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Mio fratello ha creduto in me

David Dickson Church Magazines

Dan mi ha aiutato a sviluppare un talento che ero sicuro di non possedere.

Avevo 15 anni quando imparai una verità sui miei talenti o, più precisamente, sulla mancanza di talenti in un particolare campo. Non sapevo cantare.

Feci un provino per una rappresentazione della comunità e il mio assolo a cappella era così terribile che a metà dell’esecuzione un accompagnatore entrò e cominciò a suonare per pietà. Dopodiché, giurai che nessun altro mi avrebbe più sentito cantare. Era giunto il momento di andare avanti e di scegliere un nuovo hobby, perché un’esperienza umiliante era già abbastanza

Tuttavia, il mio fratello maggiore Dan, che era un cantante eccezionale, aveva altri piani. Mesi dopo la mia audizione, mi chiese perché ero così terrorizzato all’idea di cantare.

“Rafforza il tuo legame con i tuoi fratelli e le tue sorelle, che possono divenire i tuoi amici più intimi. Sostienili nei loro interessi e aiutali nei problemi che possono dover affrontare” (Per la forza della gioventù [opuscolo, 2011], 15).

“Canto malissimo”, gli dissi. “Non so cantare” Dan non mi credette. Nonostante le mie proteste, mi convinse a cantare qualcosa sul momento. Mi sentivo nervoso.

Non ricordo cosa cantai, ma fu breve, a mala pena udibile e sembrò confermare l’assenza in me di un talento canoro. Ricorderò per il resto della mia vita ciò che Dan mi disse dopo: “Ecco, sapevo che avevi una bella voce. Devi solo fare pratica”.

In Dottrina e Alleanze 38:25, ci viene insegnato: “Che ogni uomo stimi suo fratello come se stesso”. Se Dan avesse preso in giro me e il mio modo di cantare, come possono aver fatto molti fratelli maggiori, di sicuro mi avrebbe fatto smettere di cantare forse per sempre. Invece Dan mi tirò su. Mi incoraggiò.

Alla fine seguii il suo consiglio e feci pratica. Con mia sorpresa, migliorai poco a poco. Il canto divenne una grande gioia nella mia vita. Ho cantato in molti cori durante le superiori, poi all’università e anche dopo. Il canto resta una delle mie gioie più grandi.

Il Salvatore insegnò: Ecco, gli uomini accendono una lampada per metterla sotto un moggio? No, ma su un candeliere, e dà luce a tutti quelli che sono nella casa” (3 Nefi 12:15). Ho potuto far sì che quella luce splendesse, godendo della musica e condividendola per molti anni, ma non avrei mai potuto farlo senza l’incoraggiamento di mio fratello Dan.

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