CAPITOLO 61

Pahoran racconta a Moroni dell'insurrezione e della ribellione contro il governo — Gli uomini del re prendono Zarahemla e fanno lega con i Lamaniti — Pahoran chiede aiuto militare contro i ribelli. Circa 62 a.C.

  Ecco, ora avvenne che, poco dopo che ebbe inviato la sua epistola al governatore in capo, Moroni ricevette un'epistola da aPahoran, governatore in capo. E queste sono le parole che ricevette:

  Io, Pahoran, che sono il governatore in capo di questo paese, mando queste parole a Moroni, comandante in capo dell'esercito. Ecco, io ti dico, Moroni, che non gioisco delle vostre grandi aafflizioni, sì, esse addolorano la mia anima.

  Ma ecco, vi son di quelli che gioiscono delle vostre afflizioni, sì, tanto che si sono ribellati contro di me e anche contro quelli del mio popolo che sono auomini liberi; sì, e coloro che si sono ribellati sono assai numerosi.

  E son quelli che hanno cercato di togliermi il seggio del giudizio che sono stati causa di questa grande iniquità; poiché hanno usato grandi lusinghe ed hanno distolto i cuori di molte persone, il che sarà causa di gravi afflizioni fra di noi; essi hanno trattenuto i nostri rifornimenti ed hanno spaventato i nostri uomini liberi, cosicché non sono venuti a voi.

  Ed ecco, mi hanno cacciato dinanzi a loro, e sono fuggito nella terra di Gedeone con tutti gli uomini che mi è stato possibile raccogliere.

  Ed ecco, ho inviato un proclama ovunque in questa parte del paese; ed ecco, si stanno aggregando a noi giornalmente, con le loro armi, in difesa del loro paese e della loro alibertà e per vendicare i nostri torti.

  E sono venuti da noi, tanto da sfidare quelli che si son ribellati contro di noi, sì, tanto che questi ci temono e non osano uscire a combattere contro di noi.

  Essi si sono impadroniti del paese, ossia della città, di Zarahemla; hanno nominato un re su di loro, ed egli ha scritto al re dei Lamaniti e ha stretto alleanza con lui; in base all'alleanza ha accondisceso a tenere la città di Zarahemla, cosa che egli suppone metterà in grado i Lamaniti di conquistare il resto del paese; ed egli sarà insediato re di questo popolo, quando esso sarà sottomesso ai Lamaniti.

  Ed ora, nella tua epistola mi hai censurato, ma non importa; non sono in collera, ma gioisco per la grandezza del tuo cuore. Io, Pahoran, non cerco il potere, salvo soltanto il mantenere il mio seggio del giudizio, per poter preservare i diritti e la libertà del mio popolo. La mia anima persiste in quella libertà nella quale Dio ci ha resi aliberi.

 10  Ed ora ecco, noi resisteremo alla malvagità anche fino allo spargimento di sangue. Non verseremmo il sangue dei Lamaniti, se essi rimanessero nel loro paese.

 11  Non verseremmo il sangue dei nostri fratelli, se non si ribellassero e non prendessero la spada contro di noi.

 12  Noi ci assoggetteremmo al giogo della schiavitù, se la giustizia di Dio lo richiedesse, o se egli ci comandasse di farlo.

 13  Ma ecco, egli non ci comanda di assoggettarci ai nostri nemici, ma di riporre la nostra afiducia in lui, ed egli ci libererà.

 14  Dunque, mio diletto fratello Moroni, resistiamo al male; e a qualsiasi male a cui non possiamo resistere con le parole, sì, come le ribellioni e i dissidi, aresistiamo con le nostre spade, per poter conservare la nostra libertà, per poter gioire del grande privilegio della nostra chiesa e della causa del nostro Redentore e nostro Dio.

 15  Perciò vieni presto da me con alcuni dei tuoi uomini e lascia il resto sotto la custodia di Lehi e di Teancum; da' loro il potere di condurre la guerra in quella parte del paese, secondo lo aSpirito di Dio, che è anche lo spirito di libertà che è in loro.

 16  Ecco, ho mandato loro un po' di provviste, affinché non periscano mentre tu verrai da me.

 17  Durante la tua marcia in questa direzione raduna ogni forza possibile, e andremo rapidamente contro quei dissidenti nella forza del nostro Dio, secondo la fede che è in noi.

 18  E prenderemo possesso della città di Zarahemla, per ottenere più cibo da mandare a Lehi e a Teancum; sì, andremo contro di loro nella forza del Signore e porremo fine a questa grande iniquità.

 19  Ed ora, Moroni, ho proprio gioito nel ricevere la tua epistola, poiché ero alquanto preoccupato su ciò che avremmo dovuto fare; se fosse giusto per noi andare contro i nostri fratelli.

 20  Ma tu hai detto che, a meno che non si pentano, il Signore ti ha comandato di andare contro di loro.

 21  Vedi di afortificare Lehi e Teancum nel Signore; di' loro di non temere, poiché Dio li libererà, sì, e anche tutti coloro che persistono in quella libertà grazie alla quale Dio li ha resi liberi. Ed ora concludo la mia lettera al mio diletto fratello Moroni.