CAPITOLO 7

Nel settentrione Nefi viene respinto e torna a Zarahemla — Prega sulla torre del suo giardino e poi chiama il popolo a pentirsi o a perire. Circa 23–21 a.C.

  Ecco, ora avvenne nel sessantanovesimo anno del regno dei giudici sul popolo dei Nefiti, che Nefi, figlio di Helaman, atornò al paese di Zarahemla dal paese a settentrione.

  Poiché era stato fra il popolo che era nel paese a settentrione, aveva predicato loro la parola di Dio ed aveva profetizzato loro molte cose;

  Ed essi avevano respinto tutte le sue parole, tanto che non era potuto rimanere fra loro, ma era ritornato al suo paese di nascita.

  E vedendo il popolo in uno stato di così terribile malvagità, e quei ladroni di Gadianton che occupavano i seggi del giudizio, avendo usurpato il potere e l'autorità del paese, non curandosi dei comandamenti di Dio e non agendo correttamente nella più piccola cosa dinanzi a lui, e non facendo giustizia ai figlioli degli uomini;

  Condannando i giusti a motivo della loro rettitudine; lasciando andare impuniti i colpevoli e i malvagi a causa del loro denaro; e per di più per essere mantenuti in carica a capo del governo, per dominare e agire secondo la loro volontà, per poter ottenere guadagno e la gloria del amondo, e per di più per poter più facilmente commettere adulterio, e rubare, e uccidere e fare secondo la loro propria volontà —

  Ora, questa grande iniquità era venuta sui Nefiti nello spazio di non molti anni; e quando Nefi vide ciò, il suo cuore gli si gonfiò di dolore nel petto; e nell'agonia della sua anima esclamò:

  Oh, se avessi potuto vivere i miei giorni nei giorni in cui mio padre Nefi uscì dalla terra di Gerusalemme, avrei potuto gioire con lui nella terra promessa; allora il suo popolo era facile da trattare, fermo nel rispettare i comandamenti di Dio, lento ad essere condotto a commettere l'iniquità; ed era pronto a dare ascolto alle parole del Signore —

  Sì, se avessi potuto vivere i miei giorni in quei giorni, allora la mia anima avrebbe avuto gioia nella rettitudine dei miei fratelli.

  Ma ecco, è decretato che questi siano i miei giorni, e che la mia anima sia piena di tristezza a causa di questo: la malvagità dei miei fratelli.

 10  Ed ora, ecco, quanto segue avvenne su una torre che stava nel giardino di Nefi, che era presso la strada maestra che conduceva al mercato principale, torre che era nella città di Zarahemla; Nefi dunque si era inginocchiato in cima alla torre ch'era nel suo giardino, la quale torre era pure vicino alla porta del giardino dal quale si accedeva alla strada maestra.

 11  E avvenne che certi uomini che stavano passando di là e videro Nefi mentre riversava la sua anima a Dio sulla torre; e corsero a dire al popolo quel che avevano visto, e il popolo si raccolse in folla per poter conoscere la causa di un così grande cordoglio per la malvagità del popolo.

 12  Ed ora, quando Nefi si alzò, vide la moltitudine di persone che si era radunata.

 13  E avvenne che aprì la bocca e disse loro: Ecco, aperché vi siete radunati? Affinché possa parlarvi delle vostre iniquità?

 14  Sì, perché son salito sulla mia torre per poter riversare la mia anima al mio Dio, a causa dell'estremo dolore del mio cuore, che è causato dalle vostre iniquità!

 15  E a causa del mio cordoglio e dei miei lamenti, vi siete radunati, e vi meravigliate; sì, e avete gran bisogno di meravigliarvi; sì, dovreste meravigliarvi perché avete ceduto, cosicché il diavolo ha così grande presa sui vostri cuori.

 16  Sì, come avete potuto cedere alle seduzioni di colui che sta cercando di gettare la vostra anima nell'eterna infelicità e nella sventura senza fine?

 17  Oh, pentitevi, sì, pentitevi! aPerché volete morire? Sì, volgetevi, volgetevi al Signore vostro Dio. Perché egli vi ha abbandonato?

 18  E' perché avete indurito il vostro cuore; sì, non volete dare ascolto alla voce del aBuon Pastore; sì, lo avete bprovocato all'ira contro di voi.

 19  Ed ecco, invece di araccogliervi, a meno che non vogliate pentirvi, ecco, egli vi disperderà, cosicché diverrete pasto per i cani e le bestie feroci.

 20  Oh, come avete potuto dimenticare il vostro Dio proprio nel giorno in cui egli vi ha liberati?

 21  Ma ecco, è per ottener guadagno, per essere lodati dagli uomini e sì, per poter avere oro ed argento. E avete riposto il vostro cuore nelle ricchezze e nelle cose vane di questo amondo, per le quali ammazzate, e saccheggiate, e rubate e portate bfalsa testimonianza contro il vostro prossimo e commettete ogni sorta di iniquità.

 22  E per questo motivo la sventura verrà su di voi, a meno che vi pentiate. Poiché, se non vi pentirete, ecco, questa grande città, e anche tutte le grandi città che sono qui attorno che sono nel paese che è in nostro possesso, saranno prese cosicché non avrete più posto in esse; poiché ecco, il Signore non vi accorderà la aforza di resistere contro i vostri nemici, come ha fatto finora.

 23  Poiché ecco, così dice il Signore: Io non mostrerò al malvagio la mia forza, all'uno più che all'altro, salvo che a coloro che si pentono dei loro peccati e danno ascolto alle mie parole. Or dunque, fratelli miei, vorrei che vi rendeste conto che sarà ameglio per i Lamaniti che per voi, a meno che vi pentiate.

 24  Poiché ecco, essi sono più giusti di voi, poiché essi non hanno peccato contro quella grande conoscenza che voi avete ricevuto; perciò il Signore sarà misericordioso con loro; sì, egli aprolungherà i loro giorni e moltiplicherà la loro progenie, anche quando voi sarete completamente bdistrutti, a meno che vi pentiate.

 25  Sì, guai a voi per questa grande abominazione che è giunta in mezzo a voi; e vi siete uniti ad essa, sì, a quella abanda segreta che fu fondata da Gadianton!

 26  Sì, dei aguai verranno su di voi a causa di quell'orgoglio che avete lasciato entrare nel vostro cuore, che vi ha insuperbito oltre ciò che è buono, a causa delle vostre immense bricchezze!

 27  Sì, guai a voi, a causa della vostra malvagità e delle vostre abominazioni!

 28  E a meno che vi pentiate, perirete; sì, anche le vostre terre vi saranno tolte e voi sarete sterminati dalla terra!

 29  Or ecco, io non dico da me che tali cose avverranno, perché non è da me che so queste cose; ma ecco, io aso che queste cose sono vere perché il Signore Iddio me le ha fatte conoscere, perciò attesto che avverranno.