Capitolo 22: Allevare i figli in luce e verità

Insegnamenti dei presidenti della Chiesa: George Albert Smith, 2010


Il Signore ha dato ai genitori la responsabilità di insegnare ai figli il Vangelo con la parola e con l’esempio.

Dalla vita di George Albert Smith

Verso la fine della sua vita il presidente George Albert Smith fece delle riflessioni sull’educazione ricevuta e sugli insegnamenti dei suoi genitori:

“Sono nato in una famiglia umile… I miei genitori vivevano in circostanze davvero umili, ma io lodo il mio Creatore e Lo ringrazio con tutto il cuore per avermi mandato nella loro casa.

Sono cresciuto a Salt Lake City. All’età di otto anni fui battezzato nel City Creek. Fui confermato membro della Chiesa durante la riunione di digiuno del Diciassettesimo Rione e quand’ero bambino ho appreso che questa è l’opera del Signore. Ho saputo che vi erano dei profeti viventi sulla terra. Ho imparato che l’ispirazione dell’Onnipotente avrebbe influenzato coloro che fossero vissuti in modo tale da riceverle…

Non conosco nessun uomo in tutto il mondo che abbia più motivo di me di essere grato. Sono riconoscente per la mia nascita, per i miei genitori che mi hanno insegnato il vangelo di Gesù Cristo e che mi hanno dato l’esempio nella loro casa. Se nella mia vita ho fatto qualsiasi cosa che non avrei dovuto fare, non l’ho certo imparata nella casa di mia madre. In una famiglia così numerosa ci voleva una madre con tanta pazienza, ma lei era sempre paziente con noi. La dolcezza, la gentilezza e l’amore erano sempre presenti”.1

Nella sua famiglia, George Albert Smith cercò di seguire l’esempio di educazione dei suoi genitori mostrando pazienza e amore. Sua figlia Edith raccontò un’esperienza della sua giovinezza:

“Lui ci dava continuamente dei consigli su come comportarci, sottolineando l’onestà e la giustizia. Ricordo che un giorno, mentre facevo ritorno dalla lezione di pianoforte, il bigliettaio del tram non mi chiese di pagare il prezzo della corsa… Per qualche motivo non si accorse di me, e raggiunsi la mia destinazione tenendo ancora in mano la mia moneta, piuttosto esultante di aver fatto il viaggio gratis…

Corsi allegramente a raccontare a mio padre la mia buona sorte. Lui ascoltò pazientemente la mia storia. Iniziavo a pensare di aver avuto un gran successo… Ero certa che il bigliettaio non si fosse reso conto che non avevo pagato, e che pertanto fosse tutto a posto.

Quando finii di raccontare la mia storia, il babbo disse: ‘Ma cara, anche se il bigliettaio non lo sa, tu lo sai e io lo so, e il Padre Celeste lo sa. Quindi, siamo ancora in tre a dover essere soddisfatti nel vedere che tu paghi quanto è dovuto per il servizio ricevuto”.

Edith tornò alla fermata e pagò il suo biglietto quando il tram fece ritorno. In seguito espresse gratitudine per il modo in cui suo padre gestì la situazione: “Sono davvero felice di avere un padre che fu abbastanza saggio da indicarmi con cortesia l’errore, perché se ci fosse passato sopra, avrei potuto pensare che approvava, e avrei potuto cercare di fare lo stesso un’altra volta”.2 [Vedere il suggerimento 1 a pagina 244].

Insegnamenti di George Albert Smith

I genitori hanno la responsabilità principale di insegnare il Vangelo ai loro figli.

Una delle benedizioni più grandi e più ricche che avrete sarà quella che deriverà dall’insegnare ciò che dovreste, e istruire come dovreste, questi spiriti scelti che il vostro Padre Celeste sta mandando nel mondo in questi ultimi giorni… Non lasciate l’addestramento dei vostri figli alle scuole pubbliche. Non affidate il loro addestramento alla Primaria, alla Scuola Domenicale, alle organizzazioni giovanili della Chiesa. Queste vi aiuteranno e daranno un bel contributo, ma ricordate ciò che ha detto Dio stesso, che i genitori che non insegnano ai loro figli la fede in Dio, il pentimento, il battesimo e l’imposizione delle mani all’età di otto anni, il peccato sia sul capo dei genitori [vedere DeA 68:25–28]. Questa, fratelli e sorelle, non è una minaccia, è il tipo di consiglio gentile e amorevole del nostro Padre Celeste, che conosce tutte le cose e le comprende e sa che cosa significa quando si permette ai bambini di crescere senza questa formazione.3

Sono estremamente ansioso di dover inculcare nella mente di ogni genitore in Sion ciò che sto per dire, ossia che benché il Signore abbia provveduto a tutte queste istituzioni educative, benché la scienza abbia tanto contribuito al nostro benessere e alla nostra felicità, benché la Chiesa abbia preparato dei luoghi in cui possiamo mandare i nostri figli perché sia insegnato loro il vangelo di Cristo, ciò non solleva voi o me dalla responsabilità e dall’obbligo che è stato posto su di noi dal nostro Padre Celeste di istruire i nostri figli… Non è sufficiente che ai miei figli siano insegnati la fede, il pentimento, il battesimo e l’imposizione delle mani per il dono dello Spirito Santo nelle organizzazioni ausiliarie. Il mio Padre nei cieli ha comandato che sia io a farlo in prima persona.4

Nessun altro può svolgere ciò che Dio ha assegnato a noi genitori. Ci siamo assunti un obbligo quando siamo diventati gli strumenti per portare i figli nel mondo. Non possiamo affidare tale responsabilità a nessuna organizzazione. Appartiene a noi… Anzitutto su me e voi è posto l’obbligo non solo di avvisare e consigliare, ma di istruire, dando l’esempio, trascorrendo tempo a sufficienza con i nostri cari, con questi bambini e bambine, affinché non finiscano su… cammini proibiti.5

Raccogliete i vostri figli attorno a voi, e se in passato avete mancato di dare loro una comprensione dello scopo della vita e della conoscenza del vangelo di nostro Signore, fatelo ora, poiché io vi dico come servitore del Signore, che essi ne hanno bisogno adesso e ne avranno bisogno d’ora in avanti.6 [Vedere il suggerimento 2 a pagina 244].

Gli altri interessi non devono indurci a perdere di vista il nostro dovere di insegnare ai nostri figli.

In Luca ci viene detto che ci sarebbe stato un tempo in cui gli uomini sarebbero stati soffocati dalle cure e dalle ricchezze e dai piaceri della vita [vedere Luca 8:14]. Persino ora… ho in mente uomini e donne che amo e la cui spiritualità è stata soffocata proprio da queste cose, e l’avversario li conduce lungo i facili sentieri dei piaceri ed essi stanno trascurando il loro dovere quali genitori e quali membri della chiesa di Gesù Cristo…

In mezzo alla confusione, all’agitazione e a tutti i piaceri della vita… non perdiamo di vista il dovere che abbiamo nei confronti di questi ragazzi e ragazze che sono creati a immagine di Dio. Egli è il Padre dei loro spiriti, e ci riterrà responsabili dell’insegnamento che ricevono. Spero e prego che insegneremo loro in modo tale che quando giungerà la fine noi potremo ricevere da Lui questa benedizione: “Va bene, buono e fedel servitore, entra nella gioia del tuo Signore” e che possiamo avere i nostri cari con noi per l’eternità.7

Vorrei raccontarvi una storia. Un po’ di anni fa, vivevano nell’Indiana due giovani che lavoravano in due fattorie—fattorie che distavano da otto a undici chilometri. Lavoravano duramente ogni giorno svolgendo i loro compiti, mungendo le mucche eccetera. Un giorno il primo andò da suo padre, quando aveva circa tredici o quattordici anni, e disse: “Padre, vorrei andare in città. Vorrei vedere le luci splendenti. Mi chiedo se potrei andarci qualche sera, se lavoro sodo e finisco il mio lavoro”. Il padre disse: “Non puoi farlo perché non finirai il tuo lavoro”. “Se mi sveglio presto e lavoro tutto il giorno, posso andare in città? Non è troppo lontano, potrei andarci per un’ora o due e tornare presto”. Il padre disse: “Certamente, se svolgi tutti i tuoi compiti, puoi andare”. Padri, imparate questo. Il risultato fu che ci andò. Arrivò in città che era quasi buio. I negozi e le banche erano chiusi. Erano aperte molte sale da biliardo e case da gioco. Tutte le brave persone non erano in giro, la maggior parte era a casa. Per le strade e in questi luoghi c’erano solo gli scarti della società. Videro arrivare questo ragazzo e lo presero con sé. Non passò molto tempo prima che gli fossero mostrate le cose che nessun ragazzo dovrebbe vedere. Quella fu la sua esperienza. Gli diede un assaggio di qualcosa che non era bene per lui.

Il secondo ragazzo andò da suo padre alla stessa maniera. Disse: “Papà, una volta vorrei andare in città. Non ti piacerebbe lasciarmi andare a vedere alcune delle cose che non ho mai visto? Dovrò andare prima che faccia buio per vedere tutto”. “Ragazzo mio”, rispose il padre, “credo che tu abbia il diritto di andare in città, e penso che tu abbia il diritto di avere tuo padre con te. Scegli un giorno, io ti aiuterò con i tuoi lavori in modo che possiamo andare abbastanza presto da poterti fare incontrare alcuni dei miei colleghi”.

Sto parlando dello stesso luogo—le due fattorie non erano distanti. Nel giro di una settimana egli aveva scelto il giorno. Svolsero il lavoro e andarono in città. Arrivarono un po’ prima delle sedici. Arrivarono prima della chiusura delle banche. Il ragazzo indossava i suoi abiti migliori. Il padre lo portò in banca e lo presentò al banchiere, che gli strinse la mano e gli disse: “Quando sei in città, vieni a trovarci e sarai il benvenuto”.

Suo padre lo portò dove svolgeva degli affari, e le persone lo salutarono con piacere. Quando tornarono a casa, dopo essersi fermati a guardare uno spettacolo, quel ragazzo aveva fatto la conoscenza di alcuni tra gli uomini più distinti della comunità. Il risultato fu che quando crebbe e andò in città, ebbe la compagnia di brave persone.8 [Vedere il suggerimento 3 a pagina 244].

Voglio suggerirvi che… non c’è tempo che possiate trascorrere, o modo in cui possiate utilizzare il vostro tempo che non sia di maggior vantaggio dell’istruire i vostri ragazzi perché siano degni delle benedizioni del vostro Padre Celeste.9

L’esempio di un genitore può condurre un figlio alla salvezza, alla rettitudine e alla felicità.

Siamo esempi di rettitudine per i nostri figli, teniamo le preghiere familiari e invochiamo la benedizione del cibo. Facciamo in modo che i nostri figli vedano che noi, come marito e moglie, siamo affettuosi l’uno verso l’altra. Finché c’è ancora tempo, cogliamo l’occasione come marito e moglie di benedire la vita dell’altro con l’amore, con la gentilezza e con il servizio in ogni modo. Cogliamo l’occasione, finché c’è ancora tempo, di insegnare ai nostri figli come vivere in modo da essere felici… Che le nostre case siano santuari di pace, pazienza e amore.10

Soltanto alcuni giorni fa ho visto la lettera di un uomo che era probabilmente di mezza età. Scrivendo a suo padre ha detto: “Il tuo riguardo verso i tuoi cari, i tuoi insegnamenti, l’esempio che mi hai dato, sono stati per me d’ispirazione a fare ciò che il Signore voleva da me. Nel seguire i tuoi passi ho sentito che sarei stato al sicuro”. Quello era un saggio padre, un padre benedetto, che ha potuto piantare nella mente del figlio tanta fiducia… Grazie alla condotta del padre—secondo il merito che gli attribuisce il figlio nella lettera—grazie all’esempio dato in casa, oggi egli è uno dei sostenitori di questa Chiesa. Egli può vivere nel mondo e osservare i comandamenti del Signore. Il suo desiderio di fare il bene fu ispirato nella famiglia in cui visse. In casa sua non scoprì l’egoismo, ma l’altruismo. I genitori non si preoccuparono di ottenere tutto ciò che potevano e di tenerlo per loro con egoismo, ma cercarono coloro che avevano bisogno di loro e offrirono incoraggiamento. Tutte le chiacchiere del mondo non avrebbero potuto inculcare nel cuore di quell’uomo ciò che egli è oggi, ma fu l’esempio stabilito dai suoi genitori, da coloro che vivevano nella casa in cui lui viveva.

Non ho dubbi che vi siano centinaia di uomini e donne, anzi migliaia, nelle comunità in cui viviamo e nel mondo, che direbbero la stessa cosa degli insegnamenti ricevuti da padre e madre; temo però che alcuni di noi siano influenzati dalle consuetudini del mondo e ossessionati dall’idea di dover seguire la folla a prescindere da ciò in cui credono. In quel caso il nostro esempio non sarà una benedizione, ma potrà distruggere la felicità dei nostri figli.11

Rendiamo testimonianza nelle nostre azioni quotidiane, come pure nella conversazione, che crediamo che questa sia l’opera del Padre, e riceveremo gioia inesprimibile, e i figli che cresceranno nelle nostre case avranno sempre maggiore fede e umiltà. A loro sarà dato in aggiunta, e riceveranno il potere per resistere alle tentazioni dell’avversario, e al posto del dolore che ha afflitto i figli degli uomini a causa del peccato, ci saranno conforto, pace e felicità, e… gli uomini e le donne che abiteranno questa terra avranno la forza di carattere per mettere da parte i mali della vita.12 [Vedere il suggerimento 4 a pagina 244].

Se amiamo i nostri giovani e li istruiamo, possiamo contribuire a salvaguardarli dal male.

Santi degli Ultimi Giorni, insegnate ai vostri figli a osservare la legge morale. Circondateli con le braccia del vostro amore, ed essi non avranno alcun desiderio di cedere alle tentazioni malvagie che li circondano da ogni parte…

È un grande privilegio per i genitori stare seduti nelle loro case, circondati da figli puri dati loro dal nostro Padre Celeste, i cui spiriti furono generati dal nostro Padre in cielo! Che grande gioia è vederli interagire godendo delle benedizioni del nostro Padre Celeste e gioendo della compagnia del Suo Spirito, e avendo provveduto a istruirli sin dalla gioventù, vederli diventare maturi pur mantenendo la purezza nella vita!

Fratelli e sorelle, vi supplico con più serietà, premura e pazienza come mai prima d’ora, di proteggere la generazione nascente dalle trappole che l’avversario ha posto ai loro piedi. Molti dei nostri [film], programmi radio, riviste, libri, ecc., sono inadatti… e a meno che non neutralizziamo l’influenza di queste cose con degli insegnamenti sani e un ambiente morale, portando ai giovani i benefici che derivano dal conoscere la vita di bravi uomini e donne, e insegnando loro le virtù dei profeti e il significato del vangelo di Gesù Cristo, alcuni di quelli che noi amiamo potrebbero allontanarsi da noi…

Insegnamo ai nostri figli ad essere puri, ad essere retti. Insegnate ai vostri ragazzi a salvaguardare la virtù delle loro sorelle e delle loro amiche. Insegnate alle vostre figlie a salvaguardare la virtù dei ragazzi che frequentano… Specializziamoci, se mi consentite il termine, nel crescere i nostri ragazzi sotto l’influenza dello Spirito di Dio, affinché l’avversario non abbia alcun potere per traviarli.13 [Vedere i suggerimenti 5 e 6 a pagina 244].

Studiare il Vangelo in famiglia ci aiuterà a tenere vicino a noi i nostri figli.

Fratelli e sorelle, nelle nostre case è nostro privilegio, nostro dovere, radunare i nostri figli insieme per godere della compagnia reciproca, per rafforzarci e sostenerci l’un altro, perché ci siano insegnate le verità delle Sacre Scritture. In ogni casa i figli dovrebbero essere incoraggiati a leggere la parola del Signore così come ci è stata rivelata in tutte le dispensazioni. Dovremmo leggere la Bibbia, il Libro di Mormon, Dottrina e Alleanze e Perla di Gran Prezzo; non solo leggerli, ma anche spiegarli ai nostri figli affinché possano comprendere… i rapporti tra Dio e i popoli della terra.

Vediamo se possiamo fare qualcosa di più in futuro di quanto non abbiamo fatto in passato. Impegnamoci secondo il principio e la pratica di riunire attorno a noi i nostri figli nella nostra casa. Che ognuno di noi si chieda: “Ho svolto il mio dovere nella mia casa leggendo e insegnando il Vangelo, come è stato rivelato per mezzo dei profeti del Signore? Ho tenuto i miei figli vicino a me e ho reso la casa un luogo piacevole, un luogo di riverenza, amore, comprensione e devozione?”

Se non l’abbiamo fatto, pentiamoci per la nostra negligenza e raccogliamo i nostri figli attorno a noi e insegnamo loro la verità…

“Ho messo ordine nella mia casa?” Questo dovrebbe essere il quesito presente in ogni cuore. Non chiederci se gli altri lo hanno fatto, ma Io ho fatto ciò che il Signore mi ha richiesto?14

I nostri figli sono il dono più prezioso che nostro Padre ci ha concesso. Se possiamo guidare i loro passi lungo il sentiero della salvezza, vi sarà gioia eterna per noi e per loro…

Un modo in cui possiamo tenerli più vicini è di incontrarli più spesso nelle nostre case. La Chiesa ha stabilito che almeno una sera a settimana tutta la famiglia si incontri per godere della compagnia reciproca, per godere del piacere del calore domestico, e per discutere alcune cose insieme che hanno grande valore duraturo…

Nel 1915 la Prima Presidenza parlò di questo in una lettera ai “presidenti di palo, vescovi e genitori in Sion”, e cito ciò che dissero allora:

“Consigliamo e raccomandiamo l’istituzione di una ‘Serata familiare’ in tutta la Chiesa, di un periodo di tempo durante il quale i padri e le madri possano radunare attorno a loro, nella loro casa, i loro figli e figlie e insegnare loro la parola del Signore.… Questa ‘Serata familiare’ deve essere dedicata alla preghiera, al canto di inni e canzoni, alla musica, allo studio delle Scritture, alla conversazione su argomenti di interesse familiare, a istruzioni specifiche riguardo ai principi del Vangelo e su problemi di carattere morale, come pure sui doveri dei figli rispetto ai genitori, la famiglia, la Chiesa, la società e la nazione”.

E queste erano le benedizioni promesse a chi avrebbe fatto quanto chiesto:

“Se i santi obbediscono a questo consiglio, promettiamo che riceveranno grandi benedizioni. L’amore nella casa e l’obbedienza ai genitori cresceranno. La fede aumenterà nel cuore dei giovani d’Israele, ed essi acquisiranno il potere necessario per combattere le influenze maligne e le tentazioni che li affliggono”.

Questi principi e queste benedizioni sono ancora dinanzi a noi.15

Se la serata familiare potesse essere una realtà tra i Santi degli Ultimi Giorni, se durante questa serata a settimana vivessimo con noi stessi, sotto l’influenza dello spirito del Signore, nel calore domestico circondati da coloro che il Signore ci ha dato, e ci dicessimo in particolare che dobbiamo istruirli, quante case felici ci sarebbero oggi laddove vi è dolore, discordia e angoscia…

Quando chiudiamo fuori il mondo e le cose di fuori, e sotto l’influenza della preghiera e della gratitudine offriamo ai nostri figli quelle ricche verità che il Signore ha posto in noi per il nostro benessere e il loro, ne segue un genuino sviluppo della fede. Spero che per noi sia possibile fare un passo indietro, se ci siamo scostati da quel consiglio. Raccogliamo i nostri figli attorno a noi e facciamo sì che le nostre case siano luoghi in cui dimori lo Spirito del Signore. Se faremo la nostra parte potremo sapere ed essere certi che il nostro Padre Celeste farà la Sua.16 [Vedere il suggerimento 7 a pagina 245].

Suggerimenti per lo studio e l’insegnamento

Quando studiate il capitolo o vi preparate a insegnare, riflettete sulle idee seguenti. Per avere ulteriori spunti, vedere le pagine V–VII.

  1. 1.

    Pensate alla storia riportata alle pagine 233–235. Perché secondo voi George Albert Smith poté insegnare a sua figlia Edith con tanto successo? Pensate a un episodio della vostra gioventù in cui un genitore vi ha insegnato qualcosa che ha influenzato la vostra vita. Perché quella lezione è stata tanto efficace?

  2. 2.

    Studiate la prima sezione degli insegnamenti (pagine 235–236) e Dottrina e Alleanze 93:37–40. Perché pensate che il Signore abbia affidato ai genitori, piuttosto che ad altre organizzazioni, la responsabilità di insegnare ai figli il Vangelo? In che modo le organizzazioni della Chiesa possono aiutare i genitori nella loro responsabilità? Come possono contribuire i membri della famigli allargata? Se non avete figli, pensate a dei modi in cui potete essere una retta influenza per i giovani della Chiesa in modo da sostenere i genitori.

  3. 3.

    Riesaminate la storia riportata alle pagine 237–238. In che modo i figli traggono beneficio quando i genitori trascorrono del tempo insieme a loro? Quali sono alcune delle “cure e… [dei] piaceri della vita” (pagina 236) che possono portarci a trascurare le nostre responsabilità verso i nostri figli? Che cosa possiamo fare per superare queste distrazioni?

  4. 4.

    Leggete la sezione che inizia a pagina 238. Pensate al vostro atteggiamento riguardo alle “consuetudini del mondo” e al modo in cui questi atteggiamenti possono influenzare i vostri figli. Quali sono alcune “azioni quotidiane” che offrono ai nostri figli una testimonianza particolarmente forte delle nostre credenze?

  5. 5.

    Quali sono alcune delle tentazioni che i bambini e i giovani affrontano nella vostra comunità? Studiate la sezione che inizia a pagina 240, alla ricerca delle cose che i genitori, i nonni e le altre persone possono fare per aiutare i giovani a resistere alla tentazione.

  6. 6.

    Il presidente Smith consigliò di “specializzarci” nella crescita dei nostri figli sotto l’influenza dello Spirito (vedere a pagina 241). Che cosa significa per voi? Che tipo di cose possono fare i genitori per specializzarsi nell’allevare i figli in rettitudine?

  7. 7.

    Alle pagine 242–243, il presidente Smith esamina alcune delle promesse fatte alle famiglie che tengono regolarmente la serata familiare. In che modo queste benedizioni si sono adempiute nella vostra famiglia? Che consiglio dareste a una famiglia che non ha mai tenuto la serata familiare ma che desidera cominciare?

Ulteriori versetti di riferimento: Proverbi 22:6; Isaia 54:13; Enos 1:1–3; Mosia 4:14–15; Alma 56:45–48; Dottrina e Alleanze 68:25–31; vedere anche “La famiglia: un proclama al mondo”, La Stella, giugno 1996, 10

Sussidi per l’insegnamento: “Stai attento a non interrompere una discussione interessante per cercare di esporre tutto il materiale che hai preparato. Anche se è importante trattare tutti gli argomenti proposti, è più importante aiutare gli allievi a sentire l’influenza dello Spirito, rispondere alle loro domande, accrescere la loro conoscenza del Vangelo e rendere più forte il loro impegno a osservare i comandamenti” (Insegnare: non c’è chiamata più grande, 64).

Mostra riferimenti

    Note

  1.   1.

    “After Eighty Years”, Improvement Era, aprile 1950, 263.

  2.   2.

    Edith Smith Elliott, “No Wonder We Love Him”, Relief Society Magazine, giugno 1953, 367.

  3.   3.

    “To the Relief Society”, Relief Society Magazine, dicembre 1932, 708–709.

  4.   4.

    Conference Report, aprile 1926, 145.

  5.   5.

    Conference Report, aprile 1933, 72.

  6.   6.

    Conference Report, aprile 1937, 36.

  7.   7.

    Conference Report, aprile 1926, 146–147.

  8.   8.

    “President Smith Gives Scouting Address”, Deseret News, 22 febbraio 22, 1947, Church section, 8.

  9.   9.

    Conference Report, ottobre 1948, 181.

  10.   10.

    Conference Report, ottobre 1941, 101.

  11.   11.

    Conference Report, aprile 1937, 35.

  12.   12.

    Conference Report, aprile 1913, 29.

  13.   13.

    Conference Report, ottobre 1932, 24–125.

  14.   14.

    “After Eighty Years”, Improvement Era, aprile 1948, 248.

  15.   15.

    “The Family Hour”, 201.

  16.   16.

    Conference Report, aprile 1926, 145–146.