Lo scopo del lavoro di tempio e genealogico

“Il lavoro di tempio e genealogico è un’opera unica divisa in due parti, le quali sono legate insieme come le ordinanze del battesimo e del dono dello Spirito Santo”.

 

— Anziano Richard G. Scott

 


La missione di Elia

“Molti dei vostri antenati sono deceduti senza aver mai avuto la possibilità di accettare il Vangelo, e ottenere le benedizioni e le promesse che voi avete ricevuto. Il Signore è giusto e pieno d'amore, ha così preparato per voi e per me un modo affinché desiderassimo con tutto il cuore di porgere ai nostri antenati le benedizioni che Egli ci ha offerto.

Il piano che rende ciò possibile è stato previsto sin dal principio. Molto tempo fa, il Signore ha fatto delle promesse ai Suoi figli…

‘Ecco, io vi mando Elia, il profeta, prima che venga il giorno dell’Eterno, giorno grande e spaventevole.

Egli ricondurrà il cuore dei padri verso i figliuoli, e il cuore dei figliuoli verso i padri, ond’io, venendo, non abbia a colpire il paese di sterminio’ (Malachia 4:5-6)”.

— Henry B. Eyring, “Cuori legati”, Liahona, maggio 2005

Elia restaurò sulla terra la possibilità di prendere parte all’opera di salvezza per i nostri antenati.

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Benedizioni per i morti

“Molti dei vostri antenati defunti avranno ricevuto la testimonianza che il messaggio dei missionari è veritiero. Quando voi avete ricevuto quella testimonianza, avete potuto chiedere ai missionari di essere battezzati, mentre chi si trova nel mondo degli spiriti non ha questa possibilità. Le ordinanze che tanto avete care sono offerte solo in questo mondo. Qualcuno qui deve recarsi in un sacro tempio e accettare le alleanze a favore di chi si trova nel mondo degli spiriti. Questo è il motivo per cui abbiamo l’obbligo di trovare i nomi dei nostri antenati e assicurarci di offrire loro ciò che non possono ricevere senza il nostro intervento…

Ricordate che i nomi tanto difficili da reperire sono di persone reali, cui voi dovete la vita in questo mondo e che incontrerete ancora nel mondo degli spiriti. Quando siete stati battezzati, i vostri antenati vi hanno osservato speranzosi. Forse dopo secoli, gioirono nel vedere uno dei loro discendenti fare la promessa di trovarli e offrire loro la libertà. Quando li incontrerete, noterete nei loro occhi gratitudine oppure un’immensa delusione. Il loro cuore è legato al vostro. La loro speranza è riposta nelle vostre mani. Voi vi ritroverete con forze superiori alle vostre se opterete di proseguire le ricerche per trovarli”.

Henry B. Eyring, “Cuori legati”, Liahona, maggio 2005

Storia di un membro della Chiesa: Georgia Elias

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Benedizioni per i vivi

“Noi dobbiamo compiere il lavoro di ordinanza del sacerdozio nel tempio necessario per la nostra personale Esaltazione; poi dobbiamo fare il lavoro necessario per coloro che non ebbero la possibilità di accettare il Vangelo in questa vita. Il lavoro per gli altri consta di due passi: primo, mediante la ricerca genealogica troviamo i nostri antenati; e, secondo celebriamo le ordinanze del tempio per dare loro le stesse possibilità concesse ai vivi.

Tuttavia vi sono molti membri della Chiesa che hanno un accesso limitato ai templi. Fanno del loro meglio. Svolgono il lavoro di ricerca genealogica e fanno svolgere agli altri il lavoro di ordinanza del tempio. Al contrario, vi sono alcuni membri della Chiesa che si dedicano al lavoro di tempio, ma non svolgono le ricerche genealogiche per i loro antenati. Anche se essi svolgono un sacro lavoro aiutando gli altri, rinunciano a grandi benefici per non voler cercare i loro antenati defunti, come è stato chiesto loro di fare per divina volontà dai profeti degli ultimi giorni…

Ho constatato che coloro che si dedicano alla ricerca genealogica, e poi celebrano il lavoro di ordinanza del tempio per coloro di cui hanno trovato i nomi, proveranno la maggiore gioia di ricevere entrambe le metà del beneficio”.

— Howard W. Hunter, “Un popolo che guarda al tempio”, Liahona, maggio 1995

Storia di un membro della Chiesa: Nick B.

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Impariamo a salvare i nostri morti

“Migliaia di nostri fedeli raramente vanno al tempio, e gran parte di quelli che ci vanno non lavorano sulla linea ancestrale. Essi non si stanno occupando di salvare i loro morti. Sembrano credere che stanno adempiendo le loro responsabilità solo perché vanno al tempio di tanto in tanto. Semplicemente non è così.

Tutti noi dobbiamo imparare che per salvare i nostri morti dobbiamo identificarli correttamente affinché possiamo celebrare il lavoro nei templi in loro favore…

I Santi in ogni distretto del tempio devono essere istruiti di presentare i loro nomi. Il popolo giapponese dovrebbe fornire i nomi per il tempio di Tokyo. I sudamericani dovrebbero fornire i nomi per il loro tempio di San Paolo. Lo stesso dicasi per Messico e Seattle e ogni altra zona stabilita. Se lo faranno, salveranno i loro morti. Se non lo faranno, e faranno affidamento sul fatto che Salt Lake City invii loro i nomi… non salveranno i loro morti, presteranno la loro opera per gli antenati di altre persone”.

— Spencer W. Kimball, seminario dei rappresentanti regionali, 30 settembre 1976