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    Otto miti sul pentimento

    Se non siete sicuri di ciò di cui dovreste pentirvi e di quando farlo, ecco alcune risposte.

    Pentirsi non è facile e, a volte, fa male. Siete comunque all’altezza del compito. Dovrete cambiare ed essere umili, e voi siete in grado di farlo! Ecco alcuni miti comuni sul pentimento e alcune risposte davvero ottime.

    Mito numero 1: Ricordo ancora il mio peccato, quindi, di sicuro, non sono stato perdonato.

    “Satana proverà a farci credere che i nostri peccati non ci sono stati perdonati perché noi li possiamo ricordare. Satana è un mentitore, egli prova a oscurare la nostra visione e a condurci fuori dal cammino del pentimento e del perdono. Dio non ha promesso che noi non ci saremmo ricordati dei nostri peccati. Ricordarli ci aiuterà a evitare di fare lo stesso errore un’altra volta. Ma se ci manteniamo giusti e fedeli, il ricordo dei nostri peccati con il passare del tempo sarà più leggero”.

    — Presidente Dieter F. Uchtdorf, secondo consigliere della Prima Presidenza

    Mito numero 2: Mi sento ancora in colpa, quindi, di sicuro, non sono stato perdonato.

    “Coloro che sono davvero penitenti, ma sembra non trovino sollievo, devono continuare a obbedire ai comandamenti. Vi prometto che il sollievo arriverà nel momento stabilito dal Signore. Anche la guarigione richiede tempo”.

    — Anziano Neil L. Andersen del Quorum dei Dodici Apostoli

    Mito numero 3: I cattivi pensieri mi arrivano nella mente, quindi non posso farci niente.

    “Alcuni pensieri vengono da sé. Altri vengono perché li invitiamo mediante quello che guardiamo e ascoltiamo. Il parlare di [immagini immodeste o il guardarle] può stimolare forti emozioni; può tentarvi ad assistere alla proiezione di [video] o film dal contenuto immorale. Queste cose vi circondano, ma voi non dovete lasciarvi tentare. Sforzatevi di mantenere i vostri pensieri puri pensando a cose belle. La mente può fare soltanto una cosa alla volta. Approfittate di questo fatto per scacciare via i pensieri cattivi. Soprattutto non nutrite tali pensieri leggendo o guardando cose sbagliate. Se non controllate i vostri pensieri, Satana continuerà a tentarvi sino a quando, alla fine, ai pensieri farete seguire le azioni”.

    — Anziano Richard G. Scott (1928–2015) del Quorum dei Dodici Apostoli

    Mito numero 4: Dio non può più amarmi a causa dei miei errori.

    Ragazzo che sorride

    “Dio ama tutti i Suoi figli, e non smetterà mai di amarli e di sperare per loro. Il piano del nostro Padre Celeste è chiaro, e grandi sono le Sue promesse: ‘Infatti Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato’ (Giovanni 3:17)”.

    — Presidente Dieter F. Uchtdorf

    Mito numero 5: I miei peccati sono talmente brutti che io non posso essere perdonato.

    “A prescindere […] da quante opportunità pensiate di aver perso, da quanti errori sentiate di aver commesso, o da quanti talenti pensiate di non avere, o da quanto sentiate di essere lontani da casa, dalla famiglia e da Dio, vi attesto che non vi siete allontanati oltre la portata dell’amore divino. È impossibile per voi affondare così profondamente da non poter essere raggiunti dall’infinita luce dell’Espiazione di Cristo”.

    — Anziano Jeffrey R. Holland del Quorum dei Dodici Apostoli

    Giovane donna che sorride

    Mito numero 6: Ho smesso di commettere un peccato grave, quindi non serve che io parli con il vescovo. Basta che preghi e mi mantenga puro o mi basta dirlo ai miei genitori.

    “Il Signore ha dichiarato che il vescovo è un giudice comune in Israele (vedi DeA 107:72, 74). Egli ha la responsabilità di stabilire la dignità dei membri del suo rione. Grazie alla sua ordinazione e al retto vivere, il vescovo ha diritto alla rivelazione da parte dello Spirito Santo riguardo ai membri del suo rione, voi inclusi.

    Il vescovo può aiutarvi durante il processo di pentimento in modi che i vostri genitori o dirigenti non sono in grado di offrirvi. Se il peccato è abbastanza grave, egli può stabilire se limitare i vostri privilegi all’interno della Chiesa. Per esempio, come parte del processo di pentimento, potrebbe chiedervi per un certo periodo di astenervi dal prendere il sacramento o dall’esercitare il sacerdozio. Egli lavorerà con voi e stabilirà quando sarete di nuovo degni per riprendere quelle sacre attività”.

    — Anziano C. Scott Grow dei Settanta

    Mito numero 7: Non posso parlare con il vescovo perché mi guarderà dall’alto in basso.

    “Vi prometto che non vi condannerà. Come servitore del Signore, egli sarà gentile e comprensivo mentre vi ascolterà. Vi aiuterà nel processo di pentimento. Lui è il messaggero di misericordia del Signore per aiutarvi a diventare puri tramite l’Espiazione di Gesù Cristo”.

    — Anziano C. Scott Grow

    Mito numero 8: L’ho rifatto, quindi non merito di essere perdonato. Forse non posso cambiare.

    “A volte, nel nostro pentimento, nel nostro sforzo quotidiano di diventare più simili a Cristo, ci ritroviamo a lottare con le stesse difficoltà. Proprio come se stessimo scalando una montagna coperta di alberi, a volte non vediamo il progresso fatto fino a quando non siamo vicini alla cima e guardiamo giù da qualche promontorio. Non [scoraggiatevi]. Se [vi state sforzando di pentirvi] e ci state lavorando su, allora vi state pentendo”.

    “In questo momento qualcuno forse sta dicendo: ‘Fratello Andersen, lei non capisce. Lei non può provare quello che ho provato io. È troppo difficile cambiare’.

    Avete ragione, non posso capire pienamente. Ma c’è Uno che può. Egli sa. Ha provato il vostro dolore e ha dichiarato: ‘Io t’ho [scolpito] sulle palme delle mie mani’ [Isaia 49:16]. Il Salvatore è sempre vicino a ciascuno di noi e ci dice: ‘[Venite] a me’ [3 Nefi 9:14]. Possiamo pentirci. Possiamo farlo!”.

    — Anziano Neil L. Andersen

    Vuoi saperne di più? Prova a leggere le Scritture riguardanti il pentimento e prendi nota di ciò che viene costantemente insegnato su di esso.

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