Capitolo 10: “Venite nei templi”

Insegnamenti dei presidenti della Chiesa: Lorenzo Snow, 2011


“Le prospettive che Dio ha aperto alla nostra vista sono grandiose e meravigliose; l’immaginazione non può concepirle. Venite nei templi e ve le mostreremo”.

Dalla vita di Lorenzo Snow

Poco dopo il suo battesimo e la sua confermazione, Lorenzo Snow cominciò a partecipare alle riunioni nel Tempio di Kirtland. Là, insieme al profeta Joseph Smith e ad altri dirigenti della Chiesa, ricevette grandi benedizioni spirituali. Nel suo diario scrisse: “Là avemmo il dono della profezia, il dono delle lingue, l’interpretazione delle lingue; furono riferite visioni e sogni meravigliosi; si udì il canto di cori celesti e si fu testimoni di magnifiche manifestazioni del potere di guarigione mediante l’amministrazione degli anziani. In tantissimi casi gli infermi furono guariti e i sordi poterono sentire, i ciechi vedere e gli zoppi camminare. Fu chiaramente evidente che un’influenza sacra e divina, un’atmosfera spirituale, pervadeva quel santo edificio”.1

Lorenzo Snow amava il Tempio di Kirtland, sapendo che “il Figlio di Dio, nella Sua gloria, l’aveva onorato della Sua regale presenza”. Di conseguenza era intimorito la prima volta che si alzò al pulpito per insegnare. Egli disse: “Nessuna lingua può descrivere i miei sentimenti quando, per la prima volta, mi alzai a uno di quei pulpiti per rivolgermi a una congregazione, un pulpito sul cui parapetto, solo poco tempo prima, si era levato questo santo Personaggio — i cui capelli erano bianchi come la neve pura e i cui occhi erano come una fiamma di fuoco — e su cui inoltre Mosè, Elias e Elia vennero a conferire le chiavi delle loro dispensazioni a Joseph Smith” [vedere DeA 110].2

Molti anni dopo, il 6 aprile 1892, il presidente Lorenzo Snow si alzò davanti a un’altra congregazione, stavolta nel Tempio di Salt Lake quasi terminato. Circa quarantamila Santi degli Ultimi Giorni si erano affollati all’interno della recinzione della Piazza del Tempio e circa altri diecimila “occupavano la sommità delle case adiacenti e dei luoghi da cui si poteva vedere”.3 La moltitudine si era radunata per una cerimonia in cui sarebbe stata posta la pietra di coronamento sulla guglia più alta del tempio. In seguito quel giorno vi sarebbe stata posta la statua dell’angelo Moroni. Su incarico della Prima Presidenza, il presidente Lorenzo Snow, che allora era il presidente del Quorum dei Dodici Apostoli, doveva guidare i santi nel Grido dell’Osanna. Quando spiegò il Grido dell’Osanna alla moltitudine espresse il suo amore ed entusiasmo per il lavoro di tempio.

Egli disse: “Le parole del grido, ‘Osanna!’, da pronunciare oggi durante o dopo la posa della pietra di coronamento, furono introdotte dal presidente Joseph Smith ai tempi del Tempio di Kirtland, e furono usate in occasione di una solenne assemblea in cui lo Spirito di Dio fu manifesto e la visione dell’Onnipotente si aprì davanti ai fratelli. Non si tratta di un’espressione comune, ma si tratta di un sacro grido — e vogliamo che sia capito chiaramente — impiegato solamente in occasioni straordinarie come quella che si sta verificando. Desideriamo anche che sia chiaramente compreso che vogliamo che i fratelli e le sorelle non solo esprimano le parole, ma che i loro cuori siano pieni di gratitudine al Dio del cielo che ha compiuto, per nostro tramite, questo lavoro possente e straordinario. Trentanove anni fa oggi fu posta la pietra di fondazione — la pietra angolare — di questo tempio, e riflettendo e meditando sulle meravigliose benedizioni che Dio ha conferito a noi, Suo popolo, durante tutti questi anni che sono trascorsi da allora, desideriamo che i santi sentano questo grido venire dal cuore quando lo pronunciano. Che i vostri cuori siano colmi di gratitudine”. Egli dimostrò come si fa il Grido dell’Osanna e poi disse: “Quando stiamo davanti al tempio e si leva questo grido, vogliamo che ogni uomo e ogni donna gridi queste parole al massimo delle capacità della sua voce, in modo che ogni casa di questa città possa tremare, che le persone di ogni parte di questa città possano sentirlo e che esso possa raggiungere i mondi eterni”.4

Il seguente resoconto della cerimonia della pietra di coronamento illustra la riverenza dei santi e la loro emozione durante l’avvenimento:

“All’approssimarsi di mezzogiorno il presidente Wilford Woodruff avanzò sulla piattaforma e stette davanti alla moltitudine radunata, tra cui regnava una quiete solenne. I cuori dei presenti palpitavano mentre lui parlava:

‘Attenzione, o voi casato di Israele, e voi tutte nazioni della terra! Ora noi poseremo la pietra di coronamento del Tempio del nostro Dio, il cui fondamento fu posto e dedicato dal profeta, veggente e rivelatore Brigham Young’.

Poi il presidente Woodruff premette un pulsante elettrico e la pietra di coronamento del tempio fu saldamente posizionata al suo posto. La scena che seguì è impossibile da descrivere. L’autorevole presidente dei Dodici, l’apostolo Lorenzo Snow, si alzò e guidò quarantamila santi nel grido all’unisono:

‘Osanna! Osanna! Osanna! A Dio e all’Agnello. Amen, amen e amen!

Osanna! Osanna! Osanna! A Dio e all’Agnello. Amen, amen e amen!

Osanna! Osanna! Osanna! A Dio e all’Agnello. Amen, amen e amen!’

Ogni grido fu accompagnato dallo sventolare dei fazzoletti… Gli occhi di migliaia di persone erano bagnati di lacrime per la grande gioia. La terra sembrò tremare per il volume del suono che fece eco sulle colline circostanti. Nella storia non si ricorda uno spettacolo più grande o imponente di questa cerimonia della pietra di copertura del tempio. L’osanna era appena finito quando la vasta congregazione iniziò a cantare il glorioso inno ‘Lo Spirito arde in noi come fuoco’”.5

Il presidente Woodruff dedicò il Tempio di Salt Lake esattamente un anno dopo, il 6 aprile 1893, dopo che i Santi avevano lavorato quarant’anni per completarlo. Il presidente Lorenzo Snow fu chiamato a servire come primo presidente di quel tempio e svolse quella chiamata finché non diventò il presidente della Chiesa nel settembre 1898. Un ritratto del presidente Snow è appeso ancora oggi nel Tempio di Salt Lake in ricordo della sua devozione a ciò che egli chiamava la “possente opera che stiamo svolgendo” nella casa del Signore6 [vedere il suggerimento 1 a pagina 149].

Insegnamenti di Lorenzo Snow

Nei templi acquisiamo conoscenza delle meravigliose benedizioni che Dio ha preparato per i fedeli.

Le prospettive che Dio ha aperto alla nostra vista sono grandiose e meravigliose; l’immaginazione non può concepirle. Venite nei templi e ve le mostreremo. Presumo che molti di voi vi siano stati e abbiano udito le cose meravigliose che Dio ha preparato per coloro che Lo amano e continuano fedelmente fino alla fine…

Egli ha preparato ogni cosa che i Santi degli Ultimi Giorni possano mai desiderare o immaginare per poter realizzare la loro completa felicità nel corso delle vaste eternità7 [vedere il suggerimento 2 a pagina 149].

Tramite le ordinanze del tempio formiamo sacri legami che possono unire per sempre le famiglie per il tempo e l’eternità.

Pensate alle promesse che vi sono fatte durante la meravigliosa e gloriosa cerimonia che si usa nell’alleanza matrimoniale del tempio. Quando due Santi degli Ultimi Giorni si uniscono in matrimonio, vengono fatte loro promesse riguardanti i figli, promesse che si estendono di eternità in eternità.8

Abbiamo ricevuto tanta saggezza e conoscenza di cose che stupiscono il mondo quando ne parliamo. Abbiamo imparato che nei templi noi siamo in grado di formare dei legami che non si sciolgono alla morte ma che raggiungono l’eternità, sacri legami che uniscono le famiglie per il tempo e l’eternità9 [vedere il suggerimento 3 a pagina 149].

Nei templi riceviamo le ordinanze dell’Esaltazione per conto dei nostri parenti defunti.

Ogni figlio e figlia di Dio avrà l’opportunità necessaria per l’Esaltazione e la gloria… Ma c’è solo un modo in cui l’Esaltazione e la gloria si possono ottenere. Dobbiamo essere battezzati per la remissione dei peccati e ricevere l’imposizione delle mani per il ricevimento dello Spirito Santo. Queste e altre ordinanze sono assolutamente necessarie per l’Esaltazione e la gloria; e se le persone hanno vissuto in periodi in cui il Vangelo non era accessibile, queste cose possono essere celebrate dai loro amici. Siamo venuti al mondo ora per fare queste cose, o almeno questo è uno dei motivi principali della nostra venuta. Non potremo enfatizzare mai abbastanza l’importanza di quest’opera.10

Non siamo venuti in questo mondo per caso. Siamo venuti per uno scopo speciale, e indubbiamente per via di certi accordi nell’altra vita in cui dimoravamo prima di venire qui. Ebbene, nei templi svolgiamo una grande opera in favore dei nostri parenti defunti. Occasionalmente riceviamo importanti manifestazioni dell’approvazione di Dio per quest’opera che stiamo svolgendo nei nostri templi. Le manifestazioni più straordinarie sono state vissute dalle persone che stanno lavorando per i loro antenati. Quella che stiamo svolgendo è un’opera possente. Migliaia di persone sono state battezzate per i loro morti durante lo svolgimento della nostra opera nei templi…

Nei nostri templi consentiamo alle persone di entrare, dopo che hanno tracciato la loro genealogia, non importa quanto addietro, e di essere battezzate per il loro padre defunto, il loro nonno, bisnonno e così via, fino a dove hanno tracciato la loro linea familiare. Poi consentiamo loro di suggellare le mogli ai mariti, per tutta la linea familiare che sono riusciti a tracciare. Prendete il caso di un giovane virtuoso che è vissuto prima che il Vangelo fosse fatto conoscere ai figlioli degli uomini… Si è sposato, ha avuto dei figli, ma non ha mai avuto il privilegio di ricevere il Vangelo, come voi ed io. Egli tuttavia ha insegnato alla sua famiglia i principi di moralità, era affettuoso e gentile con sua moglie e i suoi figli. Che cos’altro poteva fare? Non dev’essere condannato per non aver ricevuto il Vangelo perché non c’era alcun Vangelo da ricevere. Non deve perdere sua moglie perché quando l’ha sposata non poteva andare in un tempio e suggellarla a lui per il tempo e l’eternità. Egli ha agito in base alla migliore conoscenza che aveva, e lei è stata sposata a lui per la vita, secondo le usanze del paese. Noi rispettiamo quel matrimonio, celebrato secondo le leggi del suo paese… Noi suggelliamo i figli ai genitori e le mogli ai mariti, lungo tutta la linea.11

In una determinata occasione il Salvatore ha detto: “In verità, in verità io vi dico: L’ora viene, anzi è già venuta, che i morti udranno la voce del Figliuol di Dio; e quelli che l’avranno udita, vivranno” [Giovanni 5:25]. Io credo che saranno in pochi a non ricevere la verità. Udranno la voce del Figlio di Dio, udranno la voce del Sacerdozio del Figliol di Dio e riceveranno la verità e vivranno. Questi fratelli e sorelle che stanno lavorando così industriosamente nei templi avranno l’onore di essere, in un certo senso, salvatori per i loro parenti e amici per cui celebrano queste ordinanze12 [vedere il suggerimento 4 a pagina 149].

Dovremmo sforzarci di celebrare il lavoro di tempio e genealogico, anche se richiede sacrificio da parte nostra.

Dovrebbe essere un obiettivo nella mente di ogni uomo e donna venire nei nostri templi e svolgere quest’opera. È una grande opera, un’opera importante. Quando torneremo all’altra vita e troveremo i nostri amici defunti che vivono lì, se non avremo celebrato l’opera necessaria alla loro Esaltazione e gloria non saremo molto felici e non sarà una riunione molto piacevole.

Non dovremmo attendere sempre l’opportunità piacevole e conveniente, dovremmo invece sforzarci, anche se ci vuole un po’ di sacrificio da parte nostra, di metterci nella condizione di svolgere quest’opera… Noi desideriamo ansiosamente che i fratelli e le sorelle non trascurino questo lavoro importante. Sapete quale sarà l’opera principale durante i mille anni di riposo [il Millennio]? È quella che stiamo cercando di spingere i Santi degli Ultimi Giorni a fare al tempo presente. I templi saranno costruiti su tutta questa terra e i fratelli e le sorelle vi andranno e lavoreranno forse giorno e notte per poter affrettare l’opera e compiere il lavoro necessario prima che il Figliol dell’Uomo presenti il Suo regno a Suo Padre. Quest’opera dev’essere compiuta prima che il Figliol dell’Uomo possa venire a ricevere il Suo regno e lo presenti a Suo Padre13 [vedere il suggerimento 5 a pagina 149].

Quando entriamo nel tempio con cuore puro il Signore ci benedice secondo ciò che Egli sa essere meglio per noi.

Quando entriamo in questi templi sentiamo di avere lo Spirito del Signore più pienamente che in qualsiasi altro posto. Sono gli edifici del Signore e all’interno delle loro mura viene svolta la Sua più importante opera…

Sono contento per il fatto che, quando le persone entrano in questi templi, non se ne vanno senza sentirsi migliori e con la determinazione di fare un po’ meglio di quanto abbiano fatto. Questo è il sentimento che vogliamo che i santi ottengano…

Siate fedeli, fratelli e sorelle, e perseveranti; venite al tempio e svolgete l’opera che ivi si compie, e voi sarete felici e meglio preparati a resistere ai dissensi del mondo.14

Coloro che entreranno nel tempio con un cuore puro e uno spirito contrito non ne usciranno senza aver ricevuto benedizioni particolari, anche se in alcuni o forse molti casi potranno essere diverse da quanto ci si poteva aspettare… Alcuni santi potrebbero aspettarsi l’apparizione di angeli ministranti… o di vedere il volto di Dio. Potrebbe non essere utile per voi ricevere tali manifestazioni. Il Signore sa che cosa è meglio per ogni individuo e adatterà i Suoi doni per produrre il maggior beneficio a coloro che li ricevono. Ci si può aspettare che ogni santo fedele che entra in quella Casa riceva una benedizione che gli darà grande soddisfazione. Prima che lasci il tempio, qualcosa nascerà nel suo cuore ed egli comprenderà ciò che sarà di maggior utilità nella sua vita futura. A questo ha diritto quale vero Santo degli Ultimi Giorni15 [vedere il suggerimento 6 a pagina 149].

Suggerimenti per lo studio e l’insegnamento

Quando studiate il capitolo o vi preparate a insegnare, riflettete sulle idee seguenti. Per avere ulteriori spunti, vedere le pagine v–vii.

  1. 1.

    Leggete il resoconto della cerimonia della pietra di copertura del Tempio di Salt Lake (pagine 141–144). Se avete partecipato alla dedicazione di un tempio, pensate a come vi siete sentiti in quell’occasione. Quando prendiamo parte al Grido dell’Osanna, che cosa stiamo esprimendo al Signore?

  2. 2.

    Riesaminate l’invito del presidente Snow: “Venite nei templi” (pagina 144). Pensate a come potete accettare questo invito e a come potete estendere questo invito a famigliari e amici.

  3. 3.

    Mentre studiate la seconda sezione a pagina 144 meditate sulle benedizioni che possono derivare dal ricevere le ordinanze del tempio e dallo stringere le alleanze del tempio. In che modo queste benedizioni hanno influenzato voi e la vostra famiglia?

  4. 4.

    Leggete la sezione che inizia alla pagina 145. In che modi agiamo quali “salvatori per i [nostri] parenti e amici” quando svolgiamo quest’opera? Quali risorse ci ha fornito la Chiesa per aiutarci?

  5. 5.

    Che cosa possiamo fare per dedicare al lavoro di tempio e genealogico l’attenzione che merita? (Ripassate la sezione che inizia a pagina 147).

  6. 6.

    Quali sono alcune benedizioni personali e spirituali che possiamo ricevere quando partecipiamo al lavoro di tempio? (Per alcuni esempi vedere le pagine 147–148).

Ulteriori versetti di riferimento: DeA 97:15–17; 109:1–23; 128:15–18; 132:19; 138:57–59

Sussidi per l’insegnamento: “Puoi aiutare i tuoi allievi a sentirsi più sicuri della propria capacità di partecipare a una discussione se rispondi positivamente a ogni osservazione seria. Per esempio puoi dire: ‘Grazie della tua risposta. Era molto profonda’… O ancora: ‘È davvero un esempio efficace’, oppure: ‘Tutto quello che avete detto oggi era interessante’” (Insegnare non c’è chiamata più grande, 64).

Il 6 aprile 1892 migliaia di persone si radunarono per assistere alla posa della pietra di coronamento sulla guglia più alta del Tempio di Salt Lake.

I genitori possono aiutare i loro figli a prepararsi ad accettare l’invito di venire al tempio.

Mostra riferimenti

    Note

  1.   1.

    In Eliza R. Snow Smith, Biography and Family Record of Lorenzo Snow (1884), 11.

  2.   2.

    In Biography and Family Record of Lorenzo Snow, 11–12.

  3.   3.

    Vedere J. H. A., Millennial Star, 2 maggio 1892, 281.

  4.   4.

    Millennial Star, 4 luglio 1892, 418.

  5.   5.

    Millennial Star, 2 maggio 1892, 281–282.

  6.   6.

    Millennial Star, 27 giugno 1895, 403.

  7.   7.

    Deseret Semi-Weekly News, 30 marzo 1897, 1.

  8.   8.

    Deseret Semi-Weekly News, 30 marzo 1897, 1.

  9.   9.

    In “Funeral Services of Apostle Erastus Snow”, Millennial Star, 2 luglio 1888, 418.

  10.   10.

    Millennial Star, 27 giugno 1895, 405.

  11.   11.

    Millennial Star, 27 giugno 1895, 403–404; vedere anche Insegnamenti dei presidenti della Chiesa: Wilford Woodruff (2004), 184.

  12.   12.

    Deseret Weekly, 4 novembre 1893, 609.

  13.   13.

    Millennial Star, 27 giugno 1895, 404–405.

  14.   14.

    Deseret Semi-Weekly News, 30 marzo 1897, 1.

  15.   15.

    Adattato da una dettagliata parafrasi di un discorso del presidente Snow in Deseret Weekly, 8 aprile 1893, 495.