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Dipendente dai videogiochi

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Passavo così tanto tempo a giocare che smisi di fare ciò che era davvero importante.

Quando avevo 13 anni, per il mio compleanno mia madre mi regalò un videogioco. I videogiochi erano relativamente nuovi per me e questo aveva una bellissima grafica oltre a essere molto divertente. C’erano le vacanze e avevo deciso di finire il gioco il prima possibile in modo da avere più tempo per giocare fuori con i miei amici.

Un giovedì pomeriggio iniziai a giocare con il mio nuovo videogioco; prima che me ne rendessi conto, era passata la mezzanotte e non avevo ancora detto la mia preghiera, ma continuai a giocare.

La situazione continuò a peggiorare. Quando il giorno successivo mi svegliai, la prima cosa che feci fu accendere il gioco e cominciare di nuovo a giocare. Mi fermavo a malapena anche per mangiare e dormire e tutto quello a cui pensavo era come fare per raggiungere il livello successivo.

Il sabato sera mia madre mi avvertì che se non fossi andato a letto presto, la mattina seguente avrei fatto fatica a svegliarmi per andare in chiesa. Ma continuai a giocare e non mi addormentai fino alle tre del mattino. In chiesa mi sentivo talmente stanco che avevo difficoltà a concentrarmi. Non riuscivo a distribuire il sacramento e del tutto esausto ritornai a casa a dormire.

Dormii tutta la domenica, mi risvegliai il lunedì mattina solo per giocare ancora. Quella settimana sapevo che avrei dovuto dormire di più la notte provando ad andare a letto presto, ma nonostante ciò continuai a perdere tempo con i videogiochi. Iniziai a passare più tempo a giocare che a leggere le Scritture; infatti, smisi di leggere per diversi giorni. Quando ricominciò la scuola, mia madre mi proibì di giocare durante la settimana, perciò approfittavo dei fine settimana per farlo, compresa la domenica.

Non frequentando più le riunioni domenicali, smisi di fare ciò che era davvero importante per qualcosa di poco valore come un videogioco. Non stavo seguendo il consiglio di mio nonno, che una volta mi disse: “Non rinunciare mai alle cose che contano davvero per qualcosa di banale”. Ho sempre serbato nel mio cuore questo consiglio.

Mi resi conto che dovevo trovare un equilibrio nella mia vita, e la mia classe di seminario fu una delle cose che mi aiutarono. Quando frequentavo la scuola media, il seminario era tenuto giornalmente come parte del programma scolastico e mi aiutò molto. Mi diede la possibilità di imparare a fissare le giuste priorità e a mettere il Signore prima di qualsiasi altra cosa. Il Signore ci ascolterà se confidiamo in Lui e Gli chiediamo sinceramente di aiutarci in alcuni aspetti della nostra vita. Se desideriamo davvero cambiare, ciò è possibile.

Fortunatamente, non dovetti affrontare un problema grave prima di smettere di giocare. È bastato fissare le giuste priorità e limitare il tempo trascorso a giocare. Tuttavia, ciò non avvenne finché non chiesi l’aiuto del Signore in preghiera, ed Egli mi aiutò.

Vale il nostro tempo?

“Prendiamo in considerazione l’uso del nostro tempo nelle scelte che facciamo quando guardiamo la televisione, giochiamo ai video game, navighiamo in Internet o leggiamo libri o riviste. È certamente buono intrattenere sane attività ricreative o ottenere informazioni interessanti; ma non tutto vale la porzione della nostra vita che diamo in cambio per ottenerla. Certe cose sono migliori e altre sono eccellenti”.

Anziano Dallin H. Oaks, membro del Quorum dei Dodici Apostoli, “Buono, migliore, eccellente”, Liahona, novembre 2007, 105.

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