 parti — la dimensione perfetta per permettere ai seguaci di leggere l’intero Libro di Mormon in un anno.

I risultati sono stati impressionanti. Più di 45.000 persone ora seguono questo account Instagram, molte delle quali condividono attivamente i loro pensieri e le loro impressioni le une con le altre man mano che leggono il Libro di Mormon insieme.

Account dei social media delle Autorità generali

Quest’estate la Chiesa ha creato un account ufficiale Instagram*. Tra la fine di giugno e l’inizio di luglio, sono state condivise immagini del presidente Monson alla celebrazione culturale di Gilbert in Arizona, del presidente Monson assieme al presidente Eyring alla dedicazione di un tempio e del presidente Uchtdorf che incontra una giovane ragazza durante un recente viaggio in Svizzera.

Che cosa c’è di unico in queste fotografie? Che i membri stessi della Prima Presidenza hanno scelto specificamente le foto da pubblicare. Potete anche aver notato che alcuni dei Fratelli ora hanno i loro account Twitter personali*, tra cui l’anziano Ballard, l’anziano Holland e io. Altri membri dei Dodici saranno probabilmente attivi su Twitter in un futuro prossimo. Tutti i Fratelli hanno anche le loro pagine Facebook personali sulle quali comunicano importanti messaggi del Vangelo.

I social media stanno aiutando i dirigenti e i membri della Chiesa restaurata ad adempiere il comandamento del Signore: “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo ad ogni creatura” (Marco 16:15; corsivo dell’autore).

#LDSconf

Molti di voi avranno notato l’hashtag #LDSconf* che appariva sullo schermo durante le trasmissioni della conferenza generale di ottobre 2013 e di aprile 2014. Quello che forse non sapete e che i membri hanno usato questo hashtag per anni per promuovere la Conferenza generale. Il primo utilizzo dell’hashtag #LDSconf risale a ottobre 2008, quando fu creato da un membro fedele che cercava un’opportunità di seguire e di condividere tweet relativi alla conferenza — molto prima che la Chiesa iniziasse a usarlo.

Come potete vedere da questi esempi, migliaia di membri si riuniscono due volte l’anno per partecipare alla conversazione hashtag #LDSconf sulle cose che imparano e che sentono quando ricevono consigli dai profeti e dagli apostoli viventi. Attraverso questo canale milioni di persone in tutto il mondo vengono edificati dai messaggi della Conferenza generale.

Conosci i mormoni

Ho un ultimo esempio di contenuto evangelico che può essere condiviso tramite i canali dei social media.

Alcuni anni fa, la Prima Presidenza approvò la produzione di un film per aiutare coloro che non appartengono alla nostra fede a comprendere meglio i membri della Chiesa come persone. Questo nuovo film, intitolato Conosci i mormoni, in origine doveva essere mostrato soltanto al Legacy Theater di Salt Lake City e nei centri visitatori di tutto il mondo. Tuttavia, con la crescita delle tecnologie dei social media di cui abbiamo discusso oggi, ci siamo resi conto che la distribuzione mondiale del film era possibile adesso tramite vari canali digitali. Come ha spiegato l’anziano M. Russell Ballard: “Ai suoi tempi, Shakespeare era limitato in genere al Globe Theatre (Teatro globo), ma ora noi abbiamo un teatro globale. […] Le porte del mondo sono letteralmente spalancate” (“When Shall These Things Be?” [Riunione della Brigham Young University, 12 marzo 1996], 6; speeches.byu.edu).

Conosci i mormoni risolve comuni malintesi riguardo alle nostre credenze e sottolinea le benedizioni che scaturiscono dal vivere il vangelo di Gesù Cristo. Il film sarà rilasciato dopo la conferenza generale di ottobre su vari media e canali — prima in teatri selezionati all’interno degli Stati Uniti e, in seguito, nei centri visitatori, in televisione, su canali televisivi Internet e su canali dei social media.

Ora vedremo una breve presentazione del film.

Per ulteriori informazioni sul film potete visitare il sito meetthemormons.com*. Questo film è un ulteriore modo in cui i membri condividono ciò in cui credono con la famiglia e con gli amici in maniera semplice ed efficace.

Linee guida per i social media

Questi sei esempi di materiale creato dalla Chiesa e dai membri illustra varie linee guida di base da seguire quando usiamo i social media per trasmettere i messaggi del Vangelo.

Siate autentici e coerenti

Primo, noi come discepoli e i nostri messaggi dovremmo essere autentici. Un individuo o un prodotto che non sia autentico è falso, finto e fraudolento. I nostri messaggi devono essere veritieri, onesti e accurati. Non dobbiamo esagerare, abbellire o far finta di essere qualcuno o qualcosa che non siamo. I nostri contenuti dovrebbero essere affidabili e costruttivi.

L’autenticità viene suffragata dalla coerenza. I messaggi del Vangelo che condividi saranno accettati più prontamente se il tuo esempio cristiano è evidente nello schema continuo dei tuoi post.

La sorella Bonnie L. Oscarson è un grande esempio del potere della coerenza sui social media. Quando è stata chiamata a servire come presidentessa generale delle Giovani Donne nell’aprile del 2013, i suoi seguaci di Pinterest sono raddoppiati dalla sera alla mattina. I precedenti pin della sorella Oscarson hanno fornito un’ampia evidenza della sua integrità, spingendo un blogger a chiedere alla gente: “La tua pagina Pinterest passerebbe il test Bonnie Oscarson? […] Che cosa penserebbero di te le persone se tutto ciò che sapessero a tuo riguardo fosse ciò che vedono sulla tua pagina dei social media? (www.latterdaysaintwoman.com/would_your_pinterest_page_pass_the_bonnie_oscarson_test)*.

Edificate e ispirate

Secondo, noi con i nostri messaggi dovremmo cercare di edificare e ispirare piuttosto che discutere, dibattere, condannare o ridicolizzare. Come Paolo consigliò agli Efesini: “Niuna mala parola esca dalla vostra bocca; ma se ne avete alcuna buona che edifichi, secondo il bisogno, ditela, affinché conferisca grazia a chi l’ascolta” (Efesini 4:29).

Fratelli e sorelle, condividete il Vangelo con affetto e preoccupazione genuini per gli altri. Siate coraggiosi ma non arroganti nel sostenere e difendere ciò in cui crediamo, ed evitate la contesa. Come discepoli il nostro scopo dovrebbe essere quello di usare i canali dei social media come mezzo per diffondere la luce e la verità del vangelo restaurato di Gesù Cristo in un mondo che è sempre più oscuro e confuso.

Rispettare la proprietà intellettuale

Terzo, noi e i nostri messaggi dovremmo rispettare la proprietà delle altre persone e delle altre organizzazioni. Questo significa semplicemente che non dovreste creare i vostri contenuti usando l’arte, il nome, le foto, la musica o altro materiale degli altri senza permesso. Per aiutarvi a creare messaggi del Vangelo edificanti, siamo lieti di annunciare che il contenuto della Biblioteca multimediale su LDS.org, salvo diversa indicazione, è stato reso disponibile per l’uso dei membri senza dover richiedere permesso alla Chiesa. Ulteriori informazioni sull’uso dei prodotti multimediali della Chiesa si possono trovare su social.lds.org*.

Quando condividete messaggi on-line, assicuratevi che gli altri capiscano che state esprimendo i vostri pensieri e sentimenti personali. Vi preghiamo di non usare il logo della Chiesa o di fare alcunché che faccia pensare che state parlando a nome della Chiesa.

Siate saggi e cauti

Quarto, dovremmo ricordare che Internet non dimentica mai. Qualunque cosa comunicate tramite i canali dei social media invero resta lì per sempre — anche se l’applicazione o il programma promette diversamente. Ditela o pubblicatela solo se volete che il mondo intero abbia accesso al vostro messaggio o alla vostra immagine per sempre. Siate saggi e cauti nel proteggere voi stessi e coloro che amate.

Seguire queste semplici linee guida permetterà ai membri della Chiesa in tutto il mondo di creare e di condividere messaggi del Vangelo che faranno sì che la luce “splenderà fuori dalle tenebre” (Mormon 8:16).

Un invito apostolico

Nel mio messaggio, “Le cose come sono realmente”, a cui ho fatto riferimento prima, ho descritto alcune delle conseguenze positive e negative della comunicazione via computer. Ho sottolineato la verità che la tecnologia in sé e per sé non è necessariamente buona o cattiva. Piuttosto, gli scopi adempiuti con e tramite la tecnologia sono quello che ne determina la bontà o la cattiveria.

Sottolineo ancora quello che ha detto il presidente David O. McKay molti anni fa riguardo alle scoperte scientifiche della nostra epoca: “[Vi saranno] scoperte con un enorme potenziale, che renderanno la responsabilità dell’umanità di controllarle la più grande responsabilità che il genere umano abbia mai avuto tra le mani. […] Quest’era è piena di pericoli illimitati, come pure di possibilità sconosciute”.

Nel discorso “Le cose come sono realmente”, ho levato una voce di ammonimento riguardo ai pericoli:

“Levo una voce apostolica di ammonimento circa l’impatto potenzialmente opprimente, soffocante e imprigionante che alcuni tipi di interazioni ed esperienze cyberspaziali hanno sulla nostra anima. Le preoccupazioni che manifesto non sono nuove; esse si applicano ugualmente ad altri tipi di media come per esempio la televisione, i film e la musica. Ma nel mondo del cyberspazio, queste sfide sono più dilaganti e intense. Vi invito caldamente a fare attenzione all’influenza delle tecnologie del cyberspazio, usate per produrre l’alta fedeltà e che promuovono scopi degradanti e malvagi, che offuscano i sensi e distruggono lo Spirito” (Liahona, giugno 2010, 26).

Questo ammonimento è ancora più valido oggi di quanto lo fosse cinque anni fa. Quando la tecnologia viene usata impropriamente si spreca molto tempo, si possono rovinare molte relazioni e si possono interrompere preziosi modelli di rettitudine. Non possiamo permettere nemmeno alle buone applicazioni dei social media di prevalere sul migliore uso del nostro tempo, delle nostre energie e delle nostre risorse.

Adesso vorrei riallacciarmi al mio precedente ammonimento sui potenziali pericoli estendendo un importante invito riguardante grandi possibilità.

Gli esempi di messaggi del Vangelo che abbiamo visto oggi e che sono stati creati per i social media e trasmessi tramite i loro canali sono sani, buoni e hanno influenzato positivamente decine di migliaia di persone. Rappresentano un inizio eccellente — ma soltanto un inizio. Lasciatemi descrivere brevemente cosa penso che debba essere fatto in seguito.

Nel settimo capitolo del libro di Mosè, nella Perla di Gran Prezzo, Enoc prevede la restaurazione del Vangelo negli ultimi giorni, il raduno di Israele, la seconda venuta del Salvatore e il ritorno di Sion. Vi invito ora a prestare molta attenzione mentre analizziamo insieme gli elementi di quattro versetti di questo capitolo:

“Ed Enoc vide il Figlio dell’Uomo ascendere al Padre; e invocò il Signore dicendo: […] ti chiedo dunque se non verrai di nuovo sulla terra.

E il Signore disse ad Enoc: Come io vivo, così verrò negli ultimi giorni, nei giorni della malvagità e della vendetta […];

E verrà il giorno in cui la terra si riposerà; ma prima di quel giorno i cieli saranno oscurati e un velo di tenebre coprirà la terra; e i cieli tremeranno, e anche la terra; e grandi tribolazioni saranno fra i figlioli degli uomini; ma il mio popolo, lo preserverò;

“E manderò la rettitudine dal cielo, e farò uscire la verità dalla terra, per portare testimonianza del mio Unigenito, della sua risurrezione dai morti, sì, ed anche della risurrezione di tutti gli uomini; e farò sì che la rettitudine e la verità spazzino la terra come con un diluvio” (Mosè 7:59–62; corsivo dell’autore).

Miei cari fratelli e sorelle, quello che è stato raggiunto finora in questa dispensazione per quanto riguarda la comunicazione dei messaggi del Vangelo tramite i canali dei social media è un buon inizio — ma soltanto una piccola goccia. Vi estendo ora un invito affinché contribuiate a trasformare la goccia in un diluvio. A partire da questo luogo in questo giorno, vi esorto a inondare la terra con messaggi pieni di rettitudine e verità — messaggi autentici, edificanti e degni di lode — e di spazzare letteralmente la terra come con un diluvio.

Prego che non prendiamo semplicemente parte a un rapido acquazzone che subito inonda ma che poi si asciuga con altrettanta rapidità. Non sto suggerendo un’iniziativa appariscente di una sola volta, dalla quale poi ci spostiamo subito verso la prossima cosa da fare nella nostra lunga lista di cose da fare nel Vangelo. Non dobbiamo diventare esperti o fanatici di social media. E non dobbiamo trascorrere enormi quantità di tempo creando e diffondendo messaggi elaborati. Come ha insegnato recentemente l’anziano M. Russell Ballard, i mezzi digitali devono essere nostri servitori, non nostri padroni (vedere M. Russell Ballard, “State tranquilli e sappiate che io sono Dio” [Riunione del Sistema educativo della Chiesa, 4 maggio 2014]; broadcasts.lds.org).

A seconda dei nostri desideri e delle nostre circostanze, ognuno di noi può contribuire continuamente al diluvio crescente di verità e rettitudine. Dovremmo spingerci innanzi seguendo il modello del Signore “linea su linea, precetto su precetto, qui un poco e là un poco” (2 Nefi 28:30).

Immaginate l’impatto che possiamo avere quando centinaia di migliaia e milioni di membri della Chiesa restaurata del Signore contribuiscono in modi apparentemente piccoli all’innalzamento delle acque del diluvio. Possano i nostri molti piccoli sforzi individuali produrre una pioggia torrenziale di rettitudine e verità che dia origine gradualmente a una moltitudine di ruscelli e fiumi — per diventare infine un diluvio che spazzi la terra. “Pertanto, non stancatevi di far bene, poiché state ponendo le fondamenta di una grande opera. E ciò che è grande procede da piccole cose” (DeA 64:33).

Le benedizioni e la testimonianza promesse

Siamo stati benedetti in molti modi e lo siamo ancora; e dove molto viene dato, molto viene richiesto. In veste di apostolo del Signore Gesù Cristo, invoco questa benedizione su di voi: che possiate comprendere più pienamente il significato spirituale e la benedizione di vivere nella dispensazione della pienezza dei tempi, che possiate avere occhi per vedere chiaramente sia le opportunità che le trappole delle straordinarie tecnologie a nostra disposizione oggi, che possiate accrescere la vostra capacità di usare questi strumenti ispirati in modo appropriato e che possiate ricevere ispirazione e guida riguardo al vostro ruolo nel contribuire a spazzare la terra come con un diluvio di verità e rettitudine. Se vi spingerete innanzi in questa santa opera, vi prometto che sarete benedetti nella mortalità nei modi individuali, specifici e necessari che vi prepareranno per l’eternità.

Attesto che il Padre e il Figlio vivono. Il Salvatore sta alla testa della Sua chiesa in questi ultimi giorni. Egli sta affrettando la Sua opera e nessuna mano profana può impedire all’opera di progredire. Di queste cose rendo testimonianza nel sacro nome di Gesù Cristo. Amen.

 

*Il contenuto di queste pagine citate nell’articolo è in inglese.