CAPITOLO 7

Oriha regna in rettitudine — Tra usurpazioni e lotte si insediano i regni rivali di Shule e Cohor — I profeti condannano la malvagità e l'idolatria del popolo, che allora si pente.

  E avvenne che Oriha esercitò il giudizio sul paese in rettitudine per tutti i suoi giorni, che furono moltissimi.

  E generò figli e figlie; sì, ne generò trentuno, fra i quali c'erano ventitré figli.

  E avvenne che in età avanzata generò anche Kib. E avvenne che Kib regnò in sua vece; e Kib generò Corihor.

  E quando Corihor ebbe trentadue anni si ribellò contro suo padre e se ne andò ad abitare nel paese di Nehor; e generò figli e figlie, ed essi divennero bellissimi; pertanto Corihor attirò a sé molte persone.

  E quando ebbe radunato un esercito, egli salì al paese di Moron dove dimorava il re, e lo prese prigioniero, il che fece avverare le aparole del fratello di Giared, che sarebbero stati ridotti in schiavitù.

  Ora la terra di Moron, dove dimorava il re, era vicina al paese chiamato Desolazione dai Nefiti.

  E avvenne che Kib dimorò in schiavitù, e come il suo popolo sotto suo figlio Corihor, fino a che divenne molto vecchio; nondimeno Kib generò Shule nella sua vecchiaia, mentre era ancora in schiavitù.

  E avvenne che Shule si adirò contro suo fratello; e Shule divenne forte, e si fece possente quanto a forza fisica; ed era pure possente in giudizio.

  Venne pertanto alla collina d'Efraim, ed estrasse del metallo dalla collina e fabbricò delle spade d'acciaio per coloro che si era portato con sé; e dopo che li ebbe armati di spade tornò alla città di Nehor, e diede battaglia a suo fratello Corihor; e in tal modo ottenne il regno e lo restituì a suo padre Kib.

 10  Ed ora, a motivo di ciò che Shule aveva fatto, suo padre gli conferì il regno; egli cominciò dunque a regnare in vece di suo padre.

 11  E avvenne che egli esercitò il giudizio in rettitudine; e diffuse il suo regno su tutta la faccia del paese, poiché il popolo era diventato numerosissimo.

 12  E avvenne che anche Shule generò molti figli e figlie.

 13  E Corihor si pentì dei molti mali che aveva commesso; pertanto Shule gli dette potere nel suo regno.

 14  E avvenne che Corihor ebbe molti figli e figlie. E fra i figli di Corihor ve n'era uno il cui nome era Noè.

 15  E avvenne che Noè si ribellò contro il re Shule, e anche contro suo padre Corihor, e attirò suo fratello Cohor, e anche tutti i suoi fratelli e molti del popolo.

 16  E dette battaglia al re Shule, e in tal modo ottenne il paese della loro prima eredità; e divenne re su quella parte del paese.

 17  E avvenne che dette di nuovo battaglia al re Shule; e catturò il re Shule e lo trascinò in schiavitù a Moron.

 18  E avvenne che, mentre stava per metterlo a morte, i figli di Shule penetrarono di notte nella casa di Noè e lo uccisero; e abbatterono la porta della prigione, portarono fuori il loro padre e lo posero sul trono, nel suo regno.

 19  Pertanto, il figlio di Noè edificò il suo regno in sua vece; nondimeno essi non ottennero più alcun potere sul re Shule, e il popolo che era sotto il regno del re Shule prosperò grandemente e si fece grande.

 20  E il paese fu diviso; e ci furono due regni: il regno di Shule e il regno di Cohor, figlio di Noè.

 21  E Cohor, figlio di Noè, fece sì che il suo popolo desse battaglia a Shule, nella quale Shule li batté e uccise Cohor.

 22  Ed ora, Cohor aveva un figlio che era chiamato Nimrod; e Nimrod cedette il regno di Cohor a Shule, e si guadagnò favore agli occhi di Shule; pertanto Shule gli concesse grandi favori, ed egli poté agire nel regno di Shule secondo i suoi desideri.

 23  E nel regno di Shule vennero fra il popolo anche dei profeti, che erano mandati dal Signore, e profetizzavano che la malvagità e l'aidolatria del popolo stavano per portare una maledizione sul paese e che sarebbero stati distrutti, se non si fossero pentiti.

 24  E avvenne che il popolo insultò i profeti e si fece beffe di loro. E avvenne che il re Shule sottopose a giudizio tutti coloro che avevano insultato i profeti.

 25  E promulgò una legge in tutto il paese, che dava ai profeti il potere di andare ovunque volessero; e per questo motivo il popolo fu portato al pentimento.

 26  E poiché il popolo si pentì delle sue iniquità e delle sue idolatrie, il Signore li risparmiò ed essi ripresero a prosperare nel paese. E avvenne che Shule generò figli e figlie nella sua vecchiaia.

 27  E non vi furono più guerre nei giorni di Shule; ed egli si ricordò le grandi cose che il Signore aveva fatto per i suoi padri nel portarli attraverso il agrande abisso fino alla terra promessa; pertanto esercitò il giudizio in rettitudine per tutti i suoi giorni.